Elezioni Europee 2014 | Sondaggi: la Sinistra di Tsipras ha "potenzialità di crescita" per Ipr-Marketing

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Per il direttore di Ipr marketing Antonio Noto la Lista Tsipras è un’operazione che ha potenzialità di crescita, anche se i recenti litigi per le liste italiane rischiano di mettere a repentaglio la tenuta in Italia.

I sondaggi dell'istituto Ipr-Marketing presentati dal TG3 Rai in data 10 marzo 2014 mostrano come i partiti più considerati dall'elettorato siano quelli "mainstream": il PD si attesta al 27,5%, ex equo per Forza Italia e M5S al 24,0%, Lega al 4,3%, NcD+UdC al 5,5%, FdI al 3,0%, Scelta Civica al 2,5%; infine la lista Tsipras si attesta attorno al 4,0% , cui dovrebbe aderire SeL.

Si evince chiaramente dall'esito dei sondaggi per le Europee 2014, che Forza Italia e M5S di pari passo, recuperano il 4,5% rispetto al PD rapportato alle intenzioni di voto di eventuali Politiche.

"(Tsipras, ndr) può pescare anche nel 25 per cento di indecisi: indecisi, non propensi all’astensione. Ma deve evitare l’identificazione con l’esperienza della Rivoluzione civile di Ingroia."

ha spiegato ad Europa Antonio Noto, direttore di Ipr-Marketing.

(Andrea Spinelli Barrile)

Avanza ancora la Sinistra di Tsipras. Giù i socialisti

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Elezioni Europee 2014. Gue, lo schieramento di sinistra guidato da Alexis Tsipras, potrebbe essere la vera sorpresa delle prossime consultazioni del 22-25 maggio. Secondo l'ultimo sondaggio effettuato da PollWatch 2014, la sinistra radicale otterrebbe, se si votasse oggi, ben 67 seggi (22 in più rispetto alla legislatura in corso). Dunque, si deve registrare un significativo balzo in avanti rispetto all'ultima rilevazione di marzo. In quell'occasione, Gue si attestava a quota 56 seggi.

Il merito dell'incremento dei consensi va certamente assegnato all'abilità del leader greco di Syriza, che ha saputo riunire intorno ai suoi 10 punti programmatici gran parte della sinistra continentale. Inoltre, ad influire positivamente sul gradimento dello schieramento europeista e anti austerity sono stati l'Italia e il Portogallo. A sottolinearlo è proprio Pollwatch, che attribuisce a L'Altra Europa con Tsipras e a Bloco de Esquerda un apporto importante nell'incremento delle intenzioni di voto.

Il Pse, guidato da Martin Schulz, rimane in testa, ma subisce una flessione. A Marzo era quotato a 221 seggi, oggi ne otterrebbe solo 209. Ci si aspettava sicuramente qualcosa in più, soprattutto alla luce del recente Congresso del Pse di Roma. Forse, ad incidere negativamente è il contenuto appeal della formula socialdemocratica tra gli elettori del sud Europa.

Il Ppe, che sta celebrando in queste ore il congresso a Dublino, rimane stabile rispetto al mese scorso: si riconferma a 202 seggi. C'è poco da rallegrarsi per i popolari, nell'ultima legislatura vantavano 265 seggi. Un pezzo del loro elettorato si è presumibilmente spostato a destra o è orientato al non-voto. Avendo avuto una larga maggioranza nella scorsa legislatura, sono percepiti (a torto o a ragione) come i principali responsabili della crisi che ha investito l'Unione. Tuttavia, bisogna rilevare che entro domani nomineranno un candidato alla presidenza della Commissione. Una personalità forte e credibile potrebbe avere un effetto positivo su un eventuale ripresa nei consensi.

Alde, l'alleanza dei liberal democratici, registra un ulteriore regresso. Il mese scorso si attestava a 64 seggi, mentre oggi viene data a 61. Ricordiamo che lo schieramento, guidato da Guy Verhofstadt, gode attualmente di 84 seggi a Strasburgo. Anche I Verdi di José Bové e Ska Keller rimangono stabili rispetto al mese scorso: 44 seggi (11 in meno rispetto alla legislatura attuale).

Infine segnaliamo i conservatori a 45 seggi, gli euroscettici di Efd a 31 e i non iscritti a 92.

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