Il governo Berlusconi attacca il sindacato su tutti i fronti. L’obbiettivo è quello di dividere Cisl e Uil dalla Cgil, e di mettere un cuneo fra i lavoratori e le rispettive organizzazioni.
Può essere una scelta scellerata, quanto velleitaria e pericolosa per l’intero Paese. L’ultimo atto è quello del ministro Sacconi che annuncia un disegno di legge delega per riformare lo sciopero nei settori di pubblica utilità, in senso maggiormente restrittivo e punitivo.
I sindacato si rivoltano e parlano di provocazione del governo alla vigilia di scioperi, proteste e manifestazioni nei settori della scuola e della P.A.
Il diritto di sciopero è sancito dalla Costituzione che però sancisce (e il sindacato finge di non saperlo) anche i diritti di tutti i cittadini che non possono subire i colpi di mano delle organizzazioni dei lavoratori o di frange irresponsabili.
Comunque, di fronte a questo attacco del governo, il sindacato, oltre che incerto e diviso, appare “politicamente” disarmato. Non ha una sua risposta perché non ha una sua proposta.
Il problema delle “coerenze” non riguarda solo il governo, i partiti, il padronato. Ma riguarda lo stesso sindacato che spesso non ha comportamenti lineari e sbanda fra azioni corporative e aziendalistiche e difesa dello status quo: in perenne contrasto fra cambiamento e tradizione.
L’unità si costruisce con il consenso e non con l’imposizione. Se l’unità sindacale è in crisi, significa che è in crisi il consenso del sindacato, cioè il suo rapporto con i lavoratori: c’è un deficit di democrazia.
Sui temi dell’assenteismo e anche su quelli dell’autoregolamentazione dello sciopero il sindacato è stato ed è miope e sordo. Di fronte a questa latitanza del sindacato c’è adesso l’attacco (durissimo) del governo.
Il dato di fondo è che il sindacato si atteggia a vittima, incapace di analizzare il suo stato e la sua funzione.
Dopo la grave sconfitta subita dalla Cgil alla Fiat a metà degli anni ’50, la maggioranza del sindacato “rosso” riversò tutte le colpe sulla violenza padronale di Valletta e sul “duro” governo centrista. Ma Togliatti, Longo e soprattutto Giorgio Amendola andarono oltre, imponendo una severa autocritica alla Cgil e al Pci. Vennero messi in luce i pesanti e continui errori compiuti, soprattutto sul terreno della democrazia interna e sulle piattaforme rivendicative. Saltarono molte teste, si cambiò strategia e organizzazione e la Cgil superò la crisi.
Oggi nessuno fa più autocritica. Ci si limita ad attaccare le controparti. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Amex I.
15 ott 2008 - 12:14 - #1scellerata? noo… la chiamerei p2ista… distruggere: Sindacato, magistratura e informazione poi il piano è concluso…
il vendicatore mascherato
15 ott 2008 - 12:32 - #2Sindacalista “lavoratore”, ma non ti vergognerai mai, nemmeno un pochino, di campare alle spalle altrui, fingendo di perseguire il bene comune? per di più pigliando per il naso i tuoi stessi colleghi?
Al proposito, qualcuno sa quanto prendono di mensile+bonus+benefits vari (tipo autista e ufficio pagato a Roma) i segretari della trimurti? e non mi si venga a dire che Colaninno guadagna di più o fanfaluche simili… Il privato non è opera di carità… né un paese per vecchi ;)
unno
15 ott 2008 - 12:43 - #3SE berlusconi vince é solo a causa della infinita pochezza dei suoi avversari
rhythm_bandit
15 ott 2008 - 13:16 - #4il sindacato fa gli interessi del lavoratore?
ma stiamo parlando dei sindacati di fine ‘800, vero? non quelli attuali, vero? no perché le verie sigle, cgil in primis, mi pare facciano solo il gioco (politico) della sinistra, f o t t e n d o s e n e alacremente di chi lavora (e paga lo stipendio ai vari epifani)
winkiller
15 ott 2008 - 13:27 - #5I sindacalisti sono quella fetta di lavoratori che si sobbarca l’onere di tutelare i diritti di una categoria, spesso rimettendoci in termi di vita personale e di carriera lavorativa. Se oggi abbiamo le ferie e la malattia pagata, le mense ecc. lo dobbiamo alle lotte sindacali che hanno contribuito ad elevare lo stato del lavoratore, da semplice strumento di un imprenditore a persona che presta manodopera. Mi rendo conto che oggi sì è diffuso il pensiero comune che la rappresentanza sindacale sia solo un modo per “rubare” dei soldi, ma così non è e spero che questa semplice maldicenza, non si evolva mai a livello di convinzione spingendo le persone e credere che si possa fare a meno dei sindacati.
Certo, forse la forma va rivista in quanto scarsamente adatta ai tempi in cui viviamo, ma sindacati e diritto di sciopero sono diritti inalienabili che dobbiamo difendere con la forza altrimenti si corre il rischio di fare un balzo indietro di molte decine di anni da un punti di vista della dignità umana del lavoratore.
unno
15 ott 2008 - 14:01 - #6Gurda un asino che vola ohhhh
...
15 ott 2008 - 14:05 - #7Sarà che conosco personalmente almeno un paio di sindacalisti, di sigle sindacali diverse e mestieri totalmente agli antipodi, ma non ne ho visto uno lasciare il posto di lavoro, vivere di rendita e fare “politica”.
Han solo più oneri a carico, con un maggior aggravio di tempo rubato alle famiglie ed i rispettivi pargoli.
Alla faccia delle m.i.n.c.h.i.a.t.e di certuni.
Nel frattempo Emmina cara piange e batte i piedi perché l’EU cattivona vuole romperle il giocattolo dei soldi facili, e lei devi trasferir il tutto in Burundi.
Proprio ora, uffa!
unno
15 ott 2008 - 14:13 - #8Troppo oppio
darling3
15 ott 2008 - 14:38 - #9i sindacati pubblichino i loro bilanci e rinuncino al prelievo diretto sulla busta paga dei lavoratori e pensionati.
se uno vuole iscriversi al sindacato gli mandino il bollettino da pagare.
Chico Mendez
15 ott 2008 - 14:50 - #10DARLING spiegami una cosa, sai vero che questa proposta fu bocciata in un referendum radiccale vero?
Ewan i sindacalisti non sono epifani o altri, sono anche (ed e’ il mio caso) coloro che utilizzano i momenti liberi per magari difendere gli interessi dei colleghi, sono due giorni che viaggio a mie spese tra roma e torino, chi me lo fa fare dici tu? La differenza ideologica mia e tua, io bado agli interessi comuni tu al suo tuo interesse…..
rhythm_bandit
15 ott 2008 - 15:50 - #11chico, se te sei sindacalista, capisco MOLTI dei problemi dell’italia
saluti
Chico Mendez
15 ott 2008 - 17:09 - #12Ewan se tu sei di destra capisco come mai la si definisca becera..saluti
darling3
15 ott 2008 - 19:17 - #13la proposta è stata bocciata per tanti motivi che non sto a ricordare ma non era certo per il merito della questione; infatti essendo di buon senso potrebbero attuarla di loro iniziativa solo che non si fidano della fedeltà dei loro iscritti.
Chico Mendez
16 ott 2008 - 08:30 - #14Darling perdonami ma secondo te solo cgil cisl e uil si fanno pagare in busta? Spiegami perche’ se uno e’ iscritto al sindacato dei chimici e lavora in una azienda chimica nonpuo’ pagare la sua tessera (il cuio prezzo viene calcolato in base al lordo retribuito) direttamente nella busta paga? Cosa da fastidio di questa cosa? La scelta e’ individuale e non necessita di procedure strane per disdirla………