In Europa non c’è solo l’avanzata dell’estrema destra che ci ha raccontato Luca Landoni per l’Austria. Come avevamo previsto infatti la settimana scorsa, le elezioni nello stato tedesco della Baviera si sono rivelate un disastro per la CSU, partito regionalista gemello della CDU del cancelliere Merkel e sorta di “Lega Nord” d’oltre-brennero. Il partito ha subito un tracollo epocale, passando dal 60% delle precedenti elezioni al 43.
Le ragioni le avevamo già illustrate: la mancanza di una leadership convincente e le continue gaffes dei principali dirigenti del partito, tanto più gratuite in un contesto di grande sviluppo economico come quello della Baviera di oggi. Del crollo della CSU non beneficiano tuttavia i socialdemocratici della SPD, ormai in crisi a livello nazionale, stabili al 19%: in questo senso il voto bavarese potrebbe anche essere interpretato come una punizione per i partiti membri della “grosse-koalition” a livello federale, fenomeno elettorale molto comune e che abbiamo visto all’opera proprio questo stesso weekend in Austria.
Chi esce vincitore da queste elezioni sono invece i liberali della FDP, passati dal 2 all’8%, percentuale che permette loro di tornare in parlamento per la prima volta dal 1982. Per noi italiani si tratta di un partito difficile da immaginare, tanto le sue idee sono scarsamente rappresentate in Italia: liberista ma anche autenticamente liberale sui diritti civili, tanto da avere un leader omosessuale, lo si potrebbe paragonare ad un’enorme ed immaginaria “Lista Capezzone”.
Guadagnano consensi anche i Verdi (dal 7 al 9%) e la sinistra radicale, per la prima volta presente alle elezioni in Baviera, che ottiene un rispettabile 4,3% che non le permetterà però l’ingresso in parlamento. Infine la vera sorpresa di queste elezioni: il raggruppamento di liste civiche FW (Elettori Liberi), che raggiunge il 10%, raccogliendo probabilmente molti dei voti persi dalla CSU.
C’è chi sostiene che questa performance elettorale metterebbe in imbarazzo Angela Merkel, rispetto alla prospettiva di una rielezione la prossima primavera: tuttavia, data la situazione di crisi e frammentazione della sinistra tedesca, non vi è alcun dubbio che il prossimo governo sarà a guida cristiano-democratica. Difficilmente però l’alleanza CDU-CSU riuscirà ad ottenere la maggioranza da sola: più probabile che si renda necessaria un’alleanza con i liberali e/o con un altro partito.
Foto: Luiz Castro, Flickr.
Vercingetorige
30 set 2008 - 09:40 - #1Mi vien da ridere ogni volta che leggo dei Verdi all’estero, ripensando ai nostri fankazzisti guidati da quel pecorone corrotto di Scanio…