La Lega Nord spesso indica nella Germania un potenziale modello per una riforma in senso federale dell’Italia. Abbiamo già illustrato la scarsa lungimiranza di questo riferimento in una serie di post qualche mese fa. Tuttavia, per dare ai seguaci di Bossi qualche informazione in più su come funziona il loro paese federalista preferito, ci sembra ragionevole dare un’occhiata un po’ più da vicino alla sua regione più forte.
Il prossimo 28 settembre i “padani” della Germania – che dall’altro lato delle alpi si chiamano “bavaresi” – si recheranno alle urne. Ad oggi la Baviera ha il più basso tasso di disoccupazione di tutti i Länder, un’economia in pieno boom e il PIL pro capite più alto tra le regioni tedesche dopo l’Assia. Potrà forse sorprendere i sostenitori del “federalismo fiscale” ma dopo la Seconda Guerra Mondiale la Baviera, che era solo una regione rurale all’epoca, ha ricevuto aiuto fiscale dagli altri Länder, come ad esempio la città-stato di Brema, nel nord del paese, oggi ormai in declino.
Senza la grande fuga di capitali e imprese da Berlino verso l’ovest, causata dalla costruzione del Muro, Monaco di Baviera non sarebbe mai diventata il peso massimo dell’economia che è oggi. Una lezione che si può dunque trarre dall’esperienza federalista tedesca è questa: la solidarietà finanziaria tra le regioni non è necessariamente uno spreco di denaro, e i ricchi di oggi potrebbero diventare i poveri di domani.
Il successo della Baviera è cominciato negli anni ’60, in corrispondenza con l’inizio dello schiacciante dominio politico dei democristiani della CSU, l’unico partito tedesco di ispirazione regionale: infatti, nonostante sia unita a livello federale con la sua controparte extrabavarese, la CDU di Angela Merkel, e benché i suoi leader non invochino la secessione, la CSU viene a ragione considerata come principalmente interessata alle questioni bavaresi.
Questa volta però i sondaggi indicano che gli elettori non si stanno lasciando convincere facilmente da sparate “tipicamente bavaresi” come quella fatta dal governatore uscente Günther Beckstein qualche giorno fa, quando ha affermato che non c’è problema a guidare dopo aver bevuto due litri di birra all’Oktoberfest, scatenando una ridda di polemiche. Il partito con ogni probabilità uscirà sconfitto dalle prossime elezioni, anche se sconfitta per la CSU in Baviera significa soltanto perdere la maggioranza assoluta, non il governo del Land. La ragione di questo è l’assenza di un grande leader: infatti, dopo il discusso agitatore Franz Josef Strauß negli anni ’80 e il tecnocrate di successo Edmund Stoiber a cavallo del millennio, non è rimasto nessuno a rappresentare adeguatamente gli interessi bavaresi.
Questo problema paradossale – il pericolo di un fallimento elettorale nonostante un notevole successo economico – potrebbe indicare l’astrusità del regionalismo in paesi storicamente omogenei dal punto di vista etnico come la Germania (e l’Italia): gli elettori si interessano poco agli slogan populisti dei regionalisti a meno che non ci sia un forte leader ad incitarli – anche se si tratta della regione più ricca del paese.
Per tornare all’Italia, queste considerazioni dovrebbero far guardare la Lega Nord al futuro con una certa preoccupazione: essa ha infatti sempre fondato la sua forza sulla leadership carismatica di Umberto Bossi, e corre il rischio di perdere la propria rotta e il proprio elettorato una volta che questa dovesse venire meno. Se ne è avuto un assaggio quando, tra il 2004 e il 2005, la malattia ha tenuto Bossi lontano dai palcoscenici della politica, e il suo partito è incorso in una serie di sbandamenti. Poi è tornato il “capo”, che ha riportato ordine e ha guidato il partito verso la sua migliore affermazione elettorale di sempre. Ma fino a quando?
Il post è stato scritto da Sebastian Kretz e tradotto ed adattato da Giulio Mattioli. L’autore è giornalista free-lance, ha scritto per il quotidiano nazionale tedesco “Die Tageszeitung” ed è studente presso la Scuola Tedesca di Giornalismo di Monaco di Baviera a partire da Novembre.
Foto : a4qpa, Flickr
paix
23 set 2008 - 12:05 - #1 (nascondi)Io continuo a proporre/VOLERE l’indipendenza del Veneto!!
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Stef500f
23 set 2008 - 12:49 - #2[MODERATORE: commento eliminato per linguaggio volgare e privo di valore per
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antonio's
23 set 2008 - 13:07 - #3ma certo paix io vorrei sentire e leggere cose intelligenti…
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paix
23 set 2008 - 13:09 - #4@stef
Ma non siste voi comunistelli in primis a odiare l’italia… quando uno propone di dividerla… tutti a dargli contro!!! Ma allora???
Cos’è un rapporto di odio/amore???
SPUTAFIAMME DRAGHON
23 set 2008 - 13:44 - #5#4
assolutamente no, è un rapporto che tutto ciò che si propone viene automaticamente bocciato dalla supponenza ideologica.
Tornando al post, interessante lo spunto di fc, ma c’è anche il rischio, che le regioni ricche possano diventar povere, non per il discorso di immigrati e nullafacenti, ma si fa presto a sprecare risorse se non si previene l’impoverimento generale dovuto alla crisi economica mondiale
antonio's
23 set 2008 - 13:47 - #6wow che moderatore severo!
Pubblicità Progresso
23 set 2008 - 14:16 - #7@ antonio #6
Noi ziamo fortunaten ad aferen ein moderatoren cozì zeveren, ne va dell’ordinen e della ztabilità del noztro blogghen.
Ein Volk, Ein Blog, Ein Moderatoren!
Pubblicità Progresso
23 set 2008 - 14:19 - #8Errata Corrige:
Ein Blog, Ein Post, Ein Moderatoren!
giulio.mattioli
23 set 2008 - 14:39 - #9@#7-8
preciso che né io né (tantomeno) sebastian kretz svolgiamo il ruolo di moderatore. L’ironia di bassa lega sui tedeschi è perciò del tutto fuori luogo, oltre che sgradevole almeno quanto quella sugli italiani tutti pasta, mafia e mandolino
SweetAndTenderHooligan
23 set 2008 - 16:55 - #10Un giorno qualcuno ci spiegherà il grado di democrazia all’interno di certi partiti. Avete mai sentito parlare di fronda interna, di correnti o di dissidenti dentro alla Lega ad esempio? Non credo che esista nemmeno un dialogo in quel partito e se c’è dopo ci pensa il parùn a tagliare corto con le discussioni che faranno tanto bene alla democrazia ma non alla causa padana.
papof
23 set 2008 - 17:37 - #11@10: forse intendevi il padrun….
Gustavo Lapassera (al catasto)
23 set 2008 - 18:33 - #12Rimango dell’idea che per giudicare il federalismo bisognerebbe sempre aver presente la Sicilia…
Non è certamente con il federalismo che si risolveranno i problemi in italia.Anzi.
Vercingetorige
24 set 2008 - 14:20 - #13Io dico di provare prima di criticare, visto che l’attuale sistema italiano fa schifo, perchè consolidarsi in ciò e continuare ad affossare?
non tagliamoci le palle
30 set 2008 - 20:41 - #14io propongo il modello australiano di federalismo: è quello che ha dato più successo