Confesso che prima di scrivere questo post ho avuto alcuni dubbi, mi sono posto qualche domanda. E’ giusto dare ulteriore spazio alle parole, che personalmente ritengo indegne e orribili, di una persona condannata in quanto mandante di un omicidio? E’ giusto commentare gli articoli di uno che è ritenuto, purtroppo, da molti, a sinistra come a destra, un maestro di giornalismo e un maestro di vita? Poi mi sono detto che sì, bisognava scrivere qualcosa. Potrei copiare in blocco quello che ha scritto Marco Travaglio sull’Unità del 16 Settembre, perchè lo condivido totalmente. Ma non sarebbe corretto.
Vorrei invece dire qualcosa di diverso. La cosa vergognosa di tutta la querelle Sofri - Calabresi (nella quale spicca, per dignità e per rispetto verso la memoria del padre, il comportamento di Mario Calabresi, che non ha attizzato il fuoco delle polemiche) non è tanto che venga difeso da coloro che credono che sparare ad un commissario di polizia sia semplicemente un atto “politico”, magari
“un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia”
come fu scritto su Lotta Continua dopo l’omicidio di Calabresi. Quello che ritengo intollerabile è che Sofri venga ancora letto sul Foglio e su Repubblica. Beninteso, Sofri ha e deve avere il diritto di scrivere su qualunque quotidiano, periodico, mensile, bisettimanale. E’ un diritto di cui nessuno lo può privare. Però il fatto che molte persone ancora oggi leggano Sofri e lo apprezzino, beh è francamente riprovevole. Ripeto ancora una volta, ben venga il diritto, anzi il dovere, se Sofri vuole, di scrivere sui più svariati argomenti e nella forma preferita. Ma siamo proprio sicuri che Adriano Sofri sia un bravo giornalista, che scriva cose apprezzabili? E’, ricordiamolo, una persona che per la giustizia italiana è il mandante di un omicidio. Peraltro, è il mandante dell’omicidio di un innocente, visto che Gerardo d’Ambrosio dimostrò, purtroppo dopo la morte di Luigi Calabresi, che il commissario non c’entrava nulla con la morte del povero Pino Pinelli.
Ecco, la mia domanda è questa: è giusto continuare a ritenere Adriano Sofri un eminente e fine giornalista?
Foto: Malkav da Flickr
Steffa
17 set 2008 - 07:26 - #1Terrorista maledetto, ma pensate a quanti firmavano gli scritti di Lotta Continua, alcuni sono personaggi in voga ancor oggi…
xmasJVB
17 set 2008 - 08:09 - #2sbagliatissimo, liguori-TGCOM, ferrara-IL FOGLIO, mughini-IL GIORNALE etc.
questi sono i primi 3 che appartenevano a lotta continua, e tristemente riciclati come persone per bene dalla pseudodestra.
La dimostrazione, che “lottavano continuamente”non per ideali, ma per soldi, fama e potere.
Per gli altri che li hanno accolti………no comment.
Ottimo articolo Bruno
brunoM
17 set 2008 - 10:38 - #3ho cancellato un commento che conteneva frasi offensive. Mantenete un contegno adeguato, grazie.
Pereira50
08 ott 2008 - 13:37 - #4Ho sempre pensato che i soli ad avere interesse ad ammazzare il commissario Calabresi fossero i depistatori/mandanti della strage di piazza Fontana. E’ storicamente acclarato che Calabresi fu parte attiva (e non innocente) nel tentativo di criminalizzazione degli anarchici e in cui il “suicidio” di Pinelli fu un “incidente di percorso”. I mandanti della strage di piazza fontana erano e sono anche i mandanti del depistaggio. Ed è indubbio che Calabresi li conosceva… Chi allora poteva temere una sempre possibile crisi di coscienza di Calabresi. Chi poteva temere che Calabresi potesse fare i nomi di chi gli aveva detto di indirizzare e depistare le indagini. Ovviamente gli stessi che l’hanno fatto uccidere: i mandanti della strage di piazza Fontana.
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/8846
Anch’io sono convinto di questo: basti rileggere quello che Gemma Capra ha scritto, a suo tempo, in riferimento al periodo immediatamente precedente il delitto. Basti riflettere sul clima che c’era in Questura in quel periodo, di come Calabresi fosse isolato e guardato con sospetto, basti rileggere quello che ha scritto Vasile sull’Unità: Calabresi si era, prima di tutti, pericolosamente avvicinato ai segreti e ai mandanti della strage di Piazza Fontana.
Per questo il delitto Calabresi è un atto terroristico, e la sortita di Sofri è un macigno sulla strada dell’accertamento della verità.
Se Sofri come afferma e molti, me compreso, ritengono vero, che non è stato il mandante dell’omicidio Calabresi, perchè poi si arroga il diritto di dire che non fu un atto terroristico ?
ll Giudice D’Ambrosio afferma giustamente:
«Davvero non capisco dove voglia andare a parare Sofri. La sua uscita è fuori luogo, fatico capirla.Dice il falso quando attribuisce la responsabilità della pista anarchica al povero Luigi. Fu la Polizia di Roma ad ordinare il fermo di Valpreda. Ma poi, se non è stato terrorismo quel delitto, mi domando cosa può esserlo. Esiste per caso un tribunale che condannò a morte Calabresi? Non mi risulta. Quell’uomo fu vittima di una campagna di denigrazione atroce, senza precedenti e mai più ripetuta, per fortuna. Credo che suo figlio sia andato all’Onu con pieno diritto. Che sia proprio Sofri ad affermare il contrario, mi sembra grave».
Il fatto che :” Quell’uomo fu vittima di una campagna di denigrazione atroce, senza precedenti e mai più ripetuta, per fortuna ” non comporta necessariamente che sia stato ucciso per quello.
E’ grave che Sofri cerchi di accreditare un sillogismo che avrebbe senso soltanto se Lui fosse il vero mandante. “Io non sono terrorista, Io sono stato condannato per il delitto Calabresi, il delitto Calabresi non è un atto di terrorismo”.
E’ gravissima, poi, l’affermazione categorica, che circoscrive tutto in un orizzonte ristretto e riduttivo:
L’omicidio di Calabresi – che è responsabilità di chi lo commise, e non di chi firmava appelli contro una sconvolgente vicenda di terrorismo di Stato e di omertà istituzionali – fu l’azione di qualcuno che, disperando della giustizia pubblica e confidando sul sentimento proprio, volle vendicare le vittime di una violenza torbida e cieca.
Ecco il punto: Chi lo commise ? e chi fu il mandante ? se non è stato Lui, perchè non sforzarsi di trovare chi è il mandante ? Anzi cosa ancora più grave dare per scontato che non ci sia stato un mandante ?
Pereira50
08 ott 2008 - 13:39 - #5Gentile lettore,
rispetto le sue convinzioni, ma non ne condivido nemmeno una riga. Sofri è il mandante dell’omicidio Calabresi, come hanno acclarato inequivocabilmente un numero impressionante di sentenze della amgistratura italiana. Calabresi era un onesto servitore dello Stato, e non era responsabile di nessuna criminalizzazione di Pinelli. Questo penso io, suffragato dalle sentenze definitive della Cassazione. La saluto cordialmente