Referendum Scozia 2014: Cosa succede se vincono i sì per l'Indipendenza

Television Debate Between Alex Salmond And Alistair Darling

Dopo l'ultimo sondaggio di YouGov, che dà gli indipendentisti al 51%, è necessario porsi una domanda: cosa succede se la Scozia sceglierà la strada della secessione dalla Gran Bretagna il prossimo 18 settembre? Per la verità, non possiamo essere esaustivi al 100%. Su alcune questioni regna ancora l'incertezza, tuttavia dei punti fermi possono essere già individuati.

Prima di affrontare la questione, ricordiamo che il Cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osbourne, ha offerto maggiore indipendenza fiscale alla Scozia in caso di vittoria dei no. L'annuncio è arrivato nel fine settimana scorso e si tramuterà presto in una proposta concreta: in pochi giorni dovrebbe essere pubblicato, sul sito del governo di Londra, un nuovo progetto di devoluzione.

A molti, però, l'intervento del ministro britannico appare tardivo, dettato unicamente dall'urgenza di contrastare l'avanzata dei secessionisti nei sondaggi. E, per la stampa inglese, il maggiore responsabile di un tale incremento di intenzioni di voto per il sì è ovviamente il premier David Cameron. Quest'ultimo avrebbe sottovalutato il rinnovato sentimento di orgoglio nazionale scozzese, astutamente alimentato da Alex Salmond: capo del governo di Edimburgo e promotore del referendum.

Ecco cosa dovrebbe accadere se tra 9 giorni gli elettori scozzesi decidessero di separarsi dalla Gran Bretagna dopo 307 anni.

Independence Day e negoziato con Londra


Il giorno dell'indipendenza di Edimburgo da Londra è fissato per il 24 marzo 2016. Secondo il comitato del sì, dunque, ci sarebbe tempo per trattare con Londra tutti dettagli della secessione. Gli indipendentisti stanno molto insistendo su questo punto, per frenare gli allarmismi di chi sostiene scenari apocalittici nel post voto. Tuttavia, le questioni da dibattere con l'Inghilterra non sarebbero di poco conto né di facile risoluzione. Ad esempio si dovrà trovare un accordo sulla quota di debito pubblico che rimane alla Scozia, sulla divisione delle risorse energetiche, sulle ambasciate all'estero.

Che un eventuale negoziato non sarà una passeggiata, lo ha già lasciato intendere chiaramente Osbourne. Il titolare del dicastero delle Finanze britannico ha già detto chiaramente a Salmond che la sterlina, in caso di separazione, non sarà condivisa dai due stati. E, in effetti, l'idea di un'unione monetaria appare improbabile: come potrebbe la Scozia adottare una moneta governata dalla Bank of England?

Election Day e rinnovo del parlamento Britannico


In caso di vittoria dei sì, le prime elezioni dello Stato indipendente si terranno il 5 maggio 2016. C'è un problema, però: entro il maggio 2015, Westminster (il parlamento britannico) sarà obbligato a convocare nuove consultazioni nazionali. Per quella data non sarà ancora sancita l'eventuale indipendenza di Edimburgo, dunque chi voterà? Difficile credere che si possa andare alle urne, lasciando che gli scozzesi eleggano i loro rappresentanti per poi vederli decadere qualche mese dopo. Inoltre, la maggioranza della Scozia è da sempre schierata con i laburisti, i favoriti alle prossime elezioni. Se questi perdessero i seggi dello Stato del nord della Gran Bretagna, si andrebbe incontro al rischio ingovernabilità, con l'ipotesi di tornare alle urne in tempi brevi.

Allora sarebbe tecnicamente possibile votare escludendo gli elettori scozzesi? Anche questa appare per ora un'ipotesi palesemente impraticabile. Un modo per sbrogliare la matassa potrebbe essere quello di proclamare un governo di unità nazionale, posticipando il voto. Ma per ora ci muoviamo in un campo del tutto ipotetico.

Una nuova Costituzione e l'adesione all'Unione Europea


Nel caso di vittoria dei sì, sarà avviato un nuovo progetto costituente, dopo la dichiarazione di indipendenza. Prima della promulgazione di una nuova Costituzione, ne sarà adottata una ad interim. Il testo è già disponibile on line, sul sito dei secessionisti e sarà emendabile fino al 20 ottobre da tutti gli scozzesi che invieranno le loro proposte. Nei vari articoli, presenti nel documento, c'è il riconoscimento della Regina Elisabetta II come legittimo sovrano, l'istituzione di una Corte Suprema, l'impegno per il disarmo nucleare. Viene, poi, disposto che gli scozzesi siano cittadini europei.

Per la verità quest'ultimo punto non è così automatico. L'adesione della Scozia all'Unione Europea richiede un processo abbastanza lungo, che potrà essere avviato solo dopo la dichiarazione di indipendenza. Inoltre, pare che Edimburgo voglia presentare domanda di ingresso alla Ue richiedendo le condizioni di cui ha goduto come parte della Gran Bretagna: ovvero stando fuori dell'euro e da Schenghen. Ma gli Stati membri del Consiglio accetteranno la riconferma di tali deroghe?

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