Referendum Scozia: niente indipendenza, vince il "No". Il premier scozzese Salmond si dimette

L'affluenza davvero notevole fa di questo referendum un evento storico. Delusione dell'SPN, soddisfazione di Cameron e Brown

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17:20 - Il primo ministro scozzese Alex Salmond, uno dei principali fautori del sì al referendum per l'indipendenza, si è dimesso. Ringraziando chi si è recato alle urne e sottolineando l'alto valore simbolico del referendum, ha dichiarato in un comunicato:

In questa nuova ed eccitante situazione, piena di possibilità, il parlamento, il paese e il partito abbiano bisogno di una nuova leadership. Per questo ho deciso di non accettare la candidatura alla convention annuale dell'SNP.

Salmond resterà quindi in carica fino al prossimo ottobre, quando con tutta probabilità sarà sostituito dalla sua attuale vice, Nicola Sturgeon.

14.30 - Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato, in via ufficiale, i risultati referendari scozzesi, congratulandosi con il governo di Londra e dicendosi contento del risultato ottenuto nelle consultazioni. Il Presidente del Consiglio ha espresso il suo pensiero con una nota diffusa da Palazzo Chigi:

"Il Governo italiano, anche nella veste di presidente di turno dell’Unione Europea, si rallegra del risultato del voto democraticamente espresso dal popolo scozzese. L'Unione Europea trarrà sicuro giovamento da un rinnovato impegno del Regno Unito a rafforzare la nostra azione comune per dare risposte concrete alle giuste richieste dei nostri cittadini di sviluppo economico e capacità di affrontare le tante sfide internazionali.
La valorizzazione delle diversità e delle ricchezze dei nostri territori, non la frammentazione, è la risposta che il popolo scozzese, giustamente fiero della sua storia e tradizioni, consegna a tutti noi.
Il Governo italiano rinnova la sua forte volontà di rendere sempre più stretti i rapporti con il suo Governo sul piano bilaterale, europeo e internazionale.

Con amicizia."

09.31 - Sono oramai definitivi i risultati in Scozia, con tutte e 32 le sezioni elettorali scrutinate.

Schermata 2014-09-19 alle 09.27.46

In totale i No vincono con il 55.3% mentre i Si si attestano su un considerevole 44,7%. Di seguito le sezioni dove hanno vinto i Si:

Schermata 2014-09-19 alle 09.29.47

08.53 - David Cameron, con un messaggio sulla sua pagina Facebook, ha così commentato i risultati del referendum scozzese, che pure ha visto i Si attestarsi al 45% del totale, un risultato che di fatto mostra una spaccatura nell'opinione pubblica scozzese.


"Sono felice [...] ora il Regno Unito deve andare avanti. [...] Voglio fare i complimenti anche alla campagna per il Si e dire a tutti coloro che hanno votato per l'indipendenza: vi ascoltiamo. Stiamo lavorando alla devolution con questo governo ed andremo avanti anche con il prossimo Parlamento."

ha scritto Cameron, che ha ribadito la volontà del governo di Londra di concedere maggiore autonomia alla Scozia e di avviare un vero e proprio progetto di devolution del Regno Unito, concedendo maggiori autonomie anche a Galles e Irlanda del Nord. Il primo ministro scozzese Alex Salmond ha ammesso la sconfitta ma ha anche sottolineato il numero dei voti per il sì, ribadendo a Londra:

"Sono state fatte delle promesse che vanno onorate. La Scozia ora se lo aspetta".

Il riferimento di Salmond è all'impegno dei leader dei principali partiti britannici di riconoscere maggiori poteri al Paese.

08.05: Parla David Cameron: "Gli scozzesi hanno votato e il risultato è molto chiaro, adesso il Regno Unito deve guardare avanti. Ora dobbiamo unirci, stare insieme e portare avanti la nostra nazione, che ora è più forte".

07.30: il No ha vinto, anche il primo ministro scozzese Salmond ha riconosciuto la sconfitta. I No all'indipendenza si attestano al 55%, i Sì al 45%.

07.00, 19 settembre 2014: anche se mancano ancora svariate sezioni da scrutinare, il risultato è ormai certo: ha vinto il No, la Scozia resta nel Regno Unito.

Referendum Scozia: fine del voto, inizio conteggio e previsioni

23.30: prima previsione di YouGov, No in testa di 4 punti. Il Presidente di YouGov ipotizza una vittoria del No al 99%.

23.10: il conteggio dei voti è iniziato.


23.00: i seggi del Referendum in Scozia sono chiusi. Mentre si attende un'affluenza record e mentre gli exit poll (sì, ce ne sono stati, di istituti minori. Non commissionati dai maggiori broadcaster, il che significa che, a maggior ragione, vanno presi con le molle) danno i "no" in leggero vantaggio, come gli ultimi sondaggi, si attendono i primi risultati, previsti fra l'1 e le 2 di notte ora locale.

Edinburgo, Glasgow e Aberdeen, le tre città più grosse, che raccolgono circa il 25% dei votanti, faranno pervenire i loro conteggi fra le 5 e le 6 di venerdì 19 settembre, ora locale.

Prima di questi risultati, non si potrà dire molto dell'esito del referendum.

18.32 Tra i tanti che attendono di capire quale sarà il futuro della Scozia ci sono anche i leghisti, partito che guarda con attenzione ai risultati del referendum per capire se potrà essere di buon auspicio per l'indipendenza della Padania. Per il momento, però, gli uomini del Carroccio sembrano più che altro impegnati a capire quale sia la capitale della Scozia, come si evince dalle continue correzioni al comunicato stampa emesso da Ciocca:


15.28: Referendum Scozia, mentre sono in corso le operazioni di voto spunta un nuovo sondaggio, pubblicato dal London Evening Standard, che attribuisce ai "no", contrario all'indipendenza dal Regno Unito, il 53% dei consensi contro il 47% di "sì" favorevoli alla formazione di un nuovo Stato. C'è però da considerare gli indecisi: il 4% di quanti hanno deciso di recarsi alle urne propenderà per l'una o per l'altra ipotesi all'ultimo secondo.

11.10: sia Alex Salmond sia Gordon Brown hanno votato per il referendum.

Referendum Scozia

10.50: a giudicare dalle immagini che arrivano dalla Scozia, l'affluenza record sarà molto verosimilmente confermata.


Le copertine dei principali quotidiani britannici sono tutte focalizzate sul referendum, come ovvio.

Referendum scozia 2014 scheda per il voto

9.30: ecco la scheda per la votazione, semplicissima, con la domanda più che chiara.

Chiunque abbia dimestichezze con i quesiti dei referendum italiani non può che sorridere.


08.52 - Seggi aperti da meno di un'ora in Scozia, rimarranno aperti fino alle 22 ora locale, quando in Italia saranno le 23. Essendo un referendum, le operazioni di scrutinio dovrebbero essere abbastanza veloci, anche se l'orario in cui si conosceranno i risultati viene al momento indicato verso le 7 di domani mattina. Quel che è praticamente sicuro è che si registrerà un'affluenza storica, favorita anche dagli ultimi sondaggi che danno il risultato in bilico e che quindi stimolerà ulteriormente le persone ad andare a votare. Le previsioni per i risultati sono però in favore degli unionisti, un segnale magari poco serio ma indicativo può essere il fatto che i bookmakers, si dice, hanno già iniziato a pagare chi ha puntato sul "no".

Ci saranno exit poll? Molto probabilmente no, dal momento che questi sono illegali nel Regno Unito. Il comitato per il "sì" ha però fatto sapere di non escludere che alcuni istituti di sondaggi più piccoli possano decidere di non andare troppo per il sottile e provare a condurre qualche exit poll su base locale. Il che, però, li renderebbe probabilmente poco attendibili.

L'ultimissimo sondaggio, condotto ieri, lascia tra l'altro ancora meno speranze per gli indipendentisti. Si tratta di una rilevazione Panelbase che dà gli unionisti al 50% con gli indipendentisti al 45%. C'è però ancora un 5% di indecisi che lascia il risultato in bilico.

Referendum Scozia 2014: oggi al voto

18 settembre 2014: Referendum per l'indipendenza in Scozia, la campagna elettorale è finita, oggi si vota, a partire dalle 7 e fino alle 22.

Si sono registrati per votare 4.285.323 cittadini scozzesi (il 97% degli aventi diritto al voto). Il che lascia presupporre un'affluenza storica. Il risultato è atteso per domani, venerdì 19 settembre 2014. Saranno quasi 800mila (per la precisione, 789.204, riporta la BBC) i voti espressi per posta (altro record, già acquisito).

Alex Salmond, il primo ministro, che ha voluto fortemente il referendum e che ha fatto una campagna serrata per il "Sì", oggi ha rivolto il suo ultimo appello agli scozzesi.

Referendum Scozia, 18 settembre 2014: si vota

«Siamo ancora sfavoriti in questa campagna. Ognuno di noi ha un lavoro da fare: convincere i nostri vicini a votare per una maggioranza che voglia una nuova alba per la Scozia. Una terra di opportunità e onestà. Facciamolo, e facciamolo adesso. Abbiamo bisogno che accada. Questa volta non è per me, per l'SNP, per i Laburisti o per i Conservatori o per qualsiasi altro partito politico. Riguarda voi, la vostra famiglia, le vostre speranze, le vostre ambizioni. Non lasciamo dir loro che non possiamo. Facciamolo, adesso»

Sia i separatisti sia gli unionisti sanno bene che l'esito del referendum è del tutto imprevedibile.

Referendum Scozia: i sostenitori del Sì

È vero, gli ultimi sondaggi parlano di un leggero vantaggio per il "no" (51% a 49% secondo Ipsos Mori, sondaggi per STV, e 52% a 48% per YouGov, sondaggio commissionato da Sun e The Times, come riporta il Guardian). Ma le percentuali sono tali per cui è chiaro che il risultato finale sia sul filo del rasoio.

Così, anche Gordon Brown, ex primo ministro britannico e considerato, di fatto, il leader della fazione del "No", ha chiuso la campagna elettorale con un appello accorato.

«Diciamo a queste persone, che hanno ancora dubbi, che pensavano di votare "sì" ieri ma potrebbero essere convinti a votare "no" oggi, diciamo loro i veri rischi. Questa non è paura dello sconosciuto. Questo è il rischio di quel che si conosce. Un campo minato economico dove i problemi potrebbero implodere in ogni istante. Una trappola economica nella quale cadremo e dalla quale non riusciremo più a fuggire»

Referendum Scozia: i sostenitori del No

I sostenitori del "No" hanno dalla loro alcuni big internazionali (mentre fra i vip scozzesi la divisione è notevole). Ieri è intervenuto nella campagna elettorale anche Barack Obama, con un Tweet affatto imparziale e decisamente maldestro, a favore del "No".


Un'ingerenza importante, come quella della Regina Elisabetta. E come la vera e propria battaglia combattuta da Cameron per il no.

Il tema è sentito: c'è chi – come Enrico Letta, con una lettura francamente poco condivisibile – prevede apocalissi per l'Europa. Chi dice che la Scozia non sopravviverebbe da sola. Chi pensa che il Regno Unito ne uscirebbe con le ossa rotte, chi lo vede come un problema addirittura mondiale. E c'è chi si è divertito a immaginarsi come potrà essere la bandiera del Regno Unito senza la Scozia (che dà alla Union Jack il fondo blu. La bandiera, fra l'altro, non ha mai incluso alcun simbolo o colore del Galles, e c'è chi pensa che in caso di separazione degli scozzesi, sarebbe la volta buona). I risultati sono fantasiosi e interessanti.

Bandiera del Regno Unito senza la Scozia 006

Bandiera del Regno Unito senza la Scozia

In casa nostra c'è una grossa confusione in merito al referendum scozzese. Chi pensa che abbia istanze simili a quelle leghiste, è fuori strada. Il referendum è promosso dai socialdemocratici dell'SPN, trova consensi fra gli elettori dei Laburisti, fra i Verdi e nella sinistra radicale: solo per questo il "sì" all'indipendenza è vicino al 50%. Eppure, il referendum viene rappresentato, banalizzato come se fosse un analogo delle istanze delle destre populiste e nazionaliste (una semplificazione che fa spesso comodo, anche per quanto riguarda altri temi).

Aggiornamento a cura di Alberto Puliafito

Referendum Scozia 2014 per l'indipendenza: tutto quel che c'è da sapere

Referendum Scozia 2014, il quesito per l'indipendenza

Referendum Scozia 2014 Indipendenza: la bandiera scozzese

Qual è la domanda per il referendum scozzese? È molto semplice:

Should Scotland be an independent country?

Si vota sì se si è per la separazione dal Regno Unito. Si vota no se si vuole mantenere lo status quo.

Referendum Scozia 2014: chi vota?

Alle urne sono chiamati circa 4.280.000 scozzesi, residenti in Scozia e con più di 16 anni di età. Nel dettaglio, votano tutti i cittadini del Regno Unito residenti in Scozia, i cittadini di tutte le nazioni del Commonwealth che risiedono in Scozia, i cittadini di tutte le nazioni dell'Unione Europea che risiedono in scozia, i membri della Camera dei Lord che risiedono in Scozia, il personale militare o di servizio della Corona che è registrato per votare in Scozia.

Referendum Scozia 2014: come si vota?

Gli elettori sono chiamati a rispondere semplicemente SI o NO al quesito.

Referendum Scozia 2014: quando si vota?

Si vota giovedì 18 settembre dalle ore 7 del mattino alle 22 di sera.

Quando si conosceranno i risultati?

Secondo The Indipendent i risultati si cominceranno a conoscere già dall'1 di notte, quindi qualche ora dopo la chiusura dei seggi, una stima non ufficiale si dovrebbe avere tra le 6:30 e le 7:30 del mattino di venerdì 19 settembre, poi l'annuncio vero e proprio potrebbe slittare un po', nella tarda mattinata.

Quali sono le questioni salienti in ballo?

I seggi conquistati dai partiti in Scozia

Il petrolio del Mar del Nord (che gli scozzesi per il "Sì" vogliono controllare). Le centrali nucleari (che gli scozzesi per il "Sì" non vogliono più). La spesa pubblica (che in Scozia è alta e non la si vuole tagliare: la campagna per il "Sì" sostiene che da Westminster arriverà presto un dictat in merito, se non ci sarà la separazione). Del resto le differenze fra la Scozia e il resto del Regno Unito sono evidenti anche a guardare la composizione dei seggi del parlamento conquistati in scozia: solamente uno è per i conservatori.

Chi sostiene il sì?

Scottish First Minister Alex Salmond Speaks At The SNP Annual Conference

Il primo e più importante "sponsor" politico del sì è Alex Salmond, attuale Primo Ministro scozzese, del SNP (Scottish National Party), il partito nazionale scozzese che ha un orientamento socialdemocratico. Ma una delle tendenze dei media britannici in questi mesi di avvicinamento al referendum è stata quella di rappresentarlo come una questione solo dell'SPN e con una forte componente di personalizzazione di Salmond, che rischia di mistificare una realtà molto più composita. Anche lo Scottish Green Party è per il Sì, così come i socialisti del Solidarity – Scotland's Socialist Movement.

Referendum indipendenza Scozia 2014: i sondaggi

Se ne parla poco, ma per quanto riguarda la Gran Bretagna l'appuntamento del 18 settembre è di quelli davvero importanti: il referendum sull'indipendenza della Scozia è infatti al centro delle attenzioni del premier britannico David Cameron, che ha fatto sapere di essere "emotivo e nervoso perché è davvero importante". Cameron, ovviamente, è sostenitore del "no", e le ragioni per la sua contrarietà all'indipendenza di Edimburgo saranno esposte nella due giorni di campagna elettorale che è attualmente in corso.

Non è solo Cameron, ovviamente, a schierarsi dalla parte del no. Il referendum, che riguarderà solo il popolo scozzese, non è infatti un facile plebiscito com'è avvenuto in altri casi nella storia, ma una vera e propria sfida per gli indipendentisti, che partono con i sfavori del pronostico e che negli ultimi mesi hanno alzato di parecchio il livello dello scontro, puntando sul sentimento e sul fervore nazionalistico e arrivando a far parlare Alistair Darling, politico laburista leader della campagna del no, di pressioni "ingiustificabili" e "crescenti".

Il nervosismo, insomma, sale. Ed è facile capire per quali ragioni: se fino a poche settimane fa le chance degli indipendentisti di portare a casa uno storico risultato sembravano minime, ultimamente le sorti sembrano essere sul punto si ribaltarsi. L'ultimo sondaggio in ordine di tempo è quello pubblicato dal Scottish Daily Mail, che mostra come i contrari siano ancora maggioranza, ma solo relativa, al 48%. I sostenitori dell'indipendenza sono al 42% e gli occhi di tutti sono puntati a quell'11% di indecisi che potrebbe davvero ribaltare le sorti e portare a una clamorosa disgregazione del Regno Unito.

Ma quante possibilità ci sono che questo accada davvero? Nonostante il nervosismo, è stato lo stesso David Cameron a spiegare perché questi numeri potrebbero essere poco corretti: in Scozia potrebbero essere in tanti a essere solo apparentemente favorevoli all'indipendenza (una posizione vista come più nobile) e a dichiarare il loro favore agli istituti di sondaggi, ma poi, nel segreto della cabina, le certezze dello status quo e dell'ombrello protettivo di Londra potrebbero prevalere, facendo decidere agli scozzesi che, tutto sommato, rimanere sotto la corona sia la scelta più sicura.

Second Television Debate Between Alex Salmond And Alistair Darling

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