Elezioni Europee 2014 | Eaf: Il Manifesto di Marine Le Pen

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Elezioni Europee 2014

. Il gruppo di Alleanza Europea per la Libertà, che presenta Marine Le Pen come candidato alla presidenza della Commissione, ha diffuso il suo manifesto programmatico.

Fronte Nazionale (Francia), Partito per la Libertà (Olanda), Partito della Libertà (Austria), Blocco Fiammingo (Belgio), Democratici Svedesi (Svezia) e Lega Nord (Italia) hanno aderito al progetto di Le Pen, in grande ascesa nei sondaggi nel suo paese. La storia politica, le tendenze xenofobe, la difesa ad oltranza dello stato nazione e del protezionismo in economia della leader francese e dei suoi partner collocano Eaf nell'alveo della destra ultra conservatrice, con tendenze estremiste.

La Lega è in qualche modo un'eccezione nello schieramento di Le Pen, in quanto non difende gli interessi nazionali, ma quelli locali. In ogni caso, ad unire tutti i partiti dell'alleanza è sostanzialmente l'avversione per la moneta unica e la forte determinazione a limitare i flussi migratori.

Le Pen è riuscita a "smarcarsi", attraverso un'abile strategia politica e comunicativa, dall'estrema destra tradizionale. Pur conservando nei contenuti il suo retroterra culturale, sul piano del marketing politico cerca di allargare il suo consenso ai ceti medio bassi delusi dalla Ue, ma non attratti dalla vecchia propaganda del Fronte. Per questo motivo, nel suo programma troviamo affermazioni come questa: "Il nostro impegno non ha a che vedere con l'ideologia di destra e di sinistra, piuttosto è orientato alla difesa di quelle nazioni la cui libertà e sovranità è stata erosa dalla Ue".

Ovviamente il panorama dei partiti euroscettici e populisti dell'Unione non si esaurisce nello schieramento di Eaf. Tuttavia, tra le formazione antieuropeiste, l'Alleanza di Le Pen è quella che potrebbe incidere di più nella prossima legislatura.

Analizziamo da vicino alcuni passaggi del suo Mainfesto.

Aspetti istituzionali


"Si rende necessaria, per lo meno, una ridefinizione dei poteri legislativi assegnati alle istituzioni europee e più in particolare a quelli legati al Trattato di Lisbona in termini di difesa della sovranità nazionale"
Per mettere in atto questo intento si propongono due mosse. Innanzitutto l'introduzione della strumento referendario, a livello nazionale, che chiami i cittadini a pronunciarsi sulle decisioni rilevanti prese a Bruxelles. Il referendum, inoltre, dovrebbe essere istituzionalizzato anche per sottoporre al parere degli elettori le politiche di allargamento della Ue.

In secondo luogo, per Eaf, sarebbe opportuno riconfigurare il peso dei singoli Stati membri nelle politiche occupazionali. Queste dovrebbero essere interamente decise a livello nazionale, in base alle condizioni economiche di ogni paese: "l'approccio individuale è migliore di quello generale".

Aspetti economici


"La solidarietà all'interno dell'Unione europea non può essere un percorso a senso unico La redistribuzione da parte degli Stati membri più ricchi agli Stati che si trovano in una situazione di squilibrio finanziario non è una soluzione praticabile e serve solo a evitare, nel brevissimo termine, il crollo del sistema"
Dunque, Eaf si batterà per la fine dei prestiti agli Stati in difficoltà. Queste nazioni dovrebbero essere libere di uscire dalla moneta unica. A tale riguardo, dovrebbe essere prese in considerazione modalità concertate di uscita dalla zona euro per tutti i paesi membri. In questo modo tutti gli Stati potranno decidere se tornare alla moneta nazionale e, se necessario, svalutare per rilanciare la competitività.

"E'necessario attuare delle protezioni per le piccole, medie e grandi imprese in Europa. In particolare per il settore agricolo"
La formazione di Le Pen vuole rilanciare la politica dei dazi doganali. Tali protezioni, secondo Eaf, metteranno un freno all'importazione di beni provenienti da paesi al di fuori della Ue e avranno un effetto benefico sull'economia continentale.

Aspetti sociali e politiche dell'immigrazione


"L'immigrazione di massa non è una risposta alla crisi demografica e alle sfide economiche dell'Europa"
Eaf sostiene che le decisioni su come gestire i flussi e sul diritto di asilo devono essere prese dagli Stati, senza alcuna intromissione da parte della Ue. Inoltre, per far fronte al crollo della natalità europea è necessario offrire sostegno alle famiglie tradizionali.

Nel programma, Le Pen ha voluto sottolineare il valore della laicità. A suo avviso, solo in questo modo si potranno preservare le radici umaniste e cristiane dell'Europa. Le confessioni religiose devono stare fuori dalle istituzioni pubbliche perché ciò sarebbe contrario alla salvaguardia dell'identità nazionale. Inoltre, stipendi e sussidi per le confessioni religiose incoraggerebbero e legittimerebbero la diffusione dell'Islam nel continente.

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