Legge elettorale, il M5S riapre al Pd: "Adesso rispondeteci"

Dal blog di Grillo arriva una nuova apertura a Renzi

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20 luglio Nuova apertura del M5S al Pd sul tema della legge elettorale. Sul blog di Grillo è comparso un post in cui si elencano i 6 punti su cui il Movimento chiede risposte chiare (doppio turno, premio di maggioranza, entità del premio, preferenze, coalizioni, soglie di sbarramento). Il gruppo di comando del M5S, rappresentato da Di Maio, Grillo, Casaleggio e i portavoce e capigruppo di Camera e Senato, accusano il Pd di aver incassato le aperture senza manifestarne di proprie, e invita Renzi a rispondere ai 6 punti. Solo allora il M5S sarà disposto a tornare al tavolo delle trattative.

19 luglio 2014 - Continuano ad arrivare dichiarazioni in seguito al discusso incontro di due giorni fa tra PD e M5S. E’ ancora una volta il Movimento 5 Stelle a prendere la parola, stavolta con un post sul blog ufficiale di Beppe Grillo, un breve comunicato firmato dallo stesso Grillo e da Gianroberto Casaleggio.

Il Pd sta mettendo in dubbio le buone intenzioni del Movimento 5 Stelle al tavolo sulla legge elettorale. E' chiaro a chiunque abbia seguito lo streaming che il M5S aveva 5 punti chiari mentre il Pd cercava di non dare alcuna risposta concreta e di temporeggiare. Renzi parla di una sconfessione dal blog che non c'è mai stata. Non esiste una linea Grillo/Casaleggio. Non esiste una linea Di Maio. Non esistono linee all'interno del Movimento, se non quelle dei cittadini. Il Pd questo fa fatica a comprenderlo perché difende solo le ragioni degli accordi segreti del patto del Nazareno. I fatti di questi giorni in aula al Senato lo dimostrano. Sosteniamo senza riserva alcuna la posizione della delegazione M5S.

Per questo, scrivono i due leader, saranno i cittadini a decidere:

faremo ratificare i punti proposti al tavolo sul portale del Movimento di modo che i cittadini iscritti possano esprimersi. Cosi si potrà andare direttamente in aula e votare una legge elettorale con le preferenze: dato che proprio Renzi ha dichiarato più volte durante l'incontro di volere le preferenze nella legge elettorale.

21:30 Risponde con ironia il premier Renzi alla decisione del M5S di interrompere le trattative sulla legge elettorale. "Non hanno fatto a tempo a sedersi al tavolo che subito è arrivata la sconfessione a mezzo blog".

20:00 Mentre il vicepresidente della Camera Di Maio spiega che il M5S ha voluto "dare un'accelerata" con la decisione di non sedersi a un nuovo tavolo ("sarebbe stato stuchevole"), dal Pd arriva la reazione di Alessandra Moretti e Lorenzo Guerini, che parlano di "Occasione sprecata" e spiegano che a questo punto il Pd andrà avanti da solo.

18:10 Il M5S mette la parola fine al dialogo con Pd e governo. Con un comunicato sul blog di Beppe Grillo, la delegazione pentastellata dice "Non c'è più tempo".

All'ultimo tavolo si è ipotizzato un altro appuntamento, ma al momento si preferisce la ratifica degli attuali punti fin qui negoziati. Saremo pronti a votare la legge elettorale, inclusiva delle preferenze, direttamente in Aula

18 luglio - 12:08 Dopo l'atteso incontro di ieri tra il Pd e il Movimento 5 Stelle, arrivano dichiarazioni da entrambe le parti. Il vicesegretario democratico Guerini si è detto soddisfatto. "Abbiamo aspettato per sei mesi il Movimento 5 Stelle - spiega - finalmente sono arrivati." Confronto positivo, per scrivere insieme le regole, a patto che non sia un tentativo per rallentare le riforme. In tal caso, spiega ancora Guerini, "il Pd andrà avanti per la sua strada." Più duro, invece, il giudizio di Luigi Di Maio, che in un post sulla sua pagina Facebook accusa il Pd di fare "melina" e di far perdere tempo agli italiani. "Ci vuole pazienza - scrive - ora dobbiamo andare fino in fondo per migliorare questa pessima legge elettorale." Nel post segue poi un calendario con le tappe fissate per la prossima settimana e i prossimi 15 giorni che, per il Pd, rappresenteranno la "prova dei fatti".

17.29 - L'incontro tra la delegazione PD e quella del M5s è durato oltre un'ora e mezza, alla presenza di un Matteo Renzi inizialmente rilassato e silente e successivamente mattatore, assieme al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, dell'incontro.

Il M5s ha fatto presente, sin da subito, una cosa molto precisa: se si trova l'accordo sulla legge elettorale si potrà discutere, insieme, anche di riforme istituzionali. Un'apertura non da poco, quella mostrata da Luigi Di Maio, ma che rischia di arenarsi sul vuoto della discussione di oggi (e della scorsa volta).

Tra le due delegazioni infatti la sensazione è che ci si passi "il cerino" senza affrontare pragmaticamente la questione di petto: il nodo preferenze è, in questo senso, piuttosto emblematico. Una condizione necessaria per il M5s ma assente nel "testo del Nazareno" e sulla quale sembra che un'intesa non si riesca proprio a trovare.

Dall'altro lato del tavolo inizialmente il vicesegretario del PD Debora Serracchiani ha mostrato prudenza, quasi inciampando, nella dialettica con M5s ed è stata (cronologicamente dopo l'avvicinarsi di Filippo Sensi all'orecchio del premier, che si è rimesso la giacca evitando di mostrare al pubblico della rete rotolini e fondoschiena) soppiantata da Matteo Renzi in persona, il quale ha mostrato fiducia (o si è dichiarato tale) nei confronti del M5s, auspicando a breve un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche e prendendo atto di alcuni appunti avanzati dai pentastellati.

"Da qui al primo agosto o comunque al momento in cui la riforma costituzionale sarà approvata facciamo un giro ufficiale di consultazioni con tutte le altre forze politiche che stanno consentendo di fare una riforma costituzionale ed elettorale."

ha detto Renzi, rassicurando: entro 15 giorni si chiude. Staremo a vedere.

Aggiornamento ore 12.20 - L'incontro slitta di un'ora, si terrà dunque alle 15. Dal M5S sottolineano che lo spostamento è stato richiesto dai Dem:


Aggiornamento 17 luglio, ore 10.48 - L'incontro tra la delegazione M5s e quella del PD si terrà alle 14 di oggi. Sia Matteo Renzi che Beppe Grillo non saranno presenti all'incontro.

Per il M5s ci saranno i capigruppo di Camera e Senato Paola Carinelli e Vito Petrocelli, oltre all'ideatore del "Democratellum" Danilo Toninelli e al vicepresidente della Camera Luigi di Maio mentre il quota PD saranno presenti il vicesegretario del Partito Debora Serracchiani, il capogruppo alla Camera Roberto Speranza ed Alessandra Moretti.

Legge elettorale, il Pd al M5S: "Parliamo giovedì 17 o venerdì 18 luglio"

Lunedì 14 luglio 2014 - Una settimana dopo il mancato incontro tra Pd e MoVimento 5 Stelle, i Dem ricominciano a preoccuparsi della discussione sulle legge elettorale con i pentastellati e scrivono loro cercando di fissare una nuova data per parlarne.

In un messaggio al M5S il Pd scrive:

"Siamo d'accordo nell'incontrarci di nuovo e vi diamo la disponibilità per le giornate di giovedì o venerdì. Va bene presso la Camera, va bene in streaming, fateci sapere. La legge elettorale per noi va approvata il prima possibile e, ragionevolmente, prima dell'entrata in vigore della riforma costituzionale"

I Dem dicono che la legge elettorale dovrebbe essere approvata entro la fine del 2014, poi sul tema spinoso dell'immunità scrivono:

"La vostra posizione sull'immunità è molto seria. Siamo pronti a discuterne, anche con gli altri partiti. Come sapete noi non guardiamo in faccia a nessuno e abbiamo votato per l'arresto anche di nostri colleghi. Ci pare che l'unico punto di discussione sul Senato verta sul fatto che la vostra richiesta è di scegliere i 74 consiglieri regionali che siederanno anche in Senato con l'elezione di primo livello anziché con l'elezione di secondo livello"

Sugli altri punti molto discussi della legge elettorale il Pd scrive ai pentastellati:

"Scrivete che siete disponibili a un ballottaggio e ci pare che questo argomento sia molto importante. Voi volete assicurare un premio che arrivi al massimo al 52%. Nell'Italicum il massimo è al 55%. Nella legge elettorale dei sindaci è il 60%"

Poi concludono:

"Il punto fondamentale è il principio: accettate il fatto che ci sia un vincitore, accettate l'esistenza di un premio di maggioranza"

Ecco le risposte del M5S al Pd: 10 sì alle 10 domande, ma…


Lunedì 7 luglio 2014

Aggiornamento - Il M5S ha presentato per iscritto le risposte ai dieci quesiti del Pd. Lo ha fatto sul blog di Beppe Grillo con questa premessa:

"La nostra massima disponibilità al confronto e al dialogo ci porta a rispondere a tutti i vostri quesiti per la terza volta. Ora, in modo tale che non abbiate più alibi e non possiate più raccontare agli Italiani con la complicità dei giornalisti che il tavolo di lavoro è saltato per colpa nostra, vi riportiamo di seguito le risposte una terza volta"

Sul blog i pentastellati ricordano i passaggi del rapporto con il Pd nelle ultime settimane sulla questione del confronto sulla legge elettorale e viene posta particolare attenzione all'incontro che era in programma per oggi pomeriggio e che è saltato per volere dei Dem. Poi passano alle risposte vere e proprie che sono tutte e dieci dei "Sì", ma con degli approfondimenti.

Quindi, per esempio, sì al ballottaggio, ma il primo turno deve essere proporzionale e privo di doglie di sbarramento, un previo di governabilità in caso di superamento del 50%+1 alla prima tornata elettorale e nel caso di ballottaggio tra i due partiti più votati il vincitore deve avere il 52% dei saggi.

I 5 Stelle dicono sì anche al premio di maggioranza per chi vince non superiore al 15%, alla riduzione dell'estensione dei collegi, alla verifica preventiva della Corte Costituzionale (ma è necessario capire in che modo sarebbe fatto questo controllo), sì anche alla riduzione del potere delle Regioni con la modifica del Titolo V della Costituzione (ma la proposta di Renzi va ampiamente rivista in questo caso), sì anche ad abbassare l'indennità del consigliere regionale a quella del sindaco, all'abolizione del CNEL, al superamento del bicameralismo perfetto.
Il M5S vuole dei chiarimenti sul significato di "ruolo del Senatore che non sia più un incarico a tempo pieno e retribuito e semplice espressione delle autonomie territoriali" ed è d'accordo a trovare una soluzione al tema dell'immunità, anche se in questo caso la soluzione del M5S è molto semplice:

"Affinché l’immunità non diventi occasione di impunità e tuttavia preservi il parlamentare nella sua essenziale funzione di rappresentante dei cittadini, riteniamo necessario e sufficiente cancellare le immunità attualmente previste, all’infuori della garanzia dell’insindacabilità per le opinioni e i voti espressi"

Il post si conclude con l'invito a non perdere altro tempo:

"Ora noi intendiamo , per senso di responsabilità e per non perdere altro tempo, passare sopra il teatrino che avete messo in piedi e ci auguriamo che non troviate altri pretesti. L’unica cosa a cui teniamo è che si faccia una buona legge elettorale per i cittadini. In questo senso, chiediamo serietà e reale disponibilità a un confronto"

M5S: "Siamo esterrefatti dal comportamento del Pd. D'ora in poi parliamo solo con Renzi"


12:40

- La conferenza stampa del M5S è finita. Ora toccherà al Pd replicare nelle prossime ore.

12:39 - Di Maio dice di voler sapere che cosa pensa il Pd delle preferenze e perché non si espone su questo punto.

12:36 - Paola Carinelli spiega che la proposta di legge elettorale che verrà fuori dalla trattativa dovrà essere ratificata dalla Rete attraverso il blog di Beppe Grillo.

12:23 - A Di Maio viene chiesto cosa costava mettere nero su bianco le risposte al Pd così come richiesto e che cosa è cambiato rispetto a quando dicevano "O noi o loro" e non trattavano con nessuno. Il vicepresidente della Camera risponde sul primo punto che loro vogliono solo sbrigarsi a fare la legge elettorale e che avevano l'accordo con Guerini per incontrarsi oggi alle 15, poi "se vogliono fare la legge per corrispondenza si faccia pure". Sul secondo punto dice che loro pensavano di mandarli via dopo le elezioni europee, ma così non è stato, dunque ora cercano di risolvere il nodo della legge elettorale, poi insiste sul fatto che c'è una grande confusione politica e la volontà di temporeggiare. Se il Pd avesse detto che semplicemente devono prima risolvere delle loro beghe interne il M5S avrebbe anche aspettato.

12:23 - A Di Maio viene chiesto se secondo lui è possibile che l'incontro sia stato annullato su pressione di Berlusconi e lui risponde che non lo sa.

12:19 - Danilo Toninelli sta presentando alla stampa la proposta di legge elettorale del M5S, che sarà presto esposta anche attraverso il blog di Beppe Grillo e i social network.

12:18 - La conferenza stampa è iniziata, Luigi Di Maio ha esordito con queste parole:

"Oggi si è persa un'occasione per gli italiani per arrivare a un punto concreto. Noi abbiamo le idee molto chiare, ma vediamo che dall'altra parte c'è molta confusione. Noi vi spieghiamo qual è il punto di caduta della legge elettorale, poi aspettiamo di vedere le reazioni dall'altra parte. Non c'è alcuna volontà di far saltare il tavolo della trattative.
Se fossimo stati maggioranza il Democratellum sarebbe stata legge anche in meno di 100 giorni, ma non essendo maggioranza abbiamo bisogno di confrontarci. La cosa più semplice che avremmo potuto fare oggi sarebbe stata sparare a zero, invece siamo qui per esporvi i nostri punti e poi aspetteremo le reazioni. Noi vogliamo sapere che cosa vuole fare la maggioranza in particolare sulle preferenze, che per noi sono un nodo centrale.
Siamo esterrefatti dal comportamento del Pd. Lorenzo Guerini non mi ha fatto sapere nulla, abbiamo saputo che l'incontro era stato cancellato dai comunicati stampa, quindi d'ora in poi noi parliamo solo direttamente con Renzi. I due vicesegretari si sono smentiti a vicenda: Guerini ci diceva che l'incontro ci sarebbe stato alle 15, la Serracchiani dal Friuli negava. Il Pd ci dica cosa vogliono fare, la confusione che c'è ora non serve a nulla"

11:33 - Alla conferenza stampa si presenteranno il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, autore della proposta di legge elettorale del M5S, e i capigruppo di Camera e Senato Paola Carinelli e Maurizio Buccarella. Secondo alcune voci potrebbe esserci anche Beppe Grillo, ma non è confermato.

11:23 - Il M5S ha preso atto dell'annullamento dell'incontro con il Pd previsto per le 15 e ha deciso di tenere una conferenza stampa alle ore 12. La potete seguire in diretta streaming nel video che vedete qui in alto.


11:05 - Nonostante il M5S abbia annunciato l'incontro, il Pd dice, invece, che non ci sarà. Lo ha detto prima Alessandra Moretti, che era presente anche al primo vertice, ad Affari Italiani, poi lo ha confermato il capogruppo dei Dem, Roberto Speranza, in una nota ufficiale al Presidente della Camera Laura Boldrini in cui ha scritto:

"Cara Presidente, le scrivo per informarla che il previsto incontro di oggi tra la delegazione del Pd e quella M5S non si terrà. Il Pd considera questo confronto molto serio e importante per il dibattito democratico nel nostro Paese e per dare più forza al percorso delle riforme. Proprio per queste ragioni riteniamo imprescindibile che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nel giorni scorsi dal Pd"

Il Pd, infatti, vuole una risposta scritta al memorandum in dieci punti che indica le linee guida del progetto di ammodernamento delle istituzioni e del nuovo sistema elettorale.

Lunedì 7 luglio 2014 - Luigi Di Maio questa mattina verso le 8,30 ha pubblicato sul suo account ufficiale Facebook un messaggio in cui conferma che oggi ci sarà l'incontro tra il MoVimento 5 Stelle e il Pd per discutere della legge elettorale. Il vicepresidente della Camera dei Deputati ha scritto che per il M5S si presenteranno lui stesso, Danilo Toninelli, Paola Carinelli e Maurizio Buccarella. L'appuntamento è per le ore 15 presso la Sala del Cavaliere della Camera dei Deputati. Nel post di Di Maio c'è poi un link verso una pagina in cui viene pubblicata l'intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera e in cui risponde alle domande sulla legge elettorale voluta dal M5S.


Legge elettorale, ultimatum del PD a M5S: "Risposte scritte o salta l'incontro"


Domenica 6 luglio 2014

È a rischio il nuovo incontro tra PD e M5S per discutere delle riforme, il secondo incontro dopo quello del 25 giugno conclusosi dopo un’ora con un “arrivederci”. I giorni sono passati, il secondo appuntamento ha tardato ad arrivare e quello di domani rischia di non avvenire. Il motivo è presto detto: il Partito Democratico vuole che il MoVimento 5 Stelle metta per iscritto le risposte ai 10 punti posti dal PD.

Senza questo punto fermo, dicono dal PD, l’incontro di domani diventa inutile, quindi tanto vale posticiparlo ulteriormente. Davide Farone della segreteria del partito ha precisato:

Siamo disponibilissimi ma aspettiamo ancora risposta scritta e puntuale sui dieci punti che abbiamo messo per iscritto. Altrimenti inutile perdere tempo.

e Stefano Pedica ha rincarato la dose:

Il M5S la smetta di menar il can per l’aia e dica chiaro e tondo se intende collaborare con il Pd sulle riforme oppure no. Non c’è più tempo da perdere. Se i grillini, con la scusa di dover interpellare le solite 15 o 20 persone in rete, cercano di portare la discussione alle calende greche allora è meglio che non si presentino all’appuntamento di domani.

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, di M5S, in giornata aveva fatto sapere di essere d’accordo su 8 delle 10 proposte del PD ed è proprio questo appoggio non completo a fatto scaldare gli animi democratici. Ad oggi l’incontro resta fissato per le 15 di domani in quella che sarà un settimana chiave sulle riforme, da quella del Senato all’Italicum.

Legge elettorale, Renzi scrive al M5S


1 luglio

Il premier Renzi scrive al M5S in vista di un possibile incontro in settimana.
"Si possono voltare le spalle all'Inno, non si possono voltare le spalle ai problemi" dice Renzi (anche se il M5S non ha voltato le spalle durante l'Inno alla Gioia). Ci sono "Quattro limiti invalicabili" alla proposta M5S sulla riforma elettorale ma il Pd è pronto a confrontarsi ancora. In particolare, nella proposta dei grillini "non c'è la certezza di avere un vincitore" e si "istituzionalizza l'inciucio ex post"

Noi ci siamo. Senza la pretesa di aver ragione. Senza l'arroganza di fare da soli. Ma anche senza alibi e senza paura. Un mese fa, oltre il quaranta per cento degli italiani ci ha chiesto di cambiare l'Italia per cambiare l'Europa. Ci piacerebbe che potessimo farlo anche assieme a voi

si chiude così la lettera del premier.

Di Maio a Renzi, vediamoci giovedì


Potrebbe esserci giovedì il "secondo round" tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sulle riforme. Via Twitter, il vicepresidente pentastellato della Camera Luigi Di Maio lancia un appello al premier per tornare a vedersi nel giro di pochi giorni, dopo il risultato interlocutorio dell'incontro della scorsa settimana.


Pd-M5S: l'incontro in diretta streaming


16.00

: l’incontro si è concluso dopo quasi un’ora, con Matteo Renzi protagonista a sorpresa mentre Beppe Grillo è rimasto a casa. In un botta a risposta serrato con la delegazione di M5S, il premier Renzi ha subito messo un freno al cosiddetto Democratellum, la proposta di legge messa a punto dal Movimento 5 Stelle:

La vostra proposta di legge l'abbiamo presa molto sul serio, l'abbiamo studiata. Abbiamo fatto delle simulazioni, non si ottiene la maggioranza. Secondo noi è molto interessante sotto tanti aspetti ma gravemente deficitario sotto il profilo della governabilità, la sera delle elezioni si deve sapere chi ha vinto ed eventualmente siamo pronti a introdurre il ballottaggio.

Il PD si è poi detto pronto al confronto e ad aprire il tavolo sulle riforme costituzionali, ma ha posto a M5S cinque condizioni:


  • Il M5s è disponibile o meno a studiare un correttivo che consenta a chi vince di governare?

  • Chiediamo per rispetto ai cittadini mai più inciuci né grandi intese. Se ci si deve mettere insieme bisogna dirlo prima.

  • Siamo dell'idea di rimpicciolire i collegi, ci state?

  • Siete d'accordo sulla nostra proposta di affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale?

  • Siete disponibili a ragionare di riforme costituzionali?

Al di là delle frizioni iniziali l’incontro è stato pacato, ma la posizione di Renzi è rimasta salda:

Questi i punti su cui possiamo discutere: governabilità, rapporto tra eletti e elettori, evitare che ci siano presenze discutibili in lista. Noi siamo impegnati a trovare risposte a questi temi.

Le due delegazioni si incontreranno di nuovo alla luce di quanto discusso oggi, con Renzi in attesa delle risposte di M5S alle domande poste, domande che, lo promette il Premier, saranno pubblicate sul sito internet del Partito così che tutti possano leggerle.

14.36: l'incontro è iniziato. Matteo Renzi è presente.

25 giugno 2014, 14.27: l'incontro sta per cominciare. Come anticipato sarà trasmesso in diretta streaming e potrete seguirlo direttamente da sopra. E' stata confermata l'assenza di Beppe Grillo, mentre Matteo Renzi, lo anticipa l'AdnKronos, dovrebbe essere presente.
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L'incontro di domani a Montecitorio tra le delegazioni del Pd e del M5S sulla legge elettorale verrà trasmesso sul canale Youtube di Montecitorio a partire dalle 14.30. Lo ha reso noto l'ufficio stampa della Camera dei Deputati.

La riunione si terrà nella Sala della Commissione Esteri.

L'incontro era stato chiesto direttamente dal house-organ del M5s, il Blog di Beppe Grillo, il 15 giugno scorso ed il Presidente del Consiglio aveva risposto positivamente dopo poche ore.

Il M5S ha fatto sapere che la sua delegazione sarà composta dai capogruppo Brescia e Buccarella, dal vice presidente della Camera dei Deputati Di Maio e dal relatore per la legge elettorale Toninelli. Non parteciperanno Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Da parte democratica, per il governo, ci saranno il ministro Maria Elena Boschi ed il sottosegretario Graziano Delrio, ma non si esclude che possa partecipare anche il premier Matteo Renzi.

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