Gaza: Lo sciopero dei dipendenti pubblici mette a rischio il Governo

Hamas minaccia di uscire dal Governo di unità nazionale se il Presidente Abu Mazen non pagherà gli stipendi ai dipendenti della Striscia

Gaza, tregua a tempo indeterminato 14 Gennaio 2015-

Da lunedì, i dipendenti pubblici di Gaza sono in sciopero per il mancato pagamento dei salari a 26 mila lavoratori. L'Anp è in ritardo di sette mesi sui versamenti e la protesta si va radicalizzando. E' di oggi la notizia che gli impiegati sono riusciti ad entrare nel quartier generale del governo e hanno indetto un sit-in permanete.

Mushir al-Masri, portavoce di Hamas, ha fatto sapere che se Abu Mazen non sbloccherà i fondi in tempi brevi, allora il governo di unità nazionale è da considerarsi finito. L'esponente islamista, inoltre, ha aggiunto:

"Il governo non si è preso le sue responsabilità nei confronti della Striscia di Gaza, in particolare dei dipendenti pubblici. Ogni giorno il governo dimostra di essere un esecutivo di divisione e non di consenso nazionale"

7 gennaio 2015: ONU, Palestina accederà alla Corte penale Internazionale

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha annunciato che la Palestina accederà alla Corte penale internazionale dal primo aprile 2015.

La mossa permetterà ai palestinesi di perseguire accuse di crimini di guerra contro Israele, il cui governo ha intrapreso nel luglio 2014 la campagna militare Protective Edge che aveva come obiettivo la distruzione dei tunnel costruiti da Hamas per trasportare armi ma che ha comportato nei due mesi di azioni militari (luglio-agosto) più di 1.500 vittime civili palestinesi.

Con questa decisione l'Onu ha riconosciuto alla Palestina lo status di Stato osservatore permaente anche se non membro delle Nazioni Unite. Step precedente a questa mossa c'era stato lo scorso venerdì 3 gennaio, quando i palestinesi hanno sottoscritto i documenti che ratificano lo Statuto di Roma che disciplina la Corte penale, ultimo passo formale per aderire alla giurisdizione del ttibunale permanete sui crimini si guerra.

17 dicembre 2014 - Il Parlamento Europeo ha appena adottato una risoluzione in favore del riconoscimento in linea di principio dello Stato della Palestina con 498 voti a favore su un totale di 697.

La risoluzione si basa sui confini stabiliti nel 1967, con la città di Gerusalemme come capitale, ed esorta ovviamente la ripresa delle trattative di pace.

La risoluzione è arrivata oggi poche ore dopo la notizia dell’annullamento da parte della Corte di Giustizia UE della decisione dell’Unione Europea di iscrivere Hamas nella lista delle organizzazioni terroristica, decisione che ha mandato su tutte le furie il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Gaza, Amnesty denuncia attacchi "deliberati e diretti" delle forze israeliane

10 dicembre 2014, ore 11.39 -

Secondo quanto riporta una denuncia di Amnesty International Israele avrebbe compiuto attacchi deliberati e diretti, equivalenti a crimini di guerra, contro importanti edifici civili di Gaza nel corso degli ultimi giorni dell'operazione "Margine protettivo". Le operazioni militari che si stanno svolgendo negli ultimi 4 giorni a Gaza, formalmente operazioni di peacekeeping (il confine tra "peace" e "violence" in Medio Oriente è molto labile) dell'esercito israeliano, sono al centro di un nuovo rapporto dell'associazione internazionale che denuncia l'aperta violazione del diritto internazionale umanitario: tali attacchi, secondo Amnesty, dovrebbero essere oggetto di indagini indipendenti e imparziali. Spiega così Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International:


"Tutte le prove in nostro possesso mostrano che questa distruzione su vasta scala è stata portata a termine in modo deliberato e senza giustificazioni militari. [...] Sia la realtà sul campo che le dichiarazioni fatte all'epoca dai portavoce dell'esercito israeliano indicano che gli attacchi sono stati punizioni collettive contro la popolazione di Gaza, con l'obiettivo di distruggere i già scarsi mezzi di sostentamento. [...] Anche se le autorità israeliane avessero avuto buoni motivi per ritenere che una parte di un edificio fosse usata per scopi militari, avrebbero comunque avuto l'obbligo di scegliere forme e metodi di attacco tali da minimizzare i danni ai civili e alle loro proprietà. In precedenza, l'esercito israeliano aveva compiuto attacchi aerei contro determinati appartamenti in edifici multipiano senza distruggere completamente questi ultimi."

La denuncia di Amnesty viene presentata perchè, sebbene gli israeliani abbiano avvisato degli attacchi i civili palestinesi che vivevano nei paraggi degli obiettivi, la popolazione è stata presa dal panico per l'ultimatum evacuando in fretta gli edifici e perdendo così i propri averi, tra cui documenti importanti, gioielleria e risparmi: secondo quando denuncia Amnesty le autorità israeliane non hanno fornito alcuna informazione sui motivi per cui abbiamo raso al suolo quattro interi edifici. La condotta dell'esercito israeliano è da mesi al centro dei rapporti di Amnesty International, preoccupata per le continue violazioni dei diritti dei civili che vivono a Gaza e per le continue prove di forza dell'esercito di Israele. Per questo Amnesty International ha chiesto che alla Commissione d'inchiesta istituita dalle Nazioni Unite sia permesso di svolgere le sue attività senza ostacoli e che le autorità israeliane annullino il divieto d'ingresso a Gaza nei confronti dell'organizzazione e di altri organismi per i diritti umani.

Gaza, le forze israeliane uccidono un palestinese a nord della Striscia

23 novembre 2014

- Prima vittima sulla Striscia di Gaza a 50 giorni dalla fine dell’offensiva israeliana dell’estate scorsa. Un civile palestinese di 32 anni, identificato come Fadel Mohammed Halawa, è stato ucciso dalle forze israeliane al confine a nord della Striscia. La notizia arriva da ufficiali palestinesi, secondo i quali il giovane stava facendo birdwatching - o qualcosa di simile, i contorni sono ancora tutti da definire - e si è avvicinato troppo al confine. E’ accaduto, lo conferma il Ministro della Sanità palestinese, ad est del campo profughi di Jabaliya. Il colpo fatale, secondo il medico intervenuto subito dopo, sarebbe partito da una torretta di guardia in territorio israeliano. Fonti israeliane hanno confermato l’episodio, precisando però di aver esploso due colpi di avvertimento prima di aprire il fuoco contro le due persone che si stavano avvicinando al confine.

Gaza, Mogherini: "Ue sia interlocutore nel processo di pace"

Aggiornamento 4 novembre, ore 18.26 -

Sono mesi difficili quelli della ricostruzione a Gaza, dopo i bombardamenti che quest'estate hanno completamente distrutto l'economia nella Striscia, già allo stremo dopo anni di blocco merci. Mesi di tensione, una tensione palpabile pronta ad esplodere in violenza ogni qualvolta cada uno spillo in terra: è il caso, anche se è riduttivo parlare di "spilli", delle violenze registrate alla spianata delle moschee di Gerusalemme la scorsa settimana. Intervistata da La Stampa il neo-commissario Ue per la politica estera Federica Mogherini ha spiegato come il punto di partenza del suo mandato sia proprio Gaza:


"Mi dicono che tutti sentono il bisogno di avere l’Ue come interlocutore comune; per questo partiamo da qui."

ha spiegato Mogherini annunciando la sua prima missione, prevista per venerdì, a Tel Aviv e Gaza.


"Dopo i fatti di Gaza, il desiderio della gente è che non si vada avanti così per vent’anni. Anche perché, in assenza di rappacificazione, avremo una Gaza dopo l’altra. C’è una consapevolezza che rappresenta una finestra di opportunità. [...] Bisogna guardare alla luna, non al dito. Il riconoscimento è il dito. La luna è lo Stato palestinese, l’elemento più importante. Trovo che il nodo più interessante è se riusciremo ad avere uno Stato palestinese nei miei cinque anni di mandato."

 

Gaza, palestinese ucciso dai militari israeliani

Mercoledì 10 settembre, ore 9:45

Dopo alcuni giorni di relativa calma, rischia di riesplodere la situazione nella striscia di Gaza. Un palestinese di 22 anni è infatti stato ucciso vicino a Ramallah dal fuoco di militari israeliani, durante gli scontri fra i soldati e una cinquantina di giovani nel campo profughi di al-Amari. Lo riferiscono i media online israeliani. I militari erano entrati nel campo per arrestare "un ricercato" e l'irruzione ha innescato i disordini. Martedì 2 settembre, ore 16.25 - Il presidente palestinese Abu Mazen ha elaborato un piano di pace per uscire dalla crisi internazionale con "stallo alla messicana" a Gaza: il piano prevede colloqui per 9 mesi e l'impegno a concludere l'occupazione entro 3 anni a partire dall'inizio dei negoziati. La notizia è stata riferita al giornale giordano al-Ghad da un collaboratore di Abu Mazen, rimbalzando immediatamente su tutti i media anche in Israele. Nel piano di pace, che in breve sarà illustrato alla Lega Araba e al segretario di Stato Usa, John Kerry, c'è anche il congelamento delle colonie israeliane. Di fatto il piano di Abu Mazen cerca non solo di porre fine alle violenze con Israele, ma anche di eliminare qualsiasi pretesto a nuove violenze nei prossimi anni e a riallacciare un rapporto duraturo e fraterno con l'Egitto, che tuttavia la maggior parte dei palestinesi considera uno "stato canaglia", sopratutto per la chiusura del valico di Rafah e per le politiche dure sin qui dimostrate più con lo stato palestinese che con Israele stesso. Mazen, che con Hamas ha un rapporto pessimo dopo che gli islamisti cacciarono dalla striscia gli esponenti del partito che fa capo al Presidente palestinese, non avrebbe tuttavia sciolto il nodo numero uno per Tel Aviv: il disarmo totale e incondizionato di Hamas come condizione essenziale per l'avvio dei negoziati. Giovedì 28 agosto 2014 - La tregua tra Israele e Gaza sembra reggere, tanto che gli israeliani hanno deciso di riaprire il valico di Erez con la Striscia ai malati, ai commercianti e ai palestinesi di Gaza che sono in possesso di permessi speciali. La zona di interdizione è dunque ridotta. Inoltre gli agricoltori palestinesi possono avvicinarsi fino a 100 metri dal confine. Tuttavia per i pescatori la zona autorizzata torna a sei miglia marine e tra un mese salirà a dodici miglia.

È tregua permanente. Netanyahu: "È ancora presto per capirlo"

Mercoledì 27 agosto 201420.10

: a poco più di 24 ore dall’inizio della nuova tregua, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo le mani avanti, dichiarando che è ancora prematuro parlare di una tregua duratura:


È ancora presto per poter stabilire se sia stato effettivamente raggiunto un periodo prolungato di calma.

Israele, lo ha sottolineato il premier, ha ottenuto grossi successi militari e politici su Hamas, che invece ha subito un durissimo colpo e impiegherà diverso tempo per rimettersi in piedi. 10.10: sono passate poche ore dall’inizio della nuova - e si spera duratura - tregua tra Israele e Hamas e le città sulla Striscia di Gaza cominciano pian piano a cercare di ritrovare una parvenza di quotidianità. I residenti hanno iniziato a lasciare i rifugi e stanno facendo ritorno nei loro quartieri e nelle loro abitazioni - o ciò che resta delle stesse. 27 agosto 2014: la tregua è ufficialmente iniziata e al momento non si registrano segni di cedimento. Dopo sette settimane di sangue, con oltre 2200 vittime, si riaccendono le speranze per un cessate il fuoco duraturo. Le parti coinvolte sono certe che stavolta la tregua reggerà, mentre i cittadini scendono in piazza per festeggiare questo ritrovato periodo di calma. Sospiri di sollievo a livello internazionale, con gli Stati Uniti che hanno espresso sostegno totale e l’Italia che tramite il ministro degli Esteri Federica Mogherini fa sapere che “ora è necessario che israeliani e palestinesi avviino al più presto negoziati per una tregua duratura e un'intesa politica che porti finalmente a una soluzione stabile del conflitto”.

18.00: la tregua è stata accettata da Israele. Nonostante un razzo abbia ucciso un israeliano e i lanci da Gaza siano continuati per tutto ilo giorno, il governo di Netanyahu, sebbene non ancora ufficialmente, ha dato il suo placet. L'orario in cui il cessate il fuoco diventerà effettivo è slittato di un'ora: le 19 ora locale. In questi minuti Abu Mazen sta parlando alla televisione annunciando l'accordo. 16.45: Scatterà alle ore 18, le 17 italiane, una nuova tregua nella Striscia di Gaza tra combattenti palestinesi e esercito israeliano. La hanno annunciato dirigenti della Jihad Islamica, a cui ha fatto eco il capo negoziatore di Hamas, dal Cairo. In un messaggo televisivo, Moussa Abu Marzouk ha sostenuto che questa cessazione (si spera il meno temporanea possibile) delle ostilità è "frutto degli sforzi e della resistenza del popolo palestinese". E' atteso per le 19 un discorso del dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen. Il coinvolgimento di tutte le principali fazioni politiche e militari palestinesi è un segnale positivo che potrebbe rendere più credibile la tregua. Non si parla della durata del cessate il fuoco, ma Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh ha parlato di "accordo duraturo". La potenziale intesa arriva dopo la giornata di ieri, che ha visto il massimo numero di missili (120) lanciati da Gaza su Israele, dall'inizio del conflitto.

Le notizie del 25 agosto

10:09

- Secondo una fonte di Hamas riportata dal quotidiano israeliano Haaretz, si profila una nuova tregua nella Striscia di Gaza. Il responsabile delle relazioni internazionali di Hamas, Osama Hamdan, secondo il sito israeliano Ynet ha confermato che gli sforzi diplomatici per raggiungere una tregua si sono intensificati, ma ancora non è stato raggiunto un accordo definitivo. Lunedì 25 agosto 2014 - Una fonte palestinese ha comunicato che nella Striscia di Gaza c'è stato un altro raid israeliano e altre due persone sono morte. Il bilancio dei palestinesi uccidi dall'inizio dell'offensiva di Israele sarebbero dunque ora 2.122. Secondo quanto riferito da un portavoce dell'esercito israeliano i raid aerei già effettuati sono 16 e dopo la mezzanotte tra domenica e lunedì non ci sono stati altri lanci di razzi da Gaza verso Israele.

Razzi sulle alture del Golan

Domenica 24 agosto 2014ore 12:52

Gli abitanti di Gaza devono lasciare immediatamente tutti i siti da dove Hamas conduce le sue operazioni “perché rischiano di essere colpiti da Israele”. Queste le parole del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha aggiunto: “Non ci può essere immunità verso chi spara contro di noi”. Per Netanyahu, “Hamas è come l'Isis”, il gruppo attivo in Siria e Iraq: “Sono due rami dello stesso albero velenoso”. E l'offensiva su Gaza proseguirà fino al raggiungimento “dei suoi obiettivi”. Domenica 24 agosto, ore 11:06 Altri due morti a Gaza dove il pilota e un passeggero di una motocicletta sono stati colpiti durante un raid israeliano. Non vi sono notizie sull’identità delle due vittime: attualmente si ignora se fossero obiettivo del raid in quanto militanti di Hamas o se la loro uccisione sia stata casuale. Nel corso dell’attacco sono state ferite altre cinque persone. All’alba, intanto, cinque razzi siriani hanno colpito le alture del Golan, senza provocare vittime. Un altro missile è stato lanciato dal Libano.

Gaza, si aggrava il bilancio dei morti. L’Egitto preme per una nuova tregua

Sabato 23 agosto 201420.30

: l’agenzia palestines Maan ha aggiornato il triste bilancio dei morti dall’inizio del conflitto ad oggi. Considerati anche i 12 decessi registrati oggi nella Striscia di Gaza, il bilancio è salito a 2.105 persone. Dopo gli ultimi bombardamenti di oggi, l’Egitto ha fatto nuove pressioni al presidente palestinese Abu Mazen affinché riprendano le trattative per una nuova tregua. Il ministro degli Esteri egiziano si è detto pronto a mediare per un nuovo cessate il fuoco.



14.10

: arriva direttamente da Abu Mazen, il Presidente della Palestina, la dura condanna alle esecuzioni compiute nelle ultime ore da Hamas nei confronti di 18 palestinesi giustiziati perchè sospettati di collaborare con Israele. al-Tayyib Abd al-Rahim, segretario dell'ufficio di presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese ha giudicato illegali quelle esecuzioni e accusato Hamas di aver represso la dissidenza.

10.00: un nuovo raid israeliano sulla Striscia di Gaza ha provocato la morte di cinque membri di una famiglia palestinese - padre, madre e tre figli. Lo ha confermato oggi l’agenzia Maan, secondo la quale la famiglia sarebbe stata vittima del bombardamento della sua abitazione a al-Zawayda. Nella notte sarebbero stati colpiti almeno una trentina di obiettivi.

Sabato 23 agosto 2014: mentre il governo di Netanyahu annuncia che Hamas pagherà a duro prezzo la morte del bimbo israeliano di 5 anni, raggiunto da un colpo di mortaio palestinese sparato da Gaza, gli uomini di Hamas hanno giustiziato pubblicamente 18 palestinesi accusati di aver collaborato con Israele.

Sette di loro, con volto coperto e mani legate, sono stati uccisi a fucilate davanti alla moschea Omari in Palestine Square, mentre gli altri 11 sono stati uccisi in una vecchia stazione di polizia a Gaza. Poi la minaccia da parte della cosiddetta Resistenza: “la stessa punizione toccherà presto ad altri”.

Fonti vicine ad Hamas hanno lasciato intendere che queste presunte spie potrebbero aver giocato un ruolo nell’uccisione dei tre leader del braccio armato di Hamas eliminati due giorni fa.

Netanyahu: "Hamas pagherà un duro prezzo"

ore 19:29

La quarta vittima israeliana del conflitto fra Israele e Gaza è un bimbo di 5 anni, ucciso quest’oggi da un colpo di mortaio sparato da Hamas, a Gaza, e caduto nel Neghev. Al momento dell’esplosione, il bambino si trovava in un kibbutz. La reazione di Benjamin Netanyahu alla notizia della morte del bambino è stata immediata:

Hamas pagherà un duro prezzo per questo grave atto di terrorismo: l'Esercito israeliano e i nostri servizi di sicurezza rafforzeranno ulteriormente le attività contro le organizzazioni terroristiche di Gaza,


ha dichiarato il premier israeliano.

22 agosto, ore 09:16 Sono quattro le vittime palestinesi dei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza nel 46esimo giorno di guerra: due persone sono morte a Deir al Balah e altre due a Nusseirat, dove è stata colpita un’abitazione. A riferirlo sono le fonti sanitarie di Gaza.

Gaza, ancora raid israeliani, morti 3 leader di Hamas

21 agosto, ore 10:00

Continuano i raid israeliani nella Striscia di Gaza. Stanotte sono stati uccisi tre comandanti del braccio armato di Hamas, Mohammed Abu Chamala, Raed al-Atar e Mohammed Barhoum. La moglie e la figlia di un altro capo militare di Hamas erano state uccise in un altro raid. Il movimento non ha fornito però dettagli sulla sorte di Mohammed Deif, marito e padre delle vittime.

L'agenzia al-Ray, vicina ad Hamas, afferma che nelle ultime 24 ore sono stati uccisi 30 palestinesi. Intanto Netanyahu ha dichiarato che Hamas e l'Isis sono "due rami dello stesso albero".

Fallito l'attentato al comandante del braccio armato di Hamas: "Colpiremo l'aeroporto di Tel Aviv"

20.26

: l’esercito israeliano ha affidato a Twitter alcune statistiche sulla giornata odierna e sull’operazione Protective Edge più in generale.

Secondo il portavoce IDF all’8 luglio ad oggi i terroristi di Hamas avrebbero lanciato oltre 3.700 razzi contro Israele, 175 dei quali nella sola giornata di oggi. E domani, se le minacce di Hamas non si riveleranno infondate, ne verranno lanciati altrettanti.


 


L’IDF precisa anche che nonostante gli attacchi, Israele non ha interrotto il trasferimento di beni verso Gaza. Nella sola giornata di ieri sarebbero state trasferite 175 tonnellate di gas, 864 mila litri di carburante e 256 camion di rifornimenti come cibo, medici e beni generici. 19.10: I leader del nemico erano nei loro uffici e guardavo schermi mentre la loro intelligence gli ha fatto credere che il momento per celebrare era imminente. Avete fallito e mancato il bersaglio. Con queste parole, affidate a un comunicato ufficiale, Hamas ha messo in chiaro che non ha nessuna intenzione di fermare gli attacchi in seguito all’attentato, fallito, contro il comandante militare Mohammed Deif, risultato invece nell’uccisione della moglie e della figlia di appena due anni. Un portavoce del Movimento Islamico di Resistenza ha poi precisato l’intenzione di colpire sistematicamente obiettivi strategici israeliani, a partire dall’aeroporto internazionale di Tel Aviv. L’avvertimento è alle compagnie aeree che operano sullo scalo: l’offensiva comincerà dalle prime ore di domani, giovedì 21 agosto. 20 agosto 2014 - ancora una notte di raid dopo la rottura, nella giornata di ieri, della rinnovata tregua di 24 ore. Dopo i razzi lanciati su Israele e l’ordine di Netanyahu di rispondere attaccando “bersagli terroristici”, fonti militari riferiscono di almeno dieci obiettivi colpiti dai raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza. Nella notte sarebbero rimaste uccise almeno una decina di persone, tra le quali quattro bambini. Sei vittime sono decedute in un’abitazione di Dayr al-Balah, oggetto di diversi raid israeliani, mentre altre tre nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza in un attacco che aveva come obiettivo Mohammed Deif, comandante delle brigate "Ezzedine al-Qassam" e responsabile dei sistemi di lancio dei missili contro Israele. L’uomo è scampato all’attacco, ma sua moglie e la figlia di 2 anni sono rimaste uccise. Il bilancio dei morti dall’inizio del nuovo conflitto ad oggi sale così a 2029.

Martedì 19 agosto, ore 16:51 Hamas ha violato la tregua con Israele lanciando tre missili dalla Striscia di Gaza verso la città di Beer Sheva, nel Neghev. Gli ordigni sono caduti in aree non abitate, senza provocare danni e le esplosioni sono state avvertire anche dagli abitanti delle zone di confine con la Striscia. La violazione del cessate il fuoco è avvenuta mentre in Egitto, al Cairo, sono in corso i colloqui per una proroga della tregua. Il premier Netanyahu ha ordinato all'esercito di colpire "obiettivi terroristici" a Gaza. 22:33 - Il portavoce di Hamas Izzath Risheq ha comunicato che la tregua a Gaza è stata prolungata di altre 24 ore per completare i negoziati, la notizia è stata confermata da agenzie palestinesi. 21:52 - Mentre manca poco più di un'ora allo scadere della tregua (le 23 italiane, mezzanotte a Gaza), filtrano notizie positive circa una possibile tregua permanente. Per tutta la giornata al Cairo sono andate avanti le trattavi tra palestinesi e israeliani mediate dall'Egitto e secondo fonti della delegazione palestinese pare che sia stato accettato dalle due parti il piano dell'Egitto per un cessate il fuoco permanente e dunque ora si attende solo l'ok del gabinetto di sicurezza israeliano. Secondo i media di Israele anche il loro Paese starebbe pensando di accettare il piano del Cairo ed è comunque molto probabile una proroga della tregua. Lunedì 18 agosto 2014 - Il ministero della Sanità dell'enclave palestinese ha affermato oggi che finora nella Striscia di Gaza sono state uccise più di duemila persone a causa delle ostilità con Israele. Per la precisione sarebbero 2.016 i morti, di cui 541 bambini, 250 donne e 95 anziani. Ci sono anche 10.196 feriti. Domenica 17 agosto 2014 - a poche ore dalla scadenza dei cinque giorni di cessate il fuoco, i cittadini israeliani scendono in piazza a Tel Aviv per una colossale marcia per la pace, mentre nella giornata di oggi riprenderanno al Cairo i colloqui per una tregua a lungo termine. Le delegazioni di israeliani e palestinesi sono già arrivati nella capitale egiziana, anche se sul fronte palestinese l’ottimismo è sceso rispetto ai giorni scorsi. A proposito dell’esito dei nuovi colloqui, uno dei negoziatori palestinesi ha dichiarato all’Associated Press di essere “meno ottimisti di quanto eravamo prima”, perchè le due parti coinvolte sono ancora molto distanti e ci sono poche probabilità che si raggiunga un accordo prima della scadenza del cessate il fuoco. Questa mattina il premier israeliano Benyamin Netanyahu, in apertura della seduta settimanale del governo a Gerusalemme, ha precisato che non ci sarà alcun accordo a meno che non venga assicurata la sicurezza di Israele:

La delegazione israeliana al Cairo ha ricevuto ordine di concentrarsi sui nostri interessi di sicurezza. Se Hamas crede di sopperire alla sua sconfitta militare con un successo politico, si sbaglia. Fintanto che sul terreno non ci sarà la calma, Hamas continuerà a subire colpi.
Giovedì 14 agosto 2014

- Ieri sera tardi in extremis è arrivata l'intesa su una nuova tregua, tuttavia secondo alcuni testimoni via social network ci sono ancora raid israeliani su Gaza City, in risposta al lancio di razzi avvenuto proprio prima dell'accordo sulla tregua.

Morto il giornalista italiano Simone Camilli

Mercoledì 13 agosto 201423:30

Durante i negoziati in Egitto sarebbe stato raggiunto in extremis un accordo per una nuova tregua di 72 ore. Lo comunicano le autorità egiziane. 12:40 È confermata la morte di Simone Camilli a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, a causa dell'esplosione di una bomba israeliana rimasta inesplosa. La famiglia è già stata avvertita. Camilli era un videoreporter che lavorava per diverse agenzie internazionali, tra cui l'Associated Press. Si era avvicinato al luogo dell'esplosione per riprendere le operazioni di disinnesco dell'ordigno israeliano da parte dei palestinesi. Ma nell'ordigno, secondo i testimoni, c'era "una trappola". 12:35 Secondo l'agenzia Nena News il reporter italiano morto nell'esplosione a Gaza sarebbe Simone Camilli, di Associated Press. Si attendono però ancora conferme ufficiali. 12:30 Arriva la conferma che il videoreporter ucciso nell'esplosione della bomba è italiano, anche se non si conoscono ancora le generalità. Intanto il bilancio dell'esplosione sale a 7 vittime. 13 agosto, ore 11:45 Una bomba israeliana è esplosa a Gaza, durante le operazioni di disinnesco, uccidendo alcune persone, tra cui un giornalista straniero, forse italiano. L'uomo non è stato ancora identificato. Lo riferisce il portavoce del ministero della Salute palestinese. Le vittime, cinque in tutto, sarebbero tre palestinesi, il giornalista e una quinta persona di nazionalità sconosciuta. 11 agosto, ore 11:50 - Sembra reggere la tregua di 72 ore iniziata a mezzanotte ora locale (le 23 italiane). Oggi non sono stati lanciati razzi contro lo Stato ebraico e Israele a sua volta non ha preso di mira nessuna località nella Striscia. Nel frattempo in Egitto le delegazioni israeliane e palestinesi hanno ripreso i colloqui. Da poco però Israele ha fatto sapere di aver ucciso in Cisgiordania un ricercato di al Fatah, il partito del presidente Abu Mazen. Vedremo se questo atto riceverà risposta dai palestinesi e se metterà quindi a rischio la tregua. 19.44 - Israele e Hamas hanno accettato un accordo per altre 72 ore di cessate il fuoco, così come proposto dall'Egitto. A riferirlo è il quotidiano Haaretz, che dice anche che il cessate il fuoco partirebbe dalle 24 locali. 17.12 - Le delegazioni palestinesi al Cairo avrebbero accettato la nuova proposta egiziana per una tregua di 72 ore in modo da riavviare i colloqui per una accordo a lungo termine con Israele. La notizia è stata battuta da Times of Israel, che a sua volta cita agenzie stampa palestinesi: le delegazioni arabe restano al Cairo per la riunione con la Lega Araba, in attesa che anche Israele si pronunci su una eventuale tregua. Il premier Benyamin Netanyahu ha comunque ribadito che Israele non parteciperà a colloqui finché non cessa il lancio di razzi, una condizione imposta come "necessaria" da Israele. 12.12 - Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, in apertura della tradizionale riunione di governo della domenica a Gerusalemme, ha confermato l'intenzione israeliana di proseguire con i bombardamenti e la determinazione a non sedersi attorno alcun tavolo di trattativa fino a quando Hamas non interromperà i lanci di missili su Israele. Aggiornamento 10 agosto, ora 10.06 - Dopo la chiusura fallimentare delle trattative di due giorni fa e la ripresa delle ostilità nella notte tra venerdì e sabato e per l'intera giornata di ieri, continuano i faticosi tentativi di far attavolare israeliani e palestinesi per mettere fine al dramma militare nella Striscia di Gaza. Ieri a Gaza l'esercito israeliano ha colpito nei raid più di 30 obiettivi: il bilancio definitivo è di altri cinque morti, per un totale di quasi 2000 dall'inizio del conflitto un mese fa. IDF ha fatto sapere che due uomini sono stati uccisi a bordo di una motocicletta in un campo profughi nel centro della Striscia e che erano "militanti di una fazione palestinese". Secondo fonti palestinesi citate da Televideo questa mattina tre persone sono morte a causa di nuovi raid israeliani nella Striscia di Gaza: gli attacchi sono stati condotti particolarmente a Deir al-Balah e Rafah, al confine egiziano. Prosegue intanto, seppure meno intensamente, anche il lancio di razzi da Gaza verso Israele: secondo i media israeliani 4 razzi sono caduti stamane nella regione del Neghev.

Gaza: nuovi lanci di razzi dalla Striscia.

16.12 -

Non è previsto al momento che una delegazione israeliana torni stasera al Cairo per continuare le trattative con la delegazione palestinese e con Hamas: a dare la notizia è una fonte israeliana citata dal quotidiano di Tel Aviv Haaretz, confermando che Israele non ha intenzione di intavolare alcun negoziato senza la garanzia del cessate il fuoco immediato e duraturo da parte di Hamas. Dal canto suo Fawzi Barhoum, uno dei portavoce più autorevoli di Hamas, assicura che non ci sarà nessuna concessione a Israele fino a quando continueranno le ostilità a Gaza. I colloqui di pace, che sembravano essersi sbloccati nei giorni scorsi, sono nuovamente in una fase di tragico stallo, un prezzo che paga la popolazione della Striscia di Gaza in primis e, in secondo luogo, i civili israeliani che vedono piovere missili sulle loro teste. La priorità di Hamas è di ottenere da Israele e dallo stesso Egitto la rimozione del blocco attorno a Gaza, imposto dai vicini proprio a seguito del suo controllo sulla Striscia, un blocco che Israele non è disposto a rimuovere se non previe garanzie solide riguardanti il disarmo immediato di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia, una concessione impossibile da dare per gli islamisti palestinesi. In sintesi, lo stallo delle trattative sta tutto qui. Aggiornamento 9 agosto, ore 11.09 - A Gaza della tregua oramai non si ricorda già più nessuno: nella notte sono ripresi copiosi i lanci di razzi da parte di Hamas verso Israele e, altrettanto copiosi i raid israeliani hanno imperversato sulla Striscia per tutta la notte. Sirene sono risuonate stamane nel sud di Israele mentre Hamas parla di case, moschee e negozi centrati dall'aviazione nemica. Ancora questa mattina, secondo il portavoce militare dell'IDF, sono stati quattro i razzi lanciati dalla Striscia che tuttavia, come riferiscono anche i media israeliani, non avrebbero provocato danni o feriti. Secondo Israele sarebbero una ventina gli obiettivi sensibili colpiti dall'aviazione di Tel Aviv questa notte.

"Due persone sono state uccise in un bombardamento sul campo di Maghazi, nel centro della Striscia, altri tre corpi sono stati individuati tra le macerie della moschea di al-Qassam"


ha dichiarato all'Afp il portavoce palestinese Achraf al-Qodra. Secondo notizie non confermate uno dei cadaveri apparterrebbe a Moaaz Zaid, un alto funzionario di Hamas. Dall'inizio del conflitto sono oltre 1900 le persone rimaste uccise nella Striscia di Gaza (sopratutto civili), mentre Israele conta 67 morti di cui tre civili. La situazione umanitaria nella Striscia è al collasso. Gaza, terminata la tregua

Gaza, la tregua è finita


PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA 20:30 - Per alleggerire il blocco di Gaza senza rischiare un riarmo di Hamas, fonti europee hanno proposto l'apertura di un corridoio marino, sotto controllo, fra Gaza e Larnaca, a Cipro. Osservatori europei controllerebbero le navi in entrambi i sensi del corridoio per garantire che non abbiano a bordo materiali per il riarmo delle fazioni di Gaza. 8 agosto 2014: Gaza, la tregua è finita. In Egitto non è stato raggiunto alcun accordo. Questa mattina – anche se Hamas nega di esserne responsabile – sarebbero stati lanciati razzi (una ventina, secondo Haaretz) verso Israele. Razzi che sono caduti in aree non abitate e che non hanno causato vittime né danni.

Gaza: la tregua fino all'8 agosto


10:06 Israele e Hamas non hanno trovato l’accordo per il prolungamento della tregua che sembrava cosa fatta: a smentire l’accordo per il prolungamento del cessate il fuoco di 72 ore dopo il termine di venerdì mattina alle 8 ora locale, è stato Moussa Abu Marzuk. Poche ore prima Israele aveva accettato il prolungamento della tregua, utile ad aprire i colloqui di pace. La condizione per un accordo di lungo termine resta il disarmo di Hamas, concetto che è stato ribadito anche dai tre responsabili israeliani giunti al Cairo martedì scorso, per i negoziati indiretti su Gaza.

Gaza, le notizie del 6 agosto

21.00

- Israeliani e palestinesi avrebbero concordato l'estensione della tregua alle 72 ore che si concluderebbero questo venerdì. Fonti dell'esercito israeliano fanno che il governo di Tel Aviv è d'accordo ad allungare il periodo di tregua, ma non è ancora dato sapere quanto questa possa estendersi ancora. 6 agosto - Questa volta la tregua sta reggendo: al secondo giorno del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza la vita cerca di riprendere un minimo di normalità, con gli occhi sempre puntati verso il cielo, vista la fine che hanno fatto le precedenti tregue. Questa volta, però, l'impegno sembra essere preso sul serio da ambo le parti. Ieri sera sono arrivate al Cairo le delegazioni di Israele, Hamas, Jihad e al Fatah, impegnate nei negoziati per un cessate il fuoco duraturo. Il conflitto è iniziato l’8 luglio scorso e fino a oggi ha fatto 1.875 morti tra i palestinesi, tra cui 430 bambini e adolescenti e 243 donne. Israele ha perso invece 64 soldati e tre civili. Intanto "a distanza di un mese, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato al campo profughi di Shuafat", a nord di Gerusalemme, un palestinese "sospettato di avere guidato il commando che ha rapito e assassinato" i 3 giovani israeliani, il 12 giugno a Hebron. La notizia arriva dalla polizia locale. I tre giovani israeliani furono trovati morti il 30 giugno. L'accusato avrebbe ammesso di aver ricevuto finanziamenti di Hamas per reclutare e armare il commando che ha rapito e ucciso i giovani.

Gaza, le notizie del 5 agosto

16:45

Sembra più duratura la tregua di 72 ore avviata da stamattina a Gaza. Israele ha ritirato, come promesso, tutti i soldati da Gaza, lasciando solo un piccolo contingente al confine. Da stamattina l'artiglieria israeliana ha smesso di sparare e anche da parte palestinese non sono stati lanciati missili. Nelle prossime ore 300 camion dovrebbero portare a Gaza materiale sanitario. Dovrebbero anche essere riparate a breve le linee dell'elettricità. 11:45 La baronessa Sayeeda Warsi, ministro per la Fede e le Comunità religiose, si è dimessa stamattina dal governo Cameron in disaccordo con la posizione dell'esecutivo sul conflitto israelo-palestinese. Ex presidente del Partito conservatore, Sayeeda Warsi è stata la prima donna di religione musulmana membro di governo in Gran Bretagna. “Con grande rammarico questa mattina ho scritto al primo ministro e presentato le mie dimissioni. Non posso più sopportare la politica del governo su Gaza”, ha annunciato su Twitter.

5 agosto, 9:15

È scattata una nuova tregua nel conflitto tra Israele e Palestina. Il governo israeliano ha approvato la proposta egiziana per una tregua di 3 giorni e ha annunciato il suo totale ritiro dalla Striscia, con un piccolo contingente che rimarrà al confine in caso di violazione del cessate il fuoco. Fino agli ultimi minuti dall'entrata in vigore della tregua ancora razzi contro Israele, che ha risposto con raid. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, accogliendo con favore la tregua umanitaria per la Striscia di Gaza, ha esortato alla "massima moderazione" e all'avvio di negoziati per un cessate il fuoco duraturo. 23.10 - Secondo il quotidiano Haaretz, Israele avrebbe aderito alla proposta di tregua avanzata dall'Egitto. Tregua di 72 ore a partire da domani mattina, sia da parte di Israele sia di Hamas e Jihad islamica. Mancano però ancora conferme dirette da parte di Israele. 20.46 - Hamas e la Jihad islamica, secondo quanto riferito da fonti egiziane riprese dal Jerusalem Post, sono pronti a una tregua di 72 ore con Israele, che potrebbe essere annunciata nelle prossime ore. Hamas avrebbe fatto sapere che "la palla è ora nel campo di Israele". 17.36 - Il ritiro di Israele riguarda solo le truppe di terra, ma non significa che la guerra sia finita. È un po' questo il senso delle ultime dichiarazioni del primo ministro israeliano Netanyahu: "La campagna di Gaza continua. Ciò che si avvia alla conclusione sono le azioni dell'esercito per quanto riguarda i tunnel, ma questa operazione finirà solo quando la sicurezza e la tranquillità saranno nuovamente garantite ai cittadini di Israele. Abbiamo portato un colpo molto duro ad Hamas e le altre organizzazioni terroristiche, ma non abbiamo intenzione di colpire i cittadini di Gaza. In pratica, è Hamas stessa che li attacca e che nega loro l'aiuto umanitario. 16.32 - Un cittadino britannico è morto a Rafah, sud della Striscia di Gaza. L'uomo era un operatore umanitario e sarebbe morto domenica scorsa, nel corso di bombardamenti israeliani piovuti sulla città al confine con l'Egitto. Londra ha fatto sapere di voler verificare con urgenza la notizia. C'è stato anche un presunto attacco terroristico a Gerusalemme: un trattore che si sarebbe schiantato contro un autobus, provocando due morti e cinque feriti. il ministro della sicurezza pubblica Yitzhak Aharonovitch ha fatto sapere che si trattava di un "terrorista già conosciuto alle forze di sicurezza per un altro incidente". La polizia israeliana ha elevato lo stato d'allerta in città per paura di proteste sia da parte palestinese che da parte israeliana. 11.00 - Già saltata la tregua tra Hamas e Israele: un raid aereo a nord di Gaza contro una casa nel campo profughi di Shati ha provocato la morte di una bambina di 8 anni, i feriti sarebbero invece trenta. Un altro raid ha colpito il campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia. 4 agosto - Ennesima tregua umanitaria annunciata dall'esercito israeliano, l'ennesima di una serie di interruzioni del conflitto che si sono sempre interrotte prima dello scadere naturale. L'ultima di queste, della durata prevista di sette ore, è iniziata alle nove di questa mattina, le dieci a Gaza, con l'eccezione dell'area di Rafah dove si continua a combattere. Continua intanto il ritiro delle truppe di Israele, che però stanno portando avanti l'opera di distruzione dei tunnel di Hamas attraverso continui raid notturni che anche in questa notte hanno provocato decine di morti, colpendo tra l'altro i dintorni di una scuola gestita dall'Onu, cosa che suscitato le reprimende di Nazioni Unite e Usa. Il bilancio delle vittime della notte parla di: cinque persone morte a Jabalya (nord), tre nei quartiere di Zeitun, Sheikh Radwan e Nuseirat a Gaza e un bimbo a Rafah (sud). Secondo fonti dell'intelligence di Tel Aviv, è stato ucciso il capo dell'intelligence della Jihad islamica a Gaza, Danyal Mansur.

Gaza, le notizie del 3 agosto

17.23 -

Secondo quanto si apprende dalla versione online del settimanale tedesco Spiegel il Segretario di Stato Usa John Kerry sarebbe stato intercettato dai servizi segreti israeliani, il famigerato Mossad, durante i negoziati di pace in Medio Oriente, attraverso intercettazioni telefoniche. La teoria è che ne venisse costantemente informato il premier Benyamin Netanyahu, che avrebbe disposto altre intercettazioni nei confronti di alcuni palestinesi e dei rappresentanti di Stati arabi impegnati nei colloqui. Nel frattempo, l'incontro di oggi al Cairo tra delegati delle diverse fazioni palestinesi si è concluso con un documento unitario di cessate il fuoco nella striscia di Gaza: il testo definitivo sarà presentato ai mediatori egiziani e si articola in tre punti principali: la tregua, il ritiro israeliano da Gaza e la fine dell'embargo (che stringe la gola e le scorte nella Striscia di Gaza da 8 anni); il testo prevede inoltre la riapertura del valico di Rafah con l'Egitto, solide garanzie per l'ingresso nella Striscia ed altre misure "economiche", o meglio di sussistenza, per i cittadini palestinesi: libertà di pesca nelle acque territoriali entro le 12 miglia marine, l'eliminazione della zona cuscinetto imposta da Israele, impegni concreti per la ricostruzione. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, nel pomeriggio di oggi, ha rilasciato ai giornalisti alcune dichiarazioni proprio sul conflitto a Gaza: il segretario generale si è detto molto contrariato del bombardamento israeliano sulla scuola Unrwa di Rafah, definendolo "un atto criminale" e spiegando di aver più volte informato Israele della posizione delle strutture delle Nazioni Unite. 15.21 - Dall'inizio del conflitto il totale dei palestinesi uccisi a Gaza è di 1.726 persone per la maggior parte civili mentre per quanto riguarda Israele i morti ammontano a 66 tra cui 64 militari. Il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli ha annunciato su Twitter che martedì sarà a Gaza con un volo umanitario di cooperazione per osservare sul posto la situazione. 13.56 - Secondo quanto scrive online il quotidiano Haaretz Israele avrebbe ritirato la maggior parte delle proprie truppe da Gaza, senza che tuttavia lo Stato Maggiore abbia emanato alcun ordine di fine delle operazioni. L'operazione, spiega il portavoce IDF, continua ora in un'altra fase:

 

10.08 - Continua il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza nonostante l'accenno di ritiro, nel nord della Striscia, da parte delle truppe israeliane: una decina di razzi lanciati dalla Striscia avrebbe colpito diverse zone del sud d'Israele dove sono tornate a suonare le sirene di allarme; al momento non ci sarebbero vittime.
Secondo quanto riferito da alcuni media israeliani i razzi sono caduti vicino a Ashqelon e Sderot e nella regione del Neghev. Poco fa si è data invece notizia di nuovi raid dell'aviazione israeliana sulla Striscia di Gaza: econdo un ultimo bilancio, citato da fonti palestinesi, i morti di questa mattina nella Striscia sono almeno 35, numeri confermati dalla Bbc, che parla di una trentina di morti e 150 feriti.

3 agosto

- Secondo quanto comunicato dal comando maggiore IDF entro le prossime 24 ore tutti i tunnel, obiettivo dell'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, saranno distrutti e la missione potrà dirsi completata. Nel frattempo sono emerse importanti novità per quanto riguarda il rapimento del soldato israeliano, il 23enne sottotenente Hadar Goldin: il militare non sarebbe effettivamente stato rapito ma sarebbe morto "in combattimento", anche se su questo punto le voci che si rincorrono sono molteplici: da un lato il fuoco amico e dall'altro:

"Abbiamo perso i contatti con i militanti che hanno preso parte all'imboscata e riteniamo siano stati tutti uccisi nei bombardamenti. Supponendo che siano riusciti a catturare il militare in combattimento, riteniamo che sia stato a sua volta ucciso"


è stato detto ieri, anche se nel comunicato ufficiale non si menzionano bombardamenti ma una morte "durante un combattimento".

Gaza: le notizie del 2 agosto

22.16

- Israele ha iniziato il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza ripiegando di qualche centinaio di metri all'interno del suo territorio, i militari all'interno della Striscia stanno completando l'opera di distruzione dei tunnel di Hamas, che sarebbe, secondo Israele, ormai completata. Secondo Netanyahu la mossa ha lo scopo di "rischierare le truppe di terra secondo le sue edigenze di sicurezza". Hamas ha risposto agli annunci di Israele facendo sapere di non sentirsi impegnata dal ritiro: "Siamo pronti a continuare a combattere se necessario, ma ci regoleremo in base a quello che avviene sul terreno". 16.30 - Le voci che arrivano da Tel Aviv confermano come il governo israeliano non sarebbe più intenzionato a raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia tramite negoziati con Hamas, ma starebbe invece valutando la fine delle operazioni e un ritiro unilaterale, ma solo dopo aver "ottenuto il rispristino della deterrenza". 16.09 - Hamas fa sapere di non essere responsabile del soldato israeliano che si ritiene essere stato rapito o catturato: "Abbiamo perso i contatti con i militanti che hanno preso parte all'imboscata e riteniamo siano stati tutti uccisi nei bombardamenti. Supponendo che siano riusciti a catturare il militare in combattimento, riteniamo che sia stato a sua volta ucciso". I colpi di mortaio israeliano piovuti invece nella mattinata a Rafah hanno invece fatto 35 morti. Mentre è atteso l'arrivo della delegazione palestinese di Olp e Hamas al Cairo per negoziare la tregua, Israele ha fatto sapere agli abitanti del quartiere di Beit Lahiya, nel nord-ovest di Gaza, che è sicuro il rientro nelle loro case. Diversi testimoni hanno visto le truppe di Tel Aviv abbandonare l'area. Il ritiro potrebbe essere conseguente all'annunciata distruzione totale dei tunnel di Hamas che partono da Gaza e sbucano in territorio israeliano. 2 agosto - La tregua e durata solo due ore e nella striscia si continua a morire. Una delle notizie di giornata è però la conferma del rapimento di un soldato israeliano da parte di Hamas. Intanto è tornato a parlare della situazione Barack Obama, che ha incolpato Hamas della rottura della tregua: "Hamas è responsabile per la fine del cessate il fuoco. Israele ha il diritto di difendersi, ma voglio vedere tutto l'impegno possibile nell'evitare la morte di civili palestinesi. La mia condanna sull'uccisione di due soldati israeliani ed il rapimento di un altro soldato è inequivocabile. Hamas deve liberare senza condizioni il soldato rapito". Secondo quanto invece riporta l'Ansda, sirene d'allarme sono risuonate poco fa a Tel Aviv. Si sono udite due forti esplosioni, dovute probabilmente all'intercettazione dei razzi da parte del sistema antimissili "Iron Dome". È invece salito a 101 il numero dei palestinesi uccisi a Rafah nel corso dell'offensiva militare israeliana dopo il rapimento del soldato.

Gaza: le notizie del primo agosto

14.52 -

Secondo quanto riferito da alcune fonti mediche citate da varie agenzie di stampa ci sarebbero stati due bombardamenti israeliani che hanno colpito la città di Rafah al confine con l'Egitto: fonti locali hanno riferito che anche in questo caso sarebbe stato colpito l'ospedale. I bombardamenti, scrive Maan, hanno provocato oggi 40 morti e 250 feriti. La città di Rafah è, di fatto, una gabbia: da qui i civili palestinesi non possono andare da nessuna parte, l'Egitto continua a tenere chiuso il valico e la situazione umanitaria sarebbe al collasso: fonti locali affermano che molti abitanti hanno cercato di attraversarlo, trovando però i cancelli chiusi. Le violenze tra Israele e Palestina
Le violenze tra Israele e Palestina

13.23 - Sarebbe scomparso nel sud della Striscia un soldato israeliano, che l'IDF ritiene possa essere stato rapito da Hamas. Questa mattina Radio Popolare ha intervisto Marina Calvino dell'Unrwa, l'agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi. L'intervista è stata fatta prima che la tregua venisse violata (ancora non si capisce da chi, la propaganda da una parte e dall'altra rimpalla la responsabilità). Calvino ha sottolineato la mancanza di acqua ed energia elettrica; l'Unrwa si trova nell'impossibilità di continuare a fornire assistenza ai palestinesi: oltre 236mila sfollati che sono stipati negli ospedali e nelle scuole (le quali non sono strutture adeguate per l'accoglienza, mancano le docce, l'assistenza medica). Calvino ha spiegato come i recenti bombardamenti a scuole ed ospedali abbiano destabilizzato la popolazione sfollata, che pensava di trovare sotto una bandiera Onu la protezione necessaria alla propria sopravvivenza.
La situazione umanitaria è al collasso dopo quasi un mese di bombardamenti: mancano i beni fondamentali, le medicine, il sovraffollamento nelle scuole e negli ospedali impedisce all'Unrwa di garantire assistenza; secondo Marina Calvino servono almeno 180 milioni di dollari per far fronte all'emergenza umanitaria a Gaza. Ulteriore preoccupazione dell'ente delle Nazioni Unite è l'incolumità degli operatori e la salvaguardia dei beni Onu nella Striscia, che sono anch'essi sotto le bombe. La buffer-zone istituita da Israele impedisce l'accesso a scuole e strutture dell'Unrwa e gli spostamenti non sono sicuri. 11.12 - Secondo quanto riferisce Channel Ten Israele ha dichiarato conclusa la tregua chiesta dalle Nazioni Unite. Tel Aviv accusa Hamas di avere nuovamente violato la tregua. 11.00 - E' stata violata praticamente subito la tregua di 72 ore sulla Striscia di Gaza: il sito web di Hamas, ripreso dal quotidiano israeliano Haaretz (che stamattina pubblica un editoriale firmato da Gideon Levy nel quale il giornalista israeliano attacca duramente l'operazione militare di Israele) ha riferito che quattro palestinesi sono stati uccisi e 20 feriti da colpi dall'artiglieria israeliana nei pressi di Rafah, nel sud della Striscia. Secondo quanto riferito da Lettera43, in precedenza un colpo di mortaio era caduto presso Kerem Shalom, nel sud di Israele. Aggiornamento 1 agosto - E' cominciato alle 7 di questa mattina, ora italiana, la tregua di 72 ore per un cessate il fuoco umanitario, così come richiesto ieri alle parti in conflitto dal segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon. Israele ha ribadito la sua intenzione di tutelare il proprio diritto a difendersi, spiegando di essere intenzionato a rispettare la tregua qualora anche Hamas interrompesse i lanci di missili su Israele. Secondo fonti palestinesi il bilancio dei morti sarebbe più pesante di quello dell'Operazione Piombo Fuso: 1440 i morti.

Gaza, notizie del 31 luglio 2014

23.50 -

In un comunicato congiunto, il secretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e il segretario di stato Usa John Kerry annunciano l'accordo tra Israele e Gaza per un cessate il fuoco "umanitario" di 72 ore, a partire dalle 8 della mattina di venerdì (le 7 in Italia). Si legge nel comunicato che "le delegazioni di Israele e Palestina andranno al Cairo per negoziare una tregua duratura". 20.33 - La Casa Bianca ritiene che ci siano pochi dubbi che Israele sia coinvolto nel bombardamento della scuola Onu (Unrwa) a Gaza, che ieri ha provocato almeno 23 morti.

"L'aver colpito una struttura Onu, in cui avevano trovato riparo civili innocenti che stavano fuggendo dalla violenza è totalmente inaccettabile e indifendibile. [...] Non abbiamo elementi che contraddicano quello che afferma già l'Onu sull'accaduto"


ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Hosh Earnest. Sulle 9 vittime del campo profughi di al-Shati invece è il giornalista Gabriele Barbati su Twitter a confermare, perchè sul posto, il comunicato dell'esercito israeliano nel quale smentisce ogni coinvolgimento ed accusa Hamas del bombardamento:


Secondo l'agenzia stampa al-Ray, vicina ad Hamas il bilancio aggiornato dei palestinesi colpiti dal fuoco israeliano è di 1400 morti e 8100 feriti. 14.55 - L'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay afferma che sia Hamas che Israele commettono gravi violazioni dei diritti dell'uomo, possibili crimini contro l'umanità. Anche l'Unione Europea, per voce dell'Alto rappresentante Ashton, ha condannato con forza le violenze nella Striscia ritenendo inaccettabile l'attacco alla scuola Onu e i bombardamenti di Israele, per i quali chiede un'indagine immediata. 12.10 - Nel corso di una conferenza stampa l'Alto commissario Onu per i Diritti Umani Navi Pillay ha denunciato gli Stati Uniti per il fatto di fornire materiale bellico all'esercito israeliano e per non fare abbastanza per fermare l'offensiva contro Gaza.

"Gli Usa hanno influenza su Israele e dovrebbero fare di più per fermare le morti, per mettere le parti nel conflitto a dialogare. [...] Non solo forniscono a Israele artiglieria pesante usata da Israele a Gaza, ma hanno prestato quasi un miliardi di dollari perché Israele creasse una protezione contro i razzi per proteggere la popolazione civile israeliana. Un protezione su cui non possono contare i civili a Gaza."


Secondo l'Alto commissario delle Nazioni Unite Israele starebbe letteralmente sfidando il diritto internazionale: proprio questa mattina il premier israeliano Netanyahu aveva ribadito con forza l'intenzione di proseguire con l'offensiva, puntando in particolare alla distruzione di tutti i tunnell di Hamas. Dal canto suo l'Anp non può fare altro che prendere atto delle decisioni di Israele e procedere alla conta dei morti: il premier palestinese Abu Mazen ha definito la Striscia di Gaza "zona disastrata". Aggiornamento 31 luglio, 09.07 - Secondo quanto riferito da TmNews la Bolivia avrebbe rinunciato all’accordo di esenzione sui visti con Israele per protestare contro la sua offensiva a Gaza e ha definito quello ebraico uno stato terrorista. Ad annunciare la decisione è stato il Presidente Evo Morales in persona. Questa mattina il portavoce dell'esercito israeliano ha annunciato che le forze armate hanno mobilitato 16.000 riservisti supplementari, portandoli a 86.000 in vista del proseguimento dell'operazione militare nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riporta l'Ansa la decisione è stata presa all'unanimità dal gabinetto di Sicurezza dopo una riunione di cinque ore; una nuova riunione sarebbe prevista per oggi pomeriggio.

Gaza, notizie del 30 luglio 2014

19.45

La tregua non ha retto, per lo meno non in tutto il piccolo territorio della Striscia. Al lancio di missili da parte dei guerriglieri di Hamas, l'esercito israeliano ha risposto con l'artiglieria pesante, colpi che hanno centrato, tra altri obiettivi, il mercato di Sajaya: i morti sono stati 17 e circa 160 i feriti. Il segretario Onu Ban Ki Moon ha definito l'attacco alla scuola di questa mattina come un atto "ingiustificabile". L'agenzia dell'Onu per l'aiuto ai rifugiati palestinesi (Unwra), che gestiva la scuola distrutta, "condanna nei modi più fermi questa grave violazione del diritto internazionale da parte dell'esercito israeliano". Sul fronte diplomatico, l'azione delle cancellerie occidentali pare avere l'agilità di un pachiderma: solo oggi l'amministrazione USA pare cominciare a dare segni di autentica preoccupazione ("Gli Stati Uniti sono molto preoccupati per l'uccisione di civili a Gaza e insistono per un cessate il fuoco duraturo e di lungo termine" ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes), ma all'orizzonte non si vedono ancora azioni concrete. Shimon Peres ha lasciato intendere che per Israele potrebbe essere strategico che la Striscia di Gaza torni sotto il controllo della ANP, in modo che Hamas sia estromessa dal potere. 15.16 - Un comunicato del Ministero della Difesa israeliano annuncia una tregua di quattro ore: il cessate il fuoco è in vigore a Gaza dalle ore 15 locali, le 14 in Italia, fino alle 19 ora locale. Sempre la difesa di Israele fa sapere tuttavia che gli abitanti delle zone colpite non devono in alcun modo rientrare nelle case; la "pausa" proposta da Israele (e per il momento accettata da Hamas, che ha interrotto il lancio di razzi sui territori con la stella di David, anche se alcuni -non tutti- media israeliani segnalano che Iron Dome ha intercettato nuovi razzi in arrivo da Gaza verso Ashkelon, Ashdod e la cost) non avrebbe però alcuna ragione militare o strategica, ma unicamente umanitaria. Un fatto, questo, confermato dalla difesa israeliana e che potrebbe far presagire ad una ripresa delle ostilità al termine della tregua. L'Anp ha infine smentito la sua presenza ad un tavolo in Egitto, con Hamas e Israele, prima dell'annuincio di una tregua "di almeno 24 ore". 30 luglio 2014, ore 9.00: si era parlato, ieri, di voci che indicavanno come "raggiunto" l'obiettivo a Gaza, ma l'appello delle ONG al governo italiano e alla comunità internazionale e le dure parole di Netanyahu avrebbero dovuto suggerire che la situazione non si sarebbe stabilizzata. E infatti, l'assalto continua. Almeno quindici, forse venti palestinesi, rifugiatisi in una scuola Onu, sono stati uccisi all'alba di oggi da un bombardamento israeliano nel nord della Striscia di Gaza. Il bilancio sale a 1.220 vittime palestinesi, di cui oltre 200 bambini.

Gaza, notizie del 29 luglio 2014

13.57

- Secondo fonti militari, Israele considera raggiunti gli obiettivi alla base di queste ultime settimane di guerra e ora bisogna decidere il da farsi. Una nuova riunione del Gabinetto di Sicurezza è prevista per stasera alle 19. La notizia, però, sconfessa quanto è stato ultimamente attribuito a Netanyahu, secondo cui la guerra sarà ancora lunga. Potrebbe comunque essere un primo segnale che si va verso il cessate il fuoco; come richiesto anche dalle ong italiane in un appello al governo italiano. 10.45 - L'unica centrale elettrica di Gaza è stata colpita la scorsa notte dall'aviazione israeliana: i contenitori di combustibile sono in fiamme da ore e finora non si è riusciti a spegnere l'incendio. La scorsa notte numerosi quartieri di Gaza si sono improvvisamente ritrovati al buio, proprio mentre si moltiplicavano gli attacchi israeliani. 29 luglio, 08.57 - Mentre Israele e Hamas si rimpallano le responsabilità sulla strage di bambini nel parco giochi alle spalle del campo profughi di Shati (secondo Israele sono stati due razzi andati fuori bersaglio, secondo Hamas - e anche decine di testimonianze, è stato un drone israeliano), nelle ultime ore i miliziani di Hamas hanno ucciso cinque soldati israeliani, durante un combattimento con un commando palestinese che stava tentando di infiltrarsi in un tunnel a Nahal Oz, presso la frontiera con Gaza. Il numero dei soldati morti dall'inizio dell'operazione contro Hamas, l'8 luglio scorso, sale così a 53. Mentre i palestinesi morti nella sola notte scorsa, a causa delle bombe israeliane, sono 26.Tra loro 9 donne e 4 bimbi. E' di 1.113 il bilancio dei morti palestinesi.

Le ultime notizie su Gaza: 28 luglio 2014

21.57 -

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha lanciato un appello perchè si metta fine alle violenze nella Striscia di Gaza:

"Gaza è in condizioni critiche, in nome dell'Umanità, la violenza deve interrompersi. Sia gli israeliani sia i palestinesi devono dimostrare umanità in quanto leader. Devono sedersi insieme e affrontare tutte le cause. [...] Non possiamo continuare a vedere così tante persone uccise in questo modo."


Sulla stessa linea anche John Kerry che ha invocato un immediato cessate il fuoco che possa portare al disarmo di Hamas e alla pacificazione della Striscia. Ieri il presidente americano Obama aveva chiamato Netanyahu chiedendo un cessate il fuoco "immediato e incondizionato", ma la posizione degli Stati Uniti è sostanzialmente in scia con quella egiziana. 19.06 - Non c'è spazio per alcuna tregua tra Israele ed Hamas. I fragilissimi proclami e le vacue promesse di cessate il fuoco si sono infrante di fronte al lancio di razzi da parte di Hamas su Israele (sarebbero rimasti uccisi anche dei civili israeliani) e di fronte ai raid israeliani sul porto di Gaza, sull'ospedale Shifa e su un parco alle sue spalle. Secondo quanto riportano i media israeliani l'esercito di Tel Aviv ha chiesto ai residenti di Sajaya e di Al-Zaytun di lasciare le proprie case e di dirigersi verso la parte centrale della Striscia di Gaza. Ai residenti delle zone israeliane di Shar HaNegev, nel sud di Israele, è stato invece chiesto di restare nelle proprie case per la possibilità di un'infiltrazione di terroristi dalla Striscia. Quattro israeliani sono morti nella zona di Eshkol, nel sud di Israele, per un colpo di mortaio arrivato dalla Striscia, mentre sarebbero 7 i bambini palestinesi morti in seguito al bombardamento di oggi pomeriggio sul campo profughi di Shati. Nel nord di Israele risuonano le sirene: l'allarme razzi è scattato a Hadera, Zichron Yaakov e Cesarea. 16.49 - Secondo Meri Calvelli, cooperante italiana che in questo momento si trova al porto di Gaza, pochi minuti fa due missili della marina israeliana hanno colpito lo Shifa Hospital ed il parco alle sue spalle, a Gaza. Ci sarebbero 10 bambini morti nell'esplosione. Attendiamo conferma o smentita di questa ennesima carneficina. 16.41 - Mentre la diplomazia tenta di fermare le continue violenze tra esercito israeliano e miliziani di Hamas è un vero e proprio rimpallo di accuse quello cui stiamo assistendo tra il governo di Tel Aviv e l'Autorità Nazionale Palestinese.

"Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non vuole l'unità nazionale, non vuole un governo di unità palestinese né una soluzione politica. [...] Questa è la vera ragione per quello che sta accadendo a Gaza,. [...] L'iniziativa egiziana resta l'opzione migliore, la più sicura, per porre fine a questa crisi."


ha detto Mahmud Abbas, leader palestinese dell'Anp, intervistato dal quotidiano saudita Okaz. Intanto, scrive il Jerusalem Post, le forze di difesa israeliane hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi terroristici nella Striscia. Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato, nel corso di una telefonata con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che la risoluzione del Consiglio di sicurezza della notte scorsa (che chiede un cessate il fuoco immediato) non terrebbe in alcun modo conto della sicurezza di Israele, il vero pallino del governo di Tel Aviv. 13.14 - Mentre l'Anp, per bocca di Abu Mazen, si dichiara favorevole alla bozza di tregua presentata dall'Egitto, e nonostante sia in queste ore in essere una tregua (non ufficiale) tra Hamas ed Israele, continuano a tuonare i cieli di Gaza. I caccia israeliani hanno colpito altri obiettivi nella Striscia mentre in due città israeliane risuonano le sirene antimissile, anche se pare non si siano subiti danni collaterali a cose o persone. L'agenzia delle Nazioni Unite per le immagini satellitari e per la ricerca, Unitar-Unosat, ha pubblicato delle fotografie satellitari che mostrano la Striscia di Gaza prima e dopo l’inizio dell’operazione Margine protettivo. Hamas lancia razzi Ashkelon colpi di mortaio sui soldati israeliani mentre Israele colpisce lanciarazzi e fabbriche di armi a Bayt Lahia. nazioni-unite Unosat ha identificato 604 strutture distrutte, 236 edifici gravemente danneggiati e 46 edifici danneggiati in maniera meno grave. L’Onu ha identificato anche 66 crateri lungo le strade e le zone rurali. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato nella notte una dichiarazione unanime in cui chiede un "cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni" a Gaza. Secondo quanto riferisce l'Ansa, così si legge nella risoluzione Onu:

"Si auspica il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili [...] la messa in pratica di un cessate il fuoco duraturo e pienamente rispettato, basato sulla proposta egiziana. [...] La necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, anche aumentando i contributi all'Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l'occupazione (Unrwa) [...] le strutture civili e umanitarie, comprese quelle delle Nazioni unite, devono essere rispettate e protette e invita tutte le parti ad agire secondo questo principio."


Durante la notte gli scontri sono praticamente cessati a margine della Striscia, che resta tuttavia sotto assedio. Un portavoce di Hamas ha spiegato che l'organizzazione considererà ancora più grave un attacco di Israele durante la Eid at Fitr, la festa per la conclusione del Ramadan, mentre un portavoce dell'esercito israeliano conferma che nessun razzo è stato sparato da Gaza e che l'aviazione d'Israele non ah condotto alcun raid dalle 23 di ieri. La speranza è che oggi possa essere una giornata di mediazione e non di bombe, per giungere celermente ad una conclusione del sanguinoso conflitto. 22.40: mentre la tregua sembra reggere ormai da qualche ora, comincia a prendere sempre più corpo l’ipotesi che il rapimento e l’omicidio dei tre ragazzi israeliani Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16), svaniti a metà giugno e rinvenuti senza vita due settimane dopo non sia stato opera di Hamas. A confermarlo alla BBC è stato Micky Rosen­feld, portavoce della polizia israeliana, secondo il quale dietro l’omicidio dei tre giovani ci sarebbe stata una cellula separata da Hamas, che avrebbe agito in modo del tutto indipendente.


 


 

Hamas aveva negato fin da subito un suo coinvolgimento, ma il governo di Tel Aviv non volle sentire ragioni. Lo stesso premier israeliano, subito dopo il ritrovamento dei tre cadaveri, a giorni dopo aver già cominciato un’operazione militare su Gaza, disse pubblicamente:

Sono stati rapiti e uccisi a san­gue freddo da animali. Hamas è respon­sa­bile e Hamas pagherà.


Non solo. Sta prendendo corpo anche l’ipotesi che Israele sapesse fin dal principio non soltanto che i tre ragazzi erano stati rapiti, ma anche che erano stati uccisi una manciata di ore dopo. Scrive Il Manifesto:

Eppure il governo israe­liano, lo Shin Bet (i ser­vizi segreti) e l’esercito sape­vano – dicono diversi gior­na­li­sti – fin dal primo giorno che i tre erano già stati uccisi. La sera del rapi­mento uno di loro chiamò il numero di emergenza della poli­zia chie­dendo aiuto. Durante la tele­fo­nata, regi­strata, si sen­tono degli spari e qual­cuno gri­dare «ne abbiamo tre». I tre coloni erano già morti. E Israele ne era cono­scenza.


A quel punto è scattato il silenzio stampa imposto dal Governo, con tutta la propaganda di cui anche noi vi abbiamo dato conto. La verità, specie in una situazione delicata come quella tra Gaza e Israele, rischia di restare sepolta ancora a lungo, ma il sospetto che Tel Aviv abbia colto l’occasione per lanciare un’offensiva e liberarsi finalmente di Hamas non è poi così fantascientifico.

Il quotidiano diretto da Norma Rangeri e Tommaso Di Francesco ipotizza:

In realtà, hanno rive­lato fonti mili­tari dopo il lan­cio dell’operazione Bar­riera Pro­tet­ti­va Con­tro Gaza, i gene­rali dell’esercito ave­vano sul tavolo da almeno due mesi il piano di attacco con­tro la Stri­scia. E Hamas? Dif­fi­cile cre­dere che abbia ordito l’operazione, con­sa­pe­vole che avrebbe pro­vo­cato una rea­zione in grado di far crol­lare il pro­cesso di ricon­ci­lia­zione nazio­nale con Fatah. Al momento del rapi­mento, il movi­mento isla­mi­sta viveva una pro­fonda crisi poli­tica ed eco­no­mica […] A livello poli­tico, il rapi­mento dei tre coloni sarebbe stato un suicidio.
18.50

: la situazione sulla striscia di Gaza resta molto delicata. La tregua di 24 ore accettata oggi da Hamas è stata rotta in qualche occasione e Israele non ha mancato di rispondere e ha proseguito nella distruzione dei tunnel scavati da Hamas.

Intanto l’esercito egiziano ha fatto sapere di aver distrutto almeno 13 tunnel che collegavano la Striscia di Gaza alla Penisola del Sinai, tunnel utilizzati da Hamas per trasportare armi, cibo e denaro.

Ad oggi, lo rende noto l’esercito egiziano, sarebbero stati distrutti oltre 1,639 tunnel scavati tra la striscia di Gaza e la penisola nel corso del tempo.

15.55: nemmeno tre ore dopo l’annuncio della nuova tregua, Hamas avrebbe già interrotto il cessate il fuoco. Lo ha comunicato poco fa Netanyahu, premier israeliano, in un’intervista alla CNN:

Hamas sta violando la tregua di 24 ore che aveva annunciato. Israele ha accettato 5 cessate il fuoco, inclusi due per motivi umanitari che Hamas ha sempre respinto. Noi non abbiamo ripreso i combattimenti, sono stati loro a farlo. Noi prenderemo qualsiasi misura per proteggere il nostro popolo.
12.50

: Hamas ha dichiarato il cessate il fuoco per 24 a partire dalle 14 di oggi, le 13 in Italia. In mattinata era arrivato l’accorato appello di Papa Francesco, che durante l’Angelus ha speso qualche parola sul conflitto israeliano-palestinese:

Ricordiamo che tutto si perde con la guerra, nulla si perde con la pace. Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza, il futuro, bambini morti, bambini feriti, bambini orfani, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere. Mai la guerra!. Questa è l'ora di fermarsi. Fermatevi per favore, ve lo chiedo con tutto il cuore, fermatevi per favore.


Le ultime notizie su Gaza: 27 luglio

27 luglio 2014, 9.55

: dopo una notte relativamente tranquilla nella striscia di Gaza, Israele è in procinto di riprendere gli attacchi in risposta ai razzi lanciati da Hamas. L’esercito di Tel Aviv ha annunciato che se i militanti palestinesi continueranno a lanciare razzi, si vedrà costretto a riprendere i raid aerei, navali e via terra.

Intanto, direttamente da Gaza, Meri Calvelli aggiorna via Facebook su quanto accaduto nelle ultime ore:

Nel pieno della tregua umanitaria, la gente e’ uscita a vedere, e’ ritornata ai villaggi, alle case, ai luoghi lasciati di corsa per fuggire alle bombe e all’artiglieria. Hanno trovato la devastazione. Qualcuno mi diceva che non riusciva a capire dove era la propria strada, la propria casa. Un ammasso di macerie, ancora fumanti. Crateri profondi che sono penetrati nella terra circondati dai resti di case nelle quali puoi riconoscere un oggetto mezzo rotto e bruciacchiato, un divano , la scarpa; salendo su un cratere si riconosceva l’esistenza di una farmacia, c’erano ancora alcune scatole di pillole, impolverate e lo stikers per il diabete. Tende che svolazzano bucherellate, frammenti di vetri e porte catapultate a decine di metri. Qua e la, dove usavano tenere gli animali, (asini, pecore, galline), a fianco della casa, se ne trovano i resti, morti e ormai in putrefazione che emanano un odore indescrivibile. Vicino l’ospedale di Beit Hannoun, una carrozzina usata per il trasporto disabili; e’ li, in mezzo alla strada colpita e storta che guarda il disastro davanti a se. Non tutti hanno potuto avvicinarsi alle proprie case; la gente di kuza’a villaggio rurale del sud, Khan Younis, ha avuto l’ordine di non andare sulle case del confine, i cannoni e i cecchini hanno continuato a sparare a chi si avvicinava.
Continua a salire il numero dei morti; nelle ore di tregua si scava nei luoghi dello sterminio e si recuperano i civilli rimasti sotto le macerie, sono 151 alla fine della giornata.
In questo momento si sentono di nuovo esplosioni a distanza….forse la tregua ancora non regge….


Il bilancio, oggi, è sempre più drammatico: oltre 1089 persone rimaste uccise negli ultimi 20 giorni di guerra.

22.50: l’estensione della tregua non è stata accolta da Hamas, che poco dopo la scadenza delle prime 12 ore ha riaperto il fuoco e rivendicato il lancio di 7 razzi sul sud e nel centro del paese.

Il motivo è presto detto. Secondo i militanti di Hamas, Israele avrebbe approfittato di queste ore di cessate il fuoco per organizzare i futuri attacchi. Da qui la decisione di non dare al nemico ulteriore tempo per pianificare gli assalti.

Si preannuncia, purtroppo, un’altra nottata di bombardamenti che si lascerà alle spalle una lunga scia di sangue.

20.00: le dodici ore di tregua sono terminate e Israele ha esteso il cessate il fuoco fino alla mezzanotte - le 23, ora italiana - e sta addirittura valutando di arrivare a 24 ore totali, come chiesto dall’ONU.

Hamas non ha ancora preso una decisione, ma Israele ha rivelato che subito dopo la fine di queste prime 12 ore da Gaza sono stati esplosi dei colpi di mortaio.

15.00: si aggrava ulteriormente il bilancio di questi 19 giorni di guerra. Le ore di tregua, cominciate alle 7 di stamattina, hanno fatto emergere altri cadaveri sfuggiti alla conta, morti rimasti sotto le macerie e riemersi soltanto oggi. Secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz, le vittime sarebbero più di mille, quasi tutte palestinesi.

Nelle ultime ore sarebbero stati recuperati almeno un’ottantina di cadaveri dalle zone più colpite dal conflitto.

13.15: la tregua sta venendo rispettata, mentre finalmente ci si può rendere conto dei danni degli ultimi giorni di scontri e bombardamenti. Le camere mortuarie degli ospedali di Khan Younis, la città più colpita, sono pieni da giorni e solo ora si può cominciare a recuperare morti e feriti.




Ecco, direttamente da Gaza, cosa scriveva stamattina Meri Calvelli su Facebook:

La gente questa mattina, approfittando della tregua umanitaria sta recandosi nelle proprie case dove non torna da oltre 10 giorni. Non si sa che cosa troveranno, sicuramente macerie e tanti morti abbandonati durante l’offensiva. La situazione umanitaria e’ catastrofica, comincia ad esserci un grave problema igienico - sanitario, manca acqua sia per bere che per lavarsi. nei posti dove la gente e’ alloggiata, da sfollata, ci sono grossi problemi di agibilità’. Le strutture non sono idonee e non hanno le infrastrutture per contenere tale numero di persone. Comincia a mancare il gasolio e l’elettricità’ e’ garantita per pochissime ore al giorno e non in tutte le aree.
Una situazione insostenibile. Non volevo arrivare a definirla un "sadico genocidio" di popolazione ma questo purtroppo si sta rivelando nel vero senso della parola.
26 luglio 2014, 9.40

: l’esercito israeliano ha confermato l’osservazione di una tregua di 12 ore, cominciata alle 8 di oggi - le 7 in Italia - pur precisando che tutto dipenderà da Hamas. Se da Gaza si approfitterà di questa tregua per attaccare soldati o civili, Israele sarà costretta a rispondere. Proprio per questo motivo resta valido l’appello ai civili di Gaza a cui nei giorni scorsi era stato chiesto di lasciare le proprie abitazioni: questi non devono fare ritorno in casa.

A breve riprenderanno le trattative per una tregua più lunga, mentre il bilancio dei morti è salito a 908 dopo una notte di sangue. La cooperante italiana Meri Calvelli ha pubblicato oggi un resoconto approfondito della notte appena trascorsa:

Hanno continuato a bombardare ferocemente fino a pochi minuti prima dell’inizio di “pausa”. Decine le case distrutte, decine i morti, centinaia i feriti. La gente ha urlato tutta la notte in un coro di terrore per le atrocità’ che gli si sono scatenate intorno. Un boato e inferno di fuoco scatenato sulla gente.
Gli attacchi con droni e F16, con artiglieria di terra e mare, sono scoppiati fortemente da dopo il tramonto senza sosta. Con un movimento di attività’ militare da sud a nord, hanno passato in rassegna tutto il territorio senza fermarsi. “i famosi occhi dei militari" che guardano e scelgono accuratamente l’obiettivo, hanno allargato la visuale e hanno fatto fuoco su tutto.
Colpito ripetutamente il sud a tappeto; una casa con 20 persone principalmente donne e bambini, e’ stata completamente abbattuta senza avvertimento.
22:30

Il no israeliano alla proposta di cessate il fuoco è netto, ma uno spiraglio di speranza arriva dall'accettazione di una breve tregua di 12 ore, che scatterà alle sette di domani mattina. Finora tutti i tentativi di stop ai combattimenti sono falliti, ma la discesa in campo di USA e ONU, fa pensare a una credibilità maggiore del tentativo di pacificazione.

20:47 E' in corso la conferenza stampa del segretario di stato statunitense John Kerry. Il massimo diplomatico dell'amministrazione Obama, in un lunghissimo giro di parole, ha ammesso in maniera desolante che la sua mediazione, di concerto con l'ONU, è miseramente fallita. Il risultato è una deludente "fiducia sulla possibilità di trovare un compromesso".

20:30 La tv di stato israeliana ha affermato che l'esercito non intende lasciare la Striscia di Gaza prima di aver terminato la distruzione dei tunnel scavati dai guerriglieri di Hamas.

20:00 Il consiglio di gabinetto Israeliano starebbe trattando per ottenere maggiori vantaggi dalla proposta di tregua. Per il momento quindi si continua a combattere.

19:45 Israele ha rifiutato la proposta di tregua avanzata oggi dal segretario di stato USA John Kerry. Non si conoscono ancora i dettagli che hanno portato al "niet" del governo Netanyahu. La guerra intanto comincia a contaminare anche la West Bank: sono 5 i morti palestinesi negli scontri con l'esercito israeliano.

11:15 Durante l'offensiva delle ultime settimane, l'esercito israeliani avrebbe catturato 150 membri di Hamas. I prigionieri sono stati fotografati, in ginocchio e sotto tiro dei militari israeliani. L'esercito ebraico potrebbe “scambiarli” con il corpo del soldato Oron Shaul, morto nell’assedio del quartiere Shejaeiya di Gaza.

25 luglio - ore 9:30 Secondo molteplici fonti, il segretario di Stato Usa John Kerry ha presentato una bozza di accordo per un cessate il fuoco, che prevederebbe come primo passo una tregua temporanea di una settimana. Durante questo lasso di tempo, le parti, grazie alla mediazione internazionale, comincerebbero a negoziare su punti di sicurezza, economici e politici per un accordo duraturo. Hamas si sarebbe detta pronta ad accettare la tregua.

19:45 Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon si dice "sconvolto dalla notizia dell'attacco alla scuola", sottolineando che tra le vittime ci sono donne, bambini e membri dello staff delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti, in un comunicato del Dipartimento di Stato, chiedono nuovamente che i civili siano protetti.

15:30 Secondo il direttore dell'ospedale di Beit Hanun, è di 16 morti e di circa 200 feriti il bilancio del bombardamento israeliano nella scuola dell'Unrwa (l'ente dell'Onu per i profughi). La scuola fungeva da rifugio per abitanti di Beit Hanun costretti ad abbandonare nei giorni scorsi le loro abitazioni, prima dell'ingresso delle forze di terra israeliana. Gli israeliani conoscevano la scuola, la sua ubicazione e il suo uso, perciò difficilmente si è trattato di un errore. Il fuoco contro la scuola non è stato preceduto da nessun avvertimento.

14:45 L'esercito israeliana ha colpito a Beit Hanun, nel Nord della Striscia di Gaza, una scuola dell'Unrwa (l'ente dell'Onu per i profughi) in cui avevano trovato riparo numerosi sfollati. Ci sarebbero morti e feriti.

24 luglio - 9:30 Cresce a vista d'occhio il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Ormai si contano 718 morti, e solo nella giornata di ieri hanno perso la vita 89 palestinesi. Secondo l'esercito israeliano, invece, sono morti 32 soldati mentre i razzi lanciati da Gaza hanno ucciso 2 civili. Israele intanto smentisce le voci di un negoziato con l'Anp per arrivare a una tregua. La tregua, se ci sarà, non è cosa immediata, e l'esercito continuerà a presidiare la Striscia di Gaza almeno per tutta la settimana.

20.50: Alitalia ha confermato la sospensione di tutti i voli da Roma a Tel Aviv per le prossime 24 ore, ad esclusione di quello in partenza alle 22.30 di domani.

Intanto a Gaza proseguono le trattative sul cessate il fuoco, mentre la conta dei morti non accenna a fermarsi. Con i bombardamenti di oggi i morti nella striscia di Gaza sono arrivati a 660 di cui, come denunciato dall’Unicef, 121 bambini.

Khaled Meshaal, leader di Hamas, dal Qatar ha fatto sapere oggi di essere pronto ad accettare una tregua umanitaria, ma, come scrive France Presse, solo a patto che venga rimosso il blocco israeliano dalla striscia di Gaza.

16.40: mentre gli Stati Uniti devono ancora decidere se mantenere o meno il divieto di volo da e verso Israele, l’European Aviation Safety Agency sembra avere le idee più chiare. L’azienda ha emesso poco fa un bollettino in cui raccomanda fortemente di evitare l'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv fino a nuove indicazioni. La raccomandazione vale per tutte le compagnie aeree.

13.35: niente tregua umanitaria a Sajaya, il popoloso quartiere a ridosso di Gaza City, chiesta dalla Croce Rossa Internazionale per poter entrare nel quartiere a recuperare i corpi e sgomberare i detriti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ordinato lo sgombero dei civili dall’ospedale Wafa e hanno bombardato la struttura, convinte che Hamas utilizzasse l’edificio per sparare razzi anticarro e colpi di arma automatica.

Altri morti nelle prime ore di oggi, almeno cinque palestinesi - tra i quali 2 bambini - sarebbero deceduti a Khan Younis, a sud della striscia di Gaza, in seguito ai colpi sparati da carri armati israeliani.

12.30: gli scontri proseguono senza sosta, mentre qualcosa comincia a muoversi sul fronte del cessate il fuoco. John Kerry, il segretario di stato Usa, ha precisato all’inizio del suo incontro col segretario generale dell'Onu Ban
Ki-moon che è stato fatto qualche passo avanti in questo senso, ma c’è ancora bisogno di molto lavoro.

Intanto il ministro degli Esteri palestinese, Ryad Al Malki, ha accusato Israele di aver commesso crimini contro l'umanità. L’accusa è arrivata dalla Svizzera, dove il ministro ha partecipato a una riunione straordinaria del Consiglio dei diritti umani:

Viola le convenzione di Ginevra e distrugge
completamente zone residenziali. Israele compie crimini contro l'umanità.


Accuse simili, ma nei confronti di tutte le parti coinvolte, sono state mosse anche da Navi Pillay, l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani:

Israele ha degli obblighi in quanto potenza occupante. Sia i palestinesi sia gli israeliani meritano una vita migliore rispetto a quella di insicurezza cronica ed escalation ripetuta delle ostilità. Non rispettare la legge internazionale umanitaria e sui diritti umani potrebbe costituire crimine di guerra e contro l’umanità.


E, ha aggiunto,

Una pace duratura può cominciare solo con il rispetto dei diritti umani e della dignità umana da entrambe le parti. È imperativo che Israele, Hamas e tutti i gruppi armati rispettino rigorosamente le norme della legge umanitaria internazionale e sui diritti umani.
11.39

: per capire al meglio cosa è accaduto nelle ultime ore, è interessante leggere il resoconto della cooperante italiana Meri Calvelli, che si trova sul posto. Nel post pubblicato poco fa su Facebook, che vi riportiamo per intero qui sotto, ha scritto:

Tutta la giornata di ieri e la notte e’ stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di strutture già bombardate almeno 10 volte. A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), e’ stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l'area.
Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random in diverse aree; sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in queste due ore sono partiti 3 missili verso israele.


23 luglio

. E’ salito ancora il bilancio delle vittime, che ha toccato quota 641 nelle prime ore di oggi, dopo una notte di scontri in cui hanno perso la vita, tra gli altri, un cittadino palestinese, ucciso dalle forze israeliane in uno scontro avvenuto nel villaggio di Hussan, in Cisgiordania, e due soldati israeliani morti in combattimento nella Striscia.

La speranza di una tregua, però, non si è ancora affievolita. Il segretario di Stato americano John Kerry è in queste ore al Cairo proprio per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco. Kerry ha raggiunto telefonicamente il primo ministro israeliano Netanyahu e gli ha spiegato che il divieto imposto dagli USA alle compagnia aeree di non effettuare collegamenti con Israele è motivato solo e soltanto da ragioni di sicurezza.

Gli Stati Uniti decideranno nel corso delle prossime 24 ore se mantenere il divieto o meno.

Martedì 22 luglio: le compagnie aeree cancellano i voli per Tel Aviv

20.45

- Non più solo Delta Airlines e le compagnie americane, ma anche Alitalia, Air France, Lufthansa hanno cancellato i voli diretti a Tel Aviv dopo la caduta di un razzo vicino all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

17.40 - Continua a salire il numero delle vittime dell'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza: 605 i palestinesi uccisi (di cui 121 minorenni) e 28 i soldati israeliani che hanno perso la vita. Nella sequenza di dichiarazioni in favore di una tregua si registrano anche le parole del segretario generale dell'Onu Ban Ki- Moon: "C'è uno sforzo comune internazionale. Smettete di combattere, cominciate a parlare e andate alla radice del conflitto. Nessuna attività militare servirà a raggiungere questo scopo. Troppi palestinesi e troppi israeliani stanno perdendo i loro figli, dobbiamo intensificare gli sforzi per la pace".

È invece notizia di adesso che la Delta Airlines ha sospeso tutti i voli in direzione di Tel Aviv per un tempo indefinito, decisione presa dopo la notizia di alcuni razzi caduti vicino all'aeroporto. Il volo DL 468 partito da New York è stato dirottato su Parigi.

13.11 Sel chiede lo stop della cooperazione militare tra Israele e l'Italia, stipulato nel 2005: "A che serve questo accordo: per fare le stragi di civili e occupare la striscia di Gaza?", si chiede il deputato di Sel Giulio Marcon, firmatario dell'appello pubblicato nei giorni scorsi dal Guardian e sottoscritto da intellettuali e artisti (Ken Loach, Slavoj Zizek e Richard Falk), attivisti e di premi nobel per la pace (Desmont Tutu, Betty Williams, Jody Williams, Peres Esquivel).

10.09 - Israele ha respinto la richiesta dell'Onu di una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza.

22 luglio. Il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 610, di cui 583 palestinesi e 27 israeliani. Triste computo che segue l'ennesima notte di scontri, in cui Israele ha bombardato cinque moschee, uno stadio e la casa di un capo di Hamas. Gli attacchi di stamattina si sono concentrati nel Sud della Striscia, a Deir el-Balah, Khan Younès e Nousseirate, colpendo in totale oltre 70 obiettivi. Sette palestinesi sono rimasti uccisi nei raid compiuti stamattina, tra cui una famiglia con quattro donne. Si parla di una possibile tregua umanitaria per questa mattina, ma ancora non ci sono conferme; mentre oggi al Cairo si riuniranno il segretario di Stato americano John Kerry, il segretario delle Nazioni unite Ban Ki-moon ed il presidente egiziano Sisi alla ricerca di una possibile soluzione.

Lunedì 21 luglio: l'offensiva nella Striscia di Gaza

21:11

- Non si fermano i bombardamenti su Gaza: stasera ne sono cadute su un grattacielo causando la morte di undici persone, cinque di loro erano solo bambini. Un'altra quarantina sono rimasti feriti. L'esplosione ha fatto crollare alcuni piani dell'edificio.

Solo oggi si contanti 39 morti, un terzo dei quali bambini. In totale il bilancio sale a 560 vittime e più di 3.350 feriti.

19:30 - L'esercito israeliano ha reso noto che oggi sono morti sette suoi soldati nel corso delle operazioni contro Hamas. Il bilancio delle vittime tra gli israeliani è di 23 soldati e due civili.
In un raid a Gaza sono morti sette palestinesi. In due settimane hanno perso la vita 550 persone.

Secondo la tv israeliana Canale2 le truppe di terra hanno ucciso "150 terroristi" e hanno scoperto 45 ingressi di 16 tunnel scavati fino a sotto il territorio israeliano.

15:30 - Un razzo israeliano ha colpito il piccolo ospedale civile di Al-Aqsa che si trova nella zona centrale di Gaza. Ci sono molti feriti e, secondo fonti locali, almeno quattro morti.
Poco prima di questo attacco il ministero della Sanità aveva comunicato che il numero di morti palestinesi a Gaza dall'inizio delle ostilità è di 508 e 3-150 i feriti.

14:32 - Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini a proposito della crisi di Gaza ha detto:

"Stiamo insistendo perché si arrivi a un cessate il fuoco almeno umanitario nelle prossime ore"


e ha spiegato che sul tavolo c'è una proposta di tregua immediata e di apertura contestuale di negoziati, poi ha aggiunto:

"La comunità tutta deve spingere in questa direzione. Le immagini di Gaza sono insostenibili: il numero di vittime, compresi i bambini, ma anche il lancio indiscriminato dei razzi contro Israele, deve finire"
12:07

- Per avere un'idea dettagliata su quello che sta succedendo a Gaza è interessante leggere il racconto della cooperante italiana Meri Calvelli che si trova sul posto. Nel post che ha pubblicato poco fa su Facebook e che potete vedere per intero qui di seguito, Calvelli racconta che che a Gaza continuano a suonare le sirene dei missili che vengono lanciati sulle città di Israele e che tra ieri sera e stamattina presto ne sono stati lanciati 31, mentre i raid aerei israeliani sono 57, i missili lanciati dai carri armati 225 e quelli lanciati dalle navi sul territorio palestinese 130. Si contano 510 morti, 3150 feriti palestinesi, 85mila sfollati.



9:27

- Il ministro della Difesa israeliano Moshè Yaalon ha confermato quanto già detto da Nethanyau e cioè che "l'operazione continuerà fino a quando non sarà riportata la calma del Sud del Paese". Yaalon ha anche detto che finora sono stati colpiti oltre 2.700 obiettivi nella Striscia di Gaza e ha aggiunto:

"Quando i leader di Hamas verranno fuori dai posti dove si sono nascosti e scopriranno l'estensione della distruzione e dei danni che abbiamo causato all'organizzazione, rimpiangeranno di essersi imbarcati in un combattimento con Israele"
8:36

- Fonti militari di Israele riferiscono che l'esercito israeliano ha sventato un'infiltrazione di due commandi di Hamas attraverso un tunnel nel Sud del Paese. I commandi stavano cercando di entrare in un kibbutz di frontiera, ma dieci membri di Hamas sono stati uccisi nel tentativo.

Lunedì 21 luglio 2014 - Nella notte italiana c'è stata una riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ha espresso "grave preoccupazione davanti al numero crescente di vittime" a Gaza e ha rinnovato l'appello a cessare immediatamente le ostilità. I 15 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU invocano il rispetto delle leggi umanitarie internazionali "in particolare riguardo alla protezione dei civili".

Questa mattina, intanto, un raid israeliano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, ha ucciso nove palestinesi, sette dei quali sarebbero bambini. Il bilancio ora è di 485 vittime palestinesi dall'inizio dell'offensiva israeliana.

Il giorno dei 100 morti

Domenica 20 luglio 201420:00

- "Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu aggiungendo che "Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta".

17:30 - Almeno 87 palestinesi sono morti oggi nella Striscia di Gaza, 65 dei quali a Sajaya. Secondo il portavoce dei servizi palestinesi di soccorso Ashraf al Qudra, dall'inizio dell'operazione sono morti 425 palestinesi, di cui 112 minori, 41 donne e 25 anziani. Israele annuncia la morte di 13 soldati nel corso di un attacco a Gaza.

16:10 - È un'ecatombe a Sajaya, dove le bombe israeliane hanno praticamente raso al suolo un quartiere e provocato almeno 50 morti, tra cui 17 bambini e 14 donne.

Gli Usa si schierano comunque al fianco di Israele, accusando Hamas di rifiutare la tregua e di farsi scudo con i civili. "Hamas usa i civili come scudo e rifiuta ostinatamente un cessate il fuoco"

14:00 - Secondo la Tv israeliana Canale 10, a Sajaya sarebbe saltata la tregua umanitaria e sarebbero ripresi i combattimenti.

13:00 - Israele ha acconsentito alla richiesta palestinese di una tregua umanitaria di 2 ore. Le ostilità rimarranno ferme fino alle 14:30 ora italiana.

11:00 - È violentissima l'offensiva lanciata da Israele questa mattina. A Sajaya e Zeitun i morti nel raid di questa mattina sarebbero almeno 40, secondo i soccorritori palestinesi intervenuti sul posto. Hamas ha chiesto a Israele una tregua umanitaria di due ore.

9:45 - Continuano anche nella mattinata i raid israeliani i rioni popolari di Sajaya e Zaitun, a est di Gaza. All'attacco partecipano anche elicotteri israeliani da combattimento. Nelle stesse ore, alcuni razzi sparati da Gaza hanno costretto la popolazione dei rioni a nord di Tel Aviv a nascondersi nei rifugi. Attacchi di Hamas anche contro la città israeliana di Beer Sheva.

Domenica 20 luglio 2014, ore 9:00 - Nuova notte di combattimenti a Gaza, con raid e tiri di artiglieria da parte dell'esercito israeliano. Almeno 12 i morti, ma molte fonti parlano di 20. Vittime però anche nelle fila israeliane: secondo fonti mediche, almeno altri nove militari israeliani sarebbero morti nell'offensiva. Il governo di Tel Aviv non conferma, mentre Hamas parla di 15 soldati israeliani uccisi.

Abu Mazen incontrerà il leader di Hamas

Sabato 19 luglio 201422:50

- Il Presidente della Palestina Mahmoud Abbas, meglio noto come Abu Mazen, incontrerà domani a Doha in Qatar, il capo politico di Hamas, Khaled Meshaal, per discutere di un’eventuale tregua a Gaza al fine di fermare l’azione militare israeliana via terra. Lo ha confermato poco fa all’AFP un ufficiale vicino ad Abu Mazen.

Intanto fonti ufficiali di Hamas hanno rivelato di aver consegnato a Egitto, Qatar, Turchia, Lega Araba e allo stesso presidente Abu Mazen una lista di condizioni per una tregua con Israele.

21:30 - Si aggrava ancora il bilancio degli scontri. Al momento, a dodici giorni dall’inizio dell’offensiva israeliana, secondo i dati ufficiali sarebbero 342 i palestinesi uccisi, mentre i feriti sarebbero oltre 2.390. L’80% delle vittime sarebbero civili.

Sul fronte israeliano, invece, le vittime confermate sono 5. Gravissima la situazione degli sfollati, con almeno 50 mila persone - secondo le stime dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione, in cerca di rifugio presso le scuole messe a disposizione dall’agenzia.

18:40 - Il bilancio delle vittime si aggrava col passare delle ore. A due giorni dall’invasione via terra della Striscia di Gaza, 110 palestinesi sono rimaste uccisi, portando il totale a 339 in appena dodici giorni di offensiva israeliana. Tra bombardamenti aerei, da mare e da terra, i morti continuano a aumentare: 47 persone sono rimaste uccise nella sola giornata di oggi.

Poche ore fa, ne ha dato conto l’esercito israeliano, gli agenti si sono visti costretti a far saltare in aria un asino che era stato caricato di esplosivo e si stava avvicinando alla città di Rafah, al confine con l’Egitto, dove sarebbe stato fatto esplodere. Sarebbe proprio questa una delle tattiche, sono sempre le fonti israeliane a confermarlo, usate da Hamas per i loro attacchi via terra:

Hanno usato questo asino come uno scudo umano. O uno scudo animale, se preferite. Useranno tutto quello che potranno, un animale o un edificio internazionale. L’abbiamo già visto fare in passato.
Gaza, continuano gli scontri

A parlare è il Maggiore Arye Shalicar, portavoce dell’Esercito. La radio militare, nel tardo pomeriggio di oggi, ha dato conto della morte di due militare israeliani, uccisi da un razzo anticarro durante l’offensiva militare. Con questi due soldati sale a cinque il numero delle vittime israeliane.

11:00 - Quella di oggi sarà un’altra giornata drammatica. Israele questa mattina ha ordinato agli abitanti dei due campi profughi situati nell’area centrale di Gaza, Al-Maghazi e Nusseirat, di lasciare le proprie abitazioni per evitare di rimanere coinvolti in futuri combattimenti, al pari di quanto accaduto nei giorni scorsi con gli abitanti della zona costiera al confine con Israele.

Intanto le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno annunciato di essere penetrate in territorio israeliano e di star già combattendo dietro le linee nemiche.

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