
E’ un effetto che è ben noto a chiunque abbia fatto anche mezzo esame di un corso qualunque di sociologia, scienze politiche, o statistica: ci sono alcune risposte, nei sondaggi, che vengono sistematicamente sottostimate. In Italia, per esempio, è il caso degli elettori che votano a destra. E’ un dato che spesso non si dichiara, se si sta parlando al telefono con un intervistatore che ci chiede le nostre preferenze politiche. Quando poi le dobbiamo mettere nero su bianco in una cabina elettorale, lì viene fuori la verità.
E’ più o meno questo che si chiede il New York Times, come ogni lunedì inserito ne La Repubblica. Ovvero: siamo davvero tutti così sicuri che l’America profonda abbia già deciso? Ricordate John Kerry? Anche in quel caso si cantava vittoria troppo presto. Abbiamo tutti visto come sono andate a finire le cose. C’è un problema per i sondaggisti, è uno di quei problemi difficili da maneggiare. Un nero, un afroamericano, non si è mai presentato alla corsa per la Casa Bianca, arrivandoci così vicino.
Quanto il racial bias può influenzare le rivelazioni e la loro eventuale distorsione rispetto ai risultati finali? Per quanto riguarda questo genere di questioni metodologiche, invito i sociologi - Giulio, in primis - a prendere la parola. Intanto su questo link trovate un articolo dell’Herald Tribune a riguardo.
Foto | Flickr
Pierpyx polisblog
20 ott 2008 - 10:15 - #1“In Italia, per esempio, è il caso degli elettori che votano a destra. E’ un dato che spesso non si dichiara, se si sta parlando al telefono con un intervistatore che ci chiede le nostre preferenze politiche.”
almeno un pò di vergogna allora la provano…
William Wallace
20 ott 2008 - 10:27 - #2Pier
No, è un retaggio della seconda guerra mondiale… se sei di destra ti guardano male…
William Wallace
20 ott 2008 - 10:55 - #3cosa dimostrata dal mio -1 del commento precedente..
Carlo V
20 ott 2008 - 11:44 - #4Non credo proprio, almeno in lombardia…qui se sei di sinistra (o centrosinistra) ti guardano male e sei un comunista. Nei giudizi siamo troppo prevenuti e senza mezze misure
...
20 ott 2008 - 12:33 - #5ahh, un retaggio della seconda guerra mondiale, quella dove l’espressione massima della destra italiana era la dittatura sanguinaria e la decimazione razziale.
Quindi, come sottolineato da Pierpyx, è un po’ come il poppante che ha fatto qualche marachella e sa che non doveva farla..
Una coscienza non si nega a nessuno, anche se poi la maggior parte la negano a se stessi.
XD
William Wallace
20 ott 2008 - 12:47 - #6E a sinistra la vergongna non si deve provare? Siete ridicoli… A sinistra tutti santi! Non è colpa del comunismo, è solo che non è stato mai applicato come lo volevamo!
ice
20 ott 2008 - 13:15 - #7@ William
la storia è importante, ma gli attuali candidati di entrambi gli schieramenti non hanno vissuto nè la repubblica di Salò, nè da partigiani
quindi rifarsi ad unpassato che non è loro suona come una Festa Celtica in lombardia
detto questo credo che l’aspetto piu vergognoso della attuale Destra in Italia si la mancanza di autocritica, l’appiattimento sulle decisioni di Silvio
Insomma a Sinistra si scannano e criticano asramente Veltroni….nel PdL invce ZITTI, credere, obbedire, combattere……
Se chi non è contento di come Belrusconi sta monopolizzando la Destra Itliana, riducendola a qualcosa di ridicolo….chi non è contento dovrebbe criticare apertamente, e non limitarsi ad affermare, che si non è il massimo, ma certo meglio che la sinistra….
questo atttenggiamento permetterà cerso a Silvio di agire indisturbato, ma siete sicuri che questo faccia bene alla democrazia? e alla Destra?
rhythm_bandit
20 ott 2008 - 13:21 - #8mai pensato che l’ostentazione della propria parte politica possa dipendere dal diverso retaggio storico che sinistra e destra si portano dietro, ad esempio?
invece no, preferiamo fare battute esilaranti…
ice
20 ott 2008 - 13:23 - #9p.s. senza contare che la magggiorparte dei fraquesntatori di questo BLOG dovevano ancora imparare a leggere quando è caduto il muro di Berlino……quindi anche il comunismo soietico lo conoscono magiormente per sentito dire, e certo la situazione attuale in Russia e nelle repubbliche sovietiche non è specchio diretto dell’amministrazione sovietica, ma anche dei 20 anni di rigetto del comunismo che sono seguiti….quindi non possono certo essere presi a paragone
Con tutti i limiti cmq una dittatura nazionalista era l’unica soluzione per far uscire dal medioevo una nazione immensa come la Russia
Con un territorio cosi vasto, cosi tante etnie e fusi orari di differenza……la democrazia avrebbe portato o alla disgragazione (con gravi ripercussioni per le repubbliche piu isolate) o ad una dittatura “grigia” di associazioni massoniche come avviene negli USA