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Rutelli, il PD e lo scarso ambientalismo degli italiani

Pubblicato: 25 set 2008 da Giulio Mattioli

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Squillino le trombe e rullino i tamburi: Francesco Rutelli sembra aver trovato qualcosa di meglio da fare che proporre improbabili braccialetti elettronici antistupro, o prendere posizione nelle sempreverdi faide interne al PD. Su “Repubblica” di qualche giorno fa, infatti, l’ex ministro, ex sindaco di Roma, ex candidato del centro-sinistra torna ad occuparsi di un tema di quelli importanti: il riscaldamento globale e il destino dell’ambientalismo nel nostro paese.

In una lettera dal titolo “Ambientalismo in crisi, il PD innalzi bandiera verde”, l’ex Cicciobello constata infatti, sulla base di dati Eurobarometro che la proporzione di italiani che considera l’ambiente tra i problemi sociali più importanti è in costante calo dagli anni ‘80, passando dal 46% di vent’anni fa allo striminzito 9% del 2007. Un calo, particolarmente pronunciato tra i giovani, che va tutto a favore di altre preoccupazioni come il costo della vita e la criminalità, e segnala un’assoluta controtendenza del nostro paese rispetto al resto d’Europa.

Rutelli si spiega questa tendenza in tre modi, tutti politici: primo, lo scetticismo e l’ironia delle destre, da Bush a Berlusconi, nei confronti dell’effetto serra; secondo, i danni fatti dall’ “ambientalismo dei NO”, minoritario e distruttivo, responsabile tra le altre cose secondo Rutelli del disastro-rifiuti in Campania. Infine, la scarsa attenzione del centrosinistra italiano, che ha lasciato soli i Verdi ad occuparsi del tema.

Probabilmente le ragioni indicate dal dirigente del PD hanno influito in qualche modo nel dramatico calo di attenzione italiano per l’ambiente, soprattutto per quanto riguarda le colpe del centro-sinistra: per fare un esempio, né il PD né “Repubblica” sono riusciti a criticare l’abolizione del bollo auto, proposta da Berlusconi in campagna elettorale, su basi diverse dalla sua presunta insostenibilità finanziaria. Dimenticando che esso avrebbe costituito un colossale incentivo economico all’utilizzo dell’auto e all’inquinamento: una sorta di enorme Ecopass milanese all’incontrario.

Tuttavia, a nostro avviso, esistono ragioni più profonde per questa disaffezione degli italiani rispetto all’ambientalismo. Il nostro è infatti un paese ormai ritenuto unanimamente in declino, a crescita e natalità zero, attanagliato dalla paura della perdita del potere d’acquisto, e in una società in crisi il “futuro” tende tipicamente a restringersi, e i cittadini proiettano la propria vita su orizzonti temporali sempre più brevi. La grande questione del riscaldamento del globale e del destino del nostro pianeta, che implica pensare al lungo periodo, passa inevitabilmente in secondo piano. Come ha detto recentemente Bob Dylan per gli americani, non ci si può aspettare che la gente abbia la virtù della purezza quando è povera. Paradossalmente quindi, il giusto tentativo del PD di richiamare l’attenzione sui temi ambientali potrebbe non giovargli in termini di consensi elettorali.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • paix

    25 set 2008 - 11:52 - #1
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    Le preoccupazioni delle persone vanno verso le sue esigenze… di certo un popolo che si sente sicuro e sta bene… può permettersi di preoccuparsi dell’ambiente!!

    Una persona si preoccupa prima dei problemi che più gli riguardano da vicino…

    Insomma non cerchi il filetto se stai morendo di fame fame… non cerchi la coca-cola se non hai neanche l’acqua da bere!!

  • paix

    25 set 2008 - 11:52 - #2
    0 punti
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    Le preoccupazioni delle persone vanno verso le sue esigenze… di certo un popolo che si sente sicuro e sta bene… può permettersi di preoccuparsi dell’ambiente!!

    Una persona si preoccupa prima dei problemi che più gli riguardano da vicino…

    Insomma non cerchi il filetto se stai morendo di fame fame… non cerchi la coca-cola se non hai neanche l’acqua da bere!!

  • ...

    25 set 2008 - 12:14 - #3
    1 punto
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    Per cortesia, facciamo una petizione super partes per eliminare mediaticamente questi buchi neri.

    Lasciato macerare nel nulla che si è costruito, Mr. CiccioBello.
    Ora che si debba anche sopportarlo mentre issa la bandiera dell’ambientalismo pur di non affondare è veramente troppo.

    Fate il vuoto intorno a lui.
    Si spegnerà da solo.

    “primo, lo scetticismo e l’ironia delle destre, da Bush a Berlusconi, nei confronti dell’effetto serra”

    Ma dai, ha scoperto l’acqua calda.
    Le “destre” (che destre non sono, è solo becero capitalismo) son attente solo a far soldi.
    Felici che Rutelli ci sia arrivato, alla sua ragguardevole età.
    Ben svegliata principessina.

    “secondo, i danni fatti dall’ “ambientalismo dei NO”, minoritario e distruttivo, responsabile tra le altre cose secondo Rutelli del disastro-rifiuti in Campania”

    L’ambientalismo dei NO, dite a ’sto cojone, è l’ambientalismo fondato su dati CERTI e soluzioni A LUNGO TERMINE.
    L’”ambientalismo”, o come si vuole chiamare quella cosa di cui lui si fa portatore, non ha un c…o a che vedere con l’ambiente e con le soluzioni dei problemi ed ha molto a che vedere con l’economia ed i potentati economici.
    ‘Affanc..o grazie.
    Per quanto riguarda la gestione rifiuti in Campania c’è una forte connivenza economica industriale tra imprese del nord, organizzazioni criminali ed Impregilo, ovvero Montezemolo e company. Quelli che ci vengono a spiegare come si deve vivere a questo mondo, però poi la m…a che producono la fan mangiare ad altri.

    “Infine, la scarsa attenzione del centrosinistra italiano, che ha lasciato soli i Verdi ad occuparsi del tema.”

    E lui dove strac…o era negli ultimi 40 anni?!
    ‘Sto burino mal riuscito.

  • n00dles

    25 set 2008 - 16:13 - #4
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    quella del bollo auto come incentivo all’inquinamento me la dovete proprio spiegare
    rutelli invece no, sono d’accordo con … (da riga 3 a riga 5 del suo intervento)

  • giulio.mattioli

    25 set 2008 - 16:29 - #5
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    @4
    tasse ed imposte sono mezzi normalmente utilizzate dagli stati per incentivare (attraverso la loro diminuzione) o disincentivare determinanti comportamenti. Una riduzione del costo del possesso dell’auto, secondo una prospettiva economica, costituisce un incentivo ad avere un’auto.
    In molti paesi europei (certo non il nostro) ci si pone invece il problema di ridurre il numero di auto ogni 1000 abitanti (in Italia uno dei più alti al mondo), per ridurre l’inquinamento: rendere meno costoso il possesso dell’auto non è sicuramente un modo di raggiungere questo obiettivo, bensì rischia di avere l’effetto contrario.

  • n00dles

    25 set 2008 - 16:32 - #6
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    si dal punto di vista teorico tutto fila… ma il bollo auto è così pesante da disincentivare l’acquisto di un’auto?… chi pensa “no, non compro la macchina perchè poi devo pagare il bollo!” ?

  • giulio.mattioli

    25 set 2008 - 16:39 - #7
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    @5
    hai sicuramente ragione. Mettiamola così: la cancellazione del bollo potrebbe compensare, per un milanese, la spesa per un abbonamento annuale dell’ecopass, ad esempio. Ecopass che è stato fatto precisamente allo scopo di disincentivare l’uso dell’auto, aumentando il costo del suo uso. Magari qualcuno potrebbe pensare: investo i soldi che risparmio nel bollo per entrare in centro. E’ curioso poi constatare che entrambe le iniziative (cancellazione bollo e Ecopass) vengono dallo stesso versante politico, che forse sul tema ha una posizione un po’ schizofrenica

  • n00dles

    25 set 2008 - 16:55 - #8
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    giusto, ma è un effetto che si produrra esclusivamente a milano… poi non parliamo di schizofrenia, spesso le amministrazioni locali e centrali della stessa parte politica prendono decisioni divergenti