Carta dei diritti in internet - Diritto all'oblio

Il decimo punto della Carta dei diritti internet è il diritto all'oblio.

Carta dei diritti in internet - 10 - Diritto all'oblio

Carta dei diritti in internet - Il diritto all'oblio è il decimo dei quattordici punti fondamentali elaborati dalla Commissione, ed è anche uno dei temi più dibattuti nel mondo dell'informazione online.

Il punto 10 della dichiarazione recita:


    10. DIRITTO ALL’OBLIO
    Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza.
    Il diritto all’oblio non può limitare la libertà di ricerca e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata, che costituiscono condizioni necessarie per il funzionamento di una società democratica. Tale diritto può essere esercitato dalle persone note o alle quali sono affidate funzioni pubbliche solo se i dati che le riguardano non hanno alcun rilievo in relazione all’attività svolta o alle funzioni pubbliche esercitate.
    Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque ha diritto di conoscere tali casi e di impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico all’informazione.

È evidente che il tema sia delicato e controverso, sia dal punto di vista delle persone che reclamano il loro diritto a essere dimenticati, sia dal punto di vista giornalistico, sia da quello dell'utente finale e del suo diritto a essere informato.

Il diritto all'oblio è una forma di tutela, di garanzia della persona. Di base nasce per evitare che si possano diffondere dettagli che possano generare pregiudizi su un soggetto: se non ci si può appellare al diritto di cronaca, se alcuni particolari non hanno nulla a che vedere con la notizia di cui si parla, vanno omessi. Nasce, essenzialmente, per questioni che riguardano precedenti giudiziari.

E infatti, per i giornalisti, esiste, fra le varie carte deontologiche, la carta di Milano.

Il diritto all'oblio (o a essere dimenticati) è un tema in discussione, al momento, in Europa, in Argentina e negli Stati Uniti e viene considerato, data l’invasività delle informazioni online, un diritto fondamentale dell’uomo. Sulla questione ho scritto lungamente sul mio sito personale.

Si tratta di una faccenda particolarmente rilevante per chiunque faccia informazione sul web. E anche per i motori di ricerca (si legga: Google). Il colosso di Mountain View ha perso una causa contro Mario Costeja González e da allora ha deciso di interpretare anche troppo alla lettera le richieste di cancellazione di alcune pagine dal suo indice di contenuti.

Per esempio, un'ex concorrente di Miss Italia può appellarsi al diritto all'oblio per cancellare – almeno dal motore di ricerca – i risultati che riguardano la sua partecipazione al concorso.

Capirete bene, con questo esempio, che è molto importante che nella Carta dei diritti in internet il diritto all'oblio venga trattato definendo molto bene i paletti del medesimo. Perché di questo passo, qualsiasi informazione potrebbe essere ritenuta dall'oggetto della medesima, meritevole di cancellazione.

E allora il diritto ad informare e informarsi, la libertà di stampa e di informazione, il non essere soggetti – da parte dei giornalisti – a vincoli o autorizzazioni, che fine fanno?

Dall'altra parte c'è il sacrosanto diritto del cittadino a difendersi da palesi violazioni della propria privacy.

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