Berlusconi show a Milano: "Per i tedeschi mai esistiti i lager"

Silvio Berlusconi apre la campagna elettorale per il collegio Nord-Ovest di Forza Italia: "Se arriviamo al 20% accendiamo un cero". Polemiche sulle frasi sui tedeschi

Intervenendo per oltre un'ora e mezza in occasione della presentazione delle liste di Forza Italia, circoscrizione Nord-Ovest, alle Elezioni Europee 2014, Silvio Berlusconi ha messo in piedi il classico show da uomo politico e business man consumato e d'esperienza: un discorso dal quale Matteo Renzi, in teoria la nemesi dell'ex Cav, ne esce tuttosommato bene, con un Berlusconi che mostra di gradire in particolar modo le doti di comunicatore del premier.

Forse l'ex primo ministro dovrebbe rivolgere le sue attenzioni più su Filippo Sensi in arte Nomfup che non sul capo del governo, che pure di talento nel comunicare ne ha da vendere, ma tant'è: le parole più dure, nel classico canovaccio berlusconiano (sentenza ingiusta, ricorsi europei, magistratura non democratica, traditori politici, colpi di Stato e il grande nemico tedesco) che oramai è diventato il cilindro perfetto dal quale Berlusconi conta di tirare fuori l'ennesimo coniglio.

Silvio Berlusconi Opens Forza Italia European Electoral Campaign

Un coniglio che, per uscire, necessiterà di aiuti altissimi: sulla falsariga del neo-pupillo Giovanni Toti infatti, anche Silvio Berlusconi si è detto "preoccupato" del "diluvio di Renzi in tv", che mette a dura prova (visto che i giornali "sono per la maggior parte di sinistra") la campagna elettorale forzista:

"Con il diluvio tv di Renzi, se arriviamo al 20% accendiamo un cero"

ha detto l'ex cavaliere alla (piccola) folla giunta ad ascoltarlo. Il patto sulle riforme, il famoso "patto del Nazareno", garantisce Berlusconi che "terrà", anche se non disdegna qualche stilettata a Renzi sulla riforma del Senato, che a detta di Berlusconi non deve ridursi ad una sorta di dopolavoro dei sindaci.

Tornando sul campo europeo, Berlusconi ha attaccato il leader della coalizione di centrosinistra Martin Shulz, "vecchio nemico" del presidente forzista fin dai tempi dell'infelice battuta sul "kapò" al Parlamento Europeo: una battuta che Berlusconi non avrebbe mai immaginato si sarebbe tirato dietro per così tanto tempo, anche se oggi (in perfetto stile Berlusconi) l'ha abilmente utilizzata per rincarare la dose, sfoderando un populista astio nei confronti del popolo tedesco reo di affamare l'intero continente Europa:

"Pensano che i campi di concentramento non ci sono stati".

Una frase che ha scatenato le ire di molti, su tutti quella del presidente del Pse, Sergei Stanishev, che ha chiesto al Ppe e al candidato popolare, Jean Claude Juncker, di condannare le affermazioni di Berlusconi (tra l'altro, Angela Merkel è anch'essa del Ppe, lo stesso partito europeo in cui milita Forza Italia).

Berlusconi ha infine sparato a zero sulla par condicio, una "assurdità", e sul "disonore di Alfano", l'ex delfino "traditore" creatore di Ncd, alla sua prima prova elettorale; sulle riforme è intervenuto anche Giovanni Toti, che ha chiuso così l'evento di oggi:

"Speriamo che la legislatura duri abbastanza per fare le riforme previste o poco per andare a votare presto. Deve durare quanto serve al Paese"

un buon ticket per il governo di larghe intese di Matteo Renzi, pronunciato proprio mentre quest'ultimo era a colloquio con Napolitano e che ora ha tutti i numeri per proseguire a spron battuto.

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