Barroso sprona il governo: "Flessibilità è possibile"

Sulle riforme Barroso avvisa il governo Renzi: "Troppi annunci disattesi"

Nel secondo giorno di workshop a Cernobbio il presidente uscente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ed il Presidente del Senato Pietro Grasso hanno avuto una sorta di botta e risposta, a distanza: pomo della "discordia" il dualismo austerità/flessibilità, un tema rovente nelle agende europee dei governi.

Il Presidente del Senato infatti si era pronunciato contro le politiche di austerità, auspicando un cambio di rotta europeo ed italiano verso politiche economiche maggiormente sostenibili:

"La politica dell'austerità ad ogni costo non è più sostenibile. La caduta del Pil e della domanda impone come indifferibile una svolta drastica in direzione della crescita, anche usando la flessibilità esistente per far spazio a riforme strutturali. [...]"

ha detto Grasso in apertura della giornata di oggi, pur ricordando come nuove politiche economiche siano strettamente legate alle riforme istituzionali in cantiere in questo momento in Parlamento. In particolare Grasso ha citato due riforme strutturali di grande importanza, quella del mercato del lavoro e quella della Pubblica amministrazione, di cui il Senato si dovrà occupare nelle prossime settimane, ricordando come occorra anche proseguire il cammino della legge elettorale, già approvato alla Camera.

In tal senso dunque parlare di "diatriba" tra Grasso e Barroso è sbagliato: anche il Presidente uscente della Commissione Europea si è mostrato possibilista su nuove politiche di flessibilità economica, seppur vincolandole in modo più stringente alle riforme istituzionali.

In tal senso Barroso ha puntato il dito contro "l'annuncite", in passato rivelatasi fatale per chi si arrogò il dovere di "cambiare l'Italia": ricordando il percorso fin qui effettuato dal Paese da quel drammatico 2011, grazie all'opera dei governi Monti e Letta, Barroso ha sottolineato come il percorso riformista italiano non sia stato completato e come occorra vigilare e lavorare duramente affinchè si arrivi al termine di questo tortuoso percorso:

"Voglio rendere onore a Mario Monti ed Enrico Letta per le riforme che hanno avviato che siamo riusciti a l’Italia dal mirino del mercato. Ora abbiamo bisogno di completare il percorso. [...] la flessibilità sui tempi per raggiungere gli obiettivi di bilancio è possibile perché già prevista dal quadro di “governance” economica a patto che si rispettino le regole del patto di stabilità, ma serve un modo intelligente di implementarle. [...] L’Italia ha attraversato un periodo molto difficile qualche tempo fa, con gli impegni dei governi Monti e Letta siamo stati in grado di tirarla fuori dalla stretta, ora le riforme devono essere attuate. [...] Il programma dei mille giorni di Renzi è valutato molto positivamente."

Insomma una posizione molto da "bastone e carota" quella mostrata da Barroso a Cernobbio

GERMANY-EU-BALKANS

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