Operazione "Cieli bui": il governo Monti ci riporta al coprifuoco

Cieli bui


Se pensavamo che il risparmio energetico arrivasse con le nuove tecnologie, le lampadine a basso consumo, l'utilizzo di fonti a basso impatto, ci sbagliavamo. Le cose sono molto più semplici di così, e ce le spiega il governo Monti con l'operazione "Cieli bui: vogliamo risparmiare? Spegniamo le luci di notte. Come un bravo padre di famiglia che passa di stanza in stanza a controllare che i figli non abbiano lasciato acceso qualche luce o qualche spia, anche il premier decide di spegnere le luci. Si torna al coprifuoco? Sembrerebbe di sì, anche se Corrado Passera si affretta a dire che si tratta solo di ottimizzazione.

Nella legge di stabilità varata ieri troviamo infatti:

…sono stabiliti standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utilizzo fra i quali, in particolare:
a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne;
b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro;
c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b);
d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

La cosa bella è che nella bozza non si quantifica da nessuna parte il risparmio che si dovrebbe ottenere con questa misura. Misura che non tiene in considerazione che le città – anche a costo di sacrifici – hanno ammodernato buona parte dei loro impianti di illuminazione adeguandoli ai nuovi standard di efficienza, che così facendo molti Comuni hanno anche trovato ispirazione per eventi culturali (le Luci d'artista a Torino), e soprattutto che un'illuminazione notturna adeguata è il primo ingrediente per evitare il degrado e aumentare la sicurezza nelle città. Non a caso in tutte le metropoli la maggior parte degli interventi in questo campo è stato fatto per aumentare l'illuminazione nelle zone di periferia. Perché è evidente a tutti (tranne forse ai professori del governo Monti) che una strada più illuminata, oltre a essere una strada più bella, è anche una strada più sicura, in cui ci si sente più protetti sia dalla criminalità che, per dirne una, dagli incidenti stradali.

Insomma, con questo inserimento abbastanza estemporane, nella legge di stabilità, non si capisce se l'esecutivo abbia maldestramente tentato di dare un contributo all'efficienza energetica, o se abbia freudianamente provato a spingere ancora più in là l'austerity che caratterizza il suo operato, quella per cui la recessione è per certi versi positiva, e per cui quindi anche un "affievolimento" e una "moderazione" dell'illuminazione notturna è una cosa buona. Meglio chiudersi in casa, magari a lume di candela, ché tanto i soldi per fare altro non ci sono.

Foto Flickr


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