La Riforma Gelmini in 4 punti. Giudicate voi

Ieri è andata in scena l'ennesima giornata di polemiche sulla nuova riforma scolastica, con Napolitano che volente o nolente ha replicato a Veltroni, approfittando dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico al Quirinale. Il capo dell'opposizione, se così vogliamo ancora chiamarlo, aveva sparato a zero sul ministro, parlando di riforma basata esclusivamente sui tagli e contestando apertamente l'idea di intervenire sulla scuola elementare, a suo dire l'unico segmento considerato tra i migliori in Europa. Così invece il Capo dello Stato:

"Per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore, le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente". E sul maestro unico: "...è necessario ridurre a zero nei prossimi anni il suo deficit pubblico e per incidere sempre di più sul debito accumulato nel passato nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo". "Ed esso - avverte ancora Napolitano - comporta anche un contenimento della spesa per la scuola".

Fin qui le posizioni delle parti. Cerchiamo invece di sintetizzare i contenuti della riforma dividendola in quattro punti fondamentali, affinché ognuno possa farsene un'idea senza lasciarsi condizionare alla propria appartenenza politica, proprio come ci esorta a fare il Presidente della Repubblica ("nel campo della scuola non si tratta di ripartire da zero ogni volta che con le elezioni cambia il quadro politico").

Punto primo, il ritorno ai voti in pagella per elementari e medie. Ricordiamo che nel sistema-scuola fuoriuscito dal fervore ideologico sessantottino si era deciso di mutare i voti in giudizi perché meno traumatici nei confronti dei bambini/ragazzi. Ricordo lo spiazzamento generale quando ciò avvenne (a me capitò a metà delle elementari) e le continue domande ai professori. "Cosa vuol dire più che discreto? A che voto corrisponde il buono? Grazie per il distinto, ci tenevo a presentarmi bene, ma l'interrogazione com'è andata?" Gli insegnanti erano esasperati. Ora si torna alla chiarezza, anche se alle elementari il giudizio accompagnerà ancora il voto, mentre sarà reintrodotto il voto in condotta con bocciatura in caso di 5.

Punto secondo, il risparmio per le famiglie sui testi scolastici. Sarà introdotto l'obbligo per gli insegnanti di adottare solo libri i cui editori si siano impegnati a mantenere invariati i contenuti per tutto il quinquennio. Stop quindi al lucroso mercato degli aggiornamenti, che spesso costringeva gli alunni a cambiare il testo ogni anno solo perché vi erano state introdotte piccole modifiche.

Punto terzo, l'educazione civica. La materia sarà incentrata su educazione ambientale e Costituzione e dopo anni tornerà a essere obbligatoria per tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Punto quarto, e pomo della discordia, il ritorno al maestro unico. Si comincerà a reintrodurlo nella prima classe dal 2009-2010 e gradualmente entrerà a regime in tutte le classi successive; non ci sarà dunque alcuno scioccante cambiamento per i bambini partiti col vecchio sistema. Il maestro unico porterà un grandissimo risparmio con il taglio di circa 87.000 insegnanti in tre anni, cosa che ha ovviamente causato la sollevazione della categoria e di tutte le forza politiche e sociali che la appoggiano.

Dal punto di vista pratico il maestro unico è incontestabile e appare quantomeno difficile trovare vantaggi nel sistema attuale che ne giustifichino la conferma. In condizioni di equivalenza non si vede dunque perché non privilegiare il risparmio per un sistema-scuola che avrebbe urgente bisogno di investire in settori diversi dagli stipendi al personale. Chi si batte contro questo punto dovrebbe forse spiegare che la battaglia non ha nulla di filosofico ma è semplicemente un tentativo di difendere i posti di lavoro inutili che ha creato, un po' stile Alitalia per intenderci.

La mia tuttavia non è che un'opinione. Siete liberi ora di esprimere la vostra, o di portare contributi nuovi nello spazio riservato ai commenti.

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