Legge elettorale, le preferenze: cosa sono e come funzionano

I pregi (meno di quelli che possono sembrare) e i difetti del voto di preferenza.

La legge elettorale Italicum potrebbe reintrodurre le preferenze in luogo delle liste bloccate corte che fino a oggi erano parte della riforma già approvata in prima lettura. E in tanti sono contenti di questa possibile scelta, perché le preferenze - secondo il mantra - "restituiscono la scelta ai cittadini"; dove invece le liste bloccate lasciano che tutti si decida nelle stanze dei partiti. In effetti, le liste bloccate non piacciono a nessuno, mentre a prima vista le preferenze hanno un sacco di pregi. Solo a prima vista, però. Iniziamo cercando di capire che cosa sono le preferenze e come funziona il voto di preferenza.

Il voto di preferenza ha senso in un sistema elettorale proporzionale, almeno in una certa parte (molti sistemi sono misti di proporzionale e maggioritari): ogni partito presenta una lista di candidati anche molto lunga all'interno di un collegio elettorale; gli elettori di quel partito possono scegliere uno (o più) candidati di quel partito segnando il nome. Tra i candidati presenti in ciascuna lista vengono eletti quelli che hanno ottenuto più voti di preferenza, in numero pari agli eletti spettanti alla lista in base ai voti da essa ottenuti.

Messa così, sembra il massimo della democrazia: io voto il candidato che più mi ha convinto in campagna elettorale e poi sarà lui il mio rappresentante in Parlamento, a cui potrò chiedere conto del suo operato. I difetti del voto di preferenza sono però tanti: spinge verso la corruzione, verso il voto di scambio tra candidati ed elettori; la lotta all'interno dei candidati di uno stesso partito rischia di essere fratricida; se i partiti sono deboli rischiano di diventare ostaggi dei loro candidati più forti, persone che porterebbero un sicuro bacino di voti a una piccola forza, indipendentemente dal perché quel candidato sia in grado di racimolare tutti quei voti. Infine - diamo il dato senza commenti aggiuntivi - va segnalato che la percentuale di elettori che oltre a mettere la croce sul simbolo di partito designa anche un candidato "preferito" sale drasticamente mano a mano che da nord si scende al sud. Un altro problema è il fatto che i candidati per conquistare un seggio spendono una marea di soldi, spese di cui poi vogliono rientrare, non necessariamente in modo lecito.

Il pregio del voto di preferenza è quindi quello, più che altro teorico, di rappresentare il massimo di democrazia. Il difetto del voto di preferenza è quello di essere un perfetto viatico per il voto di scambio, anche di stampo mafioso. Ci sono modi per evitare che questo avvenga pur mantenendo le preferenze? Sì e no: nel senso che esistono modi per calmierare il pericolo, come spiega Aldo Giannuli:

In alcuni paesi si usa o si è usato il cosiddetto Panachage, che cosa è? L’elettore può esprimere la preferenza anche per un candidato di partito diverso da quello scelto. Il massimo di divisione tra le due espressioni di voto è rappresentato dal fatto che si consegnano all’elettore due schede, una per la scelta del partito e l’altra per la scelta dei candidati preferiti. La divisione dei seggi si fa sui voti ottenuti da ciascun partito, dopodiché all’interno di quella lista prevale il candidato che ha ottenuto il maggiore numero di preferenze. In questa maniera si ottiene di sterilizzare il voto clientelare ai fini della distribuzione dei seggi.

Un secondo ordine di problemi è se sia meglio la preferenza unica o plurima. Se sia cioè meglio indicare un solo nome per lista o più di uno. In Italia, fino al 1991, si poteva votare fino a quattro candidati. La cosa è stata però eliminata via referendum, anche per il timore che un elettore fosse fin troppo identificabile a causa delle sue plurime preferenze, con tutti i pericoli che ne conseguono. Un dato di fatto, però, è che la preferenza unica fa sì che siano poche le donne che vengono elette, ragion per cui spesso - come nel caso delle primarie per i parlamentari del Pd - c'è la possibilità di votare una doppia preferenza nei confronti di due persone di sesso diverso.

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