Che cos’è l’Is

Com’è nato, quali sono le posizioni, le gerarchie e le finalità dello Stato Islamico guidato da Abu Bakr al-Baghdadi

L’escalation del gruppo jihadista in Iraq e in Siria ha fatto sì che il gruppo cambiasse nome per tre volte nel giro di poco più di un anno. Vediamo in quale modo si è passati dalla denominazione Isis a Isil, per poi concludere con Is.

Il 9 aprile 2013 il gruppo jihadista, dopo aver posto sotto il proprio controllo alcune aree della Siria, adotta il nome di Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. L’acronimo internazionalmente condiviso è Isil, ma viene utilizzato anche Isis poiché in arabo il gruppo è conosciuto come Stato Islamico dell'Iraq e di al-Sham, laddove per al-Sham, in un’ottica di jihad globale, si intende il Levante e la Grande Siria.

Il 14 maggio 2014 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato la decisione di utilizzare Isil come acronimo del gruppo (da Islamic State of Iraq and the Levant).

Sei settimane dopo, il 29 giugno 2014, viene annunciata la decisione di fondare un nuovo califfato, guidato da Abu Bakr al-Baghdadi e il gruppo assume formalmente il nome di Stato Islamico, di conseguenza il nuovo acronimo è Is.

Che cos’è l’Isil

Isil è acronimo di Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, un’organizzazione estremista islamica presente sia in Iraq che in Siria. L’Isil ha sostituito lo Stato Islamico dell’Iraq tentando di inglobare il Fronte al Nusra, un gruppo jihadista che combatte in Siria. La fusione fra i due gruppi era stata annunciata, nell’aprile 2013, da Abu Bakr al Baghdadi che aveva precedentemente fondato l’Isil, ma al Nusra non ha aderito rimanendo autonoma.

Secondo un’indagine compiuta da Charles Lister, un ricercatore del Brookings Doha Center, i militanti dell’Isil dovrebbero essere frai 5mila e i 6mila in Iraq e fra i 6mila e i 7mila in Siria.
L’Isil non riconosce l’autorità del capo di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri: uno dei principali motivi di contrasto con la più nota rete jihadista è stato il rifiuto di concentrarsi sulla lotta in Iraq, lasciando ad al Nusra la lotta in Siria.

Diverse sono anche le gerarchie nei due Paesi in cui opera l’Isil. Se in Iraq leader e combattenti sono soprattutto iracheni, in Siria la base è composta da combattenti locali, ma i vertici sono in mano a leader militari iracheni o libici che hanno già combattuto in Iraq, Afghanistan e Cecenia. Fra i combattenti dell’Isil ci sono anche parecchi francofoni, maghrebini, francesi e belgi.
Dopo aver preso il controllo di Falluja alcune settimane fa, l’Isil ha conquistato all’inizio di giugno 2014 Mosul, Kirkuk e Salahuddin. In Siria, invece, l’Isil è l’esercito che ha ottenuto il maggior numero di successi contro l’esercito di Bashar al Assad ed è periodicamente impegnato in combattimenti contro altre fazioni di ribelli che mirano a ostacolare i suoi progetti egemonici.

Il leader dell’Isil è Abu Bakr al Baghdadi anche noto come “lo sceicco invisibile”, visto che è solito coprirsi il viso con una maschera. Poche le informazioni che circolano sull’uomo che sarebbe stato un religioso in una delle moschee della città, almeno fino al 2003, quando le truppe Usa hanno invaso l’Iraq. La sua ascesa come leader dei gruppi jihadisti è avvenuta intorno al 2010.

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