
Giusto ieri si diceva di quanto siano paradossali le due iniziative televisive concorrenti messe in piedi dalle principali correnti del Partito democratico: Red Tv e You Dem Tv. Ma dato che al peggio non c’è limite, proprio ieri, durante una imperdibile conferenza stampa a Montecitorio, è stato raggiunto un punto di autentica eccellenza politica: l’annuncio della nascita ufficiale della terza componente del Pd, quella dei Parisiani. Gli scopi della genesi dell’ennesima fazione democratica sono ovviamente nobilissimi: “il 14 ottobre, a tre anni da quelle primarie che incoronarono Romano Prodi come premier del centrosinistra, Arturo Parisi annuncia che presenterà un proprio comitato ‘dei democratici per la democrazia’ il cui obiettivo principale sarà quello di riportare la democrazia nel partito”. Non bastava continuare a dare l’idea di un partito in balia delle onde e degli squali, per Parisi era necessario anche esporsi al ridicolo attribuendo alla sua creatura un nome che nessuna anagrafe politica vorrebbe dover registrare.
In attesa che altri raffinati strateghi diano finalmente vita ai socialisti per il socialismo, ai comunisti per il comunismo, ai liberisti per il liberismo, ai sinistri per la sinistra, ai democristiani per la democrazia cristiana, Parisi annuncia “una linea in antitesi con quella caldeggiata da Goffredo Bettini che invita il Pd ad essere radicale da un punto di vista sociale e riformista da quello istituzionale. Noi seguiamo una linea diametralmente opposta: vogliamo essere radicali dal punto di vista istituzionale e riformisti da quello sociale”. Secondo l’ex ministro è necessario “portare avanti la funzione dell’opposizione nella sua valenza istituzionale, senza estremismi né sconti moderati, perseguire la linea di una funzione repubblicana dell’opposizione”.
Riferendosi allo scontro con i leader delle altre fazioni e con W Veltroni, Parisi chiarisce che, naturalmente: “non portiamo avanti questa battaglia per sedere su una poltrona ma per un dovere che sentiamo nei confronti e nell’interesse della democrazia e del partito”.
sandokan71
03 ott 2008 - 16:02 - #1“non portiamo avanti questa battaglia per sedere su una poltrona ma per un dovere che sentiamo nei confronti e nell’interesse della democrazia e del partito”
AHAHAHAHAHAH!!!!!
Ancora ancora! Altre perle di retorica! Dai Heather facci un balletto!
William Wallace
03 ott 2008 - 16:03 - #2No dai…. non si può chiamare “democratici per la democrazia”…
n00dles
03 ott 2008 - 16:08 - #3OMG, non posso commentare altrimenti
(Hard)core
03 ott 2008 - 16:31 - #4ma ad una corrente “democratici per la democrazia e la Patata”, io aderirei (con la p maiuscola mica quisquilie)
cippa.lippa
03 ott 2008 - 16:35 - #5al ridicolo non c’è mai fine, ma la sx italiana quasi quasi esagera… meglio però: se vanno avanti così la farsa del PD sarà completa e quel che resta della sx affonderà finalmente e completamente fra gli sghignazzi e i pernacchi… degno contrappasso per la fine fatta fare al cinghialone…
Quartana
03 ott 2008 - 16:50 - #6Io quoto tutti quelli che mi hanno preceduto (dall’1 al 5).
Anche questa volta la sinistra non ha perso l’occasione di fare la solita figura penosa.
Vercingetorige
04 ott 2008 - 11:51 - #7Qua ci vuole solo una bella disinfestazione!!!!