Primo Maggio, Napolitano: "È allarme lavoro. Serve sforzo congiunto di tutta l'Europa"

Il Presidente della Repubblica insiste sull'importanza dell'Unione Europea per uscire dalla crisi.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina Roma si è recato al monumento che ricorda le morti bianche, tutte le persone che sono morte sul lavoro. Dopo la cerimonia si è intrattenuto per un po' con il sindaco della Capitale Ignazio Marino, poi è tornato al Quirinale dove si sono svolte le celebrazioni della Festa del Lavoro.

All'inizio del suo discorso il Capo dello Stato ha prima di tutto salutato e ringraziato le autorità presenti, tra cui il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, poi ha detto:

"Se volessimo dare un nome alla celebrazione di questo Primo Maggio, dovremmo forse dire 'Allarme lavoro'. Ho scorso i dati recenti sulla disoccupazione e su altri aspetti della crisi complessiva che ha colpito l'Italia e l'Europa e che cosa possono suscitare se non allarme?"

Da questa premessa obiettiva e amara, Napolitano ha poi proseguito il suo discorso cercando di infondere un po' di ottimismo, ma soprattutto ha insistito sull'importanza dell'Europa e delle sue istituzioni per uscire dalla crisi e ha ricordato l'iniziativa "Garanzia Giovani" che pone l'Ue sotto una luce positiva. Per questo il Presidente ha invitato a riflette "chi vede l'Europa unita e le sue istituzioni come una prigione da cui scappare". Ha poi affermato che serve uno sforzo congiunto di dimensione europea e serve far rinascere la speranza, soprattutto nelle giovani generazioni.

Napolitano si è soffermato a parlare del dramma della disoccupazione proprio tra i giovani, ma anche tra le donne e nel Sud Italia, ha ricordato il "ruolo essenziale e nuovo che spetta ai sindacati" che devono rappresentare non solo i lavoratori, ma anche coloro che loro malgrado si ritrovano senza occupazione.

Il Capo dello Stato ha poi voluto elogiare un'azienda in particolare, la BSP Farmaceutici di Latina, che rischiava di chiudere, ma si è trasformata in uno straordinario esempio di riconversione ed è diventata un'impresa leader nel campo dei farmaci tumorali, dimostrando anche straordinarie capacità di management (il suo presidente Aldo Braca nel 2013 è stato nominato "imprenditore dell'anno").

Infine, Napolitano, ricordando che l'intera Europa si riconosce in un'economia di mercato che mira alla piena occupazione, ha concluso dicendo:

"Per non far regredire l'Italia e l'Europa si impongono riforme razionalizzatrice dal mercato del lavoro, incidendo su sprechi, corruzione, privilegi e parassitismi"

Insomma, tutte cose già dette, ridette, sentite da più parti, ma dette da Napolitano probabilmente occuperanno qualche prima pagina in più. Intanto dalle parole ai fatti il passaggio resta, da anni, incompiuto.

Giorgio Napolitano Primo Maggio 2014

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