Parlamento Europeo: il record di assenze a Fitto, Toti e Salvini

La classifica, per presenze e attività, dei rappresentanti italiani a Strasburgo

Il Parlamento europeo si è riunito per sole due sessioni, ma ha già espresso 82 voti. Non è troppo presto allora per stilare una prima classifica della presenza e delle attività dei nostri europarlamentari a Strasburgo, grazie ai dati di Votewatch e MEPranking.eu, siti che monitorano e controllano l'operato degli eurodeputati in carica dallo scorso primo luglio.

E, tra gli italiani, la maglia nera va a quattro nomi molto noti della politica nostrana. Giovanni Toti e Raffaele Fitto di FI, Matteo Salvini della Lega e Lorenzo Cesa di NCD-Udc sono agli ultimi posti per numero di presenze durante le votazioni, 13 su 82, 713° in classifica su 722 deputati. E pensare che Toti e Fitto sono anche stati capilista alle scorse europee.

Di ben altra pasta sono ben 182 parlamentari che hanno partecipato a tutte le 82 votazioni, e conservano il record di presenze. Tra loro anche 16 italiani, sei del Pd (tra cui Cofferati e Picierno), cinque di FI (con Gardini e Comi), tre della Lega (tra Borghezio), due del M5S (Affronte e Zanni). Nessun esponente della Lista Tsipras ha totalizzato il pieno di presenze: Curzio Maltese si è fermato al 43%, Barbara Spinelli ha leggermente recuperato dopo la debacle iniziale ma è comunque ferma al 43%.

Per quanto riguarda i gruppi, il Pd ha il più alto numero di presenze medie: il più assente è Renato Soru, che ha comunque partecipato al 50% dei voti. Nel gruppo dei popolari, il più assente, ma sempre con il 50% circa dei voti, è Antonio Tajani, che però è giustificato essendo vicepresidente del Parlamento e avendo quindi anche ruoli di rappresentanza. Ottima anche la resa dei grillini, con due sempre presenti e un minimo di 68 voti su 82.

Piuttosto interessanti anche altri due dati, quelli relativi alle attività e all'allineamento di voto. Già, perché partecipare alle votazioni non è l'unico indicatore che fa un "buon" europarlamentare: prendiamo ad esempio Flavio Zanonato del Pd. L'ex ministro del governo Letta ha partecipato al 100% delle votazioni, ma ha uno 0% di attività: niente mozioni, niente discorsi, niente proposte di legge. Al contrario del collega di partito Nicola Caputo, che non solo ha partecipato a tutte le votazioni, ma è anche quinto assoluto per attività: 43 tra interrogazioni, dichiarazioni e mozioni. Bene anche Mara Bizzotto della Lega, 98% di voti e 32 attività, e Ignazio Corrao del M5S, con 97% di voti e 29 attività.

Per quanto riguarda l'allineamento al gruppo nelle votazioni, non c'è da sorprendere che i grillini abbiano le percentuali più basse: il gruppo che li accomuna all'Ukip di Farage e altri movimenti nazionalisti serve solo a "fare numero" e non c'è alla base un comune sentire ideologico, tanto che gli appartenenti al gruppo non sono vincolati: e finora solo il 70% dei voti è stato in linea con le indicazioni del gruppo. I popolari sono i più "fedeli", con il 90% di allineamento, percentuale che scende solo di qualche punto nel Pd, con Cofferati che si rivela il più "ribelle", con solo il 50% dei voti allineati con il gruppo.

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