In questi giorni abbiamo appreso da un sondaggio di Repubblica come il presidente del consiglio (e di Fininvest, Mondadori, Milan, Medusa etc..) sia ai suoi massimi livelli di gradimento, per la gioia del suo “popolo” ammirato e per lo sconcerto di chi pensa che Berlusconi sia la cosa peggiore accaduta in Italia dalla fine del fascismo.
Al di là della caduta libera imbarazzante a livello culturale e sociale avvenuta in Italia negli ultimi anni, anche grazie alla spazzatura televisiva del presidente, è importante, anzi fondamentale, chiedersi il perchè di questo risultato. Primo fattore assodato, Berlusconi ha sfruttato bene il suo potere mediatico e la sua esperienza in campo comunicativo, aiutato in modo incredibile dalla mancanza di “avversari politici” che non gli hanno ricordato attraverso una legge che un politico non può (o non dovrebbe) avere dietro un potere economico e mediatico come il suo.
Da vent’anni il “centro sinistra” non ha mai fatto nulla per tappare la falla legislativa. Questo è un dato di fatto. Questo processo è arrivato al ridicolo nelle ultime elezioni, con Veltroni ad aver riabilitato Berlusconi quando se lo filavano in pochi (creazione del Pdl in una piazzetta di Milano con pochi amici), un Veltroni preoccupato più di Prodi che dell’avversario (e, parentesi, adesso forse è più intuibile per tanti come Walter non valga la metà di Prodi a livello politico).
Una terza motivazione viene più da lontano: il “vizio storico” della sinistra di considerare un pericolo tutto ciò che esce dalle istituzioni stabilite. Nonostante la cultura di sinistra sia riuscita, fino alla fine degli anni 70′, a canalizzare le energie innovatrici che venivano dalla strada e dai conflitti, molto più violenti di quelli di oggi; ciò ha provocato una rottura drastica con intere generazioni.
Al contrario la destra del dopo guerra non si è mai riconosciuta (e continua farlo in modo sottile ma evidente) nell’arco costituzionale e democratico che ha dato vita alla repubblica, è stata una cultura anti-istituzionale, fortemente destabilizzante, e questa carica è arrivata fino ad oggi giungendo a rappresentare una micro conflittualità che più di ieri proviene da una rabbia sociale e anti-istituzionale.
DoMeNicO
16 ott 2008 - 13:33 - #1non mi meraviglio piu ………… licio gelli lo scrivea nel piano della p2 e berlusca lo ha messo in pratica.
opelle
16 ott 2008 - 13:50 - #2non apprezzo certo berlusconi, anzi
però è abbastanza ovvio che se non offri alternative, o se le offri poi stai sempre a “parlarti addosso” e non combini niente, è tanto di guadagnato per lui
anzi quasi pare che si faccia sempre apposta a non toccare mai argomenti seri che possano sfiorare i poteri politici…
già lui sfrutta tutta la “mediaticità” possibile e anche di più, se poi ti metti anche a dargli ragione e a non affrontare le cose, è un bel regalo :)
unno
16 ott 2008 - 14:10 - #3ma quando la smetti di considrare la cultura qualcosa di sinistra, non lo è mai stato e mai lo sarà
anzi a sinistra non è difficile cogliere l’ignoranza nel significato più profondo del termine, siete incapaci di comprendere la realtà vivete un delerio onanista a dir poco abominevole
zoe57
16 ott 2008 - 15:19 - #4#3
hai proprio ragione, guardati intorno, ci sarà un motivo perchè di intellettuali di destra esiste solo Veneziani. Perchè la destra italiana è solo stupidità e populismo, come dimostri con le tue affermazioni.
Quartana
16 ott 2008 - 16:05 - #5Per me Berlusconi è e sarà vincente sino a quando la sinistra non sarà in grado di fare proposte concrete e non solo di presentarsi come “antiberlusconiana”.
Sino a che sarà così la domanda che sorge spontanea è: ma se Berlusconi ed il Berlusconi-pensiero non esitessero quelli di sinstra che proposte farebbero e cosa penserebbero?
Per ora la sinistra si è distinta per “essere contro” qualche cosa, ma nessuno sa a favore di cosa è.
Pairo
16 ott 2008 - 18:33 - #6quoto alla grande Quartana e da Berlusconiano convinto aggiungo anche che sarei molto più contento di aprire il giornale e trovare un’opposizione seria che fa proposte concrete con cui si possa costruire qualcosa e non un’entità sfascista (e qui quoto il presidente) che non fa altro che demolire a testa bassa qualunque cosa si trovi davanti senza il minimo tentativo di mediazione o di correzione. Senza proposte concrete questa sinistra è destinata ad implodere ( e per una parte è già successo vedi sinistra arcobaleno) sotto il peso della sua stessa incapacità di rispondere alle domande palesi che la nazione con le sue problematiche pone.
unno
16 ott 2008 - 18:37 - #7qualche sincero democratico ha cancellato il mio commento
gli intellettuali non hanno nulla a che spartire con la cultura, ma voi vivete ancora nel medioevo non vi siete accorti, come il papa, che c’è stato Galileo
supercasulet
16 ott 2008 - 20:13 - #8#6 Mi pare che hai letto male il giornale, non è stato Veltroni a dire che se ne sbatte del dialogo.
Tutte le persone che parlano di proposte serie che dovrebbero arrivare dall’opposizione, mi sanno dire le proposte alternative di B. sotto il governo Prodi?
Fino ad ora non mi sembra che il parlamento abbia discusso molto, o decreti o leggi votate con la fiducia, quindi di cosa state parlando?
B. presenta una legge e dice o la votate così o la facciamo passare da soli, che dovrebbe fare l’opposizione?
E’ comprensibile che ci siano punti di vista diversi sulle cose, ma si dovrebbe essere un minimo democratici, anche perchè con la maggioranza che ha il PDl, fà passare comunque tutte le leggi che vuole.
In quanto all’autocritica, il Pd per ora non ha presentato quasi niente, quindi dovrebbe darsi una svegliata e sopratutto cambiare Veltroni che è un buon politico in fin dei conti, ma non è un leader.