E’ legittimo che, alla vigilia della manifestazione del 25 ottobre, Massimo D’Alema vuol rincuorare la sfiduciata base del Pd e dimostrare l’unità del gruppo dirigente.
Lo fa alla vecchia maniera, tornando al giuoco a “uomo”, dopo aver fallito in quello a “zona”.
L’ex premier ed ex ministro degli Esteri sfodera i vecchi arnesi dell’armamentario propagandistico del Cominform, isolando il singolo personaggio dal proprio gruppo e dal contesto politico, e sferrando un durissimo attacco all’avversario politico, sul piano personale.
Il dubbio sulla correttezza e sull’efficacia della “crociata” del ministro Brunetta sul disboscamento della pubblica amministrazione, è più che lecito. Ma che c’entra l’appellativo di “Energumeno tascabile” affibbiatogli in Tv dal lider Maximo?
Stessa cosa sul premier. Berlusconi sarà esuberante, eccessivo, presuntuoso, iperliberista pro domo sua, mangia comunisti, portatore di conflitti di interessi ecc. ecc., ma perché “faccia di tolla”?
D’Alema usa la tattica “staliniana” del Cominform ma dimentica che né Togliatti, né Longo, né Berlinguer la usarono in Italia contro i rispettivi avversari politici.
Evidentemente, al di là del giudizio di merito su Berlusconi, su Brunetta e sul governo di centrodestra (giudizio non certo esaltante), le esternazioni di D’Alema dimostrano un forte disagio personale e una disarmante mancanza di argomentazioni politiche.
Più che altro, sembra una polemica ad uso interno. La verità è che D’Alema alza i toni per una difesa “d’ufficio” di Veltroni e del Pd.
Ma il Partito democratico, il centrosinistra e la sinistra che non esistono, hanno bisogno di ben altro. La crisi del capitalismo finanziario e della globalizzazione a senso unico aspettano ancora una risposta e una proposta alternativa.
Per D’Alema e per il Pd (e per tutta la sinistra) è più facile la scorciatoia e “aggredire” il “povero” Brunetta.
unno
22 ott 2008 - 12:20 - #1Ormai la sinistra in italia é alla frutta, non sono mai stati dei bravi comunicatori, ma non credevo potessero cadere così in basso
Despota
22 ott 2008 - 12:28 - #2non sanno più che pesci prendere..
dopo lo sfruttamento dei giovani studenti…
popolo di pecore improduttivo…
adesso dove concentreranno i loro sforzi offensivi ed inutili?
Loro a manifestare …E noi a lavorare…
andrea4381
22 ott 2008 - 13:03 - #3Triste ammetterlo, ma hai ragione. Ricordiamo anche che D’Alema, l’uomo che si è sempre considerato molto più furbo di quanto non sia davvero, è lo stesso che ha cercato il famoso “inciucio” con Berlusconi..
darling3
22 ott 2008 - 13:03 - #4all’unità del gruppo dirigente non ci crede neppure il più ingenuo degli elettori del pd.
l’unico solo collante per dirigenti ed elettori del pd era, è e sarà l’antiberlusconismo.
Gianca77
22 ott 2008 - 13:28 - #5d’alema, insieme a veltroni e rutelli, è il simbolo del fallimento della sinistra italiana, dell’aristocrazia intellettuale che si presume abbia creato il ‘68, dei post-comunisti moderni… dei maestri ipocriti ad honorem.
un vero schifo…indubbiamente i migliori alleati di berlusconi o di qualsiasi criminale/pagliaccio/ammaliatore che si metta a far politica al giorno d’oggi…
certo, ci fosse un elettorato meno pecora ne gli uni ne gli altri sarebbero in parlamento…anzi a piede libero…
Chico Mendez
22 ott 2008 - 16:06 - #6Gianca ahem nel 68 D’alema, Veltroni e Rutelli contavano meno del due di picche con brisola a cuori, i dirigenti sia dei movimenti che dei patiti erano ben altri, solo nel 77 vedi comparire D’Alema come segretario della FGCI (federazione dei giovani comunisti) che per chiunque avesse vissuto il 77 significava non contare na mazza…….il movimento era fatto da ben altre persone…..
Gianca77
23 ott 2008 - 08:52 - #7ok, ma loro sono il risultato di quelle minkiate pseudo intellettuali