nostro inviato a Telese Terme (Bn)
Appena arrivi alle Terme di Telese, nel beneventano, capisci subito che tira tutt’altra aria rispetto allo scorso anno. Qui, a due passi da Ceppaloni, il leader dell’Udeur a fine agosto trascinava giornalisti, politici e intellettuali attirando su di sé tutta l’attenzione dei media con una kermesse dalla quale, di fatto, ripartiva la politica dopo la pausa estiva. Ora che il dente avvelenato della magistratura si è abbattuto sul Campanile, il Pdl ne ha approfittato usurpando a Mastella la location della sua festa per una tre giorni di riflessione sulla nascita del partito unico.
Ieri, è stata la volta di Raffaele Fitto, il giovane ministro degli Affari Regionali, l’enfant prodige del Premier che lo ha nominato “garante del Sud” in vista dell’attuazione del federalismo. Ed è proprio del binomio Mezzogiorno-svolta fiscale che l’ex governatore della Puglia parla dinanzi a una platea interessata a capire se davvero la riforma targata Calderoli è un regalo per il Nord e uno sfacelo per il Sud. Fitto prova a convincerli spiegando che tre semplici garanzie rendono il federalismo “un’occasione di rilancio per il Mezzogiorno”: “Fondo di perequazione verticale; livelli essenziali uniformi su tutto il Paese (con adeguamento della spesa storica ai costi standard); e disponibilità di risorse speciali per le aree deboli”.
Il federalismo - dice - “non va ridotto a una semplice polemica politica di contrasto con la Lega Nord”. Piuttosto, deve esser visto come un’opportunità per “voltare pagina”. Sopratutto al Sud. Dove, “è necessaria – a suo avviso – una riforma culturale che stravolga le condizioni attuali”. Serve una maggiore responsabilità da parte degli amministratori locali che dovranno mostrarsi in grado di gestire la situazione. Una sfida, dunque, dinanzi alla quale i cittadini potranno misurare (e di conseguenza, valutare) le capacità e le competenze della classe politica.
utan
21 set 2008 - 18:33 - #1Peccato che molte delle cose negative fatte in Puglia dalla così detta vecchia gestione (come dice lui) portino la sua firma.
Sire
21 set 2008 - 20:47 - #2Raffaele Fitto è indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti.
Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei Deputati gli arresti domiciliari di Fitto con l’accusa di illecito affidamento dell’appalto di gestione di 11 residenze sanitarie di proprietà dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci (proprietario di numerose cliniche private). Il Gruppo Angelucci ha versato 500.000 euro alla lista di Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo il gruppo (Tosinvest), si tratta di un regolare finanziamento registrato a bilancio. Per la Procura di Bari si tratta invece di una tangente pagata per assicurarsi l’appalto da 198 milioni di euro con cui Angelucci ha ottenuto la gestione delle undici residenze sanitarie “assistite” dalla Regione Puglia[1]. Si tratta della stessa inchiesta per cui è indagato Francesco Storace. Il parlamento, tuttavia, ha respinto l’autorizzazione a procedere con l’arresto con 457 voti favorevoli (su 462 presenti), 1 contrario (Antonio Borghesi dell’Idv) e 4 astenuti.
L’8 luglio 2008 il Tribunale del riesame ha riconfermato il sequestro della somma in questione oltre a beni di proprietà di Angelucci per un valore di 55 milioni di euro.
Stef500f
22 set 2008 - 08:58 - #3Federalismo senza figli e figliastri (come già si è voluto far intendere per la sicilia) e mantenimento a tutti i costi della sanità pubblica a livello statale
Moderatore
22 set 2008 - 09:07 - #4Vi preghiamo di non pubblicare commenti che divagano, conversazioni pesonali, attacchi e offese di qualsiasi genere, commenti fuori luogo. Siamo costretti a intervenire per moderare tutto quello che provoca rumore e distoglie la conversazione dal tema del post.