Giorgio Napolitano si è dimesso: Pietro Grasso è Presidente supplente della Repubblica

Dimissioni Napolitano, le ultime notizie: oggi si è chiuso il suo secondo mandato da Presidente della Repubblica. La lettera di dimissioni è stata firmata alle 10.35.

14.00 - Papa Francesco, in queste ore in Sri Lanka per il suo ultimo viaggio apostolico, ha fatto pervenire a Giorgio Napolitano un telegramma in cui ha espresso tutta la propria gratitudine per l'operato svolto in questi nove anni di Presidenza della Repubblica:

Appreso del suo congedo dalle funzioni di Capo dello Stato, mentre sto compiendo il viaggio apostolico in Sri Lanka e Filippine, le sono spiritualmente vicino e desidero esprimerle sentimenti di sincera stima e di vivo apprezzamento per il suo generoso ed esemplare servizio alla nazione italiana, svolto con autorevolezza, fedeltà e instancabile dedizione al bene comune. La sua azione illuminata e saggia ha contribuito a rafforzare nella popolazione gli ideali di solidarietà, di unità e di concordia, specialmente nel contesto europeo e nazionale segnato da non poche difficoltà. Invoco su di lei, sulla sua consorte e sulle persone care l’assistenza divina, assicurando un costante ricordo nella preghiera.
12.16

- Lo stendardo bianco bordato di azzurro, che sta a indicare la supplenza, è stato issato: da questo momento Grasso è a tutti gli effetti Presidente supplente della Repubblica Italiana.

12.13 - Il Presidente del Senato Pietro Grasso sta raggiungendo Palazzo Giustiniani, sede pro tempore della Presidenza della Repubblica.

12.07 - In pochi istanti è stato confermato anche l’arrivo di Napolitano nella sua abitazione, accolto anche lì da una folla di residenti accorsi per un saluto di bentornato.

12.05 - La Presidenza della Repubblica di Giorgio Napolitano è ufficialmente terminata.

12.05 - La cerimonia si è conclusa. Il Presidente emerito Napolitano è salito in auto insieme alla moglie alla volta della loro abitazione nel rione Monti. La folla saluta Napolitano con applausi e grida e lui risponde salutando con una mano dal finestrino.

Giorgio Napolitano si è dimesso
12.00 - Lo stendardo presidenziale, simbolo della presenza del Presidente della Repubblica nel palazzo, è stato ammainato e a breve sarà consegnato a Napolitano dal comandante dei Corazzieri.

11.58 - La cerimonia finale ha ufficialmente inizio. Il presidente ha raggiunto il cortile d’onore del Quirinale:

Onori al Presidente Napolitano

E parte l’inno di Mameli.

11.55 - Il piccolo corteo è partito. Napolitano è accompagnano dalla moglie e sta per raggiungere il cortile del Quirinale per la cerimonia finale.

11.53 - Giorgio Napolitano, accompagnato dalla moglie Clio, sta lasciando una delle sale del Quirinale per scendere nel cortile d’onore.

11.45 - Marra è rientrato in Quirinale, la cerimonia finale sta per avere inizio. Lo stendardo presidenziale verrà ammainato e sarà consegnato a Giorgio Napolitano, in arrivo nel cortile insieme alla moglie Clio.

11.40 - Il Consiglio dei Ministri ha preso atto delle dimissioni di Giorgio Napolitano e a breve uscirà una comunicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Giorgio Napolitano si è dimesso
11.37 - Anche il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha ringraziato Napolitano via Twitter:

11.31

- Donato Marra è arrivato a Palazzo Chigi, negli stessi istanti in cui si appresta a cominciare il Consiglio dei Ministri. A breve, in piazza del Quirinale, la cerimonia finale con gli onori a Giorgio Napolitano.

11.25 - Via Twitter è arrivato anche l’omaggio di Donald Tusk, nuovo Presidente del Consiglio europeo:

11.18

- Il Movimento 5 Stelle non ha perso tempo e con una nota congiunta firmata dai capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola, chiede che Napolitano, “uno dei peggiori presidenti della Repubblica”, rinunci alla carica di senatore a vita.

11.12 - Subito dopo l’addio al Quirinale, Giorgio Napolitano si recherà nella sua abitazione e, successivamente, raggiungerà Palazzo Giustiniani per prendere possesso del suo nuovo studio, dove da settimane ha già fatto trasferire i suoi libri e materiali di studio.

11.09 - Marra è arrivato a Montecitorio con la lettera da consegnare a Laura Bordini.

11.07 - L’hashtag #Napolitano è già Trend Topic su Twitter:


11.06 - Donato Marra, segretario generale della Presidenza della Repubblica italiana, sta per lasciare Palazzo Madama dopo aver consegnato la lettera di dimissioni a Pietro Grasso. Il Presidente del Senato a questo punto sarà a tutti gli effetti il capo dello Stato per i prossimi 15 giorni o comunque fino a quando non verrà scelto il sostituto di Napolitano.

11.04 - Il Presidente Del Consiglio Matteo Renzi non ha perso tempo ed è corso su Twitter per ringraziare Napolitano. Per farlo ha preferito utilizzare un hashtag:

11.00

- Lo stendardo presidenziale si trova già davanti al Quirinale e sarà consegnato a Napolitano non appena farà il suo ingresso nella piazza. Lo stendardo voluto dal Presidente Napolitano è lo stesso scelto Carlo Azeglio Ciampi.

10.57 - E’ partito l’inno nazionale in Quirinale e con esso gli onori militari alla bandiera italiana. A breve, quando il Presidente della Repubblica dimissionario raggiungerà la piazza del Quirinale, partiranno gli onori alla sua persona.

10.55 - A pochi minuti dall’ufficializzazione delle dimissioni di Giorgio Napolitano è arrivato l’annuncio della convocazione del Consiglio Dei Ministri per le 11.30 di oggi a Palazzo Chigi. Ordine del giorno: comunicazioni del Presidente del Consiglio.

10.40 - Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni, lasciando di fatto l’incarico di Presidente della Repubblica Italiana alle 10.35 di oggi. Dopo 9 anni, Napolitano lascerà il Quirinale e tornerà nella sua abitazione nel quartiere romano di Monti.

La lettera firmata da Napolitano sarà ora consegnata al presidente del Senato Pietro Grasso, che farà da supplente per tutto il tempo necessario, alla presidente della Camera Laura Bordini e al segretario generale della Presidenza della Repubblica italiana, Donato Marra.

Questo il comunicato ufficiale:

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato questa mattina, alle ore 10.35, l'atto di dimissioni dalla carica. Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, sta provvedendo a darne ufficiale comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Mercoledì 14 gennaio

- Ci siamo quasi. Giorgio Napolitano resterà al Quirinale ancora per una manciata di ore. Oggi è il giorno delle dimissioni e le lettera con cui il Presidente della Repubblica lascerà l’incarico è attesa a breve, intorno alle 11. La corsa al Quirinale comincerà ufficialmente subito dopo, mentre il presidente del Senato Piero Grasso è pronto a subentrare momentaneamente come stabilito dalla Costituzione.

Dimissioni Napolitano: "Il Quirinale? Bello ma è un po' una prigione"

Martedì 13 gennaio - Durante la manifestazione "Una vita da social" il presidente uscente Giorgio Napolitano ha risposto a una domanda rivoltagli da un bambino nella piazza del Quirinale:

Certo che sono contento di tornare a casa. Qui si sta bene, è tutto molto bello ma è un po’ una prigione. A casa starò bene e passeggerò,

ha risposto l'uomo che da domani smetterà di essere il Presidente della Repubblica in attesa dell'elezione del nuovo Capo dello Stato.

Lunedì 12 gennaio 2015 - Meno due giorni alle dimissioni di Napolitano. E se proprio la previsione del 14 gennaio dovesse rivelarsi sbagliata, significa che l'addio al Quirinale arriverà al più tardi giovedì o venerdì (ma è molto difficile). Inizia quindi l'ultima settimana di Re Giorgio da presidente della Repubblica, incarico che - eccezione unica nella storia repubblicana italiana - ha mantenuto per ben nove anni, incominciando un secondo mandato su fortissime pressioni della politica e facendo sapere fin da subito che, anche per ragioni d'età, non l'avrebbe portato a termine.

E così, domani, Renzi terrà il discorso conclusivo del semestre europeo dell'Italia da Bruxelles, mentre contemporaneamente Napolitano si recherà a salutare i corazzieri, ultimo appuntamento segnato sulla sua agenda prima di una pensione giunta alla veneranda età di 89 anni. Un appuntamento, quello coi corazzieri, che conferma come la firma sulle dimissioni arriverà proprio il 14 di gennaio, mercoledì, indipendentemente dalle speranze di Renzi, che avrebbe tanto voluto che si attendesse almeno un altro passaggio della legge elettorale.

La lettera di dimissioni arriverà per prima alla presidente della Camera, che entro quindici giorni si occuperà di convocare la riunione congiunta a Montecitorio di Camera e Senato per l’elezione del nuovo presidente; la stessa lettera arriverà poi a Pietro Grasso, presidente del Senato, che assumerà l'incarico di reggente lasciando il Senato nelle mani dei suoi quatto vice.

E Napolitano, che farà? Dopo aver scritto e firmato la lettera, lascerà il Quirinale e farà ritorno a casa, senza alcuna nuova partenza per una vacanza in programma (almeno per il momento). Per tutte le sue attività istituzionali da ex presidente, se proprio in pensione dovesse annoiarsi, avrà comunque a sua disposizione l'ufficio da senatore a vita di diritto al secondo piano di Palazzo Giustiniani. L'ultimo appuntamento che lo attende, però, è quello del passaggio di consegne con il suo successore, non appena si saprà su chi ricadrà l'onore.

Intanto questa mattina Napolitano ha ricevuto Matteo Renzi, come comunica una stringatissima nota del Quirinale, senza spiegare quale sia stato l'argomento dell'incontro.

Le dimissioni di Napolitano alla fine del semestre europeo

31 dicembre 2014

Dopo il discorso di fine anno è ufficiale: Giorgio Napolitano si dimetterà presto. La data non è stata esplicitata ma il Capo dello Stato ha detto che aspetterà la scadenza del semestre europeo di presidenza italiana. La previsioni che parlavano del 14 gennaio erano quindi piuttosto azzeccate.

Il premier Renzi ha twittato il suo ringraziamento al Presidente uscente non appena il messaggio agli italiani è terminato:

Le previsioni sulla data

24 dicembre 2014

Ci sarebbe la data delle dimissioni di Napolitano: secondo Repubblica in edicola stamani, il presidente avrebbe intenzione di dimettersi il 14 gennaio. Lo avrebbe comunicato già al premier Renzi nel colloquio di ieri, secondo quanto riporta Goffredo De Marchis. Dal Quirinale non arrivano però conferme.

Renzi, riporta il quotidiano, avrebbe preferito un rinvio di qualche settimana per portare a casa la riforma elettorale, mentre a questo punto la partita del Quirinale e quella sull'Italicum rischiano di accavallarsi.

Napolitano: la fine del mio mandato è imminente

18 dicembre

- "La prossima fine di questo anno e l'imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazione sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l'Italia, l'Europa e il mondo", queste parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - dette in occasione del discorso al corpo diplomatico al Quirinale - fanno ripartire il conto alla rovescia verso le dimissioni del capo dello Stato. Questione quanto mai d'attualità visto che proprio oggi sembra si sia risolto il nodo che riguarda l'elezione del nuovo capo dello Stato e l'approvazione dell'Italcum, che verrà prima. Ma se le dimissioni di Napolitano dovrebbero arrivare in tempi rapidi, l'ordine dovrebbe giocoforza invertirsi.

2 dicembre - Le dimissioni di Napolitano non arriveranno prima della fine del semestre italiano di presidenza europea, vale a dire il 31 dicembre. La smentita dell'ufficio stampa del Quirinale è chiarissima:

"Il 22 luglio scorso il Presidente ha affermato: 'Io sono concentrato sull'oggi: e ho innanzitutto ritenuto opportuno e necessario garantire la continuità ai vertici dello Stato nella fase così impegnativa del semestre italiano di presidenza europea. Quell'impegno non è mai stato smentito ed è dunque assolutamente gratuito ipotizzare sue dimissioni prima della conclusione del semestre italiano, al termine del quale il Presidente compirà le sue valutazioni. Si tratta di decisioni, sulle quali egli rifletterà autonomamente, che per propria natura sono e devono essere tenute completamente separate dall'attività di governo e dall'esercizio della funzione legislativa. Il Presidente della Repubblica è e continua a essere impegnato in una serie già programmata di incontri e attività istituzionali sul piano interno e internazionale".

Tra le righe, però, non si legge soltanto la non disponibilità a lasciare la guida mentre il paese di trova in un momento istituzionale così importante; tanto più che nessuno ha veramente pensato che le dimissioni potessero arrivare prima del 2015 e la data ipotizzata era semmai quella del 20 gennaio. Ciò che si capisce è che Napolitano non ha intenzione di arrendersi nella sua ormai personale battaglia affinché le riforme, prima tra tutte quella elettorale, vengano portate a termine.

Per questa ragione è così importante che non si sappia quando il Capo dello Stato ha intenzione di abdicare, per evitare che questo possa essere da alibi per bloccare tutto il lavoro parlamentare in attesa dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Napolitano vuole che le riforme vadano avanti, e finché non si riterrà al sicuro, sembra di capire, non c'è possibilità che si vada a dimettere.

Insomma, ancora una volta torna utile la metafora della fisarmonica, solitamente usata per spiegare come i poteri del presidente della Repubblica si estendono o si comprimono a seconda delle necessità (come abbiamo visto bene negli ultimi anni), questa volta può servire a spiegare come la data delle dimissioni sarà sicuramente "elastica" e tarata in modo da non ostacolare, semmai agevolare, i lavori parlamentari e l'approvazione definitiva delle riforme.

Dimissioni Napolitano: la data è il 20 gennaio?

13 novembre

- Le dimissioni di Napolitano arriveranno il 20 gennaio. Questo almeno è quanto sostiene Il Giornale, che scrive: "Nonostante le pressioni di Matteo Renzi, che vorrebbe rinviare almeno a primavera la rischiosa pratica dell'elezione del nuovo presidente, Re Giorgio avrebbe deciso di mantenere il programma che aveva fissato: conclusione del semestre italiano di presidenza europea, incontro verso il 20 dicembre con le alte cariche della Repubblica per il rituale scambio di auguri, discorso di Capodanno agli italiani con preannuncio in diretta della sua uscita di scena per comprensibili motivi di età e di ‘insostenibilità ‘ fisica del ruolo. Poi, dopo la Befana, le tante procedure formali e la firma della rinuncia al mandato presidenziale".

Ma se è stato tutto deciso con tale precisione, perché mantenere ancora il riserbo? È probabile che Napolitano preferisca non rendere esplicita la sua decisione con troppo anticipo, per evitare di ritrovarsi alle prese con una sorta di "semestre bianco" in versione breve, in cui al capo dello Stato viene chiesto di limitare il proprio ruolo in attesa che venga eletto il successore.

Forse, però, la decisione di non rendere ancora ufficiale la sua scelta è dettata dalla volontà di non precludersi una possibile marcia indietro, nel caso decida di cedere al pressing di Renzi, che vuole dimostrargli, mandando avanti le riforme, che potrebbe essere lui a firmare la nuova legge elettorale. Infine, è anche possibile che Napolitano non voglia smettere di esercitare la sua pressione affinché le riforme vadano avanti, pressione che può esercitare al meglio tenendo le sue dimissioni in bilico.

(Andrea Signorelli)

Dimissioni Napolitano: la famiglia dietro la scelta?

11 novembre

- Le dimissioni di Napolitano sarebbero motivate anche dall'età che avanza, dagli acciacchi che si fanno sentire e dal timore della moglie Clio e dei figli Giovanni e Giulio che debba entro breve trovarsi ad affrontare una crisi di governo, situazione che metterebbe a dura prova la sua resistenza. A dare questa lettura dei fatti anche Linkiesta, che sottolinea come la notizia delle sue dimissioni sia uscita subito dopo una foto che ritraeva un capo dello Stato particolarmente affaticato all'uscita dal cinema.

E’ un’istantanea di Umberto Pizzi, lo storico fotografo romano, scattata durante la prima del film di Ermanno Olmi “Torneranno i prati”. si vede in prima fila Clio, moglie del Capo dello Stato, dietro c’è lo stesso Re Giorgio, affaticato, a braccetto con il figlio Giulio. Bisogna tornare a quella sera, giovedì 6 novembre, perché parte da lì la ridda di voci che inizia a serpeggiare nei palazzi della politica romana, tra palazzo Chigi, Camera e Senato. «Napolitano non ce la fa più, spesso si appoggia a un bastone, gli anni iniziano a farsi sentire» suggeriscono in tanti.

Due giorni dopo la notizia è su tutti i quotidiani e parte la ridda di voci per il toto Quirinale. A pesare sulla decisione, quindi, il pressing della famiglia, che ha avuto la meglio su quello di Matteo Renzi, che preferirebbe avere ancora per qualche mese la "garanzia" di una presidenza Napolitano, che probabilmente viene anche visto come nume tutelare del patto del Nazareno.

Dimissioni Napolitano: il Quirinale non smentisce

14.30

- Dopo un primo momento di silenzio, il Quirinale ha deciso di commentare con una nota la questione delle imminenti dimissioni di Giorgio Napolitano, evitando però di confermare o smentire il tutto:

I giornali hanno dato ampio spazio a ipotesi e previsioni relative alle eventuali dimissioni del Presidente della Repubblica. In realtà, i termini della questione sono noti da tempo. Il Presidente della Repubblica, nel dare la sua disponibilità - come da molte parti gli si chiedeva - alla rielezione che il 20 aprile 2013 il Parlamento generosamente gli riservò a larghissima maggioranza, indicò i limiti e le condizioni - anche temporali - entro cui egli accettava il nuovo mandato. Ciò non gli ha impedito e non gli impedisce di esercitare nella loro pienezza tutte le funzioni attribuitegli dalla Costituzione, tenendo conto anche della speciale circostanza della Presidenza italiana del semestre europeo. La Presidenza della Repubblica non ha pertanto né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione dell'argomento sulla stampa. E restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all'opinione pubblica, ai cittadini.

Intanto il Presidente della Camera Laura Boldrini, nelle stesse ore in cui tra i possibili sostituiti di Napolitano figurano nomi come quello di Roberta Pinotti e Marta Cartabia, ha colto l’occasione per affermare che l’Italia è finalmente pronta per un Presidente della Repubblica donna:

Da tempo il Paese è pronto per avere un presidente della Repubblica donna. Il Paese è molto più avanti della politica. In Italia ci sono donne autorevoli, che hanno delle storie significative ed è giusto che possano essere considerate.
9 novembre 2014

- In poche ore l’indiscrezione sulle dimissioni di Giorgio Napolitano ha scosso il mondo della politica. Dal Quirinale non sono arrivate conferme - si continua a vociferare che l’annuncio arriverà durante il discorso di fine anno - ma la corsa al Colle sembra essere già cominciata. E’ sempre La Repubblica, che ieri si è fatta portavoce dell’indiscrezione, a dar conto di tre dossier che il premier Matteo Renzi avrebbe già pronti, tre nomi di possibili successori di Napolitano.

Renzi vorrebbe comunque che Napolitano restasse in carica almeno fino al prossimo 1 maggio e che sia proprio lui a firmare la riforma elettorale, ma nel dubbio si porta avanti e ipotizza l’approdo al Colle di, sempre secondo le indiscrezioni del quotidiano diretto da Ezio Mauro, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del giudice della Corte Costituzionale Marta Cartabia o della senatrice PD Anna Finocchiaro.

Tra i nomi che si fanno più insistenti col passare delle ore ci sarebbero anche quelli di Romano Prodi, Giuliano Amato e Pier Carlo Padoan, attuale ministro dell’Economia.

Repubblica: "Entro fine anno le dimissioni di Napolitano"

Si torna a parlare di dimissioni di Napolitano, nonostante l'interessato di recente abbia lasciato intendere di avere intenzioni diverse. Ne parla oggi su La Repubblica Stefano Folli. L'ex editorialista e direttore del Corriere della Sera in realtà non aggiunge nulla di nuovo a quanto già anticipato, per esempio, da Dagospia: ormai il Capo dello Stato si sarebbe rassegnato all'idea che la riforma elettorale, e soprattutto quella costituzionale, non arriverà tanto presto, quindi ha deciso di svincolare il suo destino da quello delle riforme.

A questo si aggiunge la risolutezza a non sciogliere le Camere, ma al tempo stesso il timore di dover affrontare una nuova crisi di governo. Folli parla anche della testimonianza al processo di Palermo come di una prova che Napolitano ritiene di aver superato brillantemente, tanto da "meritarsi" il tanto agognato riposo alla vigilia del 90esimo compleanno. A questo punto cade la possibilità che si dimetta dopo l'inaugurazione di Expo 2015, mentre l'unico appuntamento che lo trattiene ancora al Quirinale è la conclusione del semestre italiano di presidenza Ue.

Dagospia: Napolitano si dimetterà a gennaio


Dagospia non è nuovo a lanciare indiscrezioni sulle ormai imminenti dimissioni di Giorgio Napolitano. Già in passato il sito di gossip politico aveva anticipato che "Re Giorgio" avrebbe intenzione di lasciare il Quirinale subito dopo la fine del semestre italiano di presidenza dell'Ue, in un momento compreso tra l'inizio di gennaio e il 29 giugno, giorno in cui compirà 90 anni. Ora il lasso temporale si restringe, e il Capo dello Stato potrebbe annunciare le dimissioni già nel discorso di fine anno del 31 dicembre, che sicuramente sarà l'ultimo del suo mandato.

Napolitano ritiene infatti che lo stato di emergenza che l'ha portato, lo scorso anno, ad accettare il secondo mandato al Quirinale sia infatti cessato, e che il governo Renzi sia in grado di andare avanti con le proprie gambe verso la fine della legislatura o, più probabilmente, verso elezioni anticipate. Un'opzione questa che Renzi vede con grande impazienza, almeno finché i suoi consensi sono ancora alti, ma che Napolitano non sarebbe disposto ad avallare in prima persona.

L'approvazione del Jobs Act a larga maggioranza sarebbe stato il fattore che ha convinto Napolitano che le riforme "si possono fare". Assieme, aggiunge il sito, alla convinzione che il fenomeno M5S si stia sgonfiando, e che non ci sia più il rischio di "lasciare l'Italia in mano a Grillo", un altro dei motivi per cui il Capo dello Stato ha accettato di rimanere al suo posto. Per cui, appena scaduto il semestre di presidenza – in cui, per motivi di prestigio internazionale, non è ipotizzabile né un cambio al Quirinale né elezioni anticipate – Napolitano lascerà il Quirinale e tornerà nel suo appartamento nel Rione Monti, per somma gioia di sua moglie Clio, a godersi una serena vecchiaia.

E al suo posto? Il toto-Quirinale impazza già da mesi, ma i nomi già "bruciati" nel 2013 (Prodi, D'Alema e Amato su tutti) sono ormai acqua passata, tritati dalla rottamazione di Renzi e, soprattutto, dal patto del Nazareno con Berlusconi, che riguarda non solo le riforme ma anche il prossimo inquilino del Quirinale. E quindi anche se il gossip politico vuole che i "poteri forti" avrebbero in programma un Mario Draghi trasferito d'ufficio dalla Bce al Quirinale, Dagospia riporta che il patto del Nazareno avrebbe già individuato il successore di Napolitano in Anna Finocchiaro: donna, in omaggio all'innovazione, e gradita a Berlusconi e Gianni Letta, suo grande sponsor. Per sapere se tutto questo corrisponde al vero, bisogna pazientare ancora meno di tre mesi.

Napolitano Angered By Steinbrueck Comment

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