Simone Camilli, reporter italiano ucciso a Gaza. Il cordoglio della Farnesina

Esperto di conflitti mediorientali, si occupava di Gaza dal 2008

È Simone Camilli, romano di 35 anni, il videoreporter italiano ucciso a Gaza nell'esplosione di un ordigno israeliano. Lavorava per l'Associated Press ed era molto conosciuto tra i giornalisti che lavorano in Medio Oriente. Per l'agenzia video dell'Ap, l'Aptn, si è occupato di molti conflitti dalla guerra nella Striscia di Gaza, alla guerra in Georgia nel 2008, all'indipendenza del Kosovo nel 2008, all'arresto di Radko Mladic nel 2011.

Il video in testa a questo post è il documentario "Gaza 22", girato proprio da Camilli. Un altro suo lavoro dedicato al conflitto in Medio Oriente è "About Gaza", visibile sulla piattaforma Vimeo. I suoi documentari mostrano la difficile vita nella Striscia di Gaza. Con la sua telecamera, Camilli ha documentato nel 2011 anche lo scambio di prigionieri che portò alla liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit. In particolare era dal 2008, dai tempi dell'operazione Piombo Fuso, che si occupava quasi ininterrottamente del conflitto israelo-palestinese.

Ma non c'era solo la cronaca estera nei suoi interessi: nel 2012 è stato tra i primi reporter a documentare la tragedia della Costa Concordia.

La Farnesina, confermando l'identità del reporter ucciso, ha dichiarato

La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese. Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter

Simone Camilli


Foto © Facebook

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