I Millegiorni del governo Renzi: ecco cosa prevedono

Un nuovo crono-programma e nuovi annunci. Con qualche cambio di direzione.

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L'estate del governo Renzi non è trascorsa nel migliore dei modi: l'Italia è ancora in recessione e adesso per di più è anche ufficialmente alle prese con la deflazione. Il bonus di 80 euro fa ancora attendere i suoi risultati in termini di rilancio dei consumi e anche all'interno dello stesso governo si sono viste non poche scintille: sullo sblocca Italia con il ministro Lupi e sulla riforma della Scuola con il ministro Giannini. A rallegrare un po' la situazione, proprio allo scadere di agosto, è arrivata la nomina di Federica Mogherini come Lady Pesc, successo personale di Renzi che però non basta certo a far passare in secondo piano quanto detto.

Oggi, lunedì primo settembre, il calendario è particolarmente propizio per tentare immediatamente un rilancio dell'azione di governo, attraverso quella che al momento sembra essere l'impresa in cui Renzi riesce meglio: la conferenza stampa con gli annunci delle riforme che verranno. Il che non significa che siano state annunciate nuove riforme, di carne al fuoco ce n'è fin troppa, ma che si è provato a tirare un po' le fila di quanto combinato fino a oggi e a mettere assieme un nuovo crono-programma (quello della riforma al mese si sa che fine ha fatto) per i prossimi Millegiorni, come raccontato in conferenza stampa.

Crono-programma che prevede tempi molto più rilassati di quanto si è visto finora. Renzi non intende più essere l'uomo del tutto e subito (anche perché poi si è visto poco e a rilento), ma dare il via a un cambio di strategia, come spiega La Stampa:

L’altro giorno il presidente del Consiglio ne ha anticipato il senso: «Non basta una legge per cambiare il Paese, ma invece serve un lavoro puntuale, quotidiano, sistematico». Parole che si aprono verso un possibile paradosso: dopo l’overdose di annunci, Renzi ci tiene a correggere il messaggio precedente che lo voleva come il campione del “tutto e subito”, ma curiosamente questa correzione di toni cade proprio nel momento nel quale diversi soggetti “pesanti” (Bce, Bruxelles, Quirinale) spingono perché il governo acceleri, affrontando di petto le riforme strutturali.

E quindi, si discuterà di riforma del lavoro, di riforma della giustizia, di riforma della pubblica amministrazione, di riforma della scuola. Potrebbe esserci spazio anche per discutere della possibile legge in favore delle coppie gay, in cui il "modello tedesco" potrebbe unire le posizioni molto distanti del Partito Democratico e del Nuovo Centrodestra. Il tutto corredato da un nuovo logo ("passo dopo passo") e un nuovo sito, che sottolinea decisamente quello che sarà il cambio di passo di Renzi e del suo governo. Un cambio di passo al contrario, questa volta si rallenta.

Italian Democratic Party PD National Assembly

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