Venerdì scorso l’iniezione di liquidità ha fatto schizzare gli indici di mezzo pianeta come non si vedeva dai tempi di Wall Street: intendo il film con Michael Douglas. Ora la situazione sembra reggere, ma dirlo alle 10,34 di un lunedì mattina, forse è un pò prematuro. In ogni caso ecco cosa ci spiega l’autorevole Sole24Ore a riguardo. C’è un pezzo di Fabrizio Galimberti esemplare se volete capire a fondo come ci siamo trovati in questo pasticcio, quest’ultimo anche l’incipit del decalogo che trovate sul quotidiano diretto da De Bortoli. Ecco il punto fondamentale, per quanto riguarda le nostre esistenze:
9) Cosa deve fare il risparmiatore?
Sul Sole 24 Ore del 19 settembre Marco Liera ha pubblicato un “Decalogo per non farsi travolgere dai crolli”. Il decalogo dice essenzialmente di non farsi tentare né dalle fughe né da acquisti speculativi. E di mettere da parte la lezione sulla volatilità dei mercati e sulla necessità di guardare al lungo termine senza farsi tentare da guadagni facili o angosciarsi per i periodi difficili
Nei grafici che trovate qui sopra e qui sotto invece qualche linea spezzata che racconta meglio di tante parole le ultime settimane: provenienza, La Repubblica Affari e Finanza.
La crisi: ecco qualche grafico



F/A-22 Raptor
22 set 2008 - 11:09 - #1Tutte cose che qualsiasi persona con un pò di buon senso sa…il problema è un altro…
come ho anche imparato a mie spese, non bisogna MAI fidarsi delle valutazioni sulle obbligazioni..MAI…
perchè sono false, perchè anche se la Lehman Brothers stava fallendo di brutto le sue obbligazioni erano ancora date ai clienti ignari (e per non esserlo bisogna almeno avere una laurea in economia internazionale) come titoli di massima sicurezza…
sandokan71
22 set 2008 - 11:35 - #2“senza farsi tentare da guadagni facili o angosciarsi per i periodi difficili”
Vorrei vedere lui se i 10 mila che investito in una banca americana diventassero mille da un giorno all’altro!
Quartana
22 set 2008 - 11:50 - #3Una cosa che non è stata detta è che più si diversificano gli investimenti minore è il rischio che si corre.
Se invece di avere il 100% di esposizione in titoli Lehman Brothers si avesse solo il 5% le cose sarebbero completamente diverse, se, poi, si investisse in un fondo comune obbligazionario ci sarebbe un’ulteriore diluizione del rischio.
Comunque una cosa fondamentale è che dopo aver fatto un investimento finanziario non ci si può disinteressare di cosa succeda sui mercati!
urca...no
24 set 2008 - 11:28 - #4[…]1) Come ci siamo messi in questo pasticcio?
All’origine ci sono le case, e in particolare le case americane. La casa fa parte dell’American
dream, del sogno americano (e non solo americano). E per facilitare l’acquisto delle case la finanza americana, non adeguatamente supervisionata, cominciò a offrire allettamenti incredibili: mutui pari al 100% del valore, mutui a rate basse perché l’interesse si pagava solo alla fine, soprattutto mutui senza accertare l’affidabilità di chi riceveva i soldi. Ma perché le banche davano soldi a chi non poteva restituirli? Perché, e qui sta il secondo problema, il rischio del nonpagamento veniva trasferito ad altri. […]
Alla base ci sono le case? Neanche un minimo accenno al perchè la gente non fosse in grado di restituire i prestiti, si glissa bellamente sul problema, si glissa ampliamente sulla PRECARIZZAZIONE del lavoro, il motivo per cui si rende incapace di coprire l’insolvenza una persona. Ora voglio proprio aspettare Confindustria chiedere ancora più flessibilità sui contratti al governo…voglio proprio vedere se ne ha ancora la faccia dopo questo tonfo economico!!!