Ieri sera alle 21.00 si è chiuso il referendum sulla costruzione di una nuova base americana a Vicenza. Un referendum, come ricordato qualche giorno fa, proibito dal Consiglio di Stato, i cui divieti non sono stati sufficienti a frenare dei cittadini e un sindaco, Achille Variati, che lasciato solo dal Pd a livello nazionale ha continuato con coraggio la battaglia (anche) grazie alla quale era stato eletto pochi mesi or sono.
In 24.094 sono andati a votare nell’ambito della consultazione popolare sul Dal Molin: 23.050 i voti per il Sì (contrari al progetto della nuova base militare statunitense), 902 i No. La percentuale dei votanti è del 28,56%. «Un dato eccezionale», secondo il sindaco, che è intervenuto al ‘media center’ di piazza Castello. «In tantissimi si sono mossi spontaneamente con una organizzazione iniziata tre giorni fa.
E’ stata una giornata per la democrazia e ne vado fiero. E se qualcuno avesse qualche critica, quello che chiederò è di portare altrettanti cittadini a votare per il No. La città ha dimostrato di esserci – ha concluso Variati – ed è una città in movimento».
La battaglia continua, con un modello esemplare di cittadini in movimento che rappresentano la vera alternativa alla farsesca democrazia rappresentativa com’è oggi in Italia.
Non ci sono state diatribe ideologiche, cittadini di destra e sinistra si sono mossi personalmente in difesa del territorio e della propria città, come centro-destra e centro-sinistra a livello nazionale come al solito si sono dati per difendere interessi propri e corporativi. Mentre nel mondo paesi e democrazie giovani approvano costituzioni che vietano qualsiasi base militare straniera sul territorio, in Italia si sentono ancora discorsi sui doveri italiani “che se non ci fossero stati gli Americani 60 anni fa..”
D’altra parte basta sentire le dichiarazioni dei Maroni, La Russa, etc.. per capire quanto i politici italiani sperino in un ritorno al passato. I cittadini di Vicenza, al contrario, stanno dimostrando qual è il significato di democrazia in un paese moderno, che certo non è andare a mettere una crocetta al seggio ogni 5 anni.
Amex I.
06 ott 2008 - 13:34 - #1de profundis della libertà e della democrazia…
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_787304331.html
e il peggio deve ancora arrivare…
zoe57
06 ott 2008 - 14:08 - #2Una bella realtà di movimento..che indica un modello di democrazia partecipata come reale alternativa alla democrazia rappresentativa, ormai assolutamente inadeguata alle reali esigenze del ns paese..
darling3
06 ott 2008 - 14:44 - #328% sarebbe un ottimo risultato?
considerando che saranno andati tutti quelli contrari non penso proprio.
Vercingetorige
06 ott 2008 - 15:47 - #4Sperpero di soldi per un referendum intuile a cui han partecipato meno di 1/3 dei cittadini…w l’inutilità e lo sperpero, sono andati a votare solo gli illusi e chi aveva tempo da perdere.
antonio's
06 ott 2008 - 15:52 - #5resistenza!no dalmolin!basta regali x questi sporchi americani esportatori di democrazia con le bombe!E poi chi garantisce che il modello dempcratico(si fa x dire) americano sia adatto?Schifosi presuntuosi!
may 11th
06 ott 2008 - 15:56 - #6#4
o forse sono andati i cittadini che vivono attivamente la partecipazione politica e non accettano l’idea leghista fascista che hai tu di sperpero di tempo e politica..
zoe57
06 ott 2008 - 16:30 - #7La decisione del Consiglio di Stato, che accogliendo il ricorso presentato da esponenti di Forza Italia (costituitisi per l’occasione in fantomatici comitati per il sì alla base) blocca la consultazione popolare voluta dalla nuova amministrazione comunale di Vicenza sulla questione Dal Molin, deve essere letta con attenzione, non tanto nel suo dispositivo tecnico, quanto nella sua pesante valenza politica.
L’organo della magistratura amministrativa ribalta, per la seconda volta, le decisioni del T.a.r. del Veneto, che già si era espresso sia in merito alla stessa consultazione, ribadendone la legittimità, sia sull’iter autorizzatorio e sui rischi ambientali derivanti dalla costruzione di questa nuova base (perché di questo si tratta, e non di un ampliamento, come erroneamente scritto da più parti), inibendo chiunque a proseguire qualsivoglia lavoro inerente la base stessa.
Il Consiglio di Stato si è quindi confermato molto più attento alle sollecitazioni provenienti dai vicini palazzi del potere romano, che non alle legittime aspettative delle comunità e delle istituzioni locali.
Lo stesso intervento del Presidente del Consiglio di poco tempo fa, quando in una lettera indirizzata al sindaco di Vicenza ebbe a definire la consultazione dei cittadini “gravemente inopportuna”, così come quello del Commissario governativo per la realizzazione del Dal Molin Paolo Costa (nominato da Prodi e riconfermato da Berlusconi), che ha avuto l’ardire e la faccia tosta di definire addirittura “antidemocratica” la consultazione, ricollocano al giusto livello tutta la questione.
Ovviamente questo fa a pugni con il goffo tentativo di Romano Prodi, nel suo tristemente famoso “editto bulgaro” del 16 gennaio 2007, di derubricare a mero “problema urbanistico locale” il progetto Dal Molin.
Che la faccenda relativa alla nuova base Usa fosse un terreno complesso, il movimento vicentino l’ha sempre avuto bene in mente. Proprio l’impossibilità di gestire politicamente questa scelta sciagurata ha portato sia il governo Prodi che l’attuale esecutivo a voler imporre manu militari il Dal Molin ai vicentini. Si è passati dalle armi della dialettica alla dialettica delle armi.
Il tentativo di annichilire la città, la sua popolazione e le istituzioni locali, segna quello che è il vero nodo di tutta la faccenda. A Vicenza si gioca una partita difficile quanto suggestiva, proprio perché allude al conflitto irrisolto tra democrazia formale e democrazia reale, perché interviene materialmente nella discussione sulla ridefinizione dell’architettura dello Stato, nel rapporto tra centro e periferia e tra rappresentanti e rappresentati.
In poche parole, quella che è messa in discussione a Vicenza è la democrazia stessa.
Allo stesso tempo, non è possibile sorvolare sul fatto che tutto questo accada in un territorio come il Nord Est, simbolo di un modello economico-territoriale oltre che potente figura retorica, attraversato in questi anni da tensioni che sono state linfa vitale per la riapertura, nel nostro paese, di una discussione sul federalismo.
Se da un lato abbiamo le pagliacciate dei druidi padani, le ampolle d’acqua raccolte alle foci del “Dio Po”, dall’altro c’è una comunità che afferma materialmente il proprio diritto alla partecipazione, all’autodeterminazione, arrivando a confliggere direttamente con il Leviatano, che qui si rappresenta, per dirla con Nietzsche, come “gelido mostro”, nella sua forma più autoritaria e centralista. Nella rivendicazione “dell’esercizio della ragione”, per usare la felice espressione di Carlo Cattaneo, si trova l’essenza della mobilitazione dei vicentini. A Vicenza si è rotto il contratto sociale, i cittadini hanno deciso di riappropriarsi di quella sovranità altrimenti ceduta all’unità trascendente che è lo Stato.
Insomma, Vicenza versus Hobbes e Rousseau. Una bella sfida, non c’è che dire.
Quella sul Dal Molin è quindi una battaglia di libertà, di democrazia, che può fungere da stimolo a quei tanti che, ancor oggi, si ritrovano sospesi tra la nostalgia del non più e la paura del non ancora.
Vicenza è già oltre, vale la pena seguirne le tracce, per affermare concretamente quel nuovo mondo possibile a cui molti aspirano.
Olol Jackson, Presidio Permanente No Dal Molin
Luca Landoni
06 ott 2008 - 16:47 - #8certo se vota solo la sinistra è difficile che vinca il sì, ahahaha ;)
Chico Mendez
06 ott 2008 - 17:36 - #9Landoni ma perche’ una base americana deve essere decisa a Vicenza e non nel deserto del sahara? Perche’ non dare una base anche agli altri paesi che parteciparono come alleati alla liberazione italiana?
Utan
06 ott 2008 - 18:01 - #108-
Non sono solo cittadini di sinistra a non volerla, posso assicurartelo direttamente (con idee a più a destra delle tue) per cui la tua risata e fasulla :-D PRRRRRRRRRRRR
rhythm_bandit
06 ott 2008 - 18:10 - #11spero non siano stati usati soldi pubblici per questo referendum inutile
gabibbo
06 ott 2008 - 18:22 - #12Mai sentito parlare di democrazia rappresentativa?
Forse la maggioranza della città VUOLE quella base, visto che il 72% della popolazione è rimasta a casa, e che Vicenza non mi pare avere dato il 95,6% dei voti alle ultime elezioni a partiti contrari alla base.
Ma forse per voi l’unica democrazia che conta è quella che vi fa comodo.
Vercingetorige
06 ott 2008 - 18:59 - #13@12
Quoto in toto.
45°_parallelo
06 ott 2008 - 19:26 - #14applauso per gabibbo sono di vicenza e volevo dire esattamente le stesse cose……… e aggiungerei ciao ciao NO DAL MOLIN (spero questa sia stato l’ultimo atto)
darling3
06 ott 2008 - 20:15 - #15è vero che ci sono state grandi manifestazioni contro la base ma mi piacerebbe sapere quanti partecipanti erano vicentini e quanti venivano da fuori…
qualcuno di voi sa se ci sono sondaggi fatti in città da istituti riconosciuti?
darling3
06 ott 2008 - 20:30 - #16in italia non esistono “ultimi atti”.
c’è sempre qualcuno più in alto a cui fare ricorso.
may 11th
06 ott 2008 - 20:36 - #17#12
o forse il tuo è un ragionamento semplicistico…perchè non si può non considerare che il referendum non era ufficiale perchè ipocritamente e vigliaccamente proibito dallo Stato (e non dal governo locale…alla faccia di federalismi e autonomie tanto sbandierate)…e non si può non considerare che il sindaco di Vicenza è stato eletto dopo anni di centro destra anche grazie al suo essersi schierato in campagna elettorale contro la base…se poi vuoi fingere che nei referendum sia solita esserci un affluenza del 90% o che per calcolare i favorevoli basta fare una sottrazione sei tu che hai una tua idea della democrazia a tuo uso e consumo
may 11th
06 ott 2008 - 20:39 - #18ps vai a Vicenza a chiedere perchè una parte della Lega sostiene questo sindaco…di sicuro loro te lo spiegano meglio…
darling3
06 ott 2008 - 20:53 - #19mi riporti una dichiarazione del sindaco contro la base?
io non ne ricordo.
may 11th
06 ott 2008 - 22:47 - #20E’ stato il sindaco a volere il referendum anche contro il diktat di governo…a volere che su come deve essere il territorio a decidere fossero i cittadini..già la dichiarazione di inizio articolo..in più il sindaco per primo si è recato a votare..
”
TUTTE LE AGENZIE
06/10/2008 16.01 fonte: AdnKronos
VICENZA: VARIATI, DA CONSULTAZIONE BASE USA RISULTATO ECCEZIONALE E SENZA PRECEDENTI
«Un risultato eccezionale, che non ha precedenti. Una manifestazione spontanea di cittadini non politicizzati che, forse per la prima volta in vita loro, si sono recati ad esprimere il proprio pensiero ad un gazebo». Con queste parole il sindaco di Vicenza, Achille Variati, commenta, il giorno dopo, l’esito della consultazione sul Dal Molin, autonomamente gestita dal coordinamento dei comitati contro la nuova base Usa, dopo lo stop del consiglio di stato alla procedura di voto istituzionale. Questo il risultato: 24.094 votanti (pari al 28,56% degli aventi diritto al voto), di cui il 95,66% contrario alla realizzazione della nuova base. «Quello che registro - ha proseguito il sindaco - è che un terzo dell’elettorato attivo e quasi la metà degli elettori che si sono recati alle elezioni per il sindaco, si è espresso in modo chiaro. Gli altri, cioè quelli che non si sono espressi, non vanno strumentalizzati. Il loro non voto non è un si alla base! Sfido chi lo sostiene a dimostrarlo con i fatti, organizzando una consultazione con le medesime caratteristiche di quella di ieri per conteggiare quanti, realmente, vogliono davvero la base a Vicenza. Diversamente, non sono legittimati a parlare a nome di chi non si è espresso».
darling3
07 ott 2008 - 09:08 - #21io vorrei vedere una dichiarazione esplicita di variati che dica “io sono contrario alla base”.
oppure un manifesto della sua campagna elettorale dove lui e il suo partito dicano “no alla base”.
è una mia curiosità. grazie
Chico Mendez
07 ott 2008 - 11:37 - #22Variati dice si all’uso pubblico dell’area verde dove dovrebbe nascere la base……..piccolo appunto nessuno ha notato che gli americani non hanno iniziato alcun lavoro malgrado l’area sia già stata a loro consegnata?
Andrea7g9s
07 ott 2008 - 16:27 - #23Variati sindaco di tutti??? Caro sindaco, 24000 votanti significa 1/3 dei cittadini aventi diritto di Vicenza: prenda atto di aver fallito e cominci a fare il sindaco della maggior parte dei cittadini che non hanno nulla contro la base USA. Ora il contentino referendario al popolo dei nullafacenti noglobal (che grazie ai loro voti è stato eletto) l’ha dato. Restituisca ai cittadini di Vicenza i soldi spesi per il referendum.
may 11th
07 ott 2008 - 16:53 - #24Certo che avete proprio sta ossessione dei no global eh..
realista
08 ott 2008 - 12:56 - #25vorrei far notare che meno di un quarto degli aventi diritto voto della popolazione di Vicenza ha votato “contro” la base…
di cosa si sta parlando?
Andrea7g9s
08 ott 2008 - 14:24 - #26X MAY 11TH
Eh sì, è proprio un’ossessione. I VERI cittadini di Vicenza ne hanno le scatole piene di cortei in centro, manifestazioni ridicole, minaccie di rovinare iniziative comunali e chi più ne ha più ne metta… Presunto che la maggior parte dei vicentini ha altro da fare, ne deduco che si tratta di NOGLOBAL sovvenzionati da quei partiti che per volontà popolare non hanno più la possibilità di entrare in parlamento.