Processo Ruby, Berlusconi assolto: e adesso cosa succede?

La sentenza che rovescia il verdetto in primo grado dà ragione all'ex Cavaliere. E le riforme possono andare avanti.

Due parole del premier Matteo Renzi all’assoluzione di Silvio Berlusconi non potevano mancare:

Le sentenze non si commentano e bisogna rispettare il lavoro dei magistrati.

Oggi, direttamente da Maputo, in Mozambico, Renzi ha assicurato che questa sentenza non cambierà i piani delle riforme, gli accordi con Berlusconi e Forza Italia restano:

Con Forza Italia che rappresenta milioni di voti non c'è un accordo di governo ma istituzionale perché in un Paese civile le regole si fanno insieme. Dal punto di vista istituzionale mantenevo la parola anche se Berlusconi fosse stato condannato.

(aggiornamento a cura di Daniele Particelli)

E adesso cosa succede?

La sentenza d'assoluzione nel processo Ruby dà in qualche modo ragione alla teoria di Silvio Berlusconi (o almeno la teoria che gli viene attribuita): sedersi al tavolo delle riforme con il governo Renzi ha dei vantaggi dal punto di vista giudiziario. Impossibile verificare quanto ci sia di vero in tutto questo - e se così fosse sarebbe ovviamente molto grave - ma è chiaro che il ribaltamento in appello di quanto deciso in primo grado qualche dubbio potrebbe farlo venire.

In verità dei segnali che le cose potessero andare in questa direzione c'erano già: perfino il Fatto Quotidiano aveva sottolineato come sette anni (sei per la concussione, uno per la prostituzione minorile) fossero troppi, e come non si potesse provare la concussione per costrizione, addirittura come questa fosse stata decisa (invece della induzione) per evitare che la Questura di Milano venisse tirata in ballo. Quel che adesso è più importante capire, però, è quali possono essere le conseguenze politiche di questa sentenza. Insomma: adesso che cosa succede?

La cosa più probabile è che a questo punto Berlusconi decida di andare avanti per la sua strada e di proseguire nella trattativa per la riforma del Senato e della legge elettorale Italicum. I ribelli di Forza Italia, infatti, si sono più volte detti convinti che una sentenza di condanna avrebbe restituito loro un Berlusconi più battagliero, pronto a far saltare il tavolo e a riportare il partito sulle barricate. Le cose, però, sono andate nella direzione opposta. Ne segue logicamente che il leader di Forza Italia proseguirà nella strada intrapresa, magari nella speranza che la cosa continui a portargli benefici anche dal punto di vista giudiziario.

Allo stesso tempo le cose si mettono meglio anche per Matteo Renzi. Un Berlusconi condannato anche in appello per i due gravi reati che gli venivano contestati avrebbe fatto salire ulteriormente lo scontro tra il governo e la minoranza Pd, che vede come il fumo negli occhi la collaborazione con lo storico nemico. Questa sentenza di assoluzione impedisce invece di insistere sul tasto della "non opportunità politica" di collaborare con un condannato in secondo grado per reati tanto gravi. Certo, la decisione finale spetta alla Corte di Cassazione (e Berlusconi è comunque un condannato in via definitiva), ma è chiaro che la sentenza di assoluzione di oggi rende più semplice da gestire la posizione di Matteo Renzi.

Un Berlusconi ormai dato per finito anche da buona parte dei suoi dirigenti tira insomma un ultimo (?) colpo di coda, che alleggerisce la sua posizione agli occhi dell'opinione pubblica e che probabilmente avrà anche dei vantaggi sul piano dei sondaggi politici. E così facendo, Berlusconi si rafforza e si riprende decisamente in mano la leadership. Il Patto del Nazareno, insomma, è ancora in piedi.

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