Strage di Bologna: Per la Procura la pista palestinese è priva di fondamento

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Giovedì scorso, i magistrati della procura di Bologna hanno chiesto formalmente l'archiviazione al Gip per le posizioni di Thomas Kram e Margot Christa Frohlich. I due ex militanti del gruppo armato Carlos erano indagati per la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, nell'ambito della così detta pista palestinese. Una notizia, questa, che arriva in concomitanza con il 34° anniversario del tragico attentato.

Secondo le ricostruzioni di chi avallava il coinvolgimento palestinese, l'attentato che si verificò 34 anni fa nel capoluogo emiliano fu organizzato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), in risposta alla presunta violazione del lodo Moro.

Questo accordo, suggerito in prima battuta dalla stampa israeliana, sarebbe stato stretto dall'allora ministro degli Esteri italiano con la Resistenza palestinese nel 1973. Le clausole contratte dalle parti avrebbero previsto l'impegno dei palestinesi a non compiere più attentati anti-israeliani sul nostro territorio, in cambio della libera circolazione dei propri militanti (dotati anche di armi e di esplosivi) in Italia.

Ebbene, il lodo Moro non ha trovato alcun riscontro nelle indagini della polizia giudiziaria, nella visione degli archivi dei servizi di sicurezza e nella vasta documentazione acquisita. Si può, dunque, affermare che l'ipotesi della pista palestinese, mai accettata dall'Associazione famigliari delle vittime, è destituita di ogni fondamento.

Paolo Bolognesi, il presidente dell'Associazione, ha dichiarato che la richiesta di archiviazione è "un risultato atteso da tempo, che finalmente avviene facendo chiarezza su un'operazione che non aveva neanche la dignità del despistaggio, tanto era scarsa".

Dunque, allo stato attuale è dato sapere solo i nomi degli esecutori materiali della strage che ha provocato 85 morti e oltre 200 feriti: Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (neofascisti dei Nar). I mandanti, invece, restano ignoti.

Secondo le grottesche tesi dei sostenitori della pista palestinese, invece, la strage sarebbe stata compiuta dai due terroristi tedeschi di estrema sinistra, in risposta all'arresto di Abu Anzeh Saleh, un militante del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina.

Saleh era stato arrestato nel 1979 insieme a tre membri di Autonomia Operaia. I quattro trasportavano a bordo di un furgone un lanciamissili. Il miltante comunista palestinese scontò in totale 3 anni mezzo di carcere e poi fu liberato. Questo fatto, sempre secondo gli arditi sostenitori della pista palestinese, avrebbe fatto saltare il lodo Moro e provocato una risposta stragista.

Mettendo da parte il fatto che gli attentati anti-israeliani continuarono anche dopo il '73, appare incredibile che la validità della pista palestinese poggerebbe sul fatto che Thomas Kram si trovava a Bologna nella notte tra il primo e il due agosto 1980. E appare ancora più stupefacente alla luce del fatto che lo stesso Kram dormì all'Hotel Centrale, registrandosi con documenti regolari. Quale terrorsita che sta per compiere una strage commetterebbe una tale leggerezza? Se, invece, Margot Christa Frohlich si trovasse a Bologna non si sa nemmeno con sicurezza.

Molti giornali italiani hanno dato a suo tempo grande rilievo alla pista palestinese e contemporaneamente alla tesi che sosteneva l'innocenza di Mambro e Fioravanti. Tra i sostenitori di questa posizione c'era anche Francesco Cossiga.

Per parte nostra, non possiamo non ravvisare come questa vicenda sia diventata l'ennesimo tentativo di insabbiare le indagini e soprattutto un potente espediente per bloccare una seria e approfondita riflessione storica e politica sugli anni delle stragi nel nostro paese. Aggiungiamo, che pur non dubitando della colpevolezza di Mambro e Fioravanti, molti sono i quesiti aperti anche sugli esecutori materiali. I Nar, per carattere ideologico e per abilità logistica, sono difficilmente pensabili come gli unici protagonisti del massacro.

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