Ultimo dibattito pubblico, stanotte, per Barack Obama e John McCain prima delle presidenziali del prossimo 4 novembre. Un faccia a faccia serrato fatto di colpi bassi e battute e incentrato più che altro su accuse personali con il senatore dell’Arizona all’attacco su tasse, aborto e terrorismo.
PolisBlog ne ha parlato con Mario Sechi, vicedirettore di Panorama ed attento analista della politica americana.
Sechi, stanotte c’è stato l’ultimo faccia a faccia tra i due candidati alla Casa Bianca. Chi l’ha spuntata a suo avviso e perchè?
“Il terzo e ultimo dibattito presidenziale è stato il migliore. McCain ha vinto ai punti ma senza dare il colpo del ko. Obama da qualche giorno amministra il suo vantaggio e ha scelto una linea soft. Si sono viste le differenze tra i due candidati su temi come le tasse, energia, ambiente e aborto. Il senatore repubblicano ha cercato di mettere in difficoltà Obama sul suo passato controverso e le sue frequentazioni con alcuni soggetti fortemente anti-americani, ma Obama alla fine se l’è cavata piuttosto bene perchè non ha mai perso la calma. Tuttavia, in questa strategia di Barack c’è una debolezza: sembra aver tirato i remi in barca troppo presto e ciò in realtà potrebbe alla fine favorire McCain. Come ha ben ricordato Karl Rove sul Wall Street Journal, un candidato troppo sicuro della vitttoria, nel rush finale può diventare uno sicuro di perdere”.
Quali le debolezze di Obama?
“Le debolezze di Obama stanno tutte nel suo programma politico. Sia negli affari esteri che sul piano della politica interna. Il programma economico è quello classico tax and spend dei Democratici. In condizioni normali, cioè senza questa e sottolineo questa, crisi finanziaria, il ticket McCain Palin avrebbe vinto le elezioni senza problemi. Ma il financial meltdown ha cambiato lo scenario. La debolezza maggiore comunque riguarda la politica estera, dove Obama ha mostrato seri limiti. Non aveva riconosciuto in tempo il valore della surge messa in campo dal generale David H. Petraeus in Irak, anzi l’aveva giudicata una strategia sbagliata. In realtà, come tutti abbiamo visto, in Irak le cose vanno bene e al Qaeda ha dovuto riconoscere la sua sconfitta. Da questo giudizio errato di Obama, partono una serie di valutazioni completamente errate sull’Irak, sull’Afghanistan e sull’Iran. Obama, a differenza di McCain, sembra non comprendere che si tratta del medesimo Grande Gioco che si dispiega sulla scacchiera mediorientale. Lasciare troppo presto l’Irak ha conseguenze su tutto il resto, ma Obama questo non lo vede o, per ragioni elettorali, fa finta di non vederlo. Vorrei ricordare sommessamente che gli Stati Uniti continuano ad essere la più grande potenza militare del mondo, l’unica in grado di intervenire in 24-48 ore sugli scenari di crisi e di dispiegare truppe sul campo nel giro di pochi giorni. Questo significa che il presidente degli Stati Uniti deve essere pronto a usare questi mezzi quando necessario, deve essere un commander in chief. McCain sotto questo aspetto è un candidato migliore. Tuttavia, in questo scenario davvero singolare, le debolezze di Obama sono diventate la sua forza e guida la corsa saldamente”.
Eppure nei sondaggi continua a salire … quali prospettive per il 4 Novembre?
“Le prospettive di Obama, per le ragioni che abbiamo detto, sono ottime. Può vincere e la crisi finanziaria gioca completamente a suo favore. Basta dare un’occhiata alla storia dei sondaggi di qualche settimana fa: il 6 settembre Obama, secondo la media elaborata da RealClear Politics, era in testa con 6,4 punti di vantaggio su McCain, ma da quella data comincia una costante discesa del senatore dell’Illinois che l’11 settembre viene sorpassato da McCain che guida la corsa con 2,5 punti in più. Il successo della convention repubblicana e la scelta di Sarah Palin come vicepresidente sembrano ridare slancio al Grand old party e McCain guida la corsa in sicurezza, tenendo Obama a distanza di 4 punti. Ma il momento d’oro repubblicano si dissolve il 15 settembre, giorno in cui il mondo vede gli impiegati della Lehman Brothers uscire dalla banca d’affari con gli scatoloni in mano. Trascorse quarantotto ore dallo shock mediatico-finanziario, Obama si appaia nuovamente a McCain, riguadagna consensi e 10 giorni dopo, il 28 settembre, è di nuovo in testa con 4,8 punti di vantaggio. Da quella data i sondaggi lo premiano senza interruzione. Per questo sostengo che, in condizioni normali, Obama avrebbe perso le elezioni. Nessuno in America sarebbe disposto a votare un candidato che promette di alzare le tasse. Ma la crisi di Wall Street ha scatenato altre paure e pulsioni nel popolo americano, così Obama è destinato - salvo sorprese - a vincerle”.
Chi è Joe l’idraulico e perché è stato lui il vero protagonista dell’ultimo duello tv?
“Joe the plumber è stato citato la bellezza di diciotto volte da McCain durante il dibattito con Obama. E’ un idraulico che in Ohio ha avuto uno scambio di battute con il candidato democratico, accusandolo di avere un piano fiscale che penalizza i piccoli imprenditori. Il tax plan di Obama infatti prevede una tassazione più forte sui redditi da 250mila dollari in su. Il buon Joe Wurzelbacher, questo è il suo nome, così ha rinunciato ad acquistare l’azienda per cui lavora. Troppe tasse. Gli strateghi di McCain lo hanno subito trasformato in un’icona della middle class potenzialmente colpita dal piano fiscale di Obama. Il caso di Joe the plumber è interessante perchè dimostra quanto in una campagna elettorale contino i simboli. McCain ne ha trovato uno nel rush finale, ma probabilmente è troppo tardi per cambiare il destino della battaglia presidenziale”.
great_gatsby
16 ott 2008 - 17:33 - #1ehm io non ho seguito il dibattito però leggendo le testate straniere, da BBC e ny times e CNN, hanno dato la vittoria ai punti(per quanto possa contare) ad Obama.
Utan
16 ott 2008 - 17:43 - #2L’analisi del dibattito fatta da Sechi è decisamente di parte…
Tutti gli analisti danno al limite un pareggio (quelli repubblicani per lo più) e sottolineano la calma di Obama rispetto al nervosismo di McCain
Utan
16 ott 2008 - 17:45 - #3PS
Per la redazione cancellare i miei precedenti post non è molto corretto dato che non contenevano niente di offensivo ma solo constatazioni obbiettive inconfutabili.
SILWALTER
16 ott 2008 - 17:45 - #4Ma il sign. Sechi da dove ha visto il dibattito??
Forse da una posizione a noi sconosciuta… sì quella dell’uniformato che tanto va di moda ora: il pensiero unilaterale gioca brutti scherzi quand’è spudoratamente falso.
Utan
16 ott 2008 - 17:49 - #54-
Lascia perdere tanto cancellano tutto ciò che è negativo sul giornalista senza dare spiegazioni.
Mario Sechi
16 ott 2008 - 18:26 - #6Allora, leggo i commenti dei lettori e meritano una replica. Ci sono tre modi per “leggere” un dibattito presidenziale: 1. facendo il tifo, 2. ascoltando il rumore di fondo della campagna elettorale 3. tenendo presenti le qualità dei due contendenti.
Il primo presuppone un’adesione totale alle tesi della parte per cui si fa il tifo, il secondo segue la scia del dato per vincente con alcune eventuali piccole concessioni al perdente, il terzo si apre a una visione critica di entrambe le parti e si assume la responsabilità di dire cose anche controcorrente. Io preferisco il terzo modo di leggere i fatti, ecco perchè McCain vince il dibattito, ma perderà le elezioni.
Utan
16 ott 2008 - 18:38 - #7gentile Mario Sechi Mc Cain non ha vinto il dibattito ecco perchè:
Mc Cain nel dibattito era visibilmente nervoso e non è riuscito (come cercava disperatamente) di mettere in difficoltà Obama, che al contrario a risposto con calma e chiarezza senza cercare lo scontro diretto con Mc Cain dato che avrebbe solo reso meno chiara ma più cruenta la lotta dove aveva da guadagnarci solo il Repubblicano.
Concretamente Mc Cain non ha dato nessun segnale politico che lo differenziasse da Bush e questo è un grosso limite.
SILWALTER
16 ott 2008 - 18:59 - #8Sa signor SECHI credo che lei abbia risposto alle critiche, nel tentativo di zittirle, con l’arma (principio) della “lectio difficilior potior”. Sbaglio?
Mario Sechi
16 ott 2008 - 19:27 - #9Utan: McCain si è differenziato da Bush in tutti i modi, basta conoscere i record di voto e la storia da senatore di McCain per capirlo. E’ la crisi finanziaria ad aver messo il candidato repubblicano nei guai, osservi la serie storica dei sondaggi e la mette in controluce con gli eventi. Non è difficile, vedrà che in concomitanza con la crisi finanziaria McCain perde la testa della corsa e non la recupera mai più.
Silwalter: le critiche sono bene accette, non ci sono problemi. Servono a far incontrare le persone e spesso, dopo un’aspra discussione, si scopre che le posizioni non sono poi così distanti.
Grazie per i commenti e buona serata a tutti.
A presto.
M.S.
andrea4381
16 ott 2008 - 22:03 - #10Su una cosa Sechi ha ragione: le crisi economiche non hanno MAI favorito il partito del presidente in carica. Messi male come sono adesso agli americani Obama non fanno neanche più caso al fatto che Obama sia nero. Perchè, diciamoci la verità, se c’è ancora qualche dubbio sulla vittoria di Obama è solo perchè è nero, visto che in preparazione, carisma e capacità è anni avanti rispetto a McCain e badante (Palin).
Gianca77
17 ott 2008 - 07:20 - #11che senso ha aver cancellato commenti che nn contenevano ne volgarità ne niete di offensivo nei confronti di nessuno?
Perchè non apprezzo il giornalista in questione? Avete paura che poi questi cosidetti big nn vi rialscino più interviste?
Siete vermanete vergognosi, bravi, continuate così
ah..nn dimenticate di cancellare pure questo commento
Sondaggiretribuiti.it
17 ott 2008 - 11:47 - #12Infatti Obama è avanti davvero tanto contro McCain, progetti, personalità, idee, politica estera ed altro…speriamo solo che gli americani capiscano e cambino regime.
Soprattutto non si deve dire che è un candidato alla casa bianca solo perchè è di colore, chi dice una cosa simile nel 2008 è una persona squallida!
Utan
17 ott 2008 - 15:09 - #139-
Si è differenziato solo dicendo non sono Bush, ma senza dire in cosa è diverso o sottolineando gli errori (almeno un paio) dell’attuale presidente…un pò poco direi.
E’ anche vero che dopo due mandati consecutivi di solito vince sempre l’altra parte e non credo che sarà dopo il mandato Bush che si avrà l’anomalia.
Utan
17 ott 2008 - 15:13 - #149-
L’unica differenza chiara tra i due (Bush - Mc Cain) è che uno durante la guerra del Viet Nam si è imboscato, l’altro la fatta passandone parte in prigionia.