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Unione Europea e ambiente: l'ignoranza del governo italiano

Pubblicato: 21 ott 2008 da davide f.

da Il Manifesto

Come è stato confermato ieri, l’Unione Europea è preoccupata per le regressioni fatte, soprattutto grazie all’Italia, nella possibilità di trovare un accordo che abbia come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e il passaggio graduale ad un utilizzo di risorse energetiche rinnovabili.

Di qualche minuto fa le dichiarazioni di Sarkozy, certo non noto per essere un ecologista convinto, che in questo periodo detiene anche la presidenza di turno dell’Unione Europea: “Abbandonare il pacchetto dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico . La situazione ambientale del mondo non è migliorata siccome c’è la crisi finanziaria.

Il pacchetto è fondato sulla convinzione che il mondo va incontro alla catastrofe se continua a produrre nelle stesse condizione. Non vedo alcuna argomentazione che mi dica che il mondo va meglio dal punto di vista ambientale solo perché c’è la crisi economica”. Cosa manca al governo italiano per comprendere l’importanza di politiche ambientali serie e dal punto di vista economico e in un’ottica di salute dei cittadini?

Manca ciò che evidentemente caratterizza invece altri paesi: un progetto futuro condiviso, una reale preoccupazione per i propri territori e i cittadini, una cultura capace di allargare i propri orizzonti al di là delle proprie piccole frontiere. E’ disarmante sentire Matteoli dire “Perché dobbiamo cedere?”, un ex ministro dell’ambiente da brividi. Un’altra occasione persa per l’Italia, con una pessima reputazione a livello internazionale come poche volte, e un’evidente incapacità dei suoi politici di uscire dall’ideologia “impresa mercato crescita”.

Chi ha detto che è finita l’epoca delle ideologie? Mai come in questo momento la sensazione è di essere in balia di persone totalmente sprovvedute e quindi facilmente manipolabili. E’ il neoliberismo autachico e populista made in Italy, che tanto piace a milioni di individui consumatori.

Vignetta /Il Manifesto

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51 commenti

Commenti dei lettori

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    Alter_EGO

    22 ott 2008 - 00:21 - #51
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    Up Down

    @ 49
    .
    La wiki cita questo rapporto di GP
    http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/cernobyl-2006.pdf
    mentre io citavo questo report dell’AIEA
    http://www.iaea.org/Publications/Booklets/Chernobyl/chernobyl.pdf
    .
    Li ho letti tutti e 2 (fallo anche tu, data l’ora sono SICURO che avrò sbagliato qlcs e potrai prendermi in castagna).
    Lo spirito di GP mi pare riassunto in questa frase:
    “Nonostante la maggiore difficoltà nel determinare la relazione causa-effetto, è evidente che numerose altre malattie sono aumentate in seguito al disastro di Cernobyl, non solo i tumori. [ndr a proposito di Altre malattie].”
    No comment.
    .
    Poi si lancia in supposizioni su quanti moriranno per Chernobyl.
    Ma quante persone considerare “contaminate”?
    GP considera contaminate Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Slovenia, Polonia, Romania, Ungheria, Svizzera, Repubblica Ceca, Italia, Bulgaria, Repubblica Moldava e Grecia. Oltre a Russia, Bielorussia ed Ukraina.
    L’AIEA spiega perché non considera contaminata tutta l’Europa, con i dati.
    E per quanto nel futuro?
    GP dice che si vedrà nei prossimi 70 anni. Cioè se io morirò di tumore a 90 anni forse sarò vittima di Chernobyl, perché allora l’età media sarà più alta?
    .
    Insomma, GP prevede 6 milioni di morti, l’AIEA 4mila. Se l’AIEA non capisce niente, l’ONU pure. E sono anche d’accordo, infatti l’ONU vuole anche farci credere all’IPCC! A no, quello invece è giusto…
    Ma GP non ha nessun interesse? Sono davvero i buoni senza macchia e l’AIEA i cattivi?

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