Anche se sono solamente due (Idv e Radicali), gli alleati del Pd di Veltroni ricalcano le orme della precedente variegata e agitata coalizione prodiana: protestano e litigano. Si agitano come dentro un sacco di noci per far sentire il loro dissenso contro Veltroni. Apparentati? Meglio definirli già separati in casa.
Di più: presto “divorziati”. Antonio Di Pietro, invece di pensare come far vincere alla coalizione le elezioni, se la prende con il Pd che, in caso di vittoria, porrebbe il veto alla possibilità che l’ex Pm diventi ministro della Giustizia. Chiosa il leader dell’Idv: “Mani pulite brucia ancora a gran parte della classe politica, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro”.
Ahi! Ahi! La lingua batte dove il dente duole. Sull’ex pm grava il sospetto (non solo nel Pdl) del “giustizialista”, capace di fare un uso politico dei poteri della magistratura. Vista l’aria che tira è evidente che Tonino pensa solo a se stesso, a prendere voti per il suo partito: sa che allo stato della fiera solo un miracolo può dare la vittoria a Veltroni e che lui nel Pd non entrerà mai.
Per adesso Di Pietro fa con Veltroni quel che ha fatto per due anni con Prodi: il “rompi”. Allora però Prodi era il Premier e Di Pietro ministro mentre oggi Veltroni è il candidato premier e l’ex pm candidato a non si sa cosa. Idem, o peggio, sul fronte del partito di Pannella il cui sciopero della fame e della seta ha lasciato il segno, foriero di nuovi aspri conflitti.
La delusione dei radicali è forte. Per adesso mugugni, rimbrotti, minacce a mezza voce. Dopo il 14 aprile saranno grida, insulti, recriminazioni, accuse. Mentre la nave (del Pd e dei diversi tronconi della sinistra) va più o meno baldanzosamente al termine di una campagna elettorale che, a meno di contraccolpi, consegnerà il paese nelle mani di Berlusconi, non c’è nessuno (tanto meno nel Pd) che accenna a tirare le fila o quanto meno a tentare di riallacciare i fili di uno straccio di dialogo, senza il quale il dopo voto sarà per gli sconfitti politicamente drammatico.
Invece ognuno tira diritto per la sua strada. Come niente fosse. Prendiamo, appunto, il rapporto radicali-piddì. Che succede concretamente? Spara Emma Bonino: “Il Pd ci tiene fuori dalla campagna elettorale. Ad esempio, ho saputo solo quando c’era già stato, di un giro di Veltroni in Piemonte, dove sono candidata, e che viene considerata una regione a rischio. Sembra che il Pd possa, voglia e debba fare a meno di noi”
“E’ un problema politico, non di organizzazione. O si ritengono i radicali inutili, o li si considerano dannosi, oppure non è comprensibile la scelta che il Pd ha fatto. Comunque noi non siamo né parassiti né sfaticati”. Il leader del Partito democratico fa orecchie da mercante. E insiste: “Noi siamo il nuovo. Se governeremo il Paese, mai più un nostro ministro manifesterà contro il (suo) governo”. Di Pietro e la Bonino intanto litigano con il candidato premier. Si fa sempre in tempo a litigare con il premier. Quello vero.
Proust
25 mar 2008 - 13:10 - #1E’ Di Pietro giustizialista o sono gli altri delinquentalisti?
a me sembra una cosa tanto sensata avere gente onesta che ci governi… bah…
pierpyx
25 mar 2008 - 13:19 - #2giusta la domanda di Proust:
“E’ Di Pietro giustizialista o sono gli altri delinquentalisti?”
+1
William Wallace
25 mar 2008 - 13:25 - #3Figurati… osi proferir parola contro i sinistroidi e ti tacciano di fascismo… Ma tra l’altro il caro Walter non diceva che non ce ne sarebbero più stati di questi problemi, visto che il PD sarebbe andato da solo alle elezioni? Ah, già… NON VA DA SOLO!
William Wallace
25 mar 2008 - 13:29 - #4 (nascondi)Signori, questa non è faziosità. Vi insegno una nuova parola: R-E-A-L-T-A’. Ed non siate così ignoranti da rompere le scatole quando un articolo neutro tende a sinistra… Accettate le cose e basta: oggi a voi domani a noi.
William Wallace
25 mar 2008 - 13:30 - #5oops, volevo dire “E non siate così ignoranti da rompere le scatole quando un articolo neutro tende a destra…”
Frantz
25 mar 2008 - 13:41 - #6Invece Wallace, tu che voti Calderoli non sei ignorante che porta il nome della legge elettorale più schifosa che esista al mondo che è anche anticostituzionale…. bravo continua così
andrea4381
25 mar 2008 - 14:26 - #7mi hanno cancellato un commento perchè avevo scritto “buffoni, scrivete quando un articolo è di destra, non classificatelo com neutrale”..
state già imparando dal vostro idolo Silvio? Bravi!
William Wallace
25 mar 2008 - 14:26 - #8Grande Frantz!!! Veramente grande!!! Molto probabilmente non hai neanche letto la legge elettorale come circa 3/4 della gente che la critica… E comunque per avere stabilità basta vincerle le elezioni, non pareggiare come quelle del 2006… Ah, complimenti per la varietà di argomenti contro i leghisti!!!
pierpyx
25 mar 2008 - 14:34 - #9anche a me hanno cancellato un commento, solo perchè ho scritto che il commento posto come neutrale, effettivamente neutrale non è…
Massimo Falcioni, abbi almeno l’accortezza di mettere l’indicatore dell’orientamento spostato a destra…
BUFFONI!
pierpyx
25 mar 2008 - 14:36 - #10@William Wallace
non c’è bisogno di leggerla la legge elettorale per capire che è una porcata e una offesa ai cittadini..
a parte il fatto che lo stesso ideatore (Calderoli) l’ha definita una porcata.. se questi per voi sono i politici seri, mi sa che tanti di voi ancora non hanno capito niente..
William Wallace
25 mar 2008 - 14:39 - #11 (nascondi)Giusto, non leggiamo. Critichiamo senza conoscere, da bravi ignoranti!! Almeno hai letto questo post prima di criticarlo?
pierpyx
25 mar 2008 - 14:45 - #12@William
tu che invece sei un genio e che hai letto la legge elettorale, mi puoi spiegare quali sono gli aspetti positivi?
per me una legge elettorale che non consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti da mandare in Parlamento non è una legge elettorale seria. e per capire questo non serve leggere l’intera legge, basta avere un minimo di moralità e buon senso..
William Wallace
25 mar 2008 - 14:49 - #13@pierpyx
Però è anche vero che se lo permetti, crei il clientelismo. Di conseguenza, il problema c’è sia che tu permetta di esprimere la preferena, sia che tu non lo permetta.
pierpyx
25 mar 2008 - 14:55 - #14@William
no, mi spiace ma questa è la solita scusa che tirano fuori alcuni personaggi loschi… in poche parole secondo te siamo inculati qualsiasi legge elettorale facciano? e allora se questi politici sono così furbi, mi spieghi perchè tu ne sostieni calorosamente una parte di loro??
n00dles
25 mar 2008 - 15:01 - #15eh calmatevi! qui ogni volta che wallace interviene la discussione si trasforma in una rissa! commentiamo invece l’articolo…
che è la dimostrazione che veltroni doveva rispettare ciò che aveva detto e correre da solo! non mi preoccupo tanto dei radicali che ormai sono condannati all’oblio ( e mi dispiace vedere come siano finiti visto che li ho sempre votati), oblio che era meglio accellerare tenendoli fuori dal pd… il problema vero è che la popolarità di di pietro cresce… ero convinto che lo votassero solo nel suo feudo ma a quanto pare lìitalia è piena di insospettabili che lo apprezzano! e questo è male visto che il suddetto è a mio parere uno dei peggiori opportunisti della nostra scena politica ( e ce ne vuole) che campa ancora su mani pulite! una vicenda giudiziara complessa e con molti punti oscuri
pierpyx
25 mar 2008 - 15:17 - #16opportunista Di Pietro? ah, questa è bella!! ora Di Pietro è diventato giustizialista ed opportunista, insomma il “cattivo perseguitatore” che cerca costantemente di mettere sotto cattiva luce i “buoni” della politica (quali Berlusconi & Company) manovrando anche la “magistratura rossa” per trarre dei vantaggi elettorali…
si, queste cose le ho già sentite dire da qualcuno, ma non ricordo bene chi….. ci sono: Silvio…
skunk
25 mar 2008 - 15:18 - #17Pessimi articoli, tono patinato, assoluta disconoscenza della politica, delle strutture, della storia dei candidati.
Peccato, un’occasione perduta. O forse non se ne sentiva davvero il bisogno di un “blog” così.
Non è un problema di schieramento, è un problema culturale. Vi consiglio (gratuitamente) di correggere immediatamente il tiro.
Buon lavoro.
n00dles
25 mar 2008 - 15:27 - #18@ pierpyx
senti io ho solo dato dell’opportunista a di pietro, non mi sono espresso sul suo presunto giustizialismo e su quanto altro gli rimproverano altre persone, non ho nominato la “magistraturta rossa” e non ho attribuito caratteristiche positive a berlusconi e veltroni
ti consiglio di rilassarti e fare un bel respiro prima di postare
William Wallace
25 mar 2008 - 15:49 - #19Pierpyx
Io ho fiducia nei candidati della Lega Nord. Punto. Qualunque sia la legge elettorale. E a proposito della tua obiezione potrei dirti che la TUA è la solita scusa tirata fuori da certi soggetti che vogliono essere eletti a tutti i costi per i favori che fanno… Non dico che siamo comunque inculati, ma che SE MANCA LA FIDUCIA VERSO GLI ELETTI QUALSIASI LEGGE ELETTORALE FARA’ SCHIFO.
pierpyx
25 mar 2008 - 16:38 - #20@William
certo, ma di dare fiducia incondizionata per poi prenderla sempre nel di dietro non ne ho più voglia.. la fiducia dei cittadini la politica se la deve conquistare, e di questo passo non arriverà mai a prenderla..
io sono assolutamente contro il clientelismo, ma credo che l’unica legge elettorale che possa dare un senso di democrazia debba prevedere l’elezione diretta dei parlamentari, non l’imposizione di candidati dall’alto..
pierpyx
25 mar 2008 - 16:46 - #21@n00dles
io son sempre rilassato quando posto, ma se permetti posso dissentire da quanto hai scritto tu..
dal tuo commento #15 emerge che Di Pietro è uno che ha usato il suo “successo” in mani pulite per trarre profitto elettorale, e che la sua “opera di pulizia” sia stata solamente uno specchietto per le allodole…
posso capire che ormai il pensiero comune si è spostato più verso la giustificazione della dell’immoralità, ma addirittura prendere le distanze da uno come Di Pietro ritenendolo un opportunista, mi lascia davvero perplesso..
qui si parla di “guardie e ladri” in Parlamento, e se devo essere sincero io sto dalla parte delle guardie..
n00dles
25 mar 2008 - 17:23 - #22@pierpyx
beh vedi, in effetti credo proprio che di pietro abbia sfruttato mani pulite per trarne profitto elettorale, anzi che abbia basato proprio su questa inchiesta la sua “discesa in campo” e che la sua opera di pulizia sia appunto uno specchietto per le allodole volto a cavalcare la sacrosanta indignazione contro la “casta” e la cosidetta “ondata di antipolitica” ( mi ricordo che realizzò degli spot per incoraggiare l’adesione al v-day)… per quanto riguarda la pulizia in parlamento è ovvio che tutti vorremmo un parlamento sgombro da “onorevoli” condannati per reati più o meno gravi! lasciando perdere paroloni come l’immoralità e la sua giustificazione penso semplicemente che di pietro sia tutto fumo e niente arrosto
William Wallace
25 mar 2008 - 17:23 - #23@Pierpyx
Però è anche vero che ora i partiti possono scegliere chi verrà eletto e quindi possono escludere chi prima veniva eletto per i favori promessi e candidare gente competente che magari non ha la spigliatezza del politico. Io, ti ripeto, mi fido degli eletti dell Lega (Borghezio escluso). Magari mi sbaglio, ma mi fido.
Proust
25 mar 2008 - 17:43 - #24William:
in linea di principio entrambi i sistemi sono corretti, nel senso che se ci fosse gente onesta nel caso delle preferenze dirette nessuno cercherebbe di accaparrarsi voti coi favori e nel secondo caso i segretari (ripeto: se fossero persone illuminate in senso puramente teorico) sceglierebbero il meglio del meglio e tutto andrebbe a posto come prima.
il problema grosso è che la gente, in generale, ma più in particolare la nostra attuale classe politica, non è onesta, per cui il discorso sta nel adottare un sistema che dia loro meno possibilità di muoversi e farsi i propri interessi.
in quest’ottica con la preferenza diretta ci sarebbe sicuramente del clientelismo, ma l’influenza di eventuali manovre sposta voti inciderebbe in misura piccola rispetto alla massa totale dei votanti. Con le liste bloccate nessuno può vietare ad un partito di candidare Totò Riina…il quale non è condannato in via definitiva, quindi sullo stesso piano di Cuffaro (questa è una provocazione terra a terra ma è per rendere il concetto.)
William Wallace
25 mar 2008 - 17:56 - #25Su Cuffaro hai ragione, Proust. Ma la preferenza diretta farebbe entrare in scena tanti soggetti che magari sono incapaci, ma che hanno la parlantina e per questo vengono votati. Anche io concordo sul fatto che è la qualità della classe politica il problema e non la legge elettorale, ma, come ho già detto, dei leghisti io mi fido.
Proust
25 mar 2008 - 18:09 - #26aaahhh beh, ma io intendevo “gente onesta” ad un livello ancora superiore, se uno ha la parlantina e non sa le cose in tal caso avrebbe anche il buon gusto di non candidarsi… ops…sto sognando troppo.
sui leghisti non discuto, ciascuno è libero - per ora :) - di pensarla come vuole, io la penso in modo diverso da te ma mi fa piacere vedere che si può discutere in modo civile ;-)
Gustavo Lapassera (al catasto)
25 mar 2008 - 18:10 - #27Da notare che la parola giustizialista non esiste nel vocabolario italiano( e difatti priva di significato, se non quello di far rispettare la legge….)
Fu di fatto coniatiata dai berluscones e dai suoi organi di informazione per scrediatare una avvenimento epocale nella storia italian(ovvero i ladri in galera)
“capace di fare un uso politico dei poteri della magistratura”
Sfido chiunque a farmi un solo esempio di “uso politico” (sia da una parte che dall’altra) dei poteri della magistratura…
…e prego coloro che vedono dei punti oscuri nell’inchiesta mani pulite di elencari per farci partecipe ai loro dubbi…
William Wallace
25 mar 2008 - 18:21 - #28Gustavo, te lo faccio io un esempio. Recapitare un avviso di garanzia (che fino a prova contraria non è una sentenza di colpevolezza) al Presidente del Consiglio in carica durante una Conferenza mondiale delle Nazioni Unite (quindi in diretta mondiale), non è il massimo della discrezione. Soprattutto visto che, e qui mi ripeto, l’avviso di garanzia non è una sentenza certa di colpevolezza. Lungi da me dire che Berlusconi non ha fatto nulla di illecito in vita sua, ma anche i magistrati non sono proprio dei santi.
n00dles
25 mar 2008 - 18:28 - #29bisognerebbe rendersi conto che più che uno strumento in mano alla politica la magistratura è un’organizzazione (intoccabile) con poteri e peso politico
@gustavo
touchè (riguardo a mani pulite, ma mi documenterò e tornerò all’attacco :D)
per ora mi viene in mente un solo punto oscuro come fa un uomo che parla a stento l’italiano radere al suolo l’intero mondo politico? :)
Proust
25 mar 2008 - 18:30 - #30sul fatto che i magistrati non siano dei santi non ci piove.
ma ho come il sospetto che se Dante dovesse riscrivere la Divina Commedia oggi metterebbe i politici in un girone più basso di quello di magistrati…
Gustavo Lapassera (al catasto)
25 mar 2008 - 19:17 - #31Ragazzi sono al lavoro, vi risp(se ho tempo) stasera.
@28
Non stare a sentire quel ca,zzaro di silvio.Ho letto travaglio che sbertucci pezzo per pezzo quella panzana (il governo nel 94 è caduto per colpa di quell’evento ma per colopa(merito) di voi leghisti nel 94)
ottantotto
25 mar 2008 - 19:24 - #32la passera, mi spiace, ma credo tu abbia grossi problemi, non è che sei Linus di radio deejay?
pierpyx
25 mar 2008 - 19:25 - #33@n00dles
“come fa un uomo che parla a stento l’italiano radere al suolo l’intero mondo politico?”
credo la tua sia una battuta, in caso contrario ti rispondo:
certo la parlantina di Di Pietro non è sicuramente efficace come quella del Cavaliere, ma Di Pietro pare abbia più successo nel mantere le promesse..
Psicoheart
25 mar 2008 - 19:26 - #34Qui ci sono persone che preferiscono i delinquenti al potere e non le persone oneste…Pessimo post scritto senza informarsi e semplicistico…INFORMATEVI ed eviterete tante figuraccie
pierpyx
25 mar 2008 - 19:30 - #35@34
“Qui ci sono persone che preferiscono i delinquenti al potere e non le persone oneste”
hai ragionissimo…
purtroppo questa deformazione è dovuta allo scarso lavoro dell’informazione pubblica che s’è venduta ai poteri forti della politica.. se i canali d’informazione avessero fatto “informazione” e non “gossip” a quest’ora il senso comune e la moralità della gente era sicuramente più alta..
n00dles
25 mar 2008 - 22:40 - #36@ pierpyx
tranquillo era una battuta, comunque visto che le hai citate… io non so dirti quali promesse abbia disatteso ma tu sapresti ricordarmi qualche promessa fatta da di pietro e poi mantenuta?
@ psicoheart e pyerpix
mi sapete spiegare il ragionamento che vi porta a supporre che chi critica di pietro automaticamente preferisce dei criminali alle persone oneste al potere?
William Wallace
25 mar 2008 - 22:47 - #37@Gustavo
Non ho scritto dell’episodio di Napoli perchè ha fatto cadere il governo, ma per portare un esempio, che non potrai negare, di giustizia ad orologeria. Solo per farti capire che quando vuole la giustizia sa essere politica.
Gustavo Lapassera (al catasto)
25 mar 2008 - 23:30 - #38@28
Sicuramente meglio di me Travaglio:
«L’editoriale di Mieli sul Corriere della Sera dimostra che la sinistra ha conquistato un altro pezzo di società, applicando la teoria gramsciana della conquista delle casematte del potere. D’altra parte era proprio Mieli il direttore di quel Corriere che annunciò l’avviso di garanzia contro di me in pieno G7 a Napoil» (a Porta a porta 8-3-2005).
L’editoriale di Mieli non è una novità, visto che già nel 1996 il direttore del Corriere firmò un editoriale alla vigilia delle elezioni augurandosi la vittoria di Prodi dopo il rovinoso fallimento del primo governo Berlusconi, durato appena 7 mesi e rovesciato da Umberto Bossi. La stessa cosa faceva, a ogni elezione locale o nazionale, Indro Montanelli sul Giornale edito da Berlusconi, invitando a votare per la Dc («turandosi il naso», nel 1976) o per i partiti laici del pentapartito, in funzione non certo gramsciana, ma anticomunista. Montanelli fece altrettanto invitando i lettori della Voce a votare per il Centro di Segni-Martinazzoli nel 1994 e, sul Corriere, si espresse per Prodi nel 1996 e nel 2001. Si tratta di una prassi di trasparenza tipica non dei paesi comunisti, ma della migliore tradizione della stampa anglosassone.
Quanto al preannuncio dell’avviso di garanzia durante il G7 di Napoli sul Corriere dei 22 novembre 1994, è una triplice menzogna.
1) Non era un avviso di garanzia, ma un invito a comparire, cioè un atto dovuto per legge, visto che si rendeva necessario interrogare urgentemente il premier. A suo carico, infatti, erano emersi gravi indizi di complicità nelle tangenti Fininvest alla guardia di finanza e nel depistaggio delle indagini attivato da Massimo Maria Berruti (ex ufficiale della guardia di finanza, poi passato al gruppo Berlusconi come avvocato, e oggi deputato di Forza Italia) subito dopo una visita a palazzo Chigi. L’urgenza derivava dalla necessità di sentire Berlusconi e Berruti separatamente ma contemporaneamente su quell’incontro cruciale.
2) In quel momento a Napoli non si teneva alcun vertice del G7 (tenutosi nel mese di giugno), ma una conferenza internazionale sulla criminalità, che inizialmente Berlusconi contava di inaugurare soltanto nella prima giornata, lunedì 21 novembre, per poi rientrare a Roma in serata. Questo almeno risultava ai carabinieri, che infatti, incaricati dal procuratore Borrelli di recapitargli il plico, si recarono a Roma e non a Napoli. A palazzo Chigi appresero che Berlusconi aveva cambiato idea, trattenendosi a Napoli un altro giorno. Allora lo chiamarono al telefono e in tarda serata riuscirono a leggergli parte dell’invito a comparire, che conteneva tre capi d’imputazione. Dopo il secondo, però, il premier buttò giù la cornetta infuriato.
L’indomani il Corriere della Sera riportò soltanto due dei tre capi d’imputazione: guardacaso quelli che Berlusconi conosceva. Il che, come ha ripetuto di recente, dimostra che la fuga di notizie al Corriere della Sera partì dall’entourage del Cavaliere, e non dai pm o dagl’investigatori, che le accuse le conoscevano tutte e tre per intero.
3) Il Corriere non preannunciò dunque un bel nulla al premier, la mattina di martedì 22 novembre; dalla sera prima Berlusconi sapeva di essere indagato per corruzione. Ciononostante decise di presiedere anche quel giorno il forum sulla criminalità. Ergo fu lui, e non la procura di Milano, a esporre l’Italia al ludibrio internazionale, pur di dirottare l’attenzione generale sulla (inesistente) violazione del segreto investigativo, anziché sulla vera notizia grave: il premier italiano coinvolto nelle tangenti pagate da tre sue aziende alla guardia di finanza”
Spero ti sia stato d’aiuto…
Gustavo Lapassera (al catasto)
25 mar 2008 - 23:30 - #39@28
Sicuramente meglio di me Tra.vaglio:
«L’editoriale di Mieli sul Corriere della Sera dimostra che la sinistra ha conquistato un altro pezzo di società, applicando la teoria gramsciana della conquista delle casematte del potere. D’altra parte era proprio Mieli il direttore di quel Corriere che annunciò l’avviso di garanzia contro di me in pieno G7 a Napoil» (a Porta a porta 8-3-2005).
L’editoriale di Mieli non è una novità, visto che già nel 1996 il direttore del Corriere firmò un editoriale alla vigilia delle elezioni augurandosi la vittoria di Prodi dopo il rovinoso fallimento del primo governo Berlusconi, durato appena 7 mesi e rovesciato da Umberto Bossi. La stessa cosa faceva, a ogni elezione locale o nazionale, Indro Montanelli sul Giornale edito da Berlusconi, invitando a votare per la Dc («turandosi il naso», nel 1976) o per i partiti laici del pentapartito, in funzione non certo gramsciana, ma anticomunista. Montanelli fece altrettanto invitando i lettori della Voce a votare per il Centro di Segni-Martinazzoli nel 1994 e, sul Corriere, si espresse per Prodi nel 1996 e nel 2001. Si tratta di una prassi di trasparenza tipica non dei paesi comunisti, ma della migliore tradizione della stampa anglosassone.
Quanto al preannuncio dell’avviso di garanzia durante il G7 di Napoli sul Corriere dei 22 novembre 1994, è una triplice menzogna.
1) Non era un avviso di garanzia, ma un invito a comparire, cioè un atto dovuto per legge, visto che si rendeva necessario interrogare urgentemente il premier. A suo carico, infatti, erano emersi gravi indizi di complicità nelle tangenti Fininvest alla guardia di finanza e nel depistaggio delle indagini attivato da Massimo Maria Berruti (ex ufficiale della guardia di finanza, poi passato al gruppo Berlusconi come avvocato, e oggi deputato di Forza Italia) subito dopo una visita a palazzo Chigi. L’urgenza derivava dalla necessità di sentire Berlusconi e Berruti separatamente ma contemporaneamente su quell’incontro cruciale.
2) In quel momento a Napoli non si teneva alcun vertice del G7 (tenutosi nel mese di giugno), ma una conferenza internazionale sulla criminalità, che inizialmente Berlusconi contava di inaugurare soltanto nella prima giornata, lunedì 21 novembre, per poi rientrare a Roma in serata. Questo almeno risultava ai carabinieri, che infatti, incaricati dal procuratore Borrelli di recapitargli il plico, si recarono a Roma e non a Napoli. A palazzo Chigi appresero che Berlusconi aveva cambiato idea, trattenendosi a Napoli un altro giorno. Allora lo chiamarono al telefono e in tarda serata riuscirono a leggergli parte dell’invito a comparire, che conteneva tre capi d’imputazione. Dopo il secondo, però, il premier buttò giù la cornetta infuriato.
L’indomani il Corriere della Sera riportò soltanto due dei tre capi d’imputazione: guardacaso quelli che Berlusconi conosceva. Il che, come ha ripetuto di recente, dimostra che la fuga di notizie al Corriere della Sera partì dall’entourage del Cavaliere, e non dai pm o dagl’investigatori, che le accuse le conoscevano tutte e tre per intero.
3) Il Corriere non preannunciò dunque un bel nulla al premier, la mattina di martedì 22 novembre; dalla sera prima Berlusconi sapeva di essere indagato per corruzione. Ciononostante decise di presiedere anche quel giorno il forum sulla criminalità. Ergo fu lui, e non la procura di Milano, a esporre l’Italia al ludibrio internazionale, pur di dirottare l’attenzione generale sulla (inesistente) violazione del segreto investigativo, anziché sulla vera notizia grave: il premier italiano coinvolto nelle tangenti pagate da tre sue aziende alla guardia di finanza”
Spero ti sia stato d’aiuto…
bimmer
26 mar 2008 - 00:15 - #40mi sovviene un detto: come dare le perle ai porci
trentasei
26 mar 2008 - 01:25 - #41Le liste dei candidati fatte e bloccate dai partiti non è il peggior difetto della legge elettorale. Questa legge infatti permette a chi ha ottenuto la maggioranza della totalità dell’elettorato (vedi Camera dei Deputati) non può governare perchè questa maggioranza non è ottenuta per il Senato che viene eletto dai 2/3 dell’elettorato ( cioè dagli elettori da 25 anni in sù ) bella democrazia!
William Wallace
26 mar 2008 - 09:06 - #42Gustavo, ti sei studiato la lezioncina del maestro Travaglio eh? Già, quel che dice lui è legge…
Z0rn
26 mar 2008 - 10:36 - #43Wallace, almeno in questo caso Travaglio fa un copia incolla di fatti veramente accaduti. Il Corriere della Sera ed il suo direttore parlarono di fonti interne alla gruppo di Berlusconi e la successiva inchiesta evidenzio che effettivamente ci fù la “famosa” telefonata in cui si lessero le imputazioni.
William Wallace
26 mar 2008 - 10:42 - #44Z0rn
Il fatto che Travaglio parli di fatti è tutto da verificare… PERCHE’ DOVREI CREDERGLI?
bimmer
26 mar 2008 - 13:05 - #45#44: forse perchè si tratta di fatti pubblici liberamente verificabili?
Fabio Medici
26 mar 2008 - 14:20 - #46Pierpy#33. di pietro non ha certo problemi a mantenere le promesse: difatti nella scorsa campagna elettorale non aveva promesso niente, e di conseguenza in 2 anni non ha fatto nulla. Se non ostinarsi (giustamente) a criticare l’indulto, e a fare quella proposta (che dovrebbe essere passata) contro i giovani che guidano in stato di ubriachezza (giustissima anche questa). Difatti di pietro lo vedrei sicuramente meglio come ministro della giustizia che delle infrastrutture.
Wiliam Wallace: travaglio è uno dei pochi giornalisti seri rimasti in circolazione (basti guardare ballarò di ieri sera: uno leggeva una notizia che l’altro ribatteva fosse falsa; se come una volta, ci fosse stato un giornalista serio, spettava a lui dire a quel politico che sbagliava dire “stai dicendo una baggianata”: invece floris, come molti altri presentatori, sta li come un salame senza dir nulla, se non frottole).
E puoi star certo che le cose che dice sono vere: quello che puoi contestare sono alcune interpretazioni, che lui esegue sempre in un certo modo.
Quello che discuto di travaglio, è che parla quasi sempre solo ed esclusivamente di certe cose: ma è normale, anche lui deve servire alcuni interessi della rai.