
Da giorni la scuola italiana è in fermento, e durante le manifestazioni di piazza si sono sentite innumerevoli bestialità, ma in qualche caso anche affermazioni corrette. Dal momento che a noi piace andare in fondo alle questioni dicendo le cose come stanno, vediamo cosa dice il famoso Decreto legge 112 e come si incrocia con la Riforma Gelmini. Anche stavolta procediamo per punti, per facilitare la comprensione del testo e delle critiche che ad esso si muovono.
Punto primo: la privatizzazione degli atenei. C’è chi parla di scomparsa dell’università pubblica, ma è davvero così? Il Dl ne parla all’art.16, che citiamo:
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
Come vedete il passaggio è facoltativo e serve la maggioranza assoluta; appare quindi molto difficile che la decisione venga presa senza fondati motivi, e di fatto ne sono escluse tutte le grandi università. Mai e poi mai la Statale di Milano o la Sapienza potrebero avere il 51% del Senato accademico a favore.
Punto secondo: il turn-over comporterà la perdita di 87.000 posti di lavoro (art.66). Falso. Come già detto in più occasioni è stato istituito il blocco delle assunzioni, per cui l’80% dei pensionamenti non sarà rimpiazzato. Ciò si rende necessario per rimettere in sesto i conti della scuola pubblica che allo stato attuale costa al contribuente una cifra spaventosa, ma non, si noti bene, per farla funzionare al meglio, bensì per finanziare un caravanserraglio in cui oltre il 90% delle risorse va a finire in stipendi. E questo spesso a fronte di classi e corsi con un numero di studenti risibile. Non sono invece previsti licenziamenti anche perché, ricordiamolo, la Pubblica amministrazione non può licenziare senza giusta causa (e quasi sempre neanche in quest’ultimo caso.)
Punto terzo. I tagli uccideranno l’università pubblica e costringeranno gli atenei a privatizzarsi (vedi punto uno). E’ stato effettivamente deliberato un taglio di contributi alle università pubbliche nell’ordine del 1% per l’anno 2009; taglio che crescerà negli anni fino a raggiungere quota 7,8% nel 2013. Si parla del FFO (Fondo di funzionamento ordinario). Certo, un taglio non è mai piacevole ma in un’ottica di razionalizzazione della spesa e di ristrutturazione del sistema appare indispensabile, secondo la maggioranza, per la quale citiamo l’intervento del senatore Valditara (PdL) in occasione della discussione del Dl:
“E’ inutile continuare a versare acqua in un otre forato: prima bisogna ripararlo. Nel contempo però il Governo deve dare corso all’impegno assunto alla Camera di eliminare nei prossimi esercizi finanziari i tagli, laddove parta un piano serio di risanamento virtuoso.
Nei prossimi mesi occorrono dunque: 1) piani pluriennali di rientro finanziario delle università sull’orlo del dissesto con riduzione virtuosa di corsi e limitando le sedi staccate solo laddove utili per lo sviluppo del territorio; 2) una parte delle risorse dovrà essere in prospettiva assegnata sulla base dei risultati raggiunti; 3) si deve proseguire il piano straordinario di assunzione dei ricercatori, che è fuori dal blocco; 4) occorre consentire lo sblocco delle assunzioni per quelle università che siano virtuose nel rapporto spese per il personale e Fondo di finanziamento ordinario, ovvero per quelle università che accettino l’avvio di un piano di risanamento; 5) occorre infine consentire la assunzione a partire dal 2010 dei vincitori dei concorsi di prima e seconda fascia banditi entro il 30 novembre.”
In buona sostanza il governo ha cercato disperatamente di reperire delle risorse dal fronte scuola per far quadrare i conti, ma spera con la riforma di abbattere i costi per poi cancellare i tagli o perlomeno renderli indolori. Si tratta comunque di cifre troppo esigue, almeno nell’immediato, per provocare quell’apocalisse del passaggio al privato che molti evocano. Questo non vuol dire che siano giusti di per sé, pur se inquadrati in una congiuntura economica drammatica.
Il commento ai lettori.
Foto: La Stampa
Chico Mendez
21 ott 2008 - 09:36 - #1Uno dato su tutti, dalla relazione del Rettore stesso la Statale di Milano l’anno prossimo chiude grazie ai tagli Gelminiani, Tremontiani e brunelleschi…….complimenti come dice la letizzetto le famose tre i della Moratti (Inglese, internet e impresa) sono oggi affiancate dalla quarta….incu.lo
Chico Mendez
21 ott 2008 - 09:37 - #2A scusa Lndoni, uno stato che si definisce civile quando taglia fondi per la cultura e le scuole e li concentra sui ladri legalizzati quali banchieri e finanzieri perde lo status di civile e diviene unicamente ipocrita……..
Luca Landoni
21 ott 2008 - 09:54 - #3Rispetto il tuo punto di vista, ma ti ricordo che il governo Prodi operò tagli ben maggiori alla scuola, per citare sempre i lavori parlamentari:
il primo atto del Governo Prodi fu il taglio del 20 per cento delle spese intermedie dell’università; poi il tentato dimezzamento degli scatti automatici di anzianità, che di fronte alle proteste del mondo universitario si trasformò nel taglio degli scatti annuali di adeguamento alla inflazione; voglio ricordare il blocco delle assunzioni per due anni tramite il blocco dei concorsi; e voglio anche aggiungere che per il 2008 la finanziaria 2007 prevedeva circa 250 milioni di euro di tagli all’FFO (Fondo per il finanziamento ordinario delle università), poi per fortuna eliminati con la finanziaria successiva.
Chico Mendez
21 ott 2008 - 10:04 - #4Infatti ho parlato di Stato non di governo…..qui siamo sempre pronti a finanziare missioni militari, sperperare soldi per alitalia e via discorrendo dimenticandoci dell’essenziale per la crescita di un paese, la scuola e la cultura.
Credo che il rettore della statale non si sia sognato di intervenire per pure questioni politiche, ma le casse dimostrano che l’anno prossimo devono chiudere e se chiudi la statale sono guai…
n00dles
21 ott 2008 - 10:18 - #5l’università degli studi di milano chiude? non è la bottega di un ferramenta chico, puoi provare ciò che dici?
non voglio causare flame, ma è una dichiarazione pesante, vorrei fosse motivata
ople
21 ott 2008 - 10:32 - #6non è che siamo sempre obbligati a fare peggio, o meno peggio, perchè tanto “quello di prima voleva fare peggio ancora”
si potrebbe provare anche a fare qualcosa di buono ogni tanto :)
sappiamo, beh oddio forse visto il tifo da stadio forse no, che comunque il tutto bene o male è un teatrino in cui NOI cittadini non siamo previsti…
destra e sinistra sono i vari spettacoli a cui uno sceglie di andare, a seconda dei gusti :)
AGo79
21 ott 2008 - 10:44 - #7Solo un commento al punto secondo.
Oltre il 90% delle spese sono stipendi perchè, in effetti, è quello che si deve pagare.
Gli edifici scolastici sono in buona parte proprietà dei Comuni e la manutenzione tocca ai comuni stessi.
Il 10% circa delle spese “extra stipendi” sono i materiali di consumo, i terminali di lavoro, i laboratori.
Se ribaltiamo la statistica vediamo che viene speso pochino per arricchire l’esperienza formativa dei ragazzi (laboratori informatici o linguistici per es.).
Viene finanziato lo stretto indispensabile per il funzionamento della struttura e basta.
Purtoppo non credo che gli investimenti aumenteranno: aumenterà semplicemente la percentuale perchè con meno stipendi da pagare la quota rappresentata dalle “spese diverse” rispetto al totale aumenterà sicuramente.
Haugentaler/Milio
21 ott 2008 - 10:46 - #8Quindi secondo l’autore di questo articolo i corsi con poche persone dovrebbero essere aboliti? Complimenti. Allora perchè non ridurre i CdL ad un paio dai… quelli che tornano più utili alle classi dirigenti. Del resto sbattiamocene un po’… Ok, essere di parte, ok difendere a spada tratta le proprie idee.. ma sparare ste boiate è assurdo
Quartana
21 ott 2008 - 10:47 - #9Al di là di destra e sinistra, a me sembra che gli amministratori del pubblico denaro siano, in maggioranza, persone che non si curano mai del ritorno degli investimenti che vengono fatti.
Tanto per citare un esempio: al Politecnico di Milano esisteva, non so se c’è ancora oggi, una bellissima scala esterna per salire ai vari piani di un edificio che non ha mai potuto essere usata, perché al collaudo si è scoperto che se fosse stata utilizzata contemporaneamente da un certo numero di persone si sarebbero prodotte delle instabilità tali da favorirne il crollo, però era una bellissima opera di architettura.
MetalSho
21 ott 2008 - 10:51 - #10Questo è il primo caso in cui per riparare qualcosa… gli si tolgono i fondi… complimenti… l’esempio del vaso forato è una buffonata.
In tutti gli stati CIVILI vengono spese per l’istruzione e per la ricerca grandi percentuali del PIL… in Italia ad ogni legislatura si fanno tagli su tagli… (ricordo che lo scorso governo ha dato i soldi per la ricerca ai camionisti che protestavano…).
Ci vogliono ignoranti e senza futuro… così l’unica cosa che potremo fare (ma già è così) sarà sperare in loro…
Distruttori della patria…
Luca Landoni
21 ott 2008 - 11:01 - #11@8
Proprio così, i corsi con pochissimi studenti vanno aboliti, perché uno stato allegramente sulla via della bancarotta non se li può permettere. Inoltre evidentemente non si tratta di materie fondamentali della facoltà quindi non si vede perché debba finanziarli lo Stato.
Per esempio a me interessa moltissimo la cultura folk di area celtica nel nord-europa ma non pretendo di studiarla a scuola. Approfondisco il tema a spese mie
Chico Mendez
21 ott 2008 - 11:06 - #12n00dles sono le dichiarazioni di Enrico Decleva che oltre che rettore e’ presidente del CRUI…….testuale dichiarazione nel 2010 gia’ 66 atenei saranno senza soldi…..
Paix
21 ott 2008 - 11:06 - #13Bah commento solo il sistema universitario in italia che definisco ridicolo!!
Per fare un es.
Sforniamo centinaia di migliaia di ingeneri e architetti l’anno… 3/4 non servono ad un ca+zo… e oltre a questo quando vai a cercare tipo un’ing che ovviamente firmi ciò che progetta… beh salvati popolo…
Decine di università che sfornano migliaia di individui incompetenti!!! No non sono i fondi che mancano… è il sistema intero che è sbagliato!! Bisogna dimezzare le università e ridare valore ai laureati!!!
Moderatore
21 ott 2008 - 11:16 - #14Vi preghiamo di non pubblicare commenti che divagano, conversazioni personali, attacchi e offese di qualsiasi genere, commenti fuori luogo. Siamo costretti a intervenire per moderare tutto quello che provoca rumore e distoglie la conversazione dal tema del post.
Chico Mendez
21 ott 2008 - 11:18 - #15Ed invece quelli che escono da facolta’ specializzate li mandiamo all’estero perche’ non sappiamo e non abbiamo i fondi per applicare le loro conoscenza in ricerca e sviluppo….. prima delle universita’ cambiamo la mentalita’ degli imprenditori straccioni italiani poi magari le cose funzionano meglio, visto che qui gli unici cervelli sono quelli per frodare il fisco e quelli per frodare gli utenti……
skunk
21 ott 2008 - 11:18 - #16Punto 4 (novembre).
Mariastella Gelmini ha accettato che ufficiali delle tre forze armate e dei carabinieri vadano nelle scuole a spiegare il significato della Grande Guerra, ma non solo. “Per volontà del ministro La Russa”, dice il generale Giancarlo Rossi, portavoce del ministro, “verrà ricordato che il 4 novembre da 90 anni è anche il giorno dell’Unità nazionale e delle forze armate, oltre che quello della Vittoria nella Grande Guerra”.
Se fossimo in campagna (elettorale) suonerebbe così:
Più guerra per tutti.
Landoni, non trovi che uno stato allegramente sulla via della bancarotta non possa permettersi di spendere 6 milioni di euro per fanfaronate miltar-nazionaliste?
Che c’entra? C’entra, c’entra, restituisce la dimensione di come questo governo intenda procedere, del suo buon senso e della misura.
sandokan71
21 ott 2008 - 11:36 - #17Tutti i Governi fanno tagli per RISPARMIARE e RAZIONALIZZARE, evitare gli SPRECHI… ma i soldi ci sono, I SOLDI CI SONO!!!!!!
Solo che se li tengono gli evasori del Nord, gli industriali, gli esercenti che non emettono scontrini, i professionisti che non fanno la fattura…
Siamo sempre noi a pagare!!!!
http://www.contribuenti.it/
Pio.XII
21 ott 2008 - 11:56 - #18Se chiudessero tutte le scuole poi come farebbero i sinistri a fare il lavaggio del cervello quotidiano ai nostri pupi?
That’s the question!
Ben vengano allora le Università dimezzate e le fondazioni private! ERA ORA! (chi fosse contrario venga all’Un. di Bari a vedere cosa significa…)
E ben vengano le forze armate in classe, molto meglio dei partigiani bugiardi…
ice
21 ott 2008 - 12:18 - #19è vero che nella scuola si spende troppo in stipendi: ma la privatizzazione non è la soluzione, è in parte la causa
l’ver trasformato gli istituti scolastici in piccole aziende ha di fatto innalzato il preside al rango di dirigente pubblico (amministratole delegato della scuola), con un raddoppio di stipendio, la segretaria, un tempo semplice impiegata, è divenuta dirigente anch’essa con uno stipendio addirittura triplicato rispetto
ai miei tempi 10-15 anni fa il preside percepiva il normale stipendio di un docente piu idennità extra, la segretaria d’istituto era appunto un impiegata
adesso entrambi hanno stipendi da dirigente pubblico….qualcosa come 2x-3x lo stipendio di un instagnante
MERITO DELLA “PRIVATIZZAZIONE” e dell’autonomia scolastica
ice
21 ott 2008 - 12:38 - #20MODERATORE
cancella i post duplicati……
oggi la piattaforma di blogo pare essere un po intasata
Chico Mendez
21 ott 2008 - 13:18 - #21Pio XII invece dei partigiani bugiardi potremmo usare i fascisoli redatti dalle forze armate americane ed inglesi…….vorrei ricordarti che non sono le forze armate italiane a fare brutta figura, l’8 settembre la stragrande maggioranza dei militari italiani mando’ a quel paese il nano di predappio e i suoi scagnozzi della decima mas, peccato che questi ultimi continuarono ad uccidere civili tialiani inermi, leggasi la marcia dalla versilia al reggiano lungo la linea gotica…………..
Superbisco
21 ott 2008 - 14:14 - #22Punto:
1) il problema non è se convertire gli istituti pubblici in privati, ma dare la possibilità a quelli privati di essere riconosciuti come pubblici.
In questo caso si ridurrebbe il tutto ad una questione di vili bilanci, dove gli istituti privati, si sa, funzionano meglio, perchè possono tagliare.
2) Il 90% delle risorse in stipendi: ovvio, le sole risorse che rimangono all’istruzione sono proprio gli stipendi. Invece di dare più soldi, oltre agli stipendi, come fondi, si utilizza la matematica a proprio piacimento.
3) (vedi sopra) Invece di tagli, servono RISORSE.
ll3mo
21 ott 2008 - 14:18 - #23Mi fa piacere che da “non ci sono tagli” siamo passati a “i tagli ci sono perchè è giusto che ci siano…”.
Lo stesso autore dell’articolo scriveva che non esistevano tagli qualche giorno fa’.
Spero che prima o poi passeremo a “non è giusto uccidere le università”, sarebbe proprio una bella presa di coscienza.
Volevo rispondere a chi chiedeva di una possibile chiusura di certi atenei; nei giorni scorsi è stata inviata una lettere agli studenti del politecnico di Milano con le scuse se il servizio non potrà più essere adeguato alle aspettative…Vi sembra giusto?
rhythm_bandit
21 ott 2008 - 14:45 - #24i tagli che non c’erano di qualche giorno fa riguardavano i posti di lavoro dei docenti, non i fondi destinati all’istruzione
per quanto riguarda le proteste della statale di milano (che non chiuderà affatto, e se chiudesse, comunque, sarebbe solo un bene, visto il livello generale di docenti/studenti - dispiace solo per la facoltà di medicina, l’unica salvabile), ne ho udita un’altra - esilarante - dell’università di pavia: dall’anno prossimo chiuse le iscrizioni per la facoltà di scienze pedagogiche, in quanto, con la riforma gelmini, non si necessiterà più di nuovi insegnanti.
mi meraviglio come mai non abbiano chiuso le facoltà di filosofia dopo la morte di heidegger
Steffa
21 ott 2008 - 15:06 - #25devono
derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di
euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per
l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.
Steffa
21 ott 2008 - 15:09 - #26per recuperare i sodi le università aumenteranno le tasse…
Steffa
21 ott 2008 - 15:16 - #27certo che i soldi per sparare in Iraq e Afghanistan li abbiamo
Lapo
21 ott 2008 - 16:11 - #28l univesrsità fallisce per chi ci “lavora” e chi viene assunto in massa, non per i tagli
Utan
21 ott 2008 - 17:33 - #29Landoni:
Vengono tolti finanziamenti per 8000 milioni di euro (rispetto a quanto veniva dato prima)…puoi chiacchierare altri numeri quanto ti pare la sostanza è questa.
La stessa Gelmini ha detto “non abbiamo più soldi”
Il governo può discutere su tutte le riforme che vuole (magari discutendone con gli interessati) ma non può ridurre così tanto la spesa per l’istruzione.
L’università Italiana costa l’1% del pil la media europea è del 3%, se non è uno schifo questo non so.
Mons 88
22 ott 2008 - 07:33 - #30@ Landoni
Ma allora se lo stato italiano è praticamente sulla via della bancarotta non capisco come mai debba spendere ogni anno 9miliardi di euro per la chiesa ed il vaticano, 21miliardi di euro l’ anno per le spese militari, 4,5miliardi di euro l’ anno per le spese delle politica centrale, non so quanti ne spendiamo per quelle locali, ma sono abbastanza alte calcolando anche gli enti inutili come le provincie e le comunità montane, e chissà quanti soldi per salvare Unicredit e chissà quante altre banche, io penso che invece di tagliare o addirittura privatizzare le Università, le scuole o gli ospedali, uno stato sulla via della bancarotta come l’ Italia debba tagliare su queste altre ose che io ho elencato.
Mons 88
22 ott 2008 - 07:36 - #31Dimenticavo, oppure visto che l’ Italia è sull’ orlo della bancarotta come mai non si recupera un po’ di evsione fiscale che grava a circa 200miliardi di euro? Come mai non si tassano le rendite finanziarie al 20% come negli altri paesi europei, tassa che porterebbe alle casse dello stato ben 3miliardi circa di euro.
Poi dimenticavo che tra i tagli previsti da questo governo oltre a quelli prima elencati ci sono anche quelli per le infrastrutture e per la sicurezza.
Luca Landoni
22 ott 2008 - 08:39 - #32MOlti dei problemi che poni sono complessi e non si possono analizzare così in superficie. Per esempio la tassazione sulle rendite è un assurdo, perchè lo stato prende i soldi da lì e se tassa di più poi è costretto ad alzare gli itneressi se non la gente non compra i bot. E’ una partita di giro.
Per il resto potrei dirti che i tagli vanno fatti ovunque, ma non è dicendo perchè non tagliamo prima questo o questìaltro che si risolvono i problemi dal paese. Ci vogliono fatti.
L’evasione. Si cerca di recuperare quello che si può. Anche il governo prodi è partito dichiarando che coi soldi recuperati dall’evasione avrebbero fatto questoe quello, ma non hanno recuperato un tubo. segno che non è poi così semplice
ice
22 ott 2008 - 12:22 - #33ma dove sta scritto che sui bot debbano applicarsi le stesse regole dei titoli di borsa?
le regole le decide lo stato
anche con i concorsi a premi istituiti dai monopoli di stato o quelli dei panettoni alemagna le norme sono completamente diverse
alemagna deve versare il 30% del valore delle vincite in tasse
quindi sipotrebbero benissimo escudere i bot dalla tassazione sulle rendite
visto che i bot sono finanziamenti allo stato
Luca Landoni
22 ott 2008 - 12:33 - #34allora bisognerebbe specificare su quali rendite. e comunque entriamo in un discorso economico molto complesso che possiamo anche fare ma che pochissimo c’entra con questo decreto e la scuola in generale
...senza parole...
22 ott 2008 - 12:44 - #35…io nn capisco molto di politica…ma frequento…l’istituto superiore…volevo solo dire che se magari questa “riforma”riuscirà ad appianare un pò le condizioni disastrose in cui ci troviamo…perchè incaponirci così…nn riusciamo ad accettare proprio niente…io probabilmente nn avrò l’opportunità di frequentare una università…se davvero da pubbliche passeranno a private….ma almeno così avremo di nuovo la consapevolezza a fare lavori umili…a tornare all’umiltà…a vivere nella consapevolezza che nn tutti possiamo diventare ingegneri avvocati, ecc….io nn sono ne pro ne contro qst riforma…ma se davvero aiuterà a sistemare qualcosa io posso anche accettare…tanto peggio di così nn potrebbe andare…!parliamoci chiaro sono poche le xsone che frequentano l’università perchè vogliono studiare…sono molto poche…il più degli studenti lo fanno solo per il dolce far niente…perchè sperano che un gg usciti da la tutti gli metteranno la stola rossa…ma aprite gli occhi e guardate in faccia la realtà di come siamo messi!!!…
contro gelmini
22 ott 2008 - 20:04 - #36io direi volentieri…ma stamm pazziann? cioè ma veramente skerziamo? ma ki è questa idiota che si permette di farci da stato? cioè una che vuole privatizzare la scuola con il debito pubblico che ci ritroviamo…va solo sua figlia a scuola, sempre se non si è ammazzata per disperazione…
una che non vuole classi miste xk gli stranieri “rallentano” il programma…allò primo, chi vuoi che ci và a scuola se la privatizzi? quindi altro che programma, dopo li metti a guardare i programmi televisivi…seconda cosa…e del sociale? cioè tu per farti forte e pèr compensare altre spese, togli tutto alla scuola..la unica vera fonte di futuro…ma scherzi?
ma poi …io sono vedente e vado in una scuola per non vedenti..il 30% della scuola è vedente per mermettere proprio la socialità tra questi due…
e tu che fai? la togli. perchè x te essere diverso, essere qualsiasi altra xsona che non sia come i tuoi sporchi figli, sia una nullità. ma chi sei? ma come ti permetti di venire qui a dettare leggi? ma guardati allo specchio e fatti un esame di coscienza..
togli dei soldi a noi per darli alle armi..li dove c’è guerra…allora sai cosa vi dico? la guerra ve la cercate…e mi fate schifo.
ma come potete poi pretendere?
noi che vi preghiamo per ANDARE A SCUOLA. noi che ci sforziamo di essere migliori. perchè? perchè in questo sporco mondo se non hai una laurea non lavori. oppure non sei nessuno. e tu ci togli questa possibilità, quella di essere la gente del futuro…ma quale futuro possiamo prosperare e creare noi per voi che ci trattate così?
senti gelmni senti un consiglio. io sono una dei tanti, ma spero che lo stesso mi ascolti: da grande era meglio se facevi la puliscicesso. magari ti riusciva meglio comandare.
Eno
23 ott 2008 - 13:19 - #37Caro Landoni,
parte di quello che sostieni è vero.
Le quantità di sprechi per gli stipendi e gli aumenti di stipendi è allucinante. Chi non è nell’università forse non riesce a capire che i costi per gli stipendi ai docenti NON SONO ipso facto spese per la didattica… figuriamoci per la “cultura”…
Ovvio che in una università si debba pagare la docenza!
Ma i costi ESORBITANTI derivano dal fatto che anziché investire su nuovi ricercatori e associati, si è preferito far salire di grado gli associati alla condizione di ordinari.
Poiché questi guadagno circa due volte e mezza un ricercatore, più scatti stipendiali, il sistema è impazzito.
Constatato questo- cioè che la CRUI è in realtà la AICI( associazione italiana cacciaballe ipocriti )-, tuttavia…
Perché allora non si è intervenuti alla radice, dando ai professori di I e II fascia un contratto collettivo nazionale di lavoro, rallentando DEFINITIVAMENTE e non UNA TANTUM gli scatti stipendiali e usando parte di quanto risparmiato per ridare sangue ai ricercatori?
Perché picchiare nel mucchio colpendo lo FFO, senza dare neppure dei criteri applicativi e senza discuterli col Cun?
In queste condizioni non potranno essere fatti in modo organico, ma manderanno a gambe all’aria tutte le facoltà.
Sulle privatizzazioni.
Tu non hai fatto notare una cosa banalissima: trasformare una università in enti di diritto privato NON E’ privatizzarla.
Diventa una fondazione senza fine di lucro, un campus all’americana.
Però la procedura di trasformazione è tutt’altro che opzionale, nonostante l’apparenza!
Se i fondi diminuiscono e i tagli sono quasi impossibili, cosa vuoi che facciano le università? Tra un burrone e una strada asfaltata, che reale scelta c’è?
Neppure è così democratica la procedura di trasformazione.
La maggioranza in Senato Accademico si ottiene facilmente, e infatti per le modifiche statutarie è prevista ovunque una qualche maggioranza qualificata( facciamo: 2/3 ) e altre procedure di garanzia come il parere favorevole del consiglio d’amministrazione.
Quando negli anni ‘90 le università elaborarono gli statuti d’autonomia, questi furono redatti da un senato allargato con studenti in numero pari ai presidi, amministrativi e compagnia bella. Un organo enorme e di garanzia.
Te lo dico chiaro e tondo. Nel mio Senato Accademico la maggioranza è 14 voti: rettore, 12 presidi e un qualsiasi scalzacane e siamo una fondazione.
Credimi, ora sono contrari ma sono abbastanza stupidi o disperati da farlo tra qualche anno.
Hai omesso di dire due cosuccie sulle fondazioni.
Le fondazioni non avrebbero limite per le tasse universitarie.
Altro che cercare finanziamenti da privati! In Italia non siamo come negli States dove la coca cola mi finanzia i corpora informatizzati dei manoscritti greci.
Il rischio è una esplosione delle tasse.
Ci sono anche negli States tasse altissime, ma pure borse di studio efficienti.
Tuttavia, allo stato attuale della normativa, nulla collega gli enti per il diritto allo studio alle fondazioni. Capisci?
Se non si provvede, si rischia di finire malissimo.
Sono d’accordo anche io che vi siano sprechi sul numero di corsi e di atenei.
Ma di norma è il corso con molti iscritti lo spreco, non quello di medie o piccole dimensioni.
Con il 3+2 sono stati aperti corsi accattivanti che potessero attirare tutte le masse che prima non sarebbero manco andate all’università perché non adatte.
L’esplosione di corsi di comunicazione, di dams, di simil-sociologia, di “comunicazione scientifica”, di discipline motorie sono state elevare corsi medio-professionali al rango di università. Iscritti infiniti, qualità quasi zero, uso massiccio di docenti a contratto di dubbia competenza.
Dimmi, sinceramente: è più formativo matematica con 15 iscritti o sociologia del territorio mitteleuropeo con 60? lettere antiche con 15 iscritti o scienze e tecniche dell’interculturalità con 200?
Non esageriamo con la retorica del “mercato del lavoro”.
Il mercato del lavoro è fatto per lo più da rispettabili mestieri come bancari, commesse, operai, contabili e impiegati nei servizi.
L’università fornisce solo una parte della forza lavoro, e quindi se funziona bene i suoi numeri non possono essere altissimi.
un saluto, Marco
VEDO OLTRE
23 ott 2008 - 21:35 - #38Bisogna leggere anche il Piano Programmatico Integrale oltre al Decreto ii112 per capire quali e quante falsità la sinistra stia dicendo. Sul mio sito l’ho pubblicato.
erika luca
24 ott 2008 - 11:10 - #39la cosa peggiore è che a noi professionali vuole togliere ore di laboratorio
comunque finanziare missioni militari non è buttare soldi, loro per noi fanno tanto, penso che sia il lavoro più bello difendere la propria patria!!!!!
erika luca
24 ott 2008 - 11:11 - #40la cosa peggiore è che a noi professionali vuole togliere ore di laboratorio
comunque finanziare missioni militari non è buttare soldi, loro per noi fanno tanto, penso che sia il lavoro più bello difendere la propria patria!!!!!
erika luca
24 ott 2008 - 11:15 - #41steffi ma pensi che loro vanno li a sparare loro vanno li per stare dietro ale popolazioni deboli e difenderli. quindi se le cose non le sai statti zitta
erika luca
24 ott 2008 - 11:17 - #42la cosa peggiore è che a noi professionali vuole togliere ore di laboratorio
comunque finanziare missioni militari non è buttare soldi, loro per noi fanno tanto, penso che sia il lavoro più bello difendere la propria patria!!!!!
lorenzofiori
24 ott 2008 - 21:48 - #43Comuqnue il taglio della Gelmini dei 37 Corsi Universitari in Italia con 1 solo studente (ovviamente solo in alcune univeristà dove c’è effettivamente 1 solo studente, non in tutte) è risibile e appare alquanto pretestuoso:
un ricercatore che insegna è pagato poco più di quello che riceve come ricercatore semplice (stessa cosa vale per gli ordinari e gli associati), quindi moltiplicato per 37 fa una cifra davvero risibile…
Non capisco poi l’accetazione dei tagli da parte dell’autore: chi ha visto in questi giorni le tramissioni di approfondimento avrà avuto modo di constatare come di tagli alla ’spesa pubblica’ se ne possono fare molti in altri settori (non dico quali); colpire l’Istruzione appare invece una ‘vigliaccata’ contro chi non può difendersi ad armi pari…
Di qui, poi, il passo verso la privatizzazione degli Istituti per mancanza di fondi, anche se non obbligatoria, è piuttosto breve…sofismi a parte…
Comunque oggi c’è stata l’ennesima presa in giro da parte delle Gelmini che prima aveva aperto un tavolo di trattative con gli studenti, poi lo ha ritirato dicendo di voler portare avanti il Decreto…
che li ha convocati a a fare?
cosa gli avrà detto per convincerli: che non si tratta di tagli?
_Ok_
26 ott 2008 - 21:52 - #44Mi rivolgo a Haugentaler/Milio riguardo il commento del 21/10/08
Innanzi tutto nessuno ha mai parlato di abolire corsi con poche persone, semplicemete è k stipendiare una persona k insegna a 9 ragazzi è piu gravoso rispetto k stipendiarne una k insega a 20.
I corsi con poche persone nn possono essere aboliti, semplicemente verranno inglobati con altri.
Quindi prima di dire k qualcuno “spara boiate” bisognerebbe informarsi.
Enzo81
30 ott 2008 - 20:44 - #45Rispondo a “senza parole” sul commento del 22-10 e cito testualmente “probabilmente nn avrò l’opportunità di frequentare una università…se davvero da pubbliche passeranno a private….ma almeno così avremo di nuovo la consapevolezza a fare lavori umili…a tornare all’umiltà…a vivere nella consapevolezza che nn tutti possiamo diventare ingegneri avvocati, ecc….”
io non so le tue ispirazioni per la vita, ma sinceramente tra fare il cameriere o l’ingegnere navale opterei senza alcun dubbio sul 2. Possibilità di stipendio più elevate, eviti di spaccarti la schiena, non hai a che fare con clienti stupidi e che ti credono il loro schiavetto personale. Non tutti possono diventare avvocati o altro…e ci credo! già l’università Italiana è una delle più costose in assoluto e offre poco già così. Se si devono autofinanziare cosa pensi? che lascieranno le tasse universitarie alle già alte cifre di ora? inutile fare previsioni, ma di sicuro aumenteranno e quindi solo i ricconi potranno frequentare l’Università. Cosa ne consegue? che torneremo come 50 anni fa dove il ricco ha modo di diventare sempre più ricco ed il povero ha modo di sprofondare sempre più in basso. Non mi capacito assolutamente di come un ragazzo/a non arrivi a comprendere queste cose.
Il decreto Gelmini priva tutte le persone non abbienti della possibilità della cultura, della speranza in un futuro migliore di quello attuale, delle possibilità lavorative. Hai mai cercato lavoro? senza laurea si va poco lontani purtroppo e con questo decreto solo pochi potranno averlo.
Non capisco come non siano TUTTI a partecipare alle manifestazioni in piazza, di come NESSUNO in televisione dica davvero le cose come stanno. Con che coraggio si dice che il decreto non toccherà l’università quando l’articolo 16 intitola “Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università”? (preso da http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm).
Concludo con la parte finale dell’epitaffio scritto da un mio caro amico
“Qui Giace l’Università, uccisa dalla riforma Gelmini. Possano i nostri figli perdonarci per averlo permesso”
Italia in rovina
30 ott 2008 - 21:20 - #46perchè ridurre le entrate dei politici quando è possibile ridurre i fondi delle università mi domando!!
Genevieve
30 ott 2008 - 21:54 - #47A me piacerebbe vedere il sig. Ministro dell’Istruzione Gelmini al posto di noi studenti…
Stessa situazione…
Io penso che rimarremmo sbalorditi da quanto la sua reazione possa essere simile alla nostra…
E per questo io sono molto, molto indignata… Perchè davvero certa gente dovrebbe pensare un pò più altruisticamente, soprattutto se è al governo di un paese, ancor più se questo paese è in crisi!!
E mi chiedo anche perchè certa gente sembra essersi dimenticata la gioventù, quando andava a scuola, quali erano i problemi, quali erano i proprio ideali di uno Stato migliore (sempre se li avevano!)…
In questo momento mi sembra che al governo ci siano persone nate Vecchie!
Ma non è alquanto triste?
Genevieve
30 ott 2008 - 22:03 - #48cito solo un’altra cosa:
dalla Costituzione della Repubblica Italiana:
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. […]
Art. 34
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
lorenzofiori
05 nov 2008 - 12:20 - #49Comunque con questo governo proprio non ci siamo:
nessuno è contrario ai tagli di inefficienza dell’Università Italiana, ai Baroni, ai Corsi Superflui (appena 37 in tutta Italia) ecc…..
Il problema è che si hanno ‘forti dubbi’ (tanto per usare un’eufemismo…) che, tolte tutte le inefficenze e sommato il tutto, si arrivi alle cifre di centinaia di miliardi di euro di tagli previste del Decreto, quando si sà che il 90% della spesa per l’Istruzione serve a pagare gli stipendi dei docenti e del personale interno…
E’ evidente che le motivazioni addebitate alla Riforma dal Governo sono a dir poco ‘pretestuose’ e nascondono una volontà di ‘presa in giro’ dei cittadini:
si tratta dunque, senza ombra di dubbio, di tagli netti alla ricerca motivati dalla necessità di far cassa nel ‘Bilancio Statale’…
Non si capisce poi come i tagli vadano a colpire i Baroni quando questo è un aspetto prettamente legato alla ‘Meritocrazia’ e non all’efficienza…boh…mistero…
Insoma siamo di fronte a delle vere e proprie ‘menzogne’: pr di più, di fronte all’evidenza, stanno cercando di ‘rigirasi la frittata’ come vogliono: è una cosa che dovrebbe mandare in bestia e a buon diritto qualsiasi cittadino dotato di ’senso civico’….
Per quanto riguarda gli altri aspetti della Riforma ovvero il ‘Maestro Unico’ alle Elementari e il 5 in condotta ‘Anti-Bullismo’ sono cose francamente opinabili e, a mio avviso, meno importanti, per il quale lascio il parere a chi di dovere ovvero a chi si occupa prettamente di ‘pedagogia’…
Chissà perchè poi in queste circostanze nessun ‘parere tecnico’ di esperti del settore pedagogico viene richiesto o consultato…
a cosa serve allora studiare e prendersi una Laurea ?
lorenzofiori
08 nov 2008 - 13:30 - #50Qui c’è l’opinione di una ‘psichiatra’ sulla scuola, la riforma e i giovani attuali:
www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/nuovi-adolescenti/nuovi-adolescenti/nuovi-adolescenti.html