Riforma della Scuola: ecco il Patto Educativo di Renzi (video e rapporto "La Buona Scuola")

Le linee guida della riforma della scuola del Governo Renzi pubblicate sul sito passodopopasso.italia.it.

10:25 - La presentazione della riforma della scuola, anzi, del patto educativo del governo Renzi è arrivata attraverso un video in cui è lo stesso Premier a parlare e che potete vedere in alto e un libretto dal titolo La Buona Scuola che potete leggere per intero qui sotto

Nel video Matteo Renzi ci tiene più volte a sottolineare che quella che propone non è una riforma della scuola:

"Vi propongo un patto educativo, non l'ennesima riforma, una cosa diversa: abbiamo un anno di tempo per rivoluzionare la scuola italiana, ma soprattutto per darle importanza. I politici di solito quando parlano di scuola la mettono in fondo al sacco, come una delle ultime ruote del carro, la scuola è quello che resta, prima bisogna rifare la pubblica amministrazione, riorganizzare il bilancio dello stato, sistemare i vincoli economici, tutte cose importanti, ma è la scuola il cuore di tutto, se noi saremo in grado di ripensare a come l'Italia investe sulla scuola allora costruiremo la crescita dei prossimi 20 anni, un'occasione di bellezza educativa per i nostri figli e le famiglie che spesso vedono nella scuola un luogo di preoccupazione"

Poi cerca di entrare nel merito di alcuni dei punti principali della sua proposta:

"Basta ai precari e alla supplentite. Si devono giudicare gli insegnanti e gli scatti di stipendio devono essere sulla base del merito e non dell'anzianità"

E lancia una campagna di ascolto dal 15 settembre al 15 novembre a cui invita a partecipare tutti, studenti, insegnanti, genitori, amministrativi in modo che dicano cosa vogliono dalla scuola italiana e anche quali dovrebbero essere i cosiddetti "programmi" ossia che cosa si deve studiare.

Per quanto riguarda l'organizzazione gestionale Renzi dice: "Non solo digitalizzazione, ma vera autonomia per i presidi, e poi accordo con il territorio"

Infine promette che con la legge di stabilità saranno dati più soldi sulla scuola, "perché non è un costo ma un investimento per l'Italia" e annuncia anche che da gennaio partiranno i provvedimenti normativi sulla scuola affinché "il 2015 sia l'anno in cui si comincia a fare sul serio mettendo la scuola al centro dello sviluppo che verrà".

Il rapporto La Buona Scuola, cui hanno lavorato tra luglio e agosto lo stesso Matteo Renzi con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, è di 136 pagine divise in sei capitoli:


    - Assumere tutti i docenti di cui la buona scuola ha bisogno
    - Le nuove opportunità per tutti i docenti: formazione e carriera nella buna scuola
    - La vera autonomia: valutazione, trasparenza, apertura, burocrazia zero
    - Ripensare ciò che si impara a scuola
    - Fondata sul lavoro
    - Le risorse per la buona scuola, pubbliche e private

Negli allegati c'è una scheda che illustra l'idea di "buona scuola" in dodici punti:


    1) Mai più precari nella scuola. Un piano straordinario per assumere 150mila docenti a settembre 2015 e chiudere le Graduatorie a Esaurimento (Gae).

    2) Dal 2016 si entra solo per concorso. 40mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019. D'ora in avanti si diventerà docenti di ruolo solo per concorso, come previsto dalla Costituzione. Mai più "liste d'attesa" che durano decenni.

    3) Basta supplenze. Garantire alle scuole, grazie al Piano di assunzioni, un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, dando agli studenti la continuità didattica a cui hanno diritto.

    4) La scuola fa carriera. Qualità, valutazione e merito. Scatti, si cambia: ogni tre anni due prof su tre avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più grazie a una carriera che premierà qualità del lavoro in classe, formazione e contribuito al miglioramento della scuola. Dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio Rapporto di Autovalutazione e un progetto di miglioramento.

    5) La scuola si aggiorna. Formazione e innovazione. Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi.

    6) Scuola di vetro. Dati e profili online. Online dal 2015 i dati di ogni scuola (budget, valutazione, progetti finanziati) e un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l'offerta formativa.

    7) Sblocca scuola. Coinvolgimento di presidi, docenti, amministrativi e studenti per individuare le cento procedure burocratiche più gravose per la scuola. Per abolirle tutte.

    8) La scuola digitale. Piani di co-investimento per portare a tutte le scuole la banda larga veloce e il wifi. Disegnare insieme i nuovi servizi digitali per la scuola, per aumentarne la trasparenza e diminuirne i costi.

    9) Cultura in corpore sano. Portare Musica e Sport nella scuola primaria e più Storia dell'Arte nelle secondarie, per scommettere sui punti di forza dell'Italia.

    10) Le nuove alfabetizzazioni. Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere, a partire dai 6 anni. Competenze digitali: coding e pensiero computazione nella primaria e piano "Digitarl Makers" nella secondaria. Diffusione dello studio dei principi dell'Economia in tutte le secondarie.

    11) Fondata sul lavoro. Alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l'anno, estensione dell'impresa didattica, potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale.

    12) La scuola per tutti, tutti per la scuola. Stabilizzare il Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (MOF), renderne trasparente l'utilizzo e legarlo agli obiettivi di miglioramento delle scuole. Attrarre risorse private (singoli cittadini, fondazioni, imprese), attraverso incentivi discali e semplificazioni burocratiche.

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Mercoledì 3 settembre 2014, ore 8:30 - Questa mattina alle ore 10:00 sul sito passodopopasso.italia.it saranno pubblicate le linee guida della riforma della scuola del governo Renzi. Lo ha annunciato il Premier ieri nella sua newsletter come vi abbiamo spiegato in questo post.

Riforma della scuola presentata il 3 settembre

Venerdì 29 agosto 2014Aggiornamento ore 20:00

- Durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri il Premier Matteo Renzi ha detto che la riforma della scuola è pronta e che sarà presentata mercoledì prossimo, 3 settembre. Oggi c'era troppa carne al fuoco, per questo si è preferito dedicare uno spazio a parte alla scuola la prossima settimana.

Venerdì 29 agosto 2014 - Come già sappiamo il Cdm di oggi non affronterà la riforma della scuola. Renzi ha rilasciato qualche specificazione in più attraverso il suo strumento di comunicazione preferito, Twitter. In particolare, come già da un po' di tempo a questa parte, il premier ha risposto direttamente a un follower che gli faceva una precisa domanda:

Quel riferimento a "molti mesi" lascia aperte varie interpretazioni... Anche la riforma della scuola sarà travagliata come quella del Senato, pur non dovendo subire il tortuoso iter delle riforme costituzionali?

Riforma della scuola posticipata di qualche giorno

Giovedì 28 agosto 2014

Questa sera Palazzo Chigi ha fatto sapere che la riforma della scuola non approderà domani in Consiglio dei Ministri come era stato annunciato nei giorni scorsi. L'esame da parte del governo dunque slitta perché è già prevista la discussione di altri temi importanti come la riforma della Giustizia e il decreto Sblocca Italia e dunque si vuole evitare l'ingolfamento e dedicare alla scuola la giusta attenzione.

In arrivo 100 mila assunzioni a tempo indeterminato

Mercoledì 27 agosto 2014

- Tra una Ice Bucket Challenge è l’altra, si avvicina il giorno in cui la riforma della scuola approderà in Consiglio dei ministri. Venerdì 29 agosto saranno presentate ufficialmente le linee guida del “pacchetto scuola” e dopo le anticipazioni di ieri del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, oggi Repubblica fornisce qualche dettaglio in più, anticipazioni positive che vanno a bilanciare la vociferata abolizione delle supplenze.

Il quotidiano diretto da Ezio Mauro anticipa che il governo Renzi sarebbe pronto ad assumere ben 100 mila precari, centomila insegnanti che otterranno una cattedra e un contratto a tempo indeterminato già a partire da settembre 2015 tra scuole elementari, medie e superiori.

Un’operazione da un miliardo e mezzo di euro che darà un lavoro fisso a 100 mila precari e andrà a coprire quei 100 milanisti tagliati tra il 2009 e il 2011.

Ministro Giannini: "Stiamo pensando di eliminare le supplenze"

Lunedì 25 agosto 2014

- Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha partecipato al meeting di Comunione e Liberazione e ha avuto modo di parlare della riforma della scuola cui sta lavorando il governo Renzi con ovviamente il dicastero da lei guidato in prima fila.

Giannini in particolare ha parlato delle supplenze e ha detto che sta pensando di eliminarle perché "fanno male a chi le fa e a chi le riceve". Il ministro ha spiegato:

"Le supplenze vanno riconsiderate perché si sa già dall'inizio dell'anno scolastico quali sono i posti da sostituire, ma un meccanismo perverso non ci consente di lavorare se non con l'organico di diritto e quindi di riempirlo con le graduatorie. Bisogna ragionare invece in termini di organico funzionale"

Il governo dunque sembra intenzionato ad accogliere la proposta di alcuni sindacati di passare dall'organico di diritto all'organico funzionale.

Scuola, riforma del governo Renzi: cosa cambierà

Domenica 24 agosto 2014

- È la scuola la prossima tappa della road map riformista di Matteo Renzi: “Il 29 agosto vi stupirò” ha detto il premier in un’intervista rilasciata al settimanale Tempi, alludendo al Consiglio dei Ministri nel quale si inizierà a discutere sulla riforma alla quale Renzi sta lavorando “seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra”.

Per Renzi la scuola non è un problema, ma un “asset strategico”, perché “tra dieci anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l'Italia sarà come l'avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti”.

Il riserbo resta assoluto, ma, secondo le prime indiscrezioni, tre saranno i punti salienti della riforma della scuola:
1) La riqualificazione del personale docente è la priorità. E per riqualificare il personale docenmte, Renzi è disposto a investire un miliardo di euro. Qualora l’investimento dovesse essere ufficializzato, la riforma segnerebbe una discontinuità con le precedenti, tutte quante fatte a costo zero.
2) L’aumento dello stipendio per il personale docente che è attualmente uno dei più bassi d’Europa.
3) La necessità di nuovi concorsi, una decisione che entrerebbe in contraddizione non solo con i sistemi Sicsi e Tfa, ma anche con il trend pedagogico che negli ultimi anni sembra privilegiare le abilità e le competenze maturate sul “campo” piuttosto che le conoscenze oggetto dei test.

Ci sono, poi, due altre questioni nodali che la Riforma dovrebbe affrontare di petto. La prima è la stortura degli abilitati Tfa che hanno un ricorso in sospeso al Tar per l’inserimento all’interno delle Graduatorie ad esaurimento. La seconda è il taglio delle cattedre al Sud che ha costretto una grande massi di giovani docenti del Meridione a emigrare verso il Settentrione.

L’attesa per il 29 agosto cresce e sarebbe già una mossa “stupefacente” se Renzi e il ministro Stefania Giannini riuscissero a tradurre in atti legislativi le indiscrezioni di cui sopra.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Chamber Of Deputies

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