
C’è un dettaglio della riforma dell’istruzione di Mariastella Gelmini, ormai in avanzata fase di approvazione, che forse non ha ancora attirato l’attenzione che merita. L’ex ministro dell’Istruzione Fioroni ha dichiarato infatti a “Repubblica” che:
Saranno 225 mila i posti di lavoro tagliati in tre anni ed il maestro unico avrà, in media, tra i 55 e i 60 anni. Con la manovra finanziaria e il decreto i nostri ragazzi avranno gli stessi stimoli che avevano gli alunni di 60 anni fa, in una società post-contadina che doveva combattere l’analfabetismo
Non abbiamo dati di dettaglio che ci permettano di capire se l’analisi dell’ex ministro é corretta, o se invece deriva unicamente dall’acrimonia del predecessore. Però possiamo fin da ora affermare che l’invecchiamento del corpo docente alle elementari è un esito molto plausibile dei tagli di personale: questo perché le rigide graduatorie degli insegnanti sono fondate sull’anzianità di servizio molto più che sul merito. Facile dunque che i primi ad essere “fatti fuori” siano proprio i giovani insegnanti, che magari hanno contratti precari.
Una conseguenza che potrebbe contribuire ad un abbassamento della qualità dell’insegnamento, se si considera che ad oggi gli insegnanti giovani sono i più preparati - ad esempio - per quanto riguarda le lingue straniere. Tuttavia nel nostro - che ormai è davvero un paese per vecchi - anche questo dettaglio della riforma potrebbe trovare qualche favore presso l’opinione pubblica.
Foto: kevindooley, Flickr.
sandokan71
10 ott 2008 - 10:12 - #1Da un insegnate giovane mi aspetterei non solo una conoscenza delle lingue straniere, ma anche dell’informatica, di internet, dei mezzi di comunicazione più moderni, di metodi di insegnamento più efficaci alla luce dei nuovi studi, di una maggiore capacità di comprendere la situazione dei giovani visto che non è lontana anni luce… senza contare le motivazioni di uno che fa un lavoro da poco e nel pieno delle sue energie.
un 60enne, ma che conosce di nuovo???? Che motivazioni ha visto che si avvicina alla pensione?
darling3
10 ott 2008 - 10:48 - #2la mia insegnante alle elementari era una donna che stava per andare in pensione e metteva comunque tutte le sue energie nell’insegnamento.
e siamo sicuri poi che i nostri neolaureati siano tanto preparati? siamo sicuri che siano così motivati a fare un lavoro che per la maggioranza è solo un ripiego visto che non trovano altro?
per quanto riguarda l’insegnamento delle lingue straniere e dell’informatica la gelmini è stata chiara a spiegare che l’insegnante unico potrà insegnarle solo se ha i titoli certificati per farlo, altrimenti gli sarà affiancato un altro maestro.
inoltre giusto per precisazione ricordo che l’italia in europa è l’UNICO paese che non ha il maestro unico:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=6341
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 11:12 - #3ci vogliono più insegnanti perché: uno è quello che parla male di Berlusconi, un altro è quello che parla bene di Veltroni e l’ultimo quello che guarda gli altri due…
ps: i più fortunati avranno anche il quarto: quello che dorme (e in fondo fa meno danni di tutti).
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 11:41 - #4NB: e i 160.000 bidelli? ripeto 160.000… poi dicono che in Italia non ci sono ammortizzatori sociali…
Proust
10 ott 2008 - 11:55 - #5il problema dell’insegnante unico è che se ti trovi l’incompetente (capita, non dovrebbe ma capita) te lo tieni per 5 anni e sei rovinato per la vita, con tre maestri diversi era meno facile che tutti e tre fossero dei dementi…
se non per il fatto che tre insegnati che si dividono le materie sono sicuramente più preparati di un solo maestro che deve essere “superficialmente onnisciente” e magari sono anche mediamente più motivati visto che insegnano la materia che gli piace, mentre il maestro unico sicuramente ha delle materie preferite rispetto ad altre e la qualità ne risente.
CITTADELLO
10 ott 2008 - 12:05 - #6be a me 160.000 bidelli sembrano pochi… ma lo sai quante scuole ci sono??
Andrea P
10 ott 2008 - 12:09 - #7160.000 bidelli su 8.100 comuni sono una media di 20 bidelli per comune.. dividete per quante scuole ci sono in ogni comune e traete le vostre conclusioni.
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 12:11 - #8a quella età (elementari) la cosa principale dovrebbe essere la formazione e l’educazione: per il nozionismo c’è sempre tempo… E ho impressione che le nuove leve oltre al nozionismo abbiano ben poco da dare come pedagoghi* (magari non settantenne ma una persona con esperienza e testa sulle spalle mi sembra ancora meglio di qualche sbarbatello che campa da precario supplente e magari quando non insegna lavora al McDonald).
*per i 68ini: no non è una parolaccia…
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 12:16 - #9no, ma infatti, io dicevo che sono pochi: un bel 300.000, anzi facciamo 500.000 e così finalmente sappiamo dove mettere tutti i nuovi laureati!
Poi non so voi ma io, quelli di “UmbertoEcona” memoria (il tracheotomizzato tipo robot e quello con l’uncino) io ce li ho avuti ai miei tempi.
Andrea P
10 ott 2008 - 12:19 - #10beh, dal post precedente sembrava il contrario..
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 12:27 - #11vedo che il sarcasmo non è apprezzato, aimhé; occorrono sottotitoli per l’amico chips: BIDELLI KAPUT! Un bell’80.000 potremmo mandarli in Libia al posto dei miliardi promessi dal Berlusca… E gli altri, finalmente, A LAVURA’ di ramazza…
Andrea P
10 ott 2008 - 12:33 - #12purtroppo qua è difficile fare sarcasmo, certa gente pensa realmente che 160.000 bidelli siano troppi..
c’è da dire che questo governo ha risolto il problema dei precari: tutti a casa!
il vendicatore mascherato
10 ott 2008 - 12:43 - #13NBBB: leggi fra le righe: IO SONO FRA QUELLI (se questi sono i risultati della scuola italiana…)! Anche se come dicevo i bidelli dei miei tempi, l’uncino, il robot, poi c’era quella sguercia, e la zoppa!*: insomma me li ricordo ancora con affetto. Sono stato abbastanza chiaro?
*lo so la battuta è facile, vi precedo, Brunetta, no non c’era: faceva il prof lui. Vai piccolo grande uomo, falli tutti fuori!!!
garcetto
10 ott 2008 - 13:57 - #14a quando la diminuzione dei parlamentari piuttosto?
...
10 ott 2008 - 16:46 - #15@ Sandokan: i superuomini si pagano. Quello che vuoi tu non è un insegnante, è uno che, dato l’età, dev’essere disposto a far qualunque cosa pur di tenersi il posto. No grazie, meglio che insegni una cosa sola, ma bene.
@ darling3: A parte che il percorso formativo di un’insegnante non s’inventa dall’oggi al domani, quindi puoi scordarti la scuola come pozza di precari in vena di far altro, ma quando anni fa han ELIMINATO gli psico-pedagogici, trasformandoli in qualche forma di liceo di serie C (riforma Moratti), voi dov’eravate?!
Siete passati dalle scuole professionali a quella dei Balilla: il prossimo governo Berlusconi proporrà il modello “Casa nella prateria”.
Per quanto riguarda il resto: gli insegnanti, qualsiasi sia il ruolo all’interno dell’ordinamento scolastico obbligatorio, pare debbano essere più educatori che docenti.
Queste si chiamano BALIE.
Se le famiglie son INCAPACI ad educare i figli possono anche EVITARE di procreare, visto che non è dovere di nessuno.
C’era una volta una bella divisione in base all’età:
le maestre uscivano dalle magistrali, dove le materie primarie erano quelle psico-sociali, atte a tirar su un bambino il meno possibile complessato. Poi ci si addentrava, poco, nelle materie scolastiche, che andava trattate maggiormente da insegnanti meno educatori e più docenti (l’anello debole della catena..) le scuole medie.
Qui la lotta con ’sti mocciosi viziati è sempre stata dura, da che ho memoria.
Infine, una volta appresa un’educazione ed un minimo di cultura generale c’era la formazione, quella superiore, ed eventualmente quella universitaria.
Tutto questo quando la scuola era una cosa seria, un servizio dello stato, non un mercato per i privati.
Invece che intervenire sui problemi, su un maggior apporto di metodi e conoscenze per risolvere le situazioni complicate, si è buttato tutto sul commercio: va’ che bei risultati.
Chico Mendez
10 ott 2008 - 17:09 - #16Noto la parola bidelli sproloquiata senza senso, a parte che sono diminuiti di un bel po quelli intesi come una volta visto che per far guadagnare le società di comodo mafiose sono quasi tutti terziarizzati e quindi subappaltati ad infimi soggetti che chiamare società viene il vomito. Quelli che vengono eliminati sono i tecnici di laoratorio, coloro che senza una lira dovevano tenere in funzione apparecchi dell’anteguerra per poter dare agli studenti dei luoghi ove fare pratica di alcuni insegnamenti…….ovviamente chi oggi ne parla non ha la minima idea di cosa siano e cosa facciano, magari non si accorgono che che meno ve ne sono, meno valori tecnici la scuola (pubblica) ha e meno capacità di insegnamento pratico vi sono……oltretutto eliminando il tempo pieno si eliminano appunto tutte queste attività, poi addirittura leggo che gli attuali maestri dovrebbero saperne di comunicazione internet ecc. ecc… ma dove la mettono in pratica sui vic 20 che grazie agli oculati tagli sono le uniche macchine elaboratrici alla portata dei fondi scolastici?