Silvio Berlusconi, la Corte di Cassazione conferma il no all’espatrio

Il Cavaliere aveva presentato ricorso contro la decisione del Tribunale di Milano.

Silvio Berlusconi

14 gennaio 2015 - Il no precedente non l’aveva spinto a desistere. Silvio Berlusconi è tornato alla carica e ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Milano che il 25 febbraio dello scorso anno respinse la richiesta di espatrio senza autorizzazione avanzata dall’ex Premier in vista del congresso del Ppe a Dublino nel marzo scorso.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando di fatto quel no che da mesi obbliga Berlusconi a restare in Italia. La motivazione è chiarissima, così come era chiara a febbraio:

Silvio Berlusconi si trova in espiazione di una pena detentiva, anche se con una modalità che prevede un trattamento extracarcerario.

Nella sentenza, depositata oggi, si precisa che se il leader di Forza Italia “non condivide la legge italiana che preclude l'espatrio a chi sta espiando una condanna” può presentare un “ricorso amministrativo al Ministro per gli Affari esteri o al Tribunale amministrativo regionale”.

La condanna di Silvio Berlusconi, potrà considerarsi scontata il 22 aprile 2015 o addirittura il 7 marzo 2015 se sarà applicata la liberazione anticipata per buona condotta.

Berlusconi: il Tribunale di Milano nega il permesso di espatrio

Silvio Berlusconi è condannato in via definitiva per frode fiscale, e per questo motivo non gli è permesso l'espatrio. È quanto avrebbe deciso il Tribunale di Milano, secondo fonti giudiziarie, a seguito della richiesta dei legali del Cavaliere. Berlusconi aveva infatti chiesto il permesso di recarsi a Dublino per partecipare al congresso del Partito Popolare Europeo che si terrà il 6 e il 7 marzo.

Berlusconi si era detto disposto ad accettare di essere accompagnato da un nugolo di agenti per evitare che fuggisse, ma la Procura ha detto ugualmente di no, specificando che è una decisione in linea con quelle prese per casi analoghi a quello di Berlusconi.

Il congresso del Ppe dovrà decidere il candidato comune alla presidenza della Commissione Europea, e rinnovare il mandato a Joseph Daul come presidente del partito. Berlusconi aveva più volte ribadito la propria volontà di partecipare, e per questo aveva fatto richiesta ai giudici di poter espatriare. Il passaporto gli è stato ritirato a seguito della condanna in via definitiva a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati) per l’accusa di frode fiscale, per le irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset.

Pronte le reazioni di Forza Italia, con Daniela Santanché che parla di "decisione vergognosa". Già nel dicembre scorso a Berlusconi era stato negato il permesso di espatrio: anche in quell'occasione la richiesta era stata presentata per partecipare a un summit del Ppe, in programma a Bruxelles.

berlusconi cappellacci

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