Legge di Stabilità 2015: la Camera ha approvato con 307 sì e 116 no

Il Ddl Stabilità ora è legge. Approvata la manovra finanziaria 2015.

Lunedì 22 dicembre 2014, ore 22:06 - La Camera dei Deputati ha approvato con 307 voti favorevoli il ddl Stabilità che dunque ora è legge. I voti contrari alla manovra sono stati 116.

Il Ddl all'esame della Camera

Domenica 21 dicembre 201417.10

- Poche ore dopo l’approvazione del Senato e a una manciata di ore dall’arrivo dell’ok definitivo della Camera, le polemiche sulla legge di stabilità 2015 non accennano a placarsi. Oggi Pippo Civati ha lanciato l’ennesima critica:

È record: 33 fiducie in 300 giorni. Una ogni 9 giorni. Praticamente ogni settimana. L’ultima all’alba di ieri (alle 4.45 circa), in un Senato con molti assenti (162 favorevoli 37 contrari e un terzo a casa) sfibrato dall’attesa durata tutto il giorno del testo su cui votarla questa fiducia. Un testo che, si può dire, nemmeno conosceva nella sua edizione finale e che ha votato sulla fiducia. Appunto.

Poi lo sfogo sul testo approvato ieri:

Il testo, di ben 755 commi (in omaggio alla semplificazione), è stato infatti distribuito ai senatori solo poche ore – notturne – prima del voto di fiducia. E si continuerà così. Anzi, si andrà oltre. Perché il Parlamento, altrimenti, frena. Se dice la sua rischia di bloccare le riforme. Quali che siano. Purché siano del Governo, naturalmente.
21 dicembre 2014

- Continua la corsa verso il sì definitivo di Montecitorio alla Legge di Stabilità 2015. Oggi la Commissione Bilancio sta esaminando le modifiche apportate al Senato e, nel primo pomeriggio di oggi, dopo la discussione generale e la replica del Governo, si riunirà ancora una volta.

Poi, alle 18.30 di oggi, la manovra tornerà in aula e, con o senza la fiducia del Governo, si potrebbe arrivare all’ok definitivo già nella giornata di domani.

Legge di Stabilità 2015: il Senato approva la manovra

09.31 -

Il governo ha incassato la fiducia al termine di una lunga maratona notturna: il maxiemendamento alla legge di Stabilità ottiene poco prima delle cinque di mattina il via libera del Senato con 162 sì e 37 no.

La discussione è stata estenuante e si è protratta ben oltre il termine inizialmente previsto (le 2): il Senato ha ora incardinato in aula la riforma elettorale, la cui discussione generale inizierà mercoledì 7 gennaio, decisione che è stata presa dopo l'approvazione della legge di stabilità.

La discussione è stata tesa e febbrile: M5S ha chiesto il rinvio in commissione del provvedimento e alla fine non ha partecipato al voto protestando contro la maggioranza ed i banchi del governo, mentre Forza Italia ha abbandonato i lavori dell'Aula di Palazzo Madama, rientrando in Aula solo al momento del voto.

Ora la manovra torna per la terza volta alla Camera: la giornata di oggi (sabato 20) sarà dedicata a riordinare le misure e solo nel tardo pomeriggio, alle 19, ci sarà un ufficio di presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio che deciderà l'ordine dei lavori: già lunedì è atteso l'ok finale ai documenti di bilancio.

23:09 - La conferenza dei capigruppo ha deciso che la fiducia verrà votata attorno alle 2 di questa notte. Ancora forte la tensione tra maggioranza e opposizione.

Il maxi emendamento presentato recepisce tutti gli emendamenti approvati in. Commissione, tra cui il congelamento del canone Rai 2015, il tetto alla Tasi e il recupero dell'Irap.

19:30 - Il governo ha formalmente posto la questione di fiducia sul maxi emendamento sostitutivo della Legge di Stabilità. Il testo è stato depositato in commissione per una valutazione sulle coperture, mentre il presidente Grasso ha convocato la conferenza dei capigruppo per stabilire i tempi del voto.

19:00 È slittato per due volte il voto di fiducia sul maxi emendamento alla Legge di Stabilità, perché il governo non ha ancora approntato il testo.

Bagarre in aula al Senato e proteste delle opposizioni che chiedono che il ministro Padoan riferisca.

19 dicembre - Slitta al pomeriggio la presentazione al Senato del maxi emendamento alla Legge di Stabilità 2015 su cui il governo porrà la questione di fiducia. Dopo l'interruzione ieri pomeriggio dei lavori in Commissione senza essere riusciti a esaminare tutti gli emendamenti, il governo è freneticamente al lavoro per inserire in un unico testo tutte quelle modifiche su cui la Commissione si era già espressa. E il lavoro si sta rivelando più lungo del previsto.

18 dicembre - Il governo porrà il voto di fiducia sulla legge di Stabilità 2015. Il voto avverrà a breve, visto che tra stasera alle 20 e domani il governo presenterà un maxi emendamento sul quale porrà la fiducia a Palazzo Madama, in alternativa potrebbe chiedere tre voti di fiducia, come è già accaduto alla Camera.

Legge di stabilità 2015: stop agli emendamenti di Imu e Tasi

13.30

- Arrivano ulteriori conferme sulla presentazione, questa mattina, dell’emendamento per bloccare l’aumento di Imu e Tasi per tutto il 2015. Non solo quello: tra gli ultimi emendamenti spiccano anche quello che esclude dal calcolo della rendita catastale i manufatti come le presse usate dalle imprese, i cosiddetti imbullonati, e quello atto a bloccare l’aumento del canone Rai per il 2015, che non dovrà superare la cifra pagata dagli italiani nel 2014.

E’ stato presentato anche un emendamento che punta a bloccare l’aumento della tassa PREU, il prelievo erariale unico, per slot machine e videolottery.

13 dicembre 2014, 11.40 - Sono ripresi come da programma i lavori alla commissione Bilancio del Senato e si annuncia già l’arrivo di un nuovo emendamento alla Legge di Stabilità 2015 che andrà a bloccare l’aumento delle tasse sulla casa nel 2015 con l’innalzamento al 6 per mille dell’aliquota per la Tasi.

Mercoledì 10 dicembre, ore 10.34 - Sono circa 3.800 gli emendamenti alla legge di stabilità presentati in commissione Bilancio al Senato.

Secondo il calendario le votazioni sulle proposte di modifica dovrebbero iniziare domani, quando sono attesi anche gli emendamenti del governo.

Legge di Stabilità 2015: la Camera approva con 324 voti favorevoli

17.40

- Poco dopo l’ok della Camera, il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro dell’Economia, la prima Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2015-2017, considerato l’effetto degli emendamenti al disegno di legge di stabilità 2015 approvati dalla Camera.

15.00 - La Camera ha approvato la Legge di Stabilità 2015 con 324 voti a favore, 108 contrari e 3 astenuti. Il testo passerà ora al Senato e, si spera entro la fine dell’anno, ancora alla Camera.

La tempistica sarà stabilita dalla conferenza dei capigruppo che sarà convocata al termine dei lavori.

30 novembre 2014

- La nuova seduta è cominciata alle 9 in punto, come da programma, con l’esame degli oltre 300 ordini del giorno, quelli che trovate elencati a questo indirizzo.

22.04 - L'Aula della Camera conferma la fiducia al Governo nella terza ed ultima votazione sulla legge di stabilità con 346 sì, 39 no ed una astensione. La seduta riprenderà domani, domenica, alle 9 con l'esame di 306 ordini del giorno ed il voto finale sul testo, che deve passare al Senato.

20.36 - L'Aula della Camera conferma la fiducia al Governo anche nella seconda votazione sulla legge di stabilità con 351 sì, 67 no ed un'astensione.

29 novembre, ore 19.12 - La legge di Stabilità ha ottenuto la fiducia alla Camera sul primo articolo, con 349 sì e 75 no. Un solo deputato si è astenuto.

L'Assemblea di Montecitorio si appresta ora a votare la fiducia sugli altri due maxiemendamenti. Le operazioni di voto dovrebbero terminare tra le 22 e le 23 di questa sera.

Legge di Stabilità 2015: via libera dell'Unione Europea

La UE ha dato il suo benestare alla gestione del bilancio italiano. Il governo può tirare un sospiro di sollievo fino a marzo, quando, insieme a Belgio e Francia, l'Italia sarà sottoposta a una nuova verifica, per constatare se il cammino delle riforme, fortemente voluto da Bruxelles sarà proseguito senza intoppi.

Le procedure di infrazione per il nostro Paese, a lungo temute, non sono state applicate perché la situazione del 2014, particolarmente negativa, è stata ritenuta "eccezionale" dalla Commissione.

Legge di stabilità: gli emendamenti approvati

Giovedì 20 novembre 2014

- La Commissione Bilancio della Camera oggi ha approvato alcuni emendamenti alla Legge di Stabilità. In particolare uno riguarda la riduzione dell'Iva sugli e-book che sarà dunque del 4% come i libri di carta. Questo comporterà una perdita di gettito di 7,2 milioni di euro su un fatturato stimato di 40 milioni, ma la copertura è stata trovata nei fondi per gli interventi strutturali di politica economica.

Un altro emendamento è quello che riguarda, per il 2015, l'aumento da 250 a 400 milioni di euro del fondo per la non autosufficienza che include la Sla. Le risorse saranno prelevate dal fondo per la famiglia che dunque scende da 298 a 148 milioni di euro, poi dal 2016 resta a 250 milioni.

Tra gli emendamenti approvati anche quello che permette di estendere la social card anche agli extracomunitari e quello che stanzia 130 milioni di euro per la promozione all'estero del Made in Italy.
Sono stati anche stanziati 60 milioni di euro per le emergenze nazionali.

Per quanto riguarda il canone Rai, si sta lavorando a un abbinamento con le bollette delle utenze e si sta valutando anche l'ipotesi di finanziare con parte delle maggiori entrate le tv e le radio locali. Il viceministro dell'Economia Enrico Morando ha spiegato a tal proposito:

"Le tv locali sono in una situazione tale per cui hanno dovuto mettere in cassa integrazione una parte enorme dei dipendenti, sono in una situazione di disagio drammatico. L'alternativa al finanziamento tramite il canone Rai sarebbe un intervento immediato sulle radio e le tv locali alla Camera oppure una soluzione più strutturale o alla Camera o in Senato, ma l'impegno del governo è formale a intervenire in questa legge di Stabilità su questo tema"

Legge di Stabilità 2015: l'UE promuove l'Italia, ma non esclude modifiche

29 ottobre 2014

- La Legge di Stabilità 2015 ha ottenuto il primo via liberà dalla Commissione europea, ma questo non significa che sia stata promessa a pieni voti. Anzi. Il commissario Jyrki Katainen, parlando oggi dell’Italia e degli altri Paesi dell’area euro, ha precisato che al momento non è escluso che

la Commissione possa adottare procedure nell’ambito del patto.

Nello specifico, a proposito del nostro Paese, Katainen ha dichiarato:

L’Italia sta facendo cambiamenti importanti, l’agenda di riforme italiana è ambiziosa. Ora bisogna vedere se questi buoni piani saranno approvati da entrambe le Camere del Parlamento e attuati.

Una promozione, insomma, col beneficio del dubbio.

L’Italia si è impegnata in una discussione costruttiva e ha deciso nuove misure di bilancio che ora saranno valutate dai servizi, che ne analizzeranno la qualità, dopo la pubblicazione delle stime autunnali potremo fare una valutazione finale.

Il giudizio definitivo arriverà entro la fine di novembre.

22 ottobre 2014 - Oggi il testo della discussa Legge di Stabilità arriverà alla Presidenza della Repubblica, mentre si attende la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato che, come confermato oggi dal Ministero dell’Economia, arriverà nella giornata di domani. Adesso, lo ha confermato il Colle, il testo

sarà oggetto di un attento esame essendo per sua natura un provvedimento molto complesso.

Intanto l’Unione Europea storce il naso e si prepara a chiedere spiegazioni all’Italia. Come conferma l’ANSA, citando fonti comunitarie, la lettera con cui la Commissione Europea chiederà chiarimenti al nostro governo e lo metterà in guardia contro il rischio di violare le regole europee partirà oggi. La missiva sarà inviata non soltanto all’Italia, ma ad altri quattro Paesi, Francia compresa.

Martedì 21 ottobre Il testo della Legge di Stabilità è arrivato oggi al Quirinale in attesa di bollinatura da parte della ragioneria generale dello Stato e in questa sede sarà oggetto di un “attento esame” in ragione della natura complessa del suo testo. A riferirlo è l’ufficio stampa della presidenza della Repubblica.

Il premier Matteo Renzi è stato al Quirinale per incontrare Giorgio Napolitano a pochi giorni dal consiglio europeo in programma per giovedì e venerdì prossimo.

Intanto il commissario Ue Jyrki Katainen ha chiarito che la lettera all’Italia sulla Legge di stabilità “non è stata ancora inviata” e i servizi europei sono in contatto con l’Italia per avere chiarimenti su alcuni dati. Entro la fine di ottobre la Commissione europea deve decidere se la legge di stabilità italiana (così come quella degli altri paesi dell’Eurozona) rispetti o no le regole del patto di stabilità.

Giovedì 16 ottobre 2014 - Ieri, in tarda serata, il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Stabilità 2015. Matteo Renzi ha riassunto il tutto in delle slide, e in sintesi ha spiegato che vale complessivamente 36 miliardi, "18 miliardi di minori tasse". Tra i principali provvedimenti: il bonus di 80 euro che diventa una misura definitiva, risparmi su Irap e contributi per chi assume a tempo indeterminato, investimenti su scuola, lavoro, giustizia, ricerca e innovazione, sgravi per le Partite Iva a basso reddito. Come si trovano le risorse? 15 miliardi proverranno dalla spending review, 3,8 miliardi recuperati dagli evasori fiscali, un miliardo dalle slot machines.

Ecco tutte le slide con cui il governo ha presentato la manovra

Tutto quello che c'è da sapere sulla Legge di Stabilità 2015


La legge di stabilità 2015 sarà di 30 miliardi di euro, molti di più quindi dei 15-20 ipotizzati finora. Una manovra finanziaria più pesante anche perché al centro ci sarà la riduzione delle tasse di 18 miliardi, la più importante "mai tentata fino a oggi", stando alle parole del primo ministro Renzi. L'obiettivo è sempre lo stesso: rilanciare l'economia di un paese senza più energie, giunto al terzo anno consecutivo di recessione. Il pacchetto sarà varato oggi in un fondamentale consiglio dei ministri che si terrà quest'oggi alle 15, ma già si conoscono alcuni importanti particolari, che potete trovare esemplificati nella gallery fotografica, qui sotto, che raccoglie le slide trasmesse a Ballarò.

Legge di stabilità 2014: le misure
Legge di stabilità 2014: le misure

In particolare, 10 miliardi serviranno per rendere permanente il bonus degli 80 euro; una misura che potrebbe essere affiancata a quella del tfr in busta paga volontario (a costo zero per le tasche del governo) su cui si è soffermato il ministro Poletti: "Vedremo in consiglio dei ministri, ma a oggi dico che è prevedibile che la misura sia contenuta nella legge di stabilità", e in effetti sembra proprio che la possibilità di vedersi anticipati i soldi accantonati per il tfr sarà compresa nel pacchetto (ma solo se il lavoratore lo richiederà). La speranza è riuscire in questo modo a rilanciare i consumi ed evitare che lo spettro della deflazione si faccia ancor più minaccioso (va però detto che fino a oggi gli 80 euro non sembrano aver cambiato le abitudini degli italiani).

Il secondo aspetto fondamentale della legge di stabilità 2015 riguarda invece il taglio dell'Irap: 6,5 miliardi andranno investiti in questo senso, molto più di quanto si fosse finora ipotizzato. L'operazione farà si che a partire dal 2015 il costo del lavoro sarà integralmente deducibile dalla base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive. L'altra misura che riguarda le aziende, e che punta a favorire l'occupazione giovanile, è la cosiddetta "fiscalizzazione degli oneri sociali". Significa che alle imprese sarà consentito di non pagare nessun contributo sui nuovi assunti per un intero triennio, operazione dal costo di 1,5 miliardi.

Un miliardo sarà destinato alla salvaguardia del territorio (ma l'importante è poi vedere come e se verrà speso), un miliardo viene destinato anche alla scuola (per docenti e interventi di manutenzione), 1,5 miliardi per il nuovo sussidio di disoccupazione universale. Una manovra che vale, appunto, un totale di 30 miliardi e che non verrà sicuramente presa bene da Bruxelles, per una semplice ragione: è quasi interamente finanziata in deficit. 13 miliardi infatti arriveranno da tagli, 5 miliardi da entrate fiscali, il resto allargando il più possibile la forbice del tetto deficit/pil, senza comunque arrivare allo sforamento del tetto del 3%. Se quest'anno il nostro rapporto deficit/pil previsto è del 2,2%, ecco che lo si farà salire fino al 2,9%, sfruttando le risorse contenute in quella forbice per provare a rilanciare la crescita. La sintesi estrema di questa legge di stabilità, l'ha data lo stesso Matteo Renzi in un tweet:

Non si tratta quindi di uno sforamento del deficit, come quello invece annunciato dalla Francia con tono di sfida, ma è facile immaginare come dalle parti di Angela Merkel e non solo la notizia (per quanto largamente anticipata) solleverà parecchie perplessità. E in effetti dall'Unione Europea arrivano già notizie di una possibile bocciatura: la legge di stabilità potrebbe essere rinviata al governo italiano perché non in linea con le regole Ue in materia di bilanci degli Stati. L'aggiustamento strutturale dovrebbe essere infatti almeno dello 0,7% del Pil, mentre se questa manovra andrà in porto sarà appena dello 0,1. C'è di più: la Commissione potrebbe anche di aprire la procedura d'infrazione per eccesso di debito.

Per questa ragione Renzi si è sentito direttamente al telefono con Juncker, per capire probabilmente quali sono i margini di manovra per evitare che l'Unione Europea si metta di traverso. D'altra parte il premier italiano sono mesi che va ripetendo che "il tetto del 3% sarà rispettato", ma che al di sotto di quello si agirà con tutta la flessibilità che si ritiene opportuna. E nonostante non sia mai stato dato un assenso esplicito, sembrava che dai falchi dell'austerità fossero arrivati segnali d'apertura importanti. Tanto più che tutto questo avviene mentre la Francia ha, quasi con orgoglio, fatto sapere che sforerà il tetto deficit/pil fino a superare il 4% e mentre anche la locomotiva tedesca inizia a rallentare pesantemente, lasciando Angela Merkel e i guardiani del rigore della Bundesbank sempre più isolati.

Una posizione che permette a Matteo Renzi di lasciarsi andare ad alcune considerazioni con una punta di acidità: "Lo capisce tutto il mondo tranne qualcuno in Europa: la crescita è una priorità". Tra questi "qualcuno", c'è anche il commissario Jyrki Katainen, falco di Bruxelles, il cui portavoce, con un tweet in italiano, precisa: "Mentre alcuni media vedono 'avvertimenti' in ogni parola pronunciata a Bruxelles, noi aspettiamo il piano di bilancio prima di sbilanciarci". Ma se davvero si dovesse arrivare a una bocciatura, e considerando anche il precedente francese, difficile immaginarsi che il premier italiano rinuncia ad andare al braccio di ferro (considerando anche che ingaggiare una lotto contro gli eurocrati non nuoce alla popolarità, anzi).

Renzi e Padoan, lettera all'Ue


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