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Saviano, le minacce dei camorristi, l'ipocrisia dei politici

Pubblicato: 19 ott 2008 da Bruno Marino

La cosa che colpisce, nella vicenda di Roberto Saviano, è la straordinaria capacità dei nostri politici di usare paroloni, promettere mirabili riforme, assicurare che “lo Stato farà la sua parte”, “non lasceremo solo un valido scrittore”, “noi siamo con lui”, “l’Italia ha bisogno di lui”.

Ora, al di là dei formalismi e delle frasi di circostanza, sarebbe opportuno ricordare qualcosa. Per esempio, che la mafia vive anche di segnali, di messaggi lanciati dal mondo politico, economico, imprenditoriale. Bene, direte voi, allora fanno bene quelli che difendono Saviano, perchè implicitamente dicono alla mafia che lo scrittore è circondato da valenti amici e sostenitori. Purtroppo, la questione è un pò più complessa.

Prendiamo, ad esempio, il famoso “papello” di Totò Riina, vale a dire la famigerata lista di richieste che il boss mafioso voleva vedere realizzate per interrompere gli attacchi contro lo Stato agli inizi degli anni ‘90. Gran parte delle richieste dei mafiosi sono state realizzate, come raccontammo un pò di tempo fa: il 41 bis è stato indebolito, le carceri di Pianosa e dell’Asinara sono state chiuse (anche se il pieddino Lumia ha proposto di riaprile, speriamo che la sua richiesta abbia un seguito concreto), le leggi sui pentiti sono state depotenziate e rese meno efficaci di quanto non lo fossero in passato. Si è cercato anche di stravolgere la legge Rognoni-La Torre sui beni confiscati ai mafiosi. Resta, solo soletto, l’abolizione dell’ergastolo per i boss mafiosi. Che in effetti qualcuno ha cercato di modificare:

“Nel 2006 […] l’avvocato ed ex deputato di Rifondazione, Giuliano Pisapia, incaricato di riscrivere il codice penale dal ministro Mastella, annuncia l’abolizione dell’ergastolo. […] (Nel 2007) Luisa Boccia del Prc presenta un ddl per abolire il “fine pena mai”. I sottosegretari Manconi dei DS e Cento dei Verdi sono d’accordo, così come i DS Calvi e Marcenaro.”
(tratto da “Mani Sporche” di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, pagina 739)

Fortunatamente, non se ne fece nulla, anche per l’opposizione del centrodestra. Ma nulla esclude che la fine del “fine pena mai” venga riproposta in questa legislatura.

Per concludere, ecco un piccolo estratto che dovrebbero far riflettere:

“La giunta di Comiso ha deciso: il nome “Pio La Torre” non piace ai cittadini del comune del ragusano, quindi si torna all’antico, cioè a quel “Vincenzo Magliocco” con cui lo scalo fu fondato negli anni ‘30.” […] Il neo sindaco di Alleanza Nazionale, eletto a giugno, Giuseppe Alfano si giustifica: “Non vogliamo mettere in discussione la figura e gli straordinari meriti di La Torre, ma riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città”.”
(tratto da Repubblica.it)

Come spesso accade in Italia, lo Stato si costerna, si indigna, si impegna ma poi, inesorabilmente, getta la spugna con gran dignità:

Foto: Thomas Roche da Flickr

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    18 ott 2008 - 22:41 - #1
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    sempre grande de andrè..sempre cacca l’italia

  • Profilo di near

    near

    18 ott 2008 - 23:48 - #2
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    Ormai non gli resta che combattere…anche se lascia l’Italia lo beccano comunque..

  • Profilo di near

    near

    18 ott 2008 - 23:49 - #3
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    anche se in verità dovremmo combattere tutti…

  • M.B.

    19 ott 2008 - 05:42 - #4
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    “lo Stato farà la sua parte”, “non lasceremo solo un valido scrittore”, “noi siamo con lui”,
    Sarebbe la prima volta!!!

  • Sangue

    19 ott 2008 - 08:07 - #5
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    Saviano ha fatto il suo dovere scrivendo Gomorra, ma si è pure incaponito, quando non ce ne era bisognso, nel restare a Napoli, ricordo che Rushdie è dovuto scappare in un altro continente, mentre a Savino basterebbe andare a Milano per stare tranquillo …

  • Pier F.

    19 ott 2008 - 09:42 - #6
    0 punti
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    La mafia ha ramificazioni dovunque, Saviano non sarà mai tranquillo finchè questi criminali, quelli negli uffici e quelli in strada con le armi, saranno seppelliti nel fondo di una cella e ci si dimenticherà di loro.

  • Profilo di Utan

    Utan

    19 ott 2008 - 10:41 - #7
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    Il massimo è stato Maroni che si è incartato in una frase e poi corretto facendo peggio…se non sai parlare stai zitto specie se quello che vuoi dire non è quello che pensi veramente…

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    19 ott 2008 - 10:46 - #8
    0 punti
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    Dai utan…

    Maroni ha ragione… non è che Saviano è IL simbolo della lotta alla mafia solo perchè ha tutta questa attenzione mediatica addosso… Ci sono magistrati, poliziotti e anche persone normalissime che la lotta alla mafia la fanno nel buio e non hanno neanche la possibilità di espatriare…

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    19 ott 2008 - 10:47 - #9
    0 punti
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    Ah, andatevi a vedere la mia segnalazione di qualche giorno fa…

    http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-fatti-i-fatti-tuoi/25227?video

  • Profilo di near

    near

    19 ott 2008 - 11:01 - #10
    0 punti
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    Casal di principe è come la Corleone di Riina

  • Profilo di near

    near

    19 ott 2008 - 11:02 - #11
    -1 punto
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    Maroni stavolta non ha detto una cosa sbagliata..gli ha detto chiaro e tondo “Nn espatriare…tanto ti raggungeranno”

  • Profilo di Utan

    Utan

    19 ott 2008 - 11:55 - #12
    0 punti
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    8-
    Infatti si vede con il trattamento riservato alla memoria di chi ci ha lasciato le penne (Falcone e Borsellino in primis) togliendo in Sicilia addirittura nomi (che omaggiavano i martiri della mafia) ad aereoporti e simili.

  • Profilo di Legione

    Legione

    19 ott 2008 - 23:19 - #13
    0 punti
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    La cosa tragicomica è che Maroni, che è un politico (quindi uno abituato a parlare), tra le 100 possibili espressioni di solidarietà abbia scelto proprio questa. Una semplice “svista”? Non credo. E’ un segnale ben preciso, di distanza e di menefreghismo allo stesso tempo. Poco importa se poi ha quasi ritrattato.
    Molti giornalisti sono morti per far sapere la verità sulle mafie (vedi Beppe Alfano e Peppino Impastato) e l’amico leghista se ne esce con questa frase. Eh, ma i “verdi” sono uomini con le palle. Vorrei vedere se avessero il coraggio di servirle su un piatto d’argento alla camorra come fa Saviano.
    Riguardo gli altri politici, pensavo che sarebbero uscite con frasi peggiori. Che pensino veramente che Saviano è un eroe, non ci credo manco morto.
    Parlando del Papa: Benedetto, ma come mai nel tuo viaggio manco mezza parola sulla camorra?

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