Elezioni presidenziali Brasile 2014: la recessione penalizza Rousseff

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Le elezioni presidenziali brasiliane sono imminenti: si terranno dal 5 al 26 ottobre. La
Presidente in carica, Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori (Pt), fino a qualche mese fa era data come la super favorita nei sondaggi. Poi una serie di eventi hanno cambiato il quadro generale.

Innanzitutto Marina Silva ha sostituito Eduardo Campos, morto in un incidente aereo, come candidata del Partito Socialista Brasiliano alla presidenza. Da allora, l' esponente ambientalista, che entrò in rotta di collisione con il governo Lula, ha progressivamente aumentato i suoi consensi. Secondo le ultime rilevazioni, al secondo turno, potrebbe addirittura vincere con il 50% dei voti.

Tale prospettiva non poteva non mettere in allarme il partito di maggioranza, che secondo alcuni rumors starebbe addirittura valutando una clamorosa decisione: quella di ricandidare Lula Da Silva, presidente ancora amatissimo nel paese. Ma a giocare contro Rousseff, in realtà, c'è un problema ben più grande della carismatica candidata ambientalista: la recessione tecnica.

Sicuramente l'attuale Presidente del Brasile è una personalità molto più concreta di Marina Silva. Lo si è visto ieri, in un dibattito televisivo per le presidenziali. Rousseff ha messo in difficoltà la sua rivale, che non ha saputo spiegare in quale modo troverebbe le risorse per attuare le riforme economiche e sociali che dice di voler mettere in campo. Tuttavia, al di là della sua concretezza, l'attuale premier patisce una situazione economica interna critica, che ha un impatto molto forte sull'elettorato brasiliano.

Il paese, infatti, produce ricchezza ad un livello inferiore rispetto alle sue reali capacità. L'Istituto nazionale di statistica, a tal proposito, non lascia dubbi. Il Pil è diminuito per due trimestri di fila. In particolare, nel secondo trimestre di quest'anno ha segnato un decremento dello 0,6%, mentre l'andamento del primo trimestre è stato rivisto al ribasso: da un + 0,2% a un - 0,2%. Pare che ad incidere sull'andamento della produttività siano state le proteste metropolitane e i permessi lavorativi per assistere alle partite del mondiale.

Il governo, per parte sua, tende a minimizzare quest dati: secondo il ministero dell'Economia, Guido Mantega, si potrebbe avere un cambiamento di rotta già dal prossimo trimestre. Ma, per allora, le elezioni saranno già state celebrate.

La verità è che, dopo 10 anni, il modello del Pt mostra le sue prime incrinature. La risposta repressiva nei confronti delle proteste di strada, lo scarso dialogo con le popolazioni indigene (preso le quali Marina Silva gode di grande popolarità) unite alla contrazione dei consumi e a un calo degli degli investimenti non potevano non generare una diffusa disaffezione nei confronti della classe dirigente.

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