
Nelle assemblee sindacali che si stanno tenendo in questi giorni un po’ in tutte le scuole d’Italia, cominciano a trapelare i primi dettagli sulla riforma del ministro Gelmini, insieme alle preoccupazioni e ai rilievi dei docenti. Vi proponiamo qualche anticipazione di questi ultimi, nell’attesa di un autunno che si preannuncia infuocato sul fronte della scuola.
Perchè le scuole elementari? Se autorevoli rapporti internazionali affermano che il livello di preparazione garantito dal sistema scolastico italiano è piuttosto carente, in particolar modo al Sud, è tuttavia vero che l’OCSE stessa ha certificato che il problema non è nelle elementari (tra le migliori al mondo), ma insorge più tardi, tra le medie e l’università. Intervenire sulle elementari, secondo gli insegnanti, non può migliorare la situazione ma solo peggiorarla
Maestro unico: l’abolizione del maestro unico e l’introduzione dei “moduli” ha ormai più di vent’anni, e in questo lasso di tempo gli insegnanti si sono progressivamente specializzati, chi in materie scientifiche, chi in quelle letterarie. Ripristinare di colpo lo schema “un insegnante per classe”, provvedimento discutibile di per sé, costringerebbe insegnanti che hanno passato anni ad affinare le proprie tecniche didattiche su una materia ad insegnarle di colpo tutte. Con un possibile abbassamento della qualità della didattica.
E si va avanti a lungo: è tutto dopo il salto.
Classi più numerose: Secondo la CGIL i tagli del personale si tradurrebbero sicuramente in un aumento del numero di studenti per classe, attraverso l’accorpamento di quelle esistenti. Classi più affolate, in cui sarebbe più difficile sia mantenere la disciplina che prestare la dovuta attenzione ad ogni singolo studente.
Tempo pieno: su questo punto le voci si rincorrono di ora in ora ed è difficile prevedere cosa accadrà. La versione più accreditata in questo momento prevede che il tempo pieno non scomparirà. Si tratterebbe d’altronde di un’operazione difficilmente gestibile, specialmente in regioni come la Lombardia dove ha un’ampissima diffusione. Esso verrà invece probabilmente esternalizzato a cooperative private, che provvederanno ad occuparsi dei bambini il pomeriggio. Con conseguente perdita dell’unitarietà del progetto didattico, a fronte però di un considerevole risparmio di denaro pubblico, esito auspicato di ogni esternalizzazione.
Voti: la sostituzione dei giudizi tipo “ottimo” o “insufficiente” con la scala 1-10 è in fondo una questione di scarsa rilevanza: un sistema convenzionale vale l’altro, e non si vede perché i numeri dovrebbero risultare più comprensibili. Il cambiamento più rilevante sarebbe un altro, passato perlopiù inosservato finora: la riforma prevederebbe infatti (ma si tratta di voci di corridoio tutte da confermare) la bocciatura con una sola materia insufficiente alle medie e alle elementari (rispetto alle 2-3 tollerate ad oggi). Che effetti avrebbe questo cambiamento? Se preso alla lettera, un drammatico impennarsi delle bocciature. Più probabile però che gli insegnanti facciano prova di realismo, trasformando l’insufficienza in Educazione Artistica del ragazzino con una buona media nel cosiddetto “6 politico”. Una sorta di insufficienza mascherata, ancora più difficile da spiegare ai genitori. Alla faccia della maggiore chiarezza auspicata dal ministro.
Obbligo scolastico: l’età dell’obbligo, a 14 anni fin dal 1962, era stata innalzata a 15 dal ministro Berlinguer e poi a 16 nel 2004 dalla Moratti. Ora, improvvisamente, la marcia indietro: un emendamento presentato recentemente prevede infatti che, dopo la fine delle medie, sia possibile completare la scuola dell’obbligo presso i corsi regionali della formazione professionale (che finora avevano tutt’altra funzione) invece che in un istituto scolastico superiore. Un sostanziale arretramento che ci allontana ancora di più dall’Europa, dove è invece l’innalzamento dell’obbligo a 18 anni ad essere all’ordine del giorno.
Foto: alecani, Flickr.
studente liceo classico
10 dic 2009 - 15:49 - #201Bisogna che tutti gli studenti si uniscano, senza distinzione di grado scolastico e di età, e vadano a protestare a Roma davanti al SUO ministero, sotto la finestra del SUO ufficio e dinnanzi al SUO sguardo per ribadirle che l’istruzione è un affare nostro, NON SUO.
saccotello
22 dic 2009 - 10:39 - #202sono un insegnante di un alberghiero.Per chi sta al di fuori della scuola gli insegnanti possono apparire come dei privilegiati. in parte sara’ anche vero,ma vi assicuro che prendere 1200 euro al mese dopo aver studiato una vita non e’ il massimo. nella nostra scuola ci siamo dovuti autotassare in quanto i ragazzi non hanno i fondi necessari per esercitazioni pratiche.i tagli ci sono e ci saranno,questo governo sta riducendo la scuola ad un immondiziaio,siamo costretti a promuovere incapaci,maleducati solo per salvaguardare la formazione delle classi.persone che l anno scorso lavoravano e adesso sono disoccuppati,manca addirittura il toner per le fotocopie,io stesso pago le copie dei compiti in classe.vi sembra normale?i collaboratori scolastici devono riciclare le buste dell immondizia.gli itp sono diventati paninari,cioe’,vendono panini ad un euro per finanziare la scuola.non faccio politica ma l incapacita e l incompetenza della pseudo ministro lo abbiamo potuto notare ad anno zero.e’ stata trattata come un imbecille ed e’ stato palese il fatto che la riforma sia partita solo da tremonti,la gelmini e’ solo un burattino nelle mani delm ministro dell economia e di berlusconi
10righe
05 giu 2010 - 21:08 - #203http://www.10righe.com/la-controriforma-della-scuola/