Secondo un’indagine dell’International Herald Tribune, l’opinione pubblica dei principali paesi dell’Europa occidentale è schierata in larghissima maggioranza a favore di Barack Obama per le elezioni americane del prossimo 4 novembre.
La percentuale di cittadini che dichiara di preferire il candidato democratico alle presidenziali oscilla infatti tra il 66% dell’Italia e lo schiacciante 78 della Francia, se si eccettuano i britannici che “incoronano” Obama solo al 48% (risultato spiegato dall’alta percentuale di incerti). Il nostro paese si segnala dunque come il meno entusiasta dopo il Regno Unito per il candidato dello “Yes we can!” copiato da Veltroni alle ultime elezioni.
Per quanto riguarda invece il supporto per John McCain, l’Italia raggiunge invece addiritura il primo posto, con un comunque risibile 12%, seguita a ruota dall’UK con l’11%. Staccati tutti gli altri paesi: addirittura solo un francese su cento dichiara di preferire il veterano del Vietnam al suo rivale democratico. Quali le possibili spiegazioni di questo primato italiano?
Una prima ipotesi potrebbe riguardare il fattore-razza, di cui abbiamo parlato recentemente: tuttavia solo il 5% degli intervistati italiani ritiene che l’elezione di una persona di colore alla guida degli USA avrebbe un effetto negativo (percentuale che triplica in tutti i paesi europei se si chiede di giudicare la stessa eventualità rispetto al proprio paese!). Questo dato ci dice che, se il fattore razza può aver contato nel giudizio degli italiani, esso non è comunque il fattore prevalente. Risultato interessante, se si considerano le polemiche degli ultimi mesi, in cui si è insinuato da più parti (e in alcuni casi mostrato dati alla mano) che gli italiani sarebbero più razzisti degli altri europei.
La spiegazione più convincente del sostegno (minoritario, ma consistente per un paese dell’Europa occidentale) di cui sembra godere McCain in Italia è invece un’altra: il nostro è un paese che - sia storicamente che recentemente - si colloca più a destra dei suoi omologhi europei, ed è dunque più propenso ad aderire alla visione repubblicana del mondo e delle relazioni internazionali. Non a caso infatti, sempre secondo la ricerca dell’International Herald Tribune, gli italiani sono il gruppo che più si aspetta che il prossimo presidente “mantenga la sicurezza nel mondo” e che peggio giudica l’approccio di Barack Obama verso l’Iraq, che come risaputo, prevede un ritiro a breve termine.
Ottime notizie per Silvio Berlusconi, che ha sposato fin dall’inizio le strategie internazionali dei neo-con americani e ha recentemente avuto parole di grande elogio per il presidente uscente George W. Bush.
Foto: fablibre, Flickr.
DoMeNicO
27 ott 2008 - 10:15 - #1mi pare scontata l’analisi riguardante l’Itlia ……. un paese che elegge silvio berlusconi alla presidenza del consiglio , non curandosi dell’operato dello stesso che ha gia fatto e che ha intenzione di fare , …………………… italiani ——- ma ….
Paix
27 ott 2008 - 10:23 - #2@Domenico
Ah beh cosa bisognava votare??? Un’altro governo prod… ops veltroni…??? 5 anni buttati nel cesso con l’italia ferma??
Bha contento te…
DoMeNicO
27 ott 2008 - 10:28 - #3parlo in funzione della persona “Silvio “
Pierpyx polisblog
27 ott 2008 - 10:47 - #4@2
meglio l’Italia ferma che in retromarcia..
Pierpyx polisblog
27 ott 2008 - 11:11 - #5quand’è che aggiornate l’orario? :)
Chico Mendez
27 ott 2008 - 13:15 - #6Strano, Prodi ha fatto meno di due anni e ha le colpe di quello che Berlusconi ha fatto negli ultimi 9 anni……..sara’ ma Paix forse non lo sapeva che era Berlusconi al governo rpima di Prodi e che nulla ha fatto come al solito :)
darling3
27 ott 2008 - 14:35 - #7prima prima di berlusconi ci sono stati cinque anni di governo dell’ulivo prodi/d’alema/amato.
quindi più o meno centrodestra e centrosinistra hanno governato per gli stessi numeri di anni.
supercasulet
27 ott 2008 - 20:27 - #8La durata totale è simile, i conti dello stato lasciati ai successori per niente.
Calluto
05 nov 2008 - 09:57 - #9Sarà mica perchè gli italiani sono il popolo più bigotto e razzista che ci sia? Non faccio di tutta l’erba un fascio per carità, ci sono persone veramente valide nel nostro paese, ma il livello culturale in generale, è di molto sotto la media di quello degli altri stati europei più evoluti. Berlusconi ha solo sfruttato l’innata capacità dei molti di essere plagiati con suoni, canti, colori, tette, culi, ballerine, clown e compagnia bella.