
La fiducia in Silvio Berlusconi è l’unico collante che lega i giovani di Alleanza Nazionale a quelli di Forza Italia. Ecco perché la giornata di ieri (che vedeva proprio quale protagonista il premier, ospite di Atreju) era l’occasione migliore per sondare gli animi e gli umori sul futuro prossimo dei movimenti di centro destra che presto convergeranno, così come i due partiti di riferimento, nel Popolo della Libertà.
Oggi, sul Giornale, trovate un ottimo reportage a riguardo. Ma, restano da capire le questioni principali che turbano i ragazzi di Azione Giovani che a quanto sembra, non sono affatto intenzionati, almeno per la stragrande maggioranza, ad abbandonare la loro identità e i loro simboli tra cui la fiaccola che quest’anno, proprio nell’ottica di un clima conciliativo, è sparita misteriosamente dal logo della festa. E fin qui, la forma.
La sostanza. Tra i due movimenti c’è un vero e proprio abisso (difficilmente insormontabile): la democrazia interna. Una caratteristica che poi, se ci pensi, contraddistingue anche le due forze politiche pronte a dar vita al Pdl. Da un lato c’è Silvio, padre a padrone degli azzurri, dall’altro la libertà di scegliere i propri rappresentanti, i temi del dibattito, congressi, frizioni: la normalità, per un partito. E Azione Giovani che è una realtà giovanile aperta, sa benissimo che nel Pdl questi spazi non ci saranno: perciò, si interroga.
Ma non si arrende. Anzi, l’impressione è che si è pronti a tutto pur di conservare una storia e una tradizione che Forza Italia (nata nemmeno dieci anni fa) non ha e non apprezza. Una battaglia obiettivamente difficile da vincere se il “nemico” è Silvio Berlusconi.
rhythm_bandit
14 set 2008 - 12:55 - #51argh, il flusso costante di argomentazioni che hai riportato nel commento #50 mi sta sopraffacendo!! aiuto!!
dai, che tra poco inizia buona domenica e ti puoi rilassare, eh…
supercasulet
14 set 2008 - 16:19 - #52#51
La parola argomentazioni in un tuo post è come minimo fuori luogo.
Io ti ho già fatto il resoconto della storia reale, tu insisti con le dichiarazioni di intenti, se questo non è essere ridicoli rimane un unica alternativa essere…
rhythm_bandit
14 set 2008 - 16:44 - #53“La parola argomentazioni in un tuo post è come minimo fuori luogo.”
molto divertente. specialmente eprché io riporto fatti facilmente verificabili da tutti, tu parli in modo generico di “pensioni per i repubblichini”
perché dove tu mi parli di questo (che secondo te è l’unica cosa che ha fatto an dal 1994), io posso citarti il fascismo come male assoluto
http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/politica/finisr/leggi/leggi.html
posso citarti la posizione (certo, personale) di fini sul referendum sulla fecondazione assistita
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/politica/refe1/refe1/refe1.html
posso citarti la volontà di fini di cosituire una normativa per le coppie di fatto anche omosessuali
posso citarti le ultime dichiarazioni sui valori dell’antifascismo sempre di fini
tu che cos’hai d’altra parte da contrapporre? per poi spiegare cosa? che an è fascista?
supercasulet
14 set 2008 - 17:35 - #54Ma ti sei accorto che porti solo dichiarazioni a cui non seguono fatti.
L’unica cosa reale di Fini è il suo comportamento politico, in fatto di alleanze.
Come è un controsenso che abbia votato la riforma federalista della Lega nel 2001 - 2006 visto che distruggeva l’unità nazionale, valore teorico di AN, infatti mi pare che un certo Fisichella, uno dei fondatori di An, se ne sia andato, L’UNICO.
Ripeto sono solo lecchini a cui interessa unicamente la poltrona, però non vorrei svegliarti dal sogno, quindi continua a leggere le dichiarazioni.
rhythm_bandit
14 set 2008 - 17:47 - #55“Ma ti sei accorto che porti solo dichiarazioni a cui non seguono fatti.”
tu pure, mi sembra. anche se le spacci per fatti, anzi, per “resoconti della storia reale”
“Come è un controsenso che abbia votato la riforma federalista della Lega nel 2001 - 2006 visto che distruggeva l’unità nazionale, valore teorico di AN, infatti mi pare che un certo Fisichella, uno dei fondatori di An, se ne sia andato, L’UNICO.”
“Il senso della patria deve rimanere vivo ed essere un valore. I disastri della storia non sono nati dall’amor di patria, ma se si pensa che una nazione sia superiore ad un’altra. Il disvalore è il nazionalismo e non il patriottismo”
gianfranco fini, 14 settembre 2008
fonte: l’unione sarda