Elezioni Europee 2014 | Lista Tsipras: Camilleri, Flores e la sinistra miope

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Elezioni Europee 2014

. Quando un soggetto politico muove i suoi primi passi è inevitabile che ci siano alcune difficoltà. Ma, forse, L'Altra Europa con Tsipras sta esagerando. Non lo pensiamo solo perché divisioni, dimissioni e scambi di accuse portano dritti al fallimento elettorale, ma perché forse qualcuno non ha colto l'opportunità che potrebbero rappresentare le prossime elezioni del 22-25 maggio.

I casi Camilleri, Flores, Grasso e Battaglia


E' di oggi la notizia che Paolo Flores D'Arcais e Andrea Camilleri hanno deciso di dimettersi dal Comitato dei garanti della Lista. I due promotori dell'Appello per un soggetto politico italiano, in sostegno alla candidatura di Alexis Tsipras, ci sono andati giù pesante. In una lettera indirizzata allo stesso leader di Syriza hanno comunicato le loro dimissioni perché estromessi dalla gestione delle candidature.

Tutto è incominciato sull'opportunità o meno di candidare Luca Casarini e sulla decisione di Spinelli e Ovadia di presentarsi come candidati "di bandiera". Le polemiche sono proseguite con l'esclusione dalla lista di Valeria Grasso, imprenditrice palermitana. La sua "colpa" sarebbe stata quella di aver partecipato ad un incontro organizzato da Fratelli d'Italia, di Giorgia Meloni. Grasso ha commentato la sua esclusione con toni molto aspri: "Sono venuta a conoscenza della mia esclusione dalla lista senza aver ricevuto nessun avviso o chiamata diretta da alcuno dei garanti. Il silenzio intorno mi ha fatto sentire sola come quando ho dovuto affrontare le conseguenze delle denunce alla richiesta del pizzo".

Infine è arrivato il ritiro di Antonia Battaglia, esponente della rete di associazioni pacifiste Peacelink. La scelta è stata motivata dalla presenza di due esponenti di Sinistra e Libertà in lista. Battaglia ha dichiarato di non voler più partecipare al progetto perché non sarebbe stato giusto stare "accanto ad esponenti di un partito che ancora ieri ha continuato a disconoscere le proprie gravi responsabilità sulla questione Ilva". Revelli, Viale e Spinelli hanno tentato di dissuaderla, ma la pacifista pugliese si è mostrata irremovibile. Inoltre, secondo Flores la missiva in cui Battaglia esponeva le sue critiche sarebbe stata "occultata" dagli altri garanti.

Alcune perplessità sulla formazione della lista erano state espresse, la scorsa settimana, anche da uno dei suoi sostenitori "simbolo": Stefano Rodotà. E questo era già un sengale preoccupante. Tuttavia, vorremmo andare un po' oltre la questioni dei singoli casi.

L'occasione sprecata?


E' sempre molto difficile stabilire chi abbia torto e chi abbia ragione in certe situazioni. Ovviamente le tempistiche e un certo potere di indirizzo da parte di qualcuno hanno inciso. Ma ciò non toglie che se non si porrà rimedio immediato a certe forme di "narcisismo perdente", classico della sinistra italiana, L'Altra Europa potrebbe perdere un'occasione decisiva.

Gli ultimi sondaggi, in Grecia, danno Syriza avanti su Nuova Democrazia. Non sappiamo certamente da qui a maggio come evolverà il consenso dell'elettorato; la situazione economico-sociale del paese è drammatica e in questo contesto può accadere qualsiasi cosa. Tuttavia, se Syriza dovesse farcela e la L'Altra Europa dovesse andare male (con percentuali esigue) allora candidati e simpatizzanti farebbero bene a mangiarsi le mani. Perché?

Perché mentre Syriza rafforzerebbe la sua posizione interna e di riferimento internazionale, in Italia ci sarebbe il deserto. Ribadiamo, in un paese dell'Unione potrebbe affermarsi una sinistra europeista, come sottolineato nel programma, e contraria all'austerity e al Fiscal Compact. Davanti ad un fatto così importante, cosa potrebbe capitalizzare una sinistra italiana al 4% e divisa? Rispondiamo noi, nulla.

Un risultato elettorale deludente non cambierebbe gli equilibri nel nostro paese, lo consegnerebbe ad un governo nominato dal Pd e ad un'opposizione distruttiva, che in alcune sue manifestazioni non è poi così distante dalle posizioni di Marine Le Pen. Inoltre, forse, si dovrebbe prendere in considerazione che incominciare il semestre europeo con una affermazione di una lista che esprime soggetti sociali presenti sul territorio potrebbe essere un segnale importante. Altrimenti, sarà opportuno rassegnarsi a sei mesi di assoluto protagonismo di Matteo Renzi.

Per creare una nuova "tendenza" di sinistra nell'Europa del Sud sarebbe conveniente mettere da parte ogni personalismo e sforzarsi di costruire. Se ciò avvenisse, inoltre, le ragioni di questo o di quello potrebbero diventare immediatamente anacronistiche. Quando c'è novità possono sempre aprirsi spazi insperati di partecipazione. Quando, invece, ci sono stantie polemiche, tatticismi e formule come "terra di mezzo" si corre il rischio di andare incontro all'estinzione.

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