Pannella: "Ho due tumori, faccio la radioterapia e lo sciopero della sete"

Il leader radicale Marco Pannella parla a Radio Radicale delle terapie cui si sta sottoponendo e torna sulla battaglia contro il sovraffollamento carcerario

Marco Pannella, intervistato da Valter Vecellio su Radio Radicale nella consueta conversazione domenicale, si è soffermato su alcuni piccoli aspetti delle terapie cui si sta sottoponendo in questi giorni. Ricoverato il 19 luglio scorso in seguito ad un malore, il leader radicale era indebolito dallo sciopero della fame nella sua più recente battaglia contro il sovraffollamento delle carceri e per l'amnistia, in seguito ad alcuni accertamenti clinici i medici di Marco Pannella avevano avuto sospetti, poi confermati, sulla possibile presenza di masse tumorali.

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Già ricoverato per un intervento in aprile, il 29 luglio scorso il leader radicale si era sottoposto alla prima seduta di radioterapia e nei corridoi del partito di via di Torre Argentina si dava già per certa la brutta notizia. Questo pomeriggio a Radio Radicale Pannella ha confermato la malattia pur ribadendo, soffermandosi come sempre per lungo tempo, la sua battaglia nonviolenta e confermando di continuare lo sciopero della sete:

"Ho questo tumore al polmone destro, in alto. E anche al fegato. Non mi dolgo di come il caso mi ha trattato e mi tratta. Intendo passare allo sciopero della sete. È sempre in dialettica al potere al quale la nonviolenza propone proposte."

La battaglia nonviolenta di Pannella, di Rita Bernardini e di tutto il Partito Radicale guarda con preoccupazione al mondo carcerario in particolare ma, più in generale, a tutto quello che riguarda l'apparato della giustizia, dalla Polizia Penitenziaria alle cancellerie dei Tribunali fino alla riforma della giustizia. Lo sciopero della fame cui il segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini dal 30 giugno e da altri 150 militanti e simpatizzanti radicali e di Marco Pannella è volto a chiedere il rispetto della sentenza Torregiani della CEDU.

Una battaglia, quella radicale, fatta chiedendo garanzie al fine di migliorare prima di tutto la qualità della vita dei detenuti, per scongiurare le morti in carcere e sulle cure negate ai detenuti, molti dei quali incompatibili con lo stato di carcerazione perchè malati. La battaglia più difficile degli ultimi anni, perchè più impopolare, è anche quella contro la "tortura del 41-bis inflitta perfino a detenuti come Bernardo Provenzano" per i quali le Procure della Repubblica di Palermo, Caltanissetta e Firenze hanno dato parere favorevole alla revoca del 41-bis.

Ma non è un abbandonare la battaglia più storica per l'amnistia e l'indulto. E questo Marco Pannella ha voluto ribadirlo chiaramente.

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