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LEGGE 194/78 : parla un'assistente sociale (prima parte)

Pubblicato: 27 mar 2008 da marco

Continua la discussione già sollecitata su questo blog sulla legge 194 e riportata all’attualità dalla scontro Formigoni-Turco causato dal “no” della Regione Lombardia che ha portato alla bocciatura del documento contenente le linee guida per un’applicazione uniforme della legge sul territorio nazionale.

Prima di iniziare però può essere utile precisare alcuni concetti relativi alla correttezza del calcolo dei tassi di abortività in relazione alla popolazione; la definizione usata è quella data dall’ISTAT, dall’ISS e dall’WHO. Inoltre è corretto analizzare il tasso di abortività sulla popolazione perché fornisce un parametro di riferimento sulla diffusione del fenomeno, sbagliato invece sarebbe calcolarlo sulla base del tasso di natalità, in quanto bisogna tener conto che questi due fenomeni non sono tra loro dipendenti.

Ossia un basso tasso di natalità non può essere imputato ad un alto tasso di abortività, semmai quest’ultimo può portare delle riflessioni sul perché determinati aspetti sociali, culturali ed economici abbiamo portato ad un abbassamento del primo. Detto più semplicemente se una donna decide di abortire non si può considerare un limite alla natalità perché, comunque, quella gravidanza non era desiderata quindi il ricorso all’IVG diventa uno strumento non la causa.

Per cui l’attenzione va posta sulle motivazioni che portano la donna a scegliere di abortire piuttosto che sulla legge che le da questa possibilità. La legge 194 non obbliga nessuno che desidera un figlio ad abortire, anzi. A questo punto poi si potrebbe riflettere su coloro che si lamentano della bassa natalità e poi approvano leggi come la 40/2004 sulla procreazione assistita che puntano a rendere ancora più difficili le possibilità di chi un figlio lo vorrebbe.

Per approfondire ulteriormente la tematica vi proponiamo un’intervista realizzata con un’assistente sociale che da più di vent’anni segue, in un consultorio familiare dell’hinterland milanese, le donne che intraprendono il percorso di IVG. Nell’intervista cercheremo anche di rispondere, grazie all’intervento di questo osservatore privilegiato, ad alcuni spunti usciti nei commenti al precedente post.


Qual è la sua opinione professionale sul funzionamento della legge 194/78? È una buona legge? Raggiunge gli obiettivi che si è posto il legislatore?

Quando fu promulgata, frutto della mediazione fra la spinta esercitata dal movimento femminista e gli esponenti democristiani di quell’epoca, sembrò poter affrontare in modo sufficientemente efficace il fenomeno allora molto presente e tangibile dell’aborto clandestino. In principio fu considerata rivoluzionaria e, unitamente ad altre importanti leggi di quel periodo (come la riforma del diritto di famiglia, la legge sulla separazione e divorzio e l’istituzione dei consultori familiari) destinata a modificare profondamente l’idea stessa di famiglia. Come molte leggi, in realtà, non faceva altro che prendere atto di un fenomeno esistente e cercare di governarlo nel rispetto del diritto e dell’interesse dei soggetti coinvolti. Dal punto di vista quindi del legislatore non vi era altro obiettivo che portare alla luce un fenomeno esistente ma poco leggibile nelle sue caratteristiche, perché nascosto e avvolto nella nebbia dell’illegalità, per poterlo analizzare ed affrontare adeguatamente. Personalmente considero la legge 194 come una risposta adeguata al fenomeno abortivo. Come tutte le leggi è ovviamente migliorabile, ma da non stravolgere nei suoi intenti fondanti che riconoscono alla donna la possibilità di scegliere quando e se diventare madre potendo, se lo desidera, essere aiutata ad affrontare le difficoltà del momento.

Spesso si discute della non applicazione totale della legge. Quali parti della legge non sono applicate? Perchè?

L’enfasi che è stata posta in questi ultimi anni sulla legge 194 credo che abbia più a che fare con aspetti politici ed etici (cosa mi fa guadagnare più consenso? cosa è giusto e cosa non lo è?) che non squisitamente con la legge in sé. Questa legge ha già superato più esami e verifiche di qualsiasi altra io ricordi, come ha dimostrato anche l’ultima commissione d’inchiesta, voluta dal precedente governo Berlusconi. Nata con l’intento di “far saltare” la legge e risoltasi poi in un boomerang che ha dimostrato l’efficacia della legge stessa. Nonostante ciò sicuramente l’applicazione della 194 è passibile di miglioramento. Le politiche sanitarie adottate negli ultimi anni, in particolare in Lombardia, hanno dichiarato la scomparsa della visione unitaria, olistica diremmo oggi, della persona, propria degli anni in cui la legge fu promulgata, in favore di una visione più medicalizzata e frammentata con il conseguente minor sostegno a quei servizi nati a garanzia di una corretta applicazione della legge stessa. Mi spiego meglio, spesso si tende a favorire la cura a discapito della prevenzione, di gran lunga meno redditizia ed esterna ai luoghi del potere sanitario, cioè gli ospedali. Questo ha fatto sì che si impoverissero i servizi deputati ad occuparsi della prevenzione dei comportamenti a rischio, contraccettivo e psicosociale, cioè nello specifico i consultori familiari pubblici. Ad esempio, dalla metà degli anni 90 in Lombardia si è modificata la politica sanitaria per cui, mentre prima gli ospedali garantivano con tempismo ed efficacia la corretta applicazione della legge 194, collaborando sinergicamente con i consultori familiari e giungendo anche a consentire attività di accompagnamento e sostegno alla donna durante tutto il percorso IVG, oggi non è più così. La comparsa della imprenditorialità sanitaria delle “aziende” ha reso queste collaborazioni difficili e macchinose, facendo ricadere spesso solo sulla donna la frammentazione di un percorso istituzionale ormai scisso, obbligandola cioè ad affrontare l’iter successivo alla certificazione con soggetti diversi e spesso poco disponibili (vedi il fenomeno dell’obiezione di coscienza esploso in lombardia). Quindi, sicuramente, applicare meglio la 194 non significa solo potenziale e rendere disponibili sostegni alla maternità, servizi che si occupino della primissima infanzia o agevolazioni per l’acquisizione di alloggi, ma anche consentire che chiunque, per propri motivi personali, relazionali e psicologici, decida di affrontale l’esperienza sempre difficile e complessa della IVG, non si trovi anche a subire una sorta di punizione sociale gratuita e non prevista.

Si parla spesso anche di “riforma” della legge, lei rivedrebbe alcune delle sue parti?

Certamente alcune parti potrebbero essere riviste, ma non credo che ci siano le condizioni per affrontare serenamente queste problematiche, visto il clima degli ultimi mesi, e quindi mi limiterei a sostenere l’attuale legge nelle parti applicative più fragili, ovvero la prevenzione e la possibilità di conciliare il diritto all’obiezione e l’altrettanto valido diritto alla effettuazione dell’IVG nei termini previsti dalla legge.

La legge 194 nasce, come abbiamo visto, per far emergere il problema degli aborti clandestini, è stato raggiunto questo obiettivo?

La questione degli aborti clandestini, che ogni tanto occhieggia ancora tra le notizie di cronaca, ci sottolinea come il fenomeno dell’IVG non regolata sia comunque presente (vedi recenti episodi nella clinica di Genova e a Napoli). Sicuramente però in un numero molto meno importante di prima. Tuttavia il mondo dell’immigrazione e dell’illegalità sono ancora sicuramente soggetti a questi fenomeni, che potrebbero però trovare un utile deterrente in una sempre più accurata informazione sulla possibilità di accesso all’iter dell’IVG senza penalizzazione delle donne.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di skunk

    skunk

    27 mar 2008 - 13:19 - #1
    -3 punti
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    Complimenti, l’intervista è ottima.
    Per gli abitanti di Saturno.

  • james m.

    28 mar 2008 - 02:57 - #2
    0 punti
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    @skunk

    invece di sforzare il tuo cervello a fare dell’ironia, che tra l’altro nel tuo caso risulta anche becera, perchè non provi a capire le cose interessanti che emergono da questa intervista?

    chiedo troppo?

    o forse anche tu sei uno di quelli che pensa che di certi temi ne capisca più un giuliano ferrara o un sacerdote qualsiasi (tutti uomini of course..) piuttosto che degli operatori che quotidianamente sono a contatto con la materia?

    in questo caso ti consiglio vivamente di iniziare a tirare delle forti testate contro qualcosa di duro.. così magari il tuo elettroencefalogramma si rianima un po’ perchè al momento è calma piatta..

  • attilio w

    28 mar 2008 - 11:25 - #3
    0 punti
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    ottima intervista, a quando la seconda parte?

  • Profilo di skunk

    skunk

    28 mar 2008 - 11:55 - #4
    -1 punto
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    Caro James, l’ironia è un ottimo antidoto contro l’insipienza e le sciocchezze.
    La risposta è si, chiedi troppo. Mi chiedi di spiegarti perchè questa intervista è assolutamente inutile. Ti risparmio le facili (mie) battute sul tuo cervello e t’invito a documentarti sulla situazione dell’applicazione della 194 nel nostro paese.
    Così io non dovrò fare questa fatica, e tu magari, quando ti troverai a dover discutere con i sostenitori di Ferrara, saprai cosa rispondere. Sai com’è, le proposte del direttore del Foglio sono assoutamente idiote, faziose ed improponibili, ma a differenza tua, lui è piuttosto informato e capace di argomentare.
    Tra l’altro, se questo è un operatore del settore, mi piacerebbe sapere in quale anello gravita… e se è quello lombardo, descrive una situazione paradisiaca, rispetto alla realtà attuale.

    Il mio ECG ti ringrazia per l’interessamento. ;)

  • Profilo di Emmett Brown

    Emmett Brown

    28 mar 2008 - 12:34 - #5
    -1 punto
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    Per skunk..

    Scusa ma non capisco, a me pare che la riflessione sulla legge sia fatta in maniera completa e ragionata e non campata per aria..
    Si è trattato di dati in maniera seria in un post precedente (diversamente da quanto viene fatto da ferrara & c.) e ora viene portata la testimonianza, credo molto interessante, di un operatore che nel settore ci lavora. Tu sarai informato, ma non credi che sia più giusto ascoltare chi sicuramente lo è più di te?
    Oltretutto qui si parla della legge in sè e non si fa riferimento, nello specifico, alla sua applicazione nel caso lombardo e comunque, se leggi bene, mi sembra che la regione di lombardia abbia ben poco di paradisiaco a sentire le risposte (ad esempio “Le politiche sanitarie adottate negli ultimi anni, in particolare in Lombardia, hanno dichiarato la scomparsa della visione unitaria, olistica diremmo oggi, della persona, propria degli anni in cui la legge fu promulgata, in favore di una visione più medicalizzata e frammentata con il conseguente minor sostegno a quei servizi nati a garanzia di una corretta applicazione della legge stessa”).
    In ogni caso essendo questo un blog di informazione penso sia interessante proporre spunti di questo genere che possono risultare inutili a te, che ne sai così tanto, ma magari sono utili per chi un idea non ce l’ha o si basa solo sui sentito dire.

  • hfgjgf

    28 mar 2008 - 12:38 - #6
    0 punti
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    Emmett ci ha ragione

  • Profilo di skunk

    skunk

    28 mar 2008 - 13:43 - #7
    -1 punto
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    Ecco appunto. Ritengo che questo non sia un blog d’informazione, ma l’ennesimo, superficiale, veicolo pubblicitario, fatto peggio, molto peggio di altri. Sai un conto è parlar di motori…
    A me non interessa dimostrare chi sia il pìù informato, e nemmeno mettere in discussione il fatto che ciò venga sostenuto con un ridicolo sicuramente.
    All’operatore non compete parlare di legge, ma della sua applicazione, questo mi pare scontato. Invece non lo fa, non cita le cose che accadono negli ospedali che dovrebbe frequentare (sempre che poi esista davvero, sai, le interviste iniziano e finiscono con nome e cognome…).

    Le politiche sanitarie adottate negli ultimi anni, in particolare in Lombardia, hanno dichiarato la scomparsa della visione unitaria, olistica diremmo oggi, della persona, propria degli anni in cui la legge fu promulgata, in favore di una visione più medicalizzata e frammentata con il conseguente minor sostegno a quei servizi nati a garanzia di una corretta applicazione della legge stessa

    Ma che vorrebbe dire??? Sembra scritto da De Mita, l’arte di dir tutto, senza dire assolutamente nulla. Ma su, per favore.
    Utile a chi un’idea non ce l’ha, ma QUESTO è il sentito dire!

    Ci sono i consultori aperti un’ora alla settimana, talebani che ti fanno vedere la foto dei feti per dissuaderti, dieci volte di fila e con lo stesso discorso! Al niguarda hanno appeso i cartelli “interruzione di gravidanza” in fondo ai letti delle degenti! Le donne non riescono ad abortire entro i 90 gg, perché gli operatori non ci sono, le strutture sono dei percorsi ad ostacoli, vengono umiliate, offese, insultate.
    Gli obiettori in qualche regione superano l’80%!
    Olistica??? Ma olistica un par…

    Insomma tagliamo corto. Il problema è sempre il solito, ignorare, le critiche negative fanno solo perdere tempo.
    A chi le fa e a chi non le vuole.
    ;)

    P.S.
    di servizio.
    Il link all’altro post è sbagliato, un http:// di troppo.

  • Profilo di Emmett Brown

    Emmett Brown

    28 mar 2008 - 14:14 - #8
    -1 punto
    Up Down

    Bè vedo che la tua umiltà è veramente esagerata. Dici di non voler fare a gara tra chi è più informato ma ti ergi a critico, scusa ma io personalmente mi fido di più dell’opinione di un tecnico (e non ho motivo di pensare sia un falso, anche perchè se fosse così non era meglio mettere un nome inventato? ) piuttosto che di un anonimo commentatore. Se invece hai altre informazioni dalle, ma in maniera puntuale e magari qualificandoti, se sei un esperto del settore.

    La frase che tu dici di non comprendere a me invece sembra molto chiara e risponde alle tue critiche: gli operatori non ci sono e le difficoltà nell’applicazione della legge sono reali perchè dalla regione è stata fatta una scelta politica di non sostenere (anche finanziariamente) la legge e le strutture che dovrebbero renderla efficace, tra i quali ci sono ovviamente i consultori.

    Tra l’altro, se avessi letto più attentamente, ti saresti anche reso conto che un’assistente sociale opera in un consultorio e non in ospedale, proprio a seguito della divisone di competenze come viene detto nell’intervista.

    E infine se per te questo blog è così terribile ti ricordo che non sei obbligato a seguirlo. Io al contrario lo ritengo uno strumento utile per ascoltare da un lato opinioni uguali o differenti con le quali anche confrontarmi e dall’altro per ragionare maggiormente su alcune questioni. Fornire dati e pareri di persone informate non è uguale al sentito dire del bar e può davvero aiutare chi vuole a farsi un’idea.

    Se sua eccellenza lo concede ovviamente…

  • Profilo di skunk

    skunk

    28 mar 2008 - 15:12 - #9
    -2 punti
    Up Down

    Ritieni utile quello che vuoi, non hai bisogno della mia opinione per farlo. Bla, bla, bla.
    Che fatica. Non ne vale la pena.

  • hfgjgf

    28 mar 2008 - 21:55 - #10
    0 punti
    Up Down

    Skunk, ammazzati

  • Profilo di skunk

    skunk

    29 mar 2008 - 07:57 - #11
    -1 punto
    Up Down

    hfgjgf, già fatto.
    Il peso delle argomentazioni mi ha seppellito.
    ;)

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