Matteo Renzi a Domenica Live: il Renzi-pensiero in diretta tv

Matteo Renzi è stato ospite per la terza volta da Barbara D'Urso a Domenica Live: ecco cosa ha detto il Presidente del Consiglio.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato ospite per la terza volta del salotto televisivo di Domenica Live, concedendo una lunga intervista a Barbara D'Urso in diretta su Canale 5: il premier ha spaziato dalla manovra economica alle recenti polemiche sui fatti di Genova, spesso spezzando il suo intervento con qualche battuta.

I nostri colleghi di TvBlog ci hanno già deliziato con la cronaca televisiva del Renzi-pensiero, perfettamente ben incorniciata nello studio della D'Urso, e noi cercheremo di fare altrettanto con la cronaca politica dell'intervista a Matteo Renzi: già, perchè il Presidente del Consiglio, in tempi di Legge di Stabilità, a Canale 5 ci è andato apposta per spiegare a tutti la manovra economica, i successi e gli obiettivi prossimi venturi del governo da lui presieduto.

L'intervista: la legge di Stabilità

Ed è proprio dalla legge di Stabilità che comincia la conversazione, quando il premier dice di voler spiegare la manovra economica "agli italiani":

"Per anni ogni manovra significava prendere soldi dalle tasche dagli italiani. [...]
La legge di stabilità del 2015 rispetto a quella del 2014 prevede 18 miliardi di euro in meno perché abbiamo capito che l’Italia non può sempre pagare. Un punto è chiaro: siccome per vent’anni hanno sempre pagato le famiglie, ora se iniziamo a fare un po’ di tagli ai ministeri, agli apparati e alle regioni, male non gli farà di certo.
Sono tutti arrabbiati. Anche le Regioni, ma gli passerà. Io non penso di avere la verità in tasca ma sono otto mesi che sono al governo, o restituiamo un po’ di soldi alle famiglie o non c’è futuro."

Nella retorica del Presidente del Consiglio fatta di madri orgogliose e figli che studiano e lavorano in Italia, la sanità è invece un un tasto più dolente per chi si rivolge "agli italiani": Renzi parla di riduzione degli sprechi e di riorganizzazione dei sistemi regionali anche tramite tagli di spesa.

La burocrazia e la giustizia

Ritornando sul tema già aperto dopo i tragici fatti dell'alluvione di Genova, la burocrazia, Renzi ha ribadito gli stessi concetti e le medesime misure annunciate già in più occasioni:

"C’è qualcuno in quell’ambito che fa benissimo il proprio lavoro e chi invece fa il furbo. Non dobbiamo dare premi a pioggia a chi non se lo merita. Si dice che gli strumenti tecnologici non siano fatti per gli anziani, ma cosa dite? Ormai tutti oggi hanno un telefonino! Abbiamo portato un provvedimento al Senato che poi passerà alla Camera. Quando verrà approvato, potrai dire ho fatto questa cosa grazie alla pubblica amministrazione, non “nonostante”. Per risolvere questo meccanismo non basta Fonzie, ci vuole tempo. "

Sulla giustizia invece Renzi non ha affrontato temi particolarmente delicati o complessi, limitandosi a ricordare la lentezza elefantiaca della giustizia civile e la necessità di vincolare maggiormente anche il terzo potere dello Stato agli altri due, almeno per quanto riguarda la pubblica amministrazione:

"Investire su un servizio più telematico permette di risparmiare tanto tempo e non solo. Attrazione degli investimenti significa che in un mondo come quello di oggi, se noi abbiamo un sistema di pubblica amministrazione che funziona, le grandi aziende vengono ad investire. ZSe invece anche noi abbiamo bisogno della bussola per orientarci, questo non arriverà mai. "

Il lavoro: dagli 80 euro al Jobs Act

Sul tema caldo del lavoro Renzi spiega che l'ipotesi di anticipare il tfr in busta paga sarà una possibilità non automatica, ma che il lavoratore potrà decidere o meno se usufruirne; su reddito e redistribuzione, oltre che su proprietà personali e tassazioni, Renzi snocciola una serie di esempi anche piuttosto efficaci, fino a giungere al punto dove il telespettatore lo attendeva: gli 80 euro.

"Non ho promesso altri bonus. C’erano gli ottanta euro che ho mantenuto. Oggi un imprenditore che paga un lavoratore gli dà un sacco di soldi ma tra tasse, tfr e contributi, la spesa che fa l’imprenditore se la mangia perlopiù lo Stato. Bisogna mettere a dieta lo Stato. [...] La paura che hanno questi ragazzi non si risolve con uno schiocco di dita, si risolve cambiando il clima di questo paese. Dal 1 gennaio abbiamo fatto una piccola scelta: gli 80 euro li daremo a tutte le mamme che fanno un figlio e per i primi tre anni di vita. Perché io le so le difficoltà. Ottanta euro per tutte le mamme o i papà per tutti i bambini che nascono per i tre anni di vita. Non è questo che risolve ma è un aiuto. Mi hanno detto: gli 80 euro li dai solo a chi vota, appunto per questo li voglio dare ai bambini."

L'agevolazione alla forma contrattuale a tempo indeterminato è un'altra priorità evidenziata dal capo del governo, che sottolinea tuttavia anche la necessità di aiuto alle imprese nell'ottica di una ripresa economica (che, tuttavia, non arriva mai).
Sburocratizzazione e sblocco delle grandi opere pubbliche, spiega Renzi, sono altri due capitoli essenziali per la crescita.

La politica e i diritti

Sul fronte della politica il Presidente del Consiglio mostra i muscoli e punta il dito contro le amministrazioni inefficienti, prendendo anche ad esempio il caso di Genova e i mancati risanamenti per il rischio di dissesto idrogeologico.

Sui lavori parlamentari invece Renzi si dice fiducioso che la maggioranza di governo possa procedere speditamente con le riforme e i lavori d'Aula, un cavallo di battaglia classico del Presidente del Consiglio, che ha spiegato anche come la terza fase, dopo riforme istituzionali e legge di stabilità, riguardi proprio i diritti civili e delle unioni omosessuali:

"E' un tema che suscita tantissime polemiche un po’ ideologiche e un po’ legate alla paura. Tu sai che c’è chi vorrebbe l’equiparazione pura e perfetta, altri che dicono: non tocchiamo niente, lasciamo le cose come stanno arrivando all’aberrazione che passi la vita con uno ma non puoi andare a trovarlo in ospedale in punto di morte. La legge tedesca è la soluzione: il civil partnership la mettiamo nella sessione parlamentare subito dopo la riforma elettorale che purtroppo è slittata: se le cose vanno come devono andare la legge elettorale si è ampiamente chiusa. La proposta sui diritti civili è chiusa, va solo portata al senato. Faccio un appello: evitiamo su questo tema di riaprire la solita violenza ideologica: abbiamo trovato un punto di sintesi, un equilibrio e allora adesso che si faccia. Nei diritti civili ci metto le coppie omosessuali, ci metto il fatto che un bambino figlio di genitori non italiani non può avere cittadinanza italiana."

Ha detto Renzi, che in chiusura di intervento ha elogiato nuovamente i volontari ed i lavoratori del terzo settore.

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Si ringrazia Grazia Sambruna per il lavoro sui testi.


Foto | Barbara D'Urso su Instagram

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