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Per Tremonti la sinistra non ha più la cultura nè le idee. "Questa è la nostra occasione"

Pubblicato: 06 ott 2008 da Luca Landoni

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Domenica ore 16. L’ultima giornata della Festa delle Libertà entra nel vivo, con l’arrivo del Ministro per l’economia Giulio Tremonti accompagnato dal coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini e dall’onnipresente La Russa. Quello che doveva essere un botta e risposta si trasforma presto in una lezione di storia dell’economia italiana, non priva di svariati attacchi alla sinistra e ai politici della Prima Repubblica, in puro stile tremontiano.

“Questo è un paese con una grande staticità del voto. I figli ereditano le posizioni politiche dai padri e le grandi metropoli non decidono mai le elezioni come per esempio in Francia. Tutto questo tenendo ben conto che l’Italia è sempre stata, è, e sarà un paese di centro-destra. La sinistra un tempo si consolava con l’egemonia culturale - continua il Ministro - ma ormai anche qui il ribaltamento è evidente. La sinistra non ha più la cultura nè le idee. Questa è la nostra grande occasione.”

Il secondo excursus storico prende il via dalla domanda di La Russa sulle ragioni del federalismo fiscale.

“Si può dividere la storia dell’economia italiana in due fasi, la prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito pubblico. La seconda dal ‘71 fino alla fine della Prima Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi migrazioni dal sud. Purtroppo ci si è messa anche la crisi mediorientale e l’austerity e si è entrati in una spirale in cui si facevano sempre più debiti per pagare i debiti stessi. Il concetto era che tanto c’era il deficit, e il problema si risolveva da sè. Ma un conto è governare avendo il debito pubblico, un conto è governare facendo il debito pubblico - ha polemicamente concluso Tremonti. - Per questo non accetto lezioni dai politici della Prima Repubblica”

Dopo qualche gustosa digressione sui “dementi che hanno inventato l’Irap, un’imposta assurda e unica al mondo. Ormai nessuno ne riconosce più la paternità, ma tanto noi sappiamo benissimo chi sono… e anche loro tant’è vero che non li hanno ricandidati” (ovvio il riferimento alla sinistra e a Visco, NdR.) Il superministro chiude poi con un elogio del federalismo, perché “se noi abbiamo una delle migliori sanità del mondo, in quanto amministrata dalle regioni, basta fare 2+2 per capire che bisogna decentrare le competenze anche negli altri settori.”

Applauso chilometrico e tempo per un’ultima stilettata velenosa contro gli economisti di sinistra: “Il problema non è chi ha letto Marx, è chi non l’ha capito.” E sulla crisi delle banche: “Ogni crisi prima o poi finisce, ed è ciò che accade quando la finanza da mezzo diventa fine. Invece l’unica ricchezza vera è il lavoro, e quando ne usciremo il lavoro riacquisirà quella centralità che sempre dovrebbe avere.”

Fine della lezione, e spazio al dibattito sulla sicurezza. A voi ogni commento.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • hannibal2000

    06 ott 2008 - 00:02 - #1
    -1 punto
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    poveretto,
    ma soprattutto poveri noi con sta gentaglia,
    un accozzaglia di mediocri e mentitori di professione.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    06 ott 2008 - 08:12 - #2
    -1 punto
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    > Invece l’unica ricchezza vera è il lavoro, e quando ne
    > usciremo il lavoro riacquisirà quella centralità che sempre
    > dovrebbe avere.

    Comunista!

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    06 ott 2008 - 09:12 - #3
    -1 punto
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    Prima di tutto complimenti al fotografo.una foto di mer.d.a…e poi..ma ancora state a sentire questo malato di mente?

  • Profilo di STIKKYO

    STIKKYO

    06 ott 2008 - 09:38 - #4
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    #1/2/3
    ahahahahah, ridicoli e barboni!!!
    Giulio state lavorando benissimo, gli italiani non sono mai stati così felici di un governo, lasciamo perdere questi disperati e procediamo in questa direzione.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    06 ott 2008 - 10:11 - #5
    1 punto
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    @ STIKKYO

    Vedi che babbo natale non esiste…

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    06 ott 2008 - 10:17 - #6
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    > Si può dividere la storia dell’economia italiana in due fasi, la
    > prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito
    > pubblico. La seconda dal ‘71 fino alla fine della Prima
    > Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far
    > star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi
    >migrazioni dal sud.

    E’ una cavolata, l’italia si è indebitata non per fare stare meglio il sud ma per la politica corrotta che mirava ai voti e non al paese. Cosa che accade anche oggi… purtroppo.
    L’italia non è sempre stata di destra, l’italia è oggi di destra, prima dell’avvento di questi politici era moderata al centro.
    Le vostre revisioni storiche lasciano il tempo che trovano.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    06 ott 2008 - 10:17 - #7
    0 punti
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    > Si può dividere la storia dell’economia italiana in due fasi, la
    > prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito
    > pubblico. La seconda dal ‘71 fino alla fine della Prima
    > Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far
    > star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi
    >migrazioni dal sud.

    E’ una cavolata, l’italia si è indebitata non per fare stare meglio il sud ma per la politica corrotta che mirava ai voti e non al paese. Cosa che accade anche oggi… purtroppo.
    L’italia non è sempre stata di destra, l’italia è oggi di destra, prima dell’avvento di questi politici era moderata al centro.
    Le vostre revisioni storiche lasciano il tempo che trovano.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    06 ott 2008 - 10:17 - #8
    0 punti
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    > Si può dividere la storia dell’economia italiana in due fasi, la
    > prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito
    > pubblico. La seconda dal ‘71 fino alla fine della Prima
    > Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far
    > star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi
    >migrazioni dal sud.

    E’ una cavolata, l’italia si è indebitata non per fare stare meglio il sud ma per la politica corrotta che mirava ai voti e non al paese. Cosa che accade anche oggi… purtroppo.
    L’italia non è sempre stata di destra, l’italia è oggi di destra, prima dell’avvento di questi politici era moderata al centro.
    Le vostre revisioni storiche lasciano il tempo che trovano.

  • ...

    06 ott 2008 - 10:52 - #9
    0 punti
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    “Questo è un paese con una grande staticità del voto. I figli ereditano le posizioni politiche dai padri e le grandi metropoli non decidono mai le elezioni come per esempio in Francia.”

    É vero, ma lo è perché questo è un paese profondamente diviso in caste e classi, per cui i lavori e le condizioni socio-economiche delle persone derivano sostanzialmente dalla famiglia di appartenenza, tralasciando le roboanti flatulenze del puffo che racconta fregnacce.

    “Tutto questo tenendo ben conto che l’Italia è sempre stata, è, e sarà un paese di centro-destra.”

    Mica tanto: l’Italia è sempre stata, in maggioranza, conservatrice ed asservita al potere, che son due aspetti più vicine a posizioni di destra che di sinistra. Una semplificazione alquanto lacunosa ed interessata, Giulio.

    “La sinistra un tempo si consolava con l’egemonia culturale - continua il Ministro - ma ormai anche qui il ribaltamento è evidente. La sinistra non ha più la cultura nè le idee. Questa è la nostra grande occasione.”

    Lui, insieme a buona parte dei suoi colleghi di partito, capo della maggioranza incluso, lo sa, perché ne ha fatto parte, da buon socialista. Sputare nel piatto dove mangia non pare molto intelligente, ma è l’Italia, nessuno se ne accorgerà.

    “il paese ha cominciato a indebitarsi per far star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi migrazioni dal sud.

    Ritorna la questione Razzismo. Lo stato, pur di mantenere la presa sulla popolazione, incapace di gestire culturalmente e democraticamente un cambiamento (le migrazioni meridionali) figlio della sua incapacità (dar prospettive di vita degne anche al Sud), ha deciso di iniettare fiducia come si fa coi bambini irrequieti, con uno psicofarmaco. In questo caso, soldi e debito pubblico.
    Anche qui la ricostruzione è alquanto banale e lacunosa, ma se serve a creare un castello di carta di valori di destra, benvenga..

    “Il problema non è chi ha letto Marx, è chi non l’ha capito.”

    Vero. Certo che ci non l’ha neanche letto è ancora più indietro di chi non l’ha capito. E quindi il problema è di tutta la destra più buona parte della finta sinistra. Tremonti rientra appieno in questa definizione. Ottima scelta, per chi vive di slogan, senza capirli.

    “E sulla crisi delle banche: “Ogni crisi prima o poi finisce, ed è ciò che accade quando la finanza da mezzo diventa fine. Invece l’unica ricchezza vera è il lavoro, e quando ne usciremo il lavoro riacquisirà quella centralità che sempre dovrebbe avere.”

    Ottimo: ora vallo a spiegare a Confindustria ed al tuo leader di partito, e preparati per le pernacchie che riceverai, Tvemontino.

  • Profilo di Utan

    Utan

    06 ott 2008 - 17:50 - #10
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    Fosse anche vero, se dobbiamo sostituirle con le sue (cultura e idee), il vuoto rimarrebbe praticamente uguale.

  • Mummio

    07 ott 2008 - 01:20 - #11
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    Che ridicolo pagliaccio questo Tremonti. Un prestigiatore prestato alla politica.

    E’ lunga la galleria delle “sole” che ha regalato agli italiani. Dalla finanziaria 2002 quando aprì a comuni, province e regioni la possibilità di utilizzare i prodotti derivati prestandosi così alla truffa da parte delle banche fino alla Robin Tax che provocherà solo un aumento del prezzo dei carburanti e alla rinegoziazione dei mutui per la quale le banche si fregano le mani potendo lucrare altri interessi sull’allungamento del debito.

    Se l’Irap gli fa così schifo (che tra l’altro non fu un’imposta aggiunta, ma sostitutiva di altre quattro imposte) perchè non la eliminò nel quinquennio 2001-2006? Forse era troppo impegnato a cartolarizzare anche sua nonna?

    E quando l’avrà eliminata come la finanzierà la sanità pubblica, con qualcuno dei suoi giochi di prestigio? O forse non la finanzierà affatto a tutto vantaggio di quella privata che tanto lui ed i suoi amici possono permettersi?

    Ma certo, dopo aver tentato nel 2003 di riprodurre qui da noi il sistema dei mutui americano che tanti bei risultati ha dato, vorrà fare altrettanto con la sanità sul modello di quella USA: ai ricchi e super benestanti magnifici ospedali e tutti gli altri si fottano!